ANPI Crescenzago a Milano, incontro pubblico con le organizzazioni palestinesi e la cittadinanza attiva
Promosso dalla Sezione ANPI Crescenzago, hanno partecipato
all’incontro-dibattito del 25 giugno, nell’ambito del NAMA Summer Festival,
nell’area del Parco Martesana e sono intervenuti/e: Iman (Associazione Donne
Palestinesi); Mariem (GPI, Giovani Palestinesi in Italia); Amir (API,
Associazione Palestinesi in Italia); impossibilitato a partecipare, Kader, per
la Comunità Palestinese in Lombardia, ha inviato un messaggio di adesione. Ha
presentato e condotto il dibattito Giuseppe Natale, presidente di ANPI
Crescenzago.
Nella prima parte dell’incontro vengono ricordati gli obiettivi fondamentali e
le motivazioni che hanno portato ANPI Crescenzago a prendere l’iniziativa, in
posizione critica nei confronti della dirigenza milanese. Al primo posto vanno
messi l’ascolto della voce delle realtà palestinesi della diaspora e la
partecipazione e il sostegno alle loro iniziative. La data simbolo della memoria
storica e dell’impegno universale antifascista e antirazzista è il 25 Aprile, il
giorno della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Legittimo e liberatorio è
stato il fermo e pacifico rifiuto delle provocazioni sioniste e fasciste, e
l’espulsione di gruppi sionisti dal corteo di quest’anno. Inaccettabile la
gestione chiusa e “nazionale” della celebrazione ufficiale del 25 Aprile, che
invece deve rappresentare l’antifascismo di oggi e le resistenze dei popoli
oppressi e sottoposti a guerre e genocidi. Molto grave e assolutamente negativa
la decisione del Comitato organizzatore di negare la parola alla rappresentanza
palestinese, nonostante le reiterate richieste firmate da centinaia di
cittadine-i e da iscritti-e all’ANPI.
Tutti gli interventi hanno ribadito la necessità di:
* denunciare con sempre maggiore determinazione il genocidio ancora in corso e
lottare per fermarlo
* “pensare globalmente e agire localmente” contro la barbarie genocidaria
sionista e tecno-capitalistica
* contrastare le false narrazioni sulle guerre e sulle violazioni dei diritti
umani e del diritto internazionale
* interrogarsi sul che fare e come resistere qui e ora
* allargare la solidarietà per la Palestina libera e la condivisione la più
estesa possibile di iniziative e azioni efficaci e generalizzabili
* opporsi alle misure repressive del governo italiano e fare continue pressioni
sulle amministrazioni locali
* manifestare con atti esemplari la solidarietà ai prigionieri palestinesi,
relegati e torturati nelle famigerate carceri israeliane e ai palestinesi
incarcerati ingiustamente in Italia perché, con le loro opere benefiche e di
aiuto alle vittime (in particolare ai bambini), sono accusati di sostenere la
resistenza armata di Hamas.
Nella seconda parte, il dibattito è proseguito con gli interventi delle
rappresentanze di diversi gruppi, associazioni, comitati e di cittadinanza
attiva che operano a Milano e in Lombardia per la Palestina e contro il
genocidio, per la pace e il disarmo, per gli aiuti umanitari e per il diritto
internazionale uguale per tutti i popoli: Salam Ragazzi dell’ulivo, BDS
(Boicottare, Disinvestire, Sanzionare), Global Sumud Flotilla, Comitato
Casoretto; testimonianze dal presidio silenzioso di Piazza Duomo, dalla Tenda
per la Palestina di Varese e da altre realtà e singole persone impegnate.
E’ stato messa in evidenza l’importanza di questo tipo di incontro come momento
necessario – da rendere periodico – per dialogare, riflettere e migliorare i
livelli di collaborazione e di azione, di comunicazione e informazione
alternative contrastando quelle dominanti asservite ai poteri criminali; per
creare reti di resistenza e di obiezione sociali e politiche; per ampliare il
coinvolgimento del maggior numero possibile di persone e consolidare il sentire
comune di “restare umani”.
Tra le iniziative più urgenti da intraprendere, oltre a mantenere quelle in
corso e inventarne altre – ad esempio aumento dei prodotti israeliani da
boicottare e sciopero settimanale della spesa – si è individuata quella di
sottoscrivere una dichiarazione di solidarietà e di corresponsabilità con tutti
i palestinesi detenuti, in particolare con Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser
Elasaly, Rjiad Albustanji.
Redazione Milano