ANPI Crescenzago a Milano, incontro pubblico con le organizzazioni palestinesi e la cittadinanza attiva

Pressenza - Thursday, July 2, 2026

Promosso dalla Sezione ANPI Crescenzago, hanno partecipato all’incontro-dibattito del 25 giugno, nell’ambito del NAMA Summer Festival, nell’area del Parco Martesana e sono intervenuti/e: Iman (Associazione Donne Palestinesi); Mariem (GPI, Giovani Palestinesi in Italia); Amir (API, Associazione Palestinesi in Italia); impossibilitato a partecipare, Kader, per la Comunità Palestinese in Lombardia, ha inviato un messaggio di adesione. Ha presentato e condotto il dibattito Giuseppe Natale, presidente di ANPI Crescenzago.

Nella prima parte dell’incontro vengono ricordati gli obiettivi fondamentali  e le motivazioni che hanno portato ANPI Crescenzago a prendere l’iniziativa, in posizione critica nei confronti della dirigenza milanese. Al primo posto vanno messi l’ascolto della voce delle realtà palestinesi della diaspora e la partecipazione e il sostegno alle loro iniziative. La data simbolo della memoria storica e dell’impegno universale antifascista e antirazzista è il 25 Aprile, il giorno della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Legittimo e liberatorio è stato il fermo e pacifico rifiuto delle provocazioni sioniste e fasciste, e l’espulsione di gruppi sionisti dal corteo di quest’anno. Inaccettabile la gestione chiusa e “nazionale” della celebrazione ufficiale del 25 Aprile, che invece deve rappresentare l’antifascismo di oggi e le resistenze dei popoli oppressi e sottoposti a guerre e genocidi. Molto grave e assolutamente negativa la decisione del Comitato organizzatore di negare la parola alla rappresentanza palestinese, nonostante le reiterate richieste firmate da centinaia di cittadine-i e da iscritti-e all’ANPI.

Tutti gli interventi hanno ribadito la necessità di:

  • denunciare con sempre maggiore determinazione il genocidio ancora in corso e lottare per fermarlo
  • “pensare globalmente e agire localmente” contro la barbarie genocidaria sionista e tecno-capitalistica
  • contrastare le false narrazioni sulle guerre e sulle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale
  • interrogarsi sul che fare e come resistere qui e ora
  • allargare la solidarietà per la Palestina libera e la condivisione la più estesa possibile di iniziative e azioni  efficaci e generalizzabili
  • opporsi alle misure repressive del governo italiano e fare continue pressioni sulle amministrazioni locali
  • manifestare con atti esemplari la solidarietà ai prigionieri palestinesi, relegati e torturati nelle famigerate carceri israeliane e ai palestinesi incarcerati ingiustamente in Italia perché, con le loro opere benefiche e di aiuto alle vittime (in particolare ai bambini), sono accusati di sostenere la resistenza armata di Hamas.

Nella seconda parte, il dibattito è proseguito con gli interventi delle rappresentanze di diversi gruppi, associazioni, comitati e di cittadinanza attiva che operano a Milano e in Lombardia per la Palestina e contro il genocidio, per la pace e il disarmo, per gli aiuti umanitari e per il diritto internazionale uguale per tutti i popoli: Salam Ragazzi dell’ulivo, BDS (Boicottare, Disinvestire, Sanzionare), Global Sumud Flotilla, Comitato Casoretto; testimonianze dal presidio silenzioso di Piazza Duomo, dalla Tenda per la Palestina di Varese e da altre realtà e singole persone impegnate.

E’ stato messa in evidenza l’importanza di questo tipo di incontro come momento necessario – da rendere periodico – per dialogare, riflettere e migliorare i livelli di collaborazione e di azione, di comunicazione e informazione alternative contrastando quelle dominanti asservite ai poteri criminali; per creare reti di resistenza e  di obiezione sociali e politiche; per ampliare il coinvolgimento del maggior numero possibile di persone e consolidare il sentire comune di “restare umani”.

Tra le iniziative più urgenti da intraprendere, oltre a mantenere quelle in corso e inventarne altre – ad esempio aumento dei prodotti israeliani da boicottare e sciopero settimanale della spesa – si è individuata quella di sottoscrivere una dichiarazione di solidarietà e di corresponsabilità con tutti i palestinesi detenuti,  in particolare con Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly, Rjiad Albustanji.

Redazione Milano