Ex Gkn, la cooperativa Gff pronta a salpare
Il primo pezzo di piano industriale in autunno. Unico finanziatore:
l’azionariato popolare. istituzioni sparite dai radar.
Convergere, salpare, insorgere. Si intitola così il documento conclusivo
dell’assemblea dell’azionariato popolare del 12 luglio a Campi Bisenzio. Oltre
500 persone riunite a villa Montalvo hanno ascoltato attentamente gli interventi
per oltre cinque ore e infine approvato l’avvio di una prima parte del piano
industriale, quella delle cargobike.
Non era questo il piano originario, uno dei tanti elaborati in questi cinque
anni di gioco dell’oca con il capitale e le istituzioni, ma è quello che si può
mettere a terra da subito e con le sole nostre forze, perché, come si legge sul
documento “non c’è più tempo”. Tutto quello che è stato faticosamente ottenuto a
suon di manifestazioni, occupazioni, scioperi della fame e campagne di ogni tipo
è stato vanificato dall’atteggiamento attendista delle istituzioni locali, che
hanno creato il consorzio di sviluppo industriale della piana per lasciarlo lì a
candire, né più né meno di quanto hanno fatto i tavoli ministeriali, rinvio su
rinvio e il capitale, annuncio su annuncio.
Cinque anni alluvionati da fiumi di parole e da nessun fatto. Ora un fatto c’è:
si parte. E si fa con quello che abbiamo: 2mila soggetti che hanno partecipato
all’azionariato popolare, oltre un milione di euro, un piano industriale in tre
direttrici, una cinquantina di posti di lavoro in cinque anni, una società
operaia di mutuo soccorso e il suo ristoro, emporio, birreria e pizzeria
popolare come strumento di convergenza con le reti contadine e con le realtà di
lotta. L’azionariato popolare servirà a partire con le cargobike e con la
formazione all’installazione e al riciclo dei pannelli fotovoltaici, attività
per le quali sarà necessario un finanziamento bancario, per il quale Banca Etica
si è già detta disponibile. Le tre direttrici del nuovo piano saranno operative
in cinque anni e alla fine arriveranno a impiegare 47 lavoratori e lavoratrici.
E la lotta? La lotta va avanti. Continuerà quella per riaprire la ex Gkn e
perché i lavoratori e le lavoratrici abbiano tutto il dovuto, compresi i
necessari risarcimenti morali e professionali. Continuerà quella del Collettivo
di Fabbrica, che sarà il “depositario della memoria, dell’autorevolezza e del
patrimonio politico costruito in questi cinque anni di lotta. La Società Operaia
di Mutuo Soccorso Insorgiamo sarà lo strumento attraverso il quale continueremo
a organizzare la rete solidale e il mutualismo conflittuale”.
Continuerà la costruzione di un polo della cultura working class, così come
vengono confermate tutte le scadenze che hanno segnato questi cinque anni: il
festival di letteratura working class, il 9 luglio, il Capodanno. Continuerà la
convergenza eco-sociale tra movimento operaio e movimento climatico, la lotta
contro il riarmo e per la Palestina libera. “Che la Palestina sia presente in
ogni lotta e che ogni lotta sia anche per la Palestina” si legge nel documento
approvato dall’assemblea. “Il nostro impegno internazionalista, al fianco della
resistenza palestinese e di tutti i popoli oppressi, dovrà continuare ad
attraversare ogni nostro progetto.”
Così, la cooperativa Gff salpa e lo fa in un mare in burrasca e infestato di
demoni. Ma quella barca non è sola, perché ha accanto chiunque in questi cinque
anni abbia visto nel Collettivo di Fabbrica un’occasione, forse l’ultima, per
tornare a lottare per una vita bella, attraverso un progetto che nello stesso
momento sta per terra e vola in cielo.
I semi gettati sono tantissimi e sono già germogliati, nei macrolotti come nel
Mediterraneo. La cooperativa Gff salpa e noi salpiamo insieme a lei, “non con il
mercato ma contro il mercato”, come una flotilla nell’economia.
Per Un'Altra Città