Tag - palestina

Ottobre nero per Israele
Fino a qualche mese fa non potevo immaginare di scrivere questo articolo perché ero straconvinto che non potevo nemmeno pensarlo. Israele si è fondato, consolidato ed è diventato quello Stato intoccabile a livello mondiale basandosi su diversi elementi immaginari che lo stanno portando alla fine. In primis Israele è nato grazie alla complicità del mondo occidentale, che per senso di colpevolezza ha voluto farsi perdonare regalando agli ebrei la terra altrui, cioè la Palestina. Così facendo si pensava che con il passare del tempo quella popolazione palestinese si sarebbe mescolata all’interno del mondo arabo. Oppure come recita il detto popolare “non fare del bene a vecchi e bambini, i vecchi muoiono e bambini scordano”. David Ben-Gurion il primo Ministro Israeliano pronunciò una frase simile affermando nel lontano 1948 “i vecchi muoiono e i giovani dimenticano”. Dopo oltre 100 anni di lotte, di battaglie e di guerre, generazione dopo generazione nessun ha dimenticato anche se i vecchi non ci sono più, e i giovani non solo hanno conservato la causa viva, ma l’hanno trasformata in una battaglia di civiltà, di diritto, di legalità e di giustizia non solo in Medio Oriente, ma a livello mondiale. Basti pensare alle varie fasi storiche più significative dove gli stessi israeliani e i loro amici ed alleati arabi che hanno tentato di liquidare la causa palestinese: la Nakba 1947/1948, la guerra di Suez, la guerra dei 6 giorni 1967, la battaglia di al Karama 1968, “Settembre nero” 1970, la guerra del Kippur 1973, la guerra civile in Libano 1975 l’invasione del Libano 1982, il massacro di Sabra e Shatila 1982, la prima intifada 1987 , la prima guerra del golfo 1990 , e la seconda intifada 2000 e la fine di Saddam Hussein 2000 e con lui lo Stato Iracheno, i vari bombardamenti su Gaza e l’ultimo Tufan al Aqsa ottobre 2023. In tutte queste fasi molti scommettevano sulla fine della causa palestinese e in tutte queste fasi, dopo averla data per morta, risorgeva da sotto le ceneri più forte, più potente e più determinata, per cui la famosa frase di Ben Gurion era ed è una frase che non ha nessun significato sul campo. In secondo luogo, sempre il mondo occidentale, dopo avere capito che il periodo coloniale stava terminando, ha pensato di non abbandonare il Medio Oriente del tutto, sia per la posizione geografica che per l’oro nero, il petrolio, per cui Israele doveva costudire gli interessi occidentali nella zona. Questa ipotesi ha retto fino ad un certo punto e si potrebbe dire che Israele ha giocato questo ruolo in modo intelligente ed abile sia dal punto di vista politico, economico e etico. Ha funzionato al punto tale che ha convinto non solo il mondo occidentale, ma anche certe monarchie arabe, che avrebbe operato per difendere i loro interessi, fino alla realizzazione dei famosi accordi di Abramo. Diversi paesi arabi stavano trattando con Israele per stipulare accordi militari contro il regime degli Ayatollah in Iran. Dopo il 7 ottobre 2023, questo ruolo non solo è crollato, ma anche Israele non era in grado di difendere sé stessa. E ancora, dopo ottobre 2023, il mondo occidentale se n’è accorto: Israele anziché fare il poliziotto per conto dell’Occidente in Medio Oriente è diventato un peso insopportabile economicamente, militarmente e soprattutto eticamente. Solo dagli USA lo stato Israeliano ha avuto sin dalla sua nascita oltre 350 miliardi di dollari. In base agli accordi bilaterali tra Israele e gli USA del lontano 1979 gli USA garantiscono circa 4 miliardi di dollari annui soprattutto per la difesa e nel 2023 questa cifra ha raggiunto un record storco di circa 18 miliardi di dollari. L’Unione Europea formalmente non eroga direttamente aiuti ad Israele, ma lo fa in modo indiretto attraverso i progetti di ricerca scientifica e tecnologica, sono 213 progetti finanziati dalla UE per un ammontare di un miliardo di euro, in aggiunta a questo va precisato che tra la UE e Israele cè il famoso accordo di Associazione tanto discusso, ma purtroppo ancora in vigore. Sarebbe utile analizzare il flusso di denaro che arriva ad Israele sia dai singoli stati Europei che dalla stessa UE. Perché cosi i cittadini europei potranno vedere dove vanno le tasse che pagano annualmente. Basti pensare ai giovani, all’opinione pubblica europea, alle mobilitazioni oceaniche a favore della Palestina. Ogni giorno che passa mi convinco di più per quanto riguarda il continuo sostegno del mondo occidentale ad Israele, nonostante sia uno stato genocida, trova la suo forte motivazione dentro il mondo occidentale nel suo complesso perché esso stesso è coloniale per cui in Israele trova se stesso. Il mondo occidentale non permetteva la sconfitta dello Stato di Israele, ma oggi, e dopo questi lunghi anni, lo stesso Stato di Israele non rappresenta ciò che rappresentava tempo fa per il mondo occidentale: anziché essere di aiuto è diventato un peso politico, economico, morale. Oggi l’occidente, che predicava il diritto, la legalità, il multilateralismo, gli organismi internazionali, deve decidere cosa fare. Continuo ancora a credere che l’Occidente non permetta ancora oggi la sconfitta militare di Israele, ma credo che allo stesso tempo non possa continuare a nascondere la testa sotto la sabbia di fronte al genocidio del popolo palestinese per cui non farà nulla per salvarlo da sé stesso. Credo che lo stato di Israele stia arrivando alla fine della sua corsa grazie all’autolesionismo interno, perché il paese potrebbe essere alla vigilia di una guerra civile di cui nessuno può prevedere la conseguenza sul campo. Infine, la determinazione del popolo palestinese sia quella componente che si trova in Palestina che quella della diaspora, nel continuare la sua lotta generazione dopo generazione fa sì che il mondo intero venga messo in crisi non solo dal punto di vista militare, ma etico e morale. Di fronte a questo scenario, l’autolesionismo interno in Israele, la continuità della lotta palestinese per l’indipendenza e la libertà e la convenienza dell’Occidente fanno sì che il percorso verso la fine di Israele sia già iniziato e sarà inconvertibile perché la forza della ragione è più potente della ragione della forza. I tanti imperi del passato che hanno consolidato la loro esistenza basandosi sulla forza sono finiti dall’interno, i Greci, i Persiani, i Romani, i Faraoni, gli Arabi e gli Ottomani, non credo che lo stato genocida di Israele sia diverso da tutti questi imperi del passato. Ottobre nero, questo mese rappresenta per tanti israeliani un mese particolare perché nello stesso mese nel lontano 1973 la guerra del Kippur, nel 2023 l’attacco di Hamas e nel 2026 il voto. Martedì prossimo 27 ottobre è una data importante perché gli israeliani vanno ai seggi elettorali per eleggere i 120 membri del Knesset, il parlamento israeliano, la preoccupazione è che i seggi elettorali forniscano al paese un parlamento ancora più radicale. Gli analisti affermano che nel caso di sconfitta del blocco dell’attuale Primo ministro il paese potrebbe rischiare una guerra civile. Va precisato che dal 2023 ad oggi circa mezzo milioni di cittadini israeliani cosiddetti laici hanno abbandonato il paese consegnandolo agli integralisti. Per noi palestinesi al di fuori della lista del gruppo misto “i cittadini palestinesi” nessun degli altri blocchi principali hanno nei loro programmi un percorso di pacificazione e quindi di rivalorizzare e riattivare la famosa equazione due popoli per due stati. Un detto popolare palestinese recita: “i tarli del legno nascono dal legno stesso”, cioè per dire che il pericolo non viene dall’esterno, ma nasce dall’interno e Israele non sarà una eccezione. Milad Jubran Basir, Giornalista Italo Palestinese e attivista per i diritti umani Milad Jubran Basir
October 25, 2026
Pressenza
Palestina libera!
ASPETTANDO LO SCIOPERO GLOBALE del 30 OTTOBRE… Plestia Alaqad, Matteo Giusti, Sarah Parenzo, Stefania Ascari – “persona non gradita in Israele”  – e Michelle Pace, licenziata in Danimarca. Notizie dal porto armato di Livorno con aggiornamenti (di Anbamed e Radio Onda d’Urto) e un’ultim’ora di SKY dalla Cisgiordania. ULTIMORA DA SKYTG24 Due uomini armati hanno sparato per venti minuti contro
October 24, 2026
La Bottega del Barbieri
Michele Giorgio dalla Cisgiordania
Michele Giorgio, inviato del Manifesto in Cisgiordania, commenta gli ultimi eventi in Cisgiordania e la situazione politica in Israele a pochi giorni dalle elezioni che si terranno il 27 ottobre.
October 24, 2026
Radio Onda Rossa
La Global Sumud Flotilla sostiene lo sciopero del 30 ottobre
La Global Sumud Flotilla ha diramato un comunicato di sostegno allo sciopero internazionale dei porti del 30 ottobre: una mobilitazione a livello globale, che ha ormai coinvolto più di cento scali portuali in 17 paesi. Come USB, tra le organizzazioni promotrici dello sciopero internazionale dei porti, ringraziamo GSF per il […] L'articolo La Global Sumud Flotilla sostiene lo sciopero del 30 ottobre su Contropiano.
October 24, 2026
Contropiano
Reggio Emilia tra virtù urbane, militarizzazione e Palestina
M’arrendo, ma il cuore spaurito non si addormenta; alle soglie dell’anima gli affanni accendono il terrore dell’esercito alle mura […] fuoco divampa, acre nembo contamina la città. Eschilo Quando a scuola si valuta un compito o la prestazione di un alunno/alunna, è buona norma iniziare prima da quel che è positivo, rispondente almeno un minimo alla consegna e successivamente segnalare gli errori. Così provo a fare per la città di Reggio Emilia di cui molto ci siamo occupati nei commenti e nelle analisi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Succede che in questa città, segnata da una storia antifascista e resistente, capace di accogliere e ospitare con la bonomia tipica del romagnolo che ama ridere e mangiare anche quando lotta (mi si perdoni lo stereotipo), ci siano realtà in movimento, gruppi di soggetti che reinventano forme di fare politica. Come sta accadendo in molte città italiane e europee, è in atto un risveglio, una sorta di reazione immunitaria alla deriva della destra e della repressione di stato. VIRTÙ URBANE Capsa inutilitatis, lo scatolone dove raccogliamo le cianfrusaglie che ci proponiamo di gettare nel cassonetto. Questo il nome della Compagnia Teatrale formatesi in una scuola di Reggio Emilia (IC “E: Fermi”) e allargatasi ad accogliere altri giovani, giovanissimi, dagli undici ai quattordici anni. Il sito della scuola mostra la solita apertura su Futura e altre diavolerie che rendono le scuole del regno tutte conformi al modello ministeriale, ma si nota anche qualche deviazione dai modelli imposti che, forse, designa un tentativo di smarcarsi dall’ovvio. Il bullismo, nella versione modernizzata in cui fra vittima e carnefice c’è di mezzo un dispositivo, è trattato – così pare – dagli insegnanti attraverso schede di segnalazione e monitoraggio a cura degli alunni/alunne. Non vedo signore carabiniere in azione, ma non è detto. L’esperienza teatrale, dice il suo conduttore al giornale locale, non è una produzione di merce per lo spettatore pagante, ma un percorso di autoformazione. Nel video, si vedono ragazzi che lavorano sul proprio corpo, che imparano ad ascoltarne, attraverso il movimento e la percezione in scambio con altri corpi, le potenzialità di cura. Cura per i disagi della prima adolescenza, per quelli legati al sapersi esposti a una realtà sociale piena di prove aspre, in contesti di conflitto che sfociano in guerre, non più così lontane (clicca qui). Viene in mente, guardandoli cercare il gesto, la postura, in levare, per togliere gravità o consegnarla alla terra, per pestare ed eliminare la bruttezza, il lavoro della compagna di Mario Martone Falso movimento, nata a Napoli nel 1977. Si vede il movimento che da scomposto cerca l’armonia – come si insegna a questi ragazzi – nel film “Teatro di Guerra” (1998) quando, in una Sarajevo assediata venne rappresentata la tragedia “i Sette contro Tebe” di Eschilo (da cui ho estratto l’esergo). Barbara Bertani, maestra, attivista che Reggio Emilia lavora e vive, invia una locandina in cui si segnala un interessante incontro relativo alla scolarizzazione dei bambini e dei giovani appartenenti alle comunità Rom e Sinti (immagine in calce). Quando il Ministero, allora non del merito, mi diede un distacco all’Opera Nomadi di Roma per costruire un quaderno di viaggio che accompagnasse negli spostamenti i figli dei  Sinti e dei Camminanti Siciliani (credo ormai scomparsi, assorbiti nel sottoproletariato urbano), mi resi conto quanto gli zingari fossero invisi anche a persone di specchiata urbanità e schierate a sinistra. Del resto, andando a Spinaceto un quartiere di Roma dove avevano assegnato alcuni appartamenti a famiglie di Rom abruzzesi, per svolgere un corso di alfabetizzazione alle donne, toccai con mano il loro disprezzo verso di noi gagé-gagi e fu faticoso conquistarmi la loro fiducia. Barbara ha insegnato nelle scuole comunali, quando esistevano, ai bambini di queste comunità emiliane. Ora, ha traferito il significato profondo di quella esperienza al lavoro nelle classi multietniche, nello spettro del famoso tetto massimo previsto dal nostro soccorrevole governo. Annoto, che le famiglie non italiane, i loro figli nati in Italia, rappresentano la percentuale più alta della popolazione in stato di povertà conclamata o appena sotto la soglia. DEMERITI URBANI Reggio Emilia si segnala anche perché i suoi amministratori consentono di cementare, asfaltare un bosco perché non classificato e farci un bel mall Conad, ovviamente super, perché la normalità del mercato rionale è un reperto del passato. Reggio Emilia, come ho già scritto, ha dato i natali al senatore PD Graziano Del Rio, promotore della proposta di legge in cui finalmente spiegheranno, a noi fazioni proPal, la differenza fra sionismo e antisemitismo, ovviamente minacciando tutte le misure sanzionatorie necessarie nel caso di infrazione, di reato (contro lo Stato teocratico di Israele). Nell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, ci siamo di recente occupati delle scuole dell’infanzia Reggio Children legate alla Fondazione Malaguzzi (clicca qui; oppure qui; o anche qui; e infine qui). La polemica scatenatasi dopo l’invito, o chissà l’autoinvito, di alcuni docenti e dirigenti di scuole ebraiche statunitensi alle prestigiose scuole “più belle del mondo”, e che ci invidiano oltreoceano e oltre-Manica, ha occupato molti quotidiani, non solo locali. Giorni fa il blog del quotidiano Il sole 24 Ore dava conto della vivace protesta del Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlum, intervistato mentre è in discussione il DdL antisemitismo, per un commento sulla vicenda reggiana, sulla maldestra richiesta della Fondazione Malaguzzi agli insegnanti che vorranno visitare le scuole di una dichiarazione di dissociazione dalla politica israeliana. Ovviamente, ne è seguito uno sdegnato diniego, meglio stare a casa, al sicuro sotto la protezione di Trump (c’è davvero da fidarsi degli umori di Donald?). La confusione nell’ acceso intervento di Fadlum, si mostra per incredibili cadute di stile politico: la democrazia nel nostro paese non sarà più tale se non passerà questo decreto; senza ebrei diventeremo uno stato totalitario; chi entra in Italia in modo clandestino è un pericolo, forse prepara un 7 ottobre nostrano. A seguire fa eco, più compostamente, Livia Ottolenghi, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che sostiene la propria adesione alla proposta di legge, e anche l’Ambasciatore israeliano dice la sua, inutile sottolineare , sotto lo scettro di Bibi Natanyahu (clicca qui). Il servizio continua ma lascio la sua visione e mi sposto su Le Monde Diplomatique di ottobre. Due articoli ci ricordano cosa sta avvenendo in terra di Palestina. In apertura la giornalista Amira Hass che vive in Cisgiordania, scrive del terrore coloniale che, armi in pugno, esercitano le comunità di ebrei, insediantesi con il consenso  del Governo dove meglio credono. Si fanno spazio. Usano i loro figli, bambini e adolescenti, per attaccare le case dei palestinesi. I giovani se fermati, e non solo non succede ma arrivano alle case e ai campi palestinesi accompagnati dall’esercito regolare, non sono punibili. Il secondo pezzo si deve a Ilan Pappè, noto storico e esperto israeliano, in cui si commenta la deriva verso la teocrazia disegnata dall’attuale politica di Israele. La Grande Giudea sognata dal sionismo ottocentesco, in fase di realizzazione dall’inizio del secolo scorso, con la complicità e nell’imbarazzato silenzio dell’Europa, è il sogno degli integralisti. Il “Blocco dei fedeli”  è un movimento attivo dal 1974, nato dopo la vittoria dl 1967 contro gli stati arabi. Lo storico continua, prospera la fortuna di questi gruppi estremisti, terroristi per genealogia famigliare, il testimone passato da padre in figlio (un esempio è la potente famiglia Kook). La diffusione di ben tre film nelle sale di tutta Italia e in molti paesi europei (ma qualcuno ne ha vietato la distribuzione) di Palestina 1936, di Naza e del docufilm Bibi files, non so se ha dato la sveglia ai prudenti e agli scettici. Eventualmente, per capire l’inferno quotidiano vissuto dai palestinesi, si può tornare a due storie meno note, forse più didascaliche ma molto chiare, raccontate dalla regista Farah Nabulsi “The present” e “ The Teacher” , rispettivamente del 2020 e del 2023. Il presente, la quotidianità, di una famiglia palestinese è abitato dai posti di blocco e dalle umiliazioni che ai passaggi si subiscono. Nel caso raccontato, lo sfregio alla dignità è inflitto al padre di fronte alla sua bambina da ragazzotti in divisa, armati fino ai denti. Il maestro è un palestinese che ha perso un figlio ucciso dall’IDF e che tenta, attraverso il suo lavoro, di convertire l’odio di un adolescente in opposizione politica e speranza nel futuro. Salverà il suo alunno dalla prigione assumendosi l’onere dell’omicidio di un colono, commesso dal ragazzo per vendetta. Cosa sono le carceri israeliane e cosa significhi per un palestinese essere arrestato anche solo alcuni giorni, è purtroppo cronaca, non solo rappresentazione drammaturgica. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Iniziative per la Palestina in tutta Italia e oltre
ultime notizie: tornati padre e figlio arrestati durante la raccolta delle olive in Palestina e arrestate altre persone, tra cui 4 donne italiane ad al-Bweib (sud di Hebron); arrestato anche Bilal, storico compagno palestinese. assegnazione di premi in riconoscimento alla solidarietà con la palestina e mobilitazione recente a Benevento. qui sotto una trascrizione parziale delle iniziative presentate nella corrispondenza. VENERDI' 23 OTTOBRE * Pordenone ore 20 iniziativa "La Palestina nella storia" * Trieste ore 18 iniziativa "La diaspora palestinese in Italia" * Napoli ore 9-18 iniziativa "La salute sotto attacco" (Sanitari per Gaza) * Milano ore 18-19 flash-mob a sostegno dei prigionieri politici palestinesi; ore 19:30 mappa per la pace + proiezioni Nazra 2026 * Modena inizio tre giorni dedicata alla Palestina, ore 21 rassegna cinematografica; domani dibattito pubblico; domenica 10:30 discussione. + oggi proiezione Nazra 2026 * Roma mostra fotografica sulla Palestina; ore 17 presidio per bambin palestinesi in piazza Capranica * Siena Palestine Film Short Fest * Bolzano Nazra 2026 * Genova Nervi ore 19 coro di giovanissime voci palestinesi SABATO 24 OTTOBRE * Milano 16:30 piazza per la palestina in piazza Leonardo da Vinci * Empoli iniziativa "No Genocidio Palestina Libera" * Firenze proiezione Nazra 2026 * Varese ore 16:30 iniziativa "Rompiamo il silenzio" * Lavagna (Genova) ore 21 coro di giovanissime voci palestinesi * Messina spettacolo teatrale  * Brescia -> presidio presso la base nucleare "Contro la guerra e contro il nucleare" DOMENICA 25 OTTOBRE * Viareggio presentazione libro "Sionismo = nazismo" * RAITRE ore 20:30 reportage da Gaza LUNEDI' 26 OTTOBRE * Cesena proiezione "Nazra 2026" * Genova dibattito "La solidarietà non ha confini" con Moni Ovadia * Empoli iniziativa "Coltivare diritti in Palestina" in conclusione saluto postumo al compagno Patrick Boylan (87 anni) statunitense militante storico per la palestina e i conflitti di classe in Italia. solidarietà a Fabio Marcelli, compagno che ha ricevuto minacce di morte da parte di sionisti. solidarietà a Udine per le 15 persone portate a processo dopo i fatti del corteo contro la partita Italia-Israele (14 ottobre 2025), la cui udienza preliminare ha avuto luogo il 15 ottobre scorso. infine ricordiamo che nelle ultime settimane 3 milioni di persone sono scese in strada contro i king negli USA, oltre 3000 iniziative in 50 stati con grossi flussi verso Washington, Philadelphia, New York, e molto altro.  
October 23, 2026
Radio Onda Rossa
Roma sa da che parte stare! la giunta Gualtieri e il consiglio comunale NO!
PRESIDIO IN CAMPIDOGLIO PERCHÉ LA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE CHE CHIEDE LA ROTTURA DEI RAPPORTI DELLA CITTÀ CON ISRAELE PER FERMARE IL GENOCIDIO IN ATTO SIA DISCUSSA IN CONSIGLIO. IL REGOLAMENTO COMUNALE PREVEDE LA POSSIBILITÀ DI PRESENTARE DELIBERE CON LA FIRMA DI 5000 PERSONE DA RACCOGLIERE IN 3 MESI. IL COMITATO NE HA RACCOLTE 16.000 MA LA DELIBERA DA SEI MESI (DATA IN CUI È STATA CONSEGNATA) NON VIENE MESSA ALL’ORDINE DEL GIORNO DEI LAVORI CONSILIARI. In piazza a partire dalle 11:00 di oggi 22 ottobre 2026. E come sempre vi portiamo ad ascoltare alcuni degli interventi che ci sono stati e come si è svolto il presidio. 1 apertura 2 Nunzio 3 fateci entrare 4 Yousef 5 Giulia 6 intervento dalla piazza 7 ci si incatena Francesca (sanitari per Gaza) e ... ci si scatena delegazione: risultati dell'incontro https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/10/uscita-della-delegazione.mp4
October 22, 2026
RadioSonar.Net
Roma. Interrompere i rapporti tra il Comune e Israele. In Campidoglio si incatenano a Marco Aurelio
Ultim’ora. La giunta comunale ha proibito alla delegazione di “Roma sa da che parte stare” di salire al consiglio comunale. In risposta gli attivisti si sono incatenati alla statua di Marco Aurelio! “Vogliamo la discussione della delibera e la rottura di tutti i rapporti tra Roma Capitale con il sionismo!” […] L'articolo Roma. Interrompere i rapporti tra il Comune e Israele. In Campidoglio si incatenano a Marco Aurelio su Contropiano.
October 22, 2026
Contropiano
Convegno – Il diritto di uscire. Il diritto di tornare
Orientamenti a confronto a partire dal contenzioso sui visti umanitari relativo alla popolazione palestinese di Gaza Venerdì 30 ottobre 2026, a Roma e online, ore 9.15–18.30, in presenza presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza, Università Roma Tre. Promosso da ASGI, Università Roma Tre – Dipartimento di Giurisprudenza e Legal Clinic. -------------------------------------------------------------------------------- Il recente contenzioso italiano ed europeo in materia di visti umanitari, accesso alle rappresentanze diplomatico-consolari e possibilità di lasciare Gaza ha riportato al centro del dibattito una questione giuridica fondamentale: se, e a quali condizioni, gli obblighi di protezione gravanti sugli Stati possano produrre effetti anche prima dell’ingresso dello straniero nel territorio nazionale e imporre l’adozione di misure idonee a consentirne l’accesso. La questione investe in Italia il diritto costituzionale d’asilo, il diritto dell’Unione europea e gli obblighi internazionali di tutela dei diritti fondamentali e pone al tempo stesso interrogativi rilevanti sull’effettività, sull’estensione e sui limiti della tutela giurisdizionale. A partire dal contenzioso sui visti umanitari relativo alle persone palestinesi presenti a Gaza, il seminario intende mettere a confronto le diverse ricostruzioni emerse nella dottrina e nella giurisprudenza, individuare i nodi interpretativi aperti e verificare quali strumenti l’ordinamento offra – e quali limiti presenti – per garantire un accesso effettivo alla protezione quando il raggiungimento del territorio costituisce esso stesso la condizione necessaria per poterla ottenere. Scarica il programma completo Partecipazione e accreditamento: evento gratuito aperto a chiunque sia interessata/o, con obbligo di iscrizione tramite il modulo. Clicca qui per l’iscrizione Il convegno è in attesa di accreditamento da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma ai fini del riconoscimento dei crediti formativi per avvocate e avvocati che parteciperanno al seminario in presenza. * Per informazioni: gaza@asgi.it
Palestina: «La bara per Marcelli è pronta»
«Perché difendere la Palestina mi sta costando minacce di morte».  di Fabio Marcelli (*) “Qui l’agenzia di pompe funebri. Volevamo avvisare il signor Marcelli che la bara è pronta”. Giovedì 8 ottobre alle ore 12.30 circa ho ricevuto questo sibillino e minaccioso messaggio. Quali gli autori? Come ho riferito alle Forze dell’Ordine, prontamente avvisate e assai cooperative e disponibili, ho
October 21, 2026
La Bottega del Barbieri