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Il genocidio di un popolo e l’ipocrisia degli abbracci di riappacificazione
A Cascine vecchie (San Rossore) abbiamo assistito per l’ennesima volta ad una scenetta di “riappacificazione” tra soggetti che rappresentano mondi e letture separate  dal quotidiano scorrere del tempo, qui ed ora, operando una continua scissione tra la grande Storia che ci riguarda e che ha sterminato allo stesso modo sei […] L'articolo Il genocidio di un popolo e l’ipocrisia degli abbracci di riappacificazione su Contropiano.
September 6, 2026
Contropiano
La luce del risveglio
Ci illuminano una realtà e un rischio inaccettabili. Oggi in Italia il potere legislativo, quello giudiziario e i fascio-sionisti (Ben Gvir, Smotrich, …) sono di fatto alleati per accerchiarci e ridurci al silenzio. È da molto tempo in atto un ribaltamento della realtà e della storia che sfrutta l’ orribile sterminio razzista degli ebrei – compiuto al tempo dei nostri nonni e poi scaricato dall’ europa sul mondo arabo – per invaderlo, controllarlo e depredarlo tramite il genocidio dei suoi abitanti. Ora questa operazione di dominio coloniale viene allargata verso oriente a suon di bombe, ma per farlo devono azzittire in tutti i modi l’ opposizione interna all’ occidente: noi. Il loro principale strumento sta per diventare legge, con il cosiddetto “DDL antisemitismo”, già approvato in Senato ed ora in esame alla Camera, con larga maggioranza a favore: dopo, cioè molto presto, criticare Israele sarà reato e chi parla, chi boicotta, chi porta kefie o bandiere verrà condannato, o sanzionato con megamulte. Usano un vecchio trucco israeliano: far passare chi si oppone al sionismo, il centenario progetto di eliminazione dei palestinesi, per antisemita, cioè “odiatore di tutti gli ebrei, in quanto ebrei”. Per accusarci falsamente di questa colpa pretendono di usare una definizione di antisemitismo (si chiama def. IHRA -Alleanza internazionale per la memoria dell’ olocausto-) di cui lo stesso ideatore, il sionista Kenneth Stern, contesta l’ uso improprio. Già sono incriminati come terroristi quegli italiani che sono solidali coi prigionieri palestinesi (operazione Domino, e diversi altri procedimenti giudiziari). Già rischiano condanne e sanzioni quelli che manifestano contro il fascismo di oggi, che pretende in mille maniere di infiltrare e snaturare la nostra società, antifascista per Costituzione, fino a osare far sfilare bandiere israeliane e foto di Netanyahu nel corteo nazionale del 25 aprile, durante i tre anni di genocidio. Per provare a sventare subito, fin che siamo in tempo, questa catastrofe democratica che parte dall’ azzeramento della nostra voce occorre agire con coraggio, esponendoci di persona. Ora, già in ritardo rispetto alla corsa degli eventi, PROPONIAMO DI AUTODENUNCIARCI (simbolicamente e politicamente; non in sede giudiziaria!) dei tre “reati” che cercano di appiopparci: – reato di antisionismo (prossima legge!) – reato di solidarietà coi palestinesi, spacciato per terrorismo (!) – reato di antifascismo, a difesa del carattere antifascista dell’ Italia, nella sua manifestazione nazionale (25 aprile!) A breve noi promotori diffonderemo l’ appello e il link per mandare la tua adesione a queste tre autodenunce, combinate per rinforzarsi a vicenda, come questo terribile momento ci chiama a fare immediatamente. Solo se ad avere questo coraggio saremo in moltissimi possiamo sperare di bloccare questa operazione a tenaglia, e di continuare a dire la nostra e contare qualcosa. La Palestina ci ha risvegliato: libera Palestina, liberi tutti NOTA: di fronte alla minaccia incombente e ineludibile di questa grave deriva antidemocratica, con questo appello noi proponenti vogliamo contribuire a stimolare “dal basso” un dibattito che sia preliminare ad un’ azione di protesta collettiva (in fase di preparazione). Filippo Bianchetti Ugo Giannangeli Giuseppe Natale Nada Urso Per chiarimenti o contatti mandare esclusivamente un messaggio WhatsApp al 3397354336 Redazione Italia
September 5, 2026
Pressenza
La dottrina dell’espulsione di Israele
Il Regno Unito è con il fiato sospeso. Dopo l’espulsione di Paesi Bassi e Spagna dal centro di coordinamento internazionale per la Gaza postbellica a Kiryat Gat, Israele sta ora valutando se espellere anche i rappresentanti britannici. La Nakba britannica è alle porte, e questo avrebbe potuto essere persino divertente, […] L'articolo La dottrina dell’espulsione di Israele su Contropiano.
September 5, 2026
Contropiano
Israele è pronto a completare il genocidio. Si attendono gli USA e le elezioni
Il piano di pulizia etnica per Gaza attende solamente il via libera di Washington. A dirlo è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, il quale ha ribadito senza mezzi termini che il governo non considera chiusa l’ipotesi di un esodo forzato dei residenti palestinesi. “In definitiva – ha […] L'articolo Israele è pronto a completare il genocidio. Si attendono gli USA e le elezioni su Contropiano.
September 4, 2026
Contropiano
Cosa significa essere donne oggi a Gaza
Mi chiamo Aisha. Sono una scrittrice e una giornalista di Gaza e soprattutto sono madre di due figlie meravigliose. Una volta ho scritto nel mio diario: «I corpi delle donne non sono stati creati per tutta questa sofferenza, né i loro cuori per sopportare questa quantità folle di dolore». Ricordo […] L'articolo Cosa significa essere donne oggi a Gaza su Contropiano.
September 2, 2026
Contropiano
Il riconoscimento della memoria ebraica, la rimozione della memoria russa
A chi è concesso avere paura? Da libertaria, niente mi è più lontano dell’autoritarismo di Vladimir Putin. La Russia contemporanea ha perpetuamente criminalizzato il dissenso e perseguito in ogni modo l’opposizione alla guerra. Ha inoltre liquidato Memorial, l’associazione nata per studiare i crimini staliniani. La nostalgia sovietica mi appartiene quanto […] L'articolo Il riconoscimento della memoria ebraica, la rimozione della memoria russa su Contropiano.
September 1, 2026
Contropiano
SERBIA: LA MORTE DI MLADIĆ RAFFORZA I NAZIONALISMI IN VISTA DELLE ELEZIONI PARLAMENTARI. L’ANALISI DI GIORGIO FRUSCIONE
Lo scorso giovedì è morto all’Aja all’età di 84 anni Ratko Mladić. L’ex generale delle truppe serbo bosniache era stato condannato in via definitiva nel 2017 dal Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia all’ergastolo. È stato giudicato colpevole di crimini contro l’umanità, genocidio e crimini di guerra commessi nel conflitto in Bosnia Erzegovina degli anni 90. Ha fatto il giro del mondo l’annuncio del Ministro della giustizia serbo Nenad Vujic che ha dichiarato di voler organizzare per Mladić i funerali di Stato. Non è convinto che questi si terranno Giorgio Fruscione, ricercatore dell’ISPI, che ai nostri microfoni ha dichiarato che senza “azzardare scommesse, non sono convinto che alla fine si terranno i funerali con le massime onorificenze. Questo perché è stato annunciato dal Ministro della giustizia e non dal Presidente Aleksandar Vučić, che è l’unica persona che decide qualsiasi cosa in Serbia”. L’annuncio del Ministro della giustizia non è ancora realtà quindi, anche perché la salma di Mladić è ancora in Olanda, all’Aja, dove un’inchiesta è stata aperta, come previsto dal protocollo standard del Tribunale delle Nazioni Unite per l’ex Jugoslavia. La procedura prevede l’accertamento delle circostanze del decesso e si basa sulle ultime ore di vita dell’ex generale nella struttura detentiva del Meccanismo internazionale residuo per i tribunali penali. Intanto però si sono scatenati gli ultra nazionalisti, tra gli hooligans della Stella Rossa Belgrado, ai gruppi e partiti della destra, che hanno già iniziato il proprio processo di martirizzazione di Mladić. Con Giorgio Fruscione abbiamo cercato di capire proprio come il governo sta strumentalizzando la morte di Mladić per sopire i malumori interni alla Serbia, in particolare quelli che si protraggono dal primo novembre 2024 e che chiedono tra l’altro le dimissioni di Aleksandar Vučić. Il Presidente della Repubblica, a livello interno, sta anche preparando le elezioni elezioni parlamentari, anticipate a ottobre prossimo.  Non di secondaria importanza sono anche le relazioni ambigue che il paese balcanico sta continuando ad avere con l’Unione Europea. Vučić “ha di fatto accantonato il processo di integrazione nell’Unione poiché probabilmente gli fa più gioco rimanere un paese candidato” continua Fruscione. Questo nonostante “le critiche da parte di Bruxelles negli ultimi due anni si siano fatte più decise, più veementi, più costanti”. L’intervista a Giorgio Fruscione, ricercatore dell’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. Ascolta o scarica
August 31, 2026
Radio Onda d`Urto
Cacciatori di bambini, ma non si può dire
“Ciao Giorgio Cremaschi. Il tuo account Instagram è stato sospeso. Il motivo è che il tuo account o la relativa attività non rispetta i nostri Standard della community in materia di persone e di organizzazioni pericolose.” Con questa comunicazione il mio account Instagram è stato sospeso il 26 agosto e […] L'articolo Cacciatori di bambini, ma non si può dire su Contropiano.
August 29, 2026
Contropiano