
Kanye West riceve 4 milioni di euro, mentre i miei genitori, con due impieghi statali, non riescono a coprire i miei interventi chirurgici
Pressenza - Thursday, July 9, 2026Si dice che una regina, di chi si tratti non c’è certezza storica, a chi le disse che il popolo aveva fame rispose: “Se non hanno pane che si mangiano le brioches”.

Con la stessa arroganza Edi Rama ha deciso di stanziare 4 milioni di euro per contribuire alle spese di un mega concerto del rapper statunitense Kanye West, che rischiava di fallire a pochi giorni dall’evento, per i troppi biglietti invenduti, a causa del prezzo davvero esorbitante (dai 292 ai 339 euro) a fronte di un salario medio di circa 400 euro e con pensionati che sopravvivono con 110 euro mensili.
Ieri sera, nel presidio di massa davanti al palazzo del primo ministro, gli interventi denunciavano questo scandalo, che ha aggiunto benzina sul fuoco della protesta.
Inizialmente Rama aveva rassic che il governo avrebbe assicurato “solamente”(!) i costi della logistica, dell’accoglienza e della sicurezza” senza specificare la spesa complessiva, assicurando che le spese sarebbero state coperte da investitori privati albanesi, tedeschi e turchi.
Poi a pochi giorni dal concerto, di fronte all’ormai certo flop, la decisione di utilizzare 40 milioni di euro, prelevati dal fondo di riserva dello Stato utilizzando in modo assolutamente improprio l’articolo 101 della Costituzione che consente al governo di fare decreti, in caso di necessità e di urgenza, senza bisogno di passare dalla approvazione del parlamento.
Il decreto é stato pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio generando ulteriore indignazione nei confronti di questo politico che ormai, più che governare, regna come un sovrano assoluto.
Ci si chiede se Edi Rama abbia perso completamente il polso del Paese o se davvero crede che eventi come questo possano avere una ricaduta positiva sull’immagine del Paese generando ricadute economiche.
Per la piazza é solo l’ultimo episodio della corruzione che accompagna ogni decisione governativa e questo non fa che alimentare la protesta quotidiana.