
Padre Angelo Cavagna. Profeta della pace e della nonviolenza
Pressenza - Tuesday, May 19, 2026‘Padre Angelo Cavagna. Profeta della pace e della nonviolenza’.
Questo è il titolo di un libro appena pubblicato dalla casa editrice Multimage, con contributi di più di una ventina di persone che hanno collaborato con il dehoniano p. Cavagna, ricordato nei giorni scorsi in un dibattito a Bologna (dove per molti anni ha servito).
La vita e i vari incarichi di padre Cavagna è descritta all’inizio del libro dal suo allievo Beppe Pierantoni, anche lui dehoniano , poi missionario nelle Filippine dove fu a lungo prigioniero di un gruppo separatista islamico.
Cavagna è stato impegnato in molti campi, prete operaio, giornalista, poi impegnato nella cooperazione internazionale, ma soprattutto nel campo della pace, principalmente prima nella promozione della obiezione di coscienza all’esercito e poi del servizio civile alternativo a quello militare da essa nato, fino all’attuale servizio civile universale.
Nell’incontro, molto partecipato, hanno parlato Francesco Tosi, presidente CEFA, ong fondata da p.Cavagna e dall’on.Bersani, Michelangelo Chiurchiù, Sabrina Magnani, lo storico Daniele Menotti, i dehoniani Stenico e Pierantoni, e l’arcivescovo Zuppi.
La pace per Cavagna era una cosa concreta, nel suo libro “Per una prassi di pace” ripeteva che vi è un legame stretto tra guerra e ingiustizia sociale perché la guerra causa direttamente non solo morti e feriti ma anche ingiustizie e diseguaglianze, le armi danneggiano sempre i poveri, e che la psicosi bellica, la spirale del riarmo, è creata dalle industrie di armi.
Occorre al contrario respingere la depressione, il ‘ma io cosa posso fare ?’ per far germogliare la pace anche con piccoli semplici gesti.
Cavagna ha lavorato molto per rendere realizzabile il servizio civile – nonostante le fortissime opposizioni dell’istituzione militare – esperienza prima di pochi ma che negli anni ha poi visto l’impegno concreto complessivo di più di 500.000 giovani, la cui vita è stata cambiata da questa concreta esperienza sociale .
E’ stato anche determinante per la nascita del CESC (il coordinamento degli enti che accolgono i giovani in servizio civile), insistendo sulla nonviolenza come alternativa concreta al servizio militare, per la difesa della patria in modo nonviolento , verso i corpi civili europei di pace che Alex Langer progettava.
Creare esperienze strutturate di servizio è importante, pensiamo solo al fatto che oggi il 73 % delle persone che scelgono il Servizio civile è di sesso femminile e che molti non riescono a farlo perché i governi non vogliono stanziare in questo campo risorse sufficienti(per questo l’anno scorso solo 66.000 domande sono state accolte, su 150.000 pervenute, una su tre).
Anche per la creazione della legge per il controllo delle esportazioni di armi padre Cavagna, insieme a Zanotelli, fu un contributo importante, come pure per la riconversione al civile dell’industria bellica e per la esperienza della obiezione fiscale alle spese militari, e per iniziative di pace durante la guerra in Bosnia come la marcia a Sarajevo, in cui vi fu la tragica morte del pacifista Locatelli per mano di un cecchino serbo (cecchini fra cui oggi impariamo che vi erano anche italiani).
Cavagna sostenne anche la creazione dei “caschi bianchi” della associazione Papa Giovanni XXIII, fondata da don Benzi, con cui realizzò varie iniziative sull’odc.
Il cardinale Zuppi ha concluso l’incontro dicendo che “la Chiesa italiana ha un debito verso padre Cavagna, e il recente documento CEI su pace e nonviolenza gliene rende merito.
L’idea stessa del riarmo è per noi cristiani intollerabile, il sovranismo è preoccupante. Occorre, come diceva papa Francesco, contrastare la globalizzazione dell’indifferenza.
Oggi c’è tanto da obiettare ! ”
Aggiungo un ricordo personale.
Tante volte Cavagna ci diceva “Ricordatevi di dire sempre che la leva obbligatoria è solo sospesa, non è stata affatto abolita, un generale mi disse che sarebbe bastata una semplice circolare del Ministero Difesa per reintrodurre l’obbligo del militare per i maschi con 18 anni compiuti”