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Padre Angelo Cavagna. Profeta della pace e della nonviolenza
‘Padre Angelo Cavagna. Profeta della pace e della nonviolenza’. Questo è il titolo di un libro appena pubblicato dalla casa editrice Multimage, con contributi di più di una ventina di persone che hanno collaborato con il dehoniano p. Cavagna, ricordato nei giorni scorsi in un dibattito a Bologna (dove per molti anni ha servito). La vita e i vari incarichi di padre Cavagna è descritta all’inizio del libro dal suo allievo Beppe Pierantoni, anche lui dehoniano , poi missionario nelle Filippine dove fu a lungo prigioniero di un gruppo separatista islamico. Cavagna è stato impegnato in molti campi, prete operaio, giornalista, poi impegnato nella cooperazione internazionale, ma soprattutto nel campo della pace, principalmente prima nella promozione della obiezione di coscienza all’esercito e poi del servizio civile alternativo a quello militare da essa nato, fino all’attuale servizio civile universale. Nell’incontro, molto partecipato, hanno parlato Francesco Tosi, presidente CEFA, ong fondata da p.Cavagna e dall’on.Bersani, Michelangelo Chiurchiù, Sabrina Magnani, lo storico Daniele Menotti, i dehoniani Stenico e Pierantoni, e l’arcivescovo Zuppi. La pace per Cavagna era una cosa concreta, nel suo libro “Per una prassi di pace” ripeteva che vi è un legame stretto tra guerra e ingiustizia sociale perché la guerra causa direttamente non solo morti e feriti ma anche ingiustizie e diseguaglianze, le armi danneggiano sempre i poveri, e che la psicosi bellica, la spirale del riarmo, è creata dalle industrie di armi. Occorre al contrario respingere la depressione, il ‘ma io cosa posso fare ?’ per far germogliare la pace anche con piccoli semplici gesti. Cavagna ha lavorato molto per rendere realizzabile il servizio civile – nonostante le fortissime opposizioni dell’istituzione militare – esperienza prima di pochi ma che negli anni ha poi visto l’impegno concreto complessivo di più di 500.000 giovani, la cui vita è stata cambiata da questa concreta esperienza sociale . E’ stato anche determinante per la nascita del CESC (il coordinamento degli enti che accolgono i giovani in servizio civile), insistendo sulla nonviolenza come alternativa concreta al servizio militare, per la difesa della patria in modo nonviolento , verso i corpi civili europei di pace che Alex Langer progettava. Creare esperienze strutturate di servizio è importante, pensiamo solo al fatto che oggi il 73 % delle persone che scelgono il Servizio civile è di sesso femminile e che molti non riescono a farlo perché i governi non vogliono stanziare in questo campo risorse sufficienti(per questo l’anno scorso solo 66.000 domande sono state accolte, su 150.000 pervenute, una su tre). Anche per la creazione della legge per il controllo delle esportazioni di armi padre Cavagna, insieme a Zanotelli, fu un contributo importante, come pure per la riconversione al civile dell’industria bellica e per la esperienza della obiezione fiscale alle spese militari, e per iniziative di pace durante la guerra in Bosnia come la marcia a Sarajevo, in cui vi fu la tragica morte del pacifista Locatelli per mano di un cecchino serbo (cecchini fra cui oggi impariamo che vi erano anche italiani). Cavagna sostenne anche la creazione dei “caschi bianchi” della associazione Papa Giovanni XXIII, fondata da don Benzi, con cui realizzò varie iniziative sull’odc. Il cardinale Zuppi ha concluso l’incontro dicendo che “la Chiesa italiana ha un debito verso padre Cavagna, e il recente documento CEI su pace e nonviolenza gliene rende merito. L’idea stessa del riarmo è per noi cristiani intollerabile, il sovranismo è preoccupante. Occorre, come diceva papa Francesco, contrastare la globalizzazione dell’indifferenza. Oggi c’è tanto da obiettare ! ” Aggiungo un ricordo personale. Tante volte Cavagna ci diceva “Ricordatevi di dire sempre che la leva obbligatoria è solo sospesa, non è stata affatto abolita, un generale mi disse che sarebbe bastata una semplice circolare del Ministero Difesa per reintrodurre l’obbligo del militare per i maschi con 18 anni compiuti” Antonio Ghibellini
May 19, 2026
Pressenza
Costruire la Pace . Decostruire la guerra. Rassegna stampa del sito angelocavagna.it
Costruire la Pace . Decostruire la guerra. Rassegna stampa del sito angelocavagna.it Questa Rassegna stampa rappresenta una selezione di notizie e documenti tratti da siti, newsletter, riviste, stampa quotidiana, profili social. La Rassegna è prodotta da un gruppo informale di ex obiettori del GAVCI di Bologna e Modena ed altre persone, in ricordo di padre Angelo Cavagna, sacerdote dehoniano, strenuo difensore della obiezione di coscienza, e si occupa delle tematiche oggetto del suo impegno pastorale, civico, culturale, di uomo, sacerdote, giornalista…contadino ed operaio. L’invio della Rassegna stampa è gratuito per tutti. Scrivi a: 30passi@libero.it . Diffusione gratuita. Segnaliamo alcune notizie (fra le tante) tratte dal Numero quindici, 11 gennaio 2026 OBIEZIONE DI COSCIENZA – Abbasso tutte le guerre”: attualità del grido di un curato di campagna Il 12 febbraio del 1965 i cappellani militari in congedo della Toscana pubblicano su “La Nazione” di Firenze un comunicato nel quale «considerano un insulto alla Patria e ai suoi caduti la cosiddetta ‘obiezione di coscienza’ che, estranea al comandamento cristiano dell’amore, è espressione di viltà» (il testo integrale in L. Milani, Abbasso tutte le guerre. Lettera ai giudici. Lettera ai cappellani militari, edizione critica a cura di S. Tanzarella, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2025, p. 57) https://www.pressenza.com/it/2026/01/abbasso-tutte-le-guerre-attualita-del-grido-di-un-curato-di-campagna/ SERVIZIO CIVILE – Politiche giovanili e servizio civile, ecco il disegno di legge delega Il 2026 potrebbe segnare una svolta per le politiche giovanili italiane: il nuovo decreto di legge delega istituisce un coordinamento nazionale, riconosce il “youth work”, semplifica il Servizio Civile Universale e conferma la Carta Giovani Nazionale. L’obiettivo è costruire una strategia strutturale e pluriennale per favorire partecipazione, benessere, formazione e lavoro dei giovani, migliorando il monitoraggio e la valutazione dell’impatto delle politiche https://www.vita.it/politiche-giovanili-e-servizio-civile-ecco-il-disegno-di-legge-delega/ PACE E DISARMO – Benedire un carro armato è una bestemmia In questa lunga, appassionata intervista al magazine del Fatto Quotidiano, Luigi Ciotti parla del suo rapporto con la fede, con la Chiesa e con l’impegno sociale, riflettendo sui grandi temi del presente, primo fra tutti la ricerca della pace https://www.gruppoabele.org/it-schede-1941-benedire_un_carro_armato_e_una_bestemmia – Pace: utopia già possibile Vorrei sottolineare due passaggi del discorso ampio e denso (qui) del Presidente Mattarella il 19 dicembre alla cerimonia di scambio di auguri con le diverse autorità politiche e civili. Primo passaggio: «Abbiamo il dovere di coltivare e consolidare ogni piccolo spiraglio che si apra rispetto ai conflitti in corso, in Ucraina come in Medioriente. Con l’obiettivo di costruire quella “pace permanente”, come la definì il presidente Franklin D. Roosevelt che affermava: “Più che una fine della guerra vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre”». Secondo passaggio: «Il pluralismo delle idee, la dialettica tra opinioni diverse, il confronto tra posizioni culturali anche molto distanti sono indispensabili alla democrazia. Ma quando le sbrigative categorie amico/nemico prevalgono sulla fatica di trovare risposte condivise nell’interesse collettivo, quando si producono fratture che dividono le nostre società si alimentano i germi della estraneità alla politica». https://www.settimananews.it/societa/pace-utopia-gia-possibile/?utm_source=newsletter-2026-01-07 Redazione Italia
January 11, 2026
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