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Napoli celebra la Giornata Mondiale del Gioco: il 30 maggio alla Mostra d’Oltremare una città più inclusiva, partecipata e a misura di bambini
In occasione della Giornata Mondiale del Gioco, il Comune di Napoli – Assessorato alle Politiche Sociali promuove per il 30 maggio, dalle 10.30 alle 19.00, una grande iniziativa pubblica dedicata al valore educativo, sociale e culturale del gioco. L’evento, realizzato con il contributo educativo e operativo della Ludoteca Cittadina comunale gestita dalla Cooperativa sociale Progetto Uomo Onlus, si svolgerà negli spazi della Mostra d’Oltremare, con ingresso da Viale Kennedy, e sarà aperto a bambini, famiglie e cittadini di tutte le età. La giornata rappresenta un’importante occasione per ribadire il valore del gioco quale leva fondamentale di crescita, inclusione, partecipazione e cura delle relazioni. Attraverso un ricco programma di attività ludiche, laboratori e momenti di incontro, l’iniziativa valorizza il gioco come linguaggio universale, capace di costruire comunità e rafforzare il senso di appartenenza. Con il coinvolgimento di numerose realtà associative e culturali del territorio, l’evento si arricchisce di proposte diversificate: saranno presenti il Ludobus Artingioco, il Circobus, I Brickanti, l’A.D. Scacchistica Partenopea, gli atelier di Raffaella Lavanga, i laboratori di musica popolare di Sara Volpe, Francesco Paolo Manna e la Scalzabandina, la Federazione Nazionale Othello, Magma Ludens – collettivo autori di giochi, Quinta Dimensione – boardgames e GDR, CCT Napoli Eagles – calcio da tavolo, Club Napoli Scrabble, Marco Tramontano con giochi di ruolo per famiglie, e molti altri. Attraverso questa iniziativa, il Comune di Napoli ribadisce una visione della città come comunità educativa: più giusta quando permette ai bambini di vivere lo spazio pubblico, più inclusiva quando accoglie differenze di età, provenienza e abilità, più viva quando riconosce il gioco come esperienza capace di generare fiducia, responsabilità e relazioni. Una giornata per celebrare, insieme, il diritto al gioco e restituire al gioco il suo valore centrale nella vita di tutti. L’Assessora alle Politiche Sociali Chiara Marciani dichiara: «La Giornata Mondiale del Gioco rappresenta per Napoli un momento insieme simbolico e concreto. Con questa iniziativa intendiamo ribadire che il gioco è un diritto di tutti, oltre che uno strumento fondamentale di crescita, inclusione e costruzione di comunità, capace di superare barriere sociali, culturali e generazionali. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Mostra d’Oltremare e al suo Presidente, Remo Minopoli, per l’accoglienza e la disponibilità dimostrate nel sostenere questa iniziativa, contribuendo in modo tangibile alla costruzione di una città più aperta e partecipata. Grazie al prezioso lavoro della Cooperativa Progetto Uomo e al coinvolgimento di tante realtà del territorio, questa giornata dimostra come una città sia davvero più giusta quando investe nella qualità delle relazioni. Napoli intende rafforzare sempre più il proprio ruolo di comunità educativa, inclusiva e vitale.» Redazione Napoli
May 29, 2026
Pressenza
Trama, una rete per la difesa e la protezione delle donne vittime di violenza
Giovedì 28 maggio presso la sala Giuseppe Montanari di Varese, un quartetto d’archi tutto al femminile ha conquistato il pubblico con un’esibizione intensa ed elegante, condotta con simpatia da Roberta Ardito. È stato un viaggio musicale capace di attraversare epoche e generi completamente diversi tra loro: da Vivaldi con Estro Armonico a Thunderstruck degli AC/DC, passando da Libertango di Astor Piazzolla a Bohemian Rhapsody dei Queen con l’abilità di quattro concertiste di fama internazionale. Le Alter Echo- String Quartet hanno suonato in occasione della serata organizzata dal Comune di Varese con l’obiettivo di divulgare informazioni sul progetto “Trama: un luogo, una rete”. Trama è una rete coordinata dal Comune di Varese per la difesa e la protezione delle donne vittime di violenza, che vede coinvolte diverse istituzioni: Comuni della provincia, Centri Antiviolenza, forze dell’ordine, ospedali, servizi sociali e case rifugio. L’assessora ai Servizi educativi Rossella Dimaggio ha introdotto la serata sottolineando l’importanza di fare rete attraverso il progetto Trama, citando anche le varie associazioni che collaborano alla sua realizzazione: EOS Varese – Centro anti violenza, ICORE – Centro anti violenza, Fondazione Felicita Morandi, Donna Sicura Varese e altre. In apertura dell’evento è stato proiettato un cortometraggio curato dall’agenzia Komunicando, che ha realizzato le riprese presso l’iconico Grand Hotel Campo dei Fiori di Varese, in collaborazione con le musiciste. Il corto vuole lanciare un messaggio di speranza a tutte quelle donne che sono intrappolate in relazioni difficili, ricordando loro che esistono strumenti e persone in grado di aiutarle. Tra gli obiettivi principali di Trama c’è anche l’educazione delle nuove generazioni a una cultura delle relazioni sane e basate sul rispetto reciproco. Per questo motivo il progetto viene presentato anche presso gli istituti scolastici della provincia attraverso incontri di sensibilizzazione dedicati ai giovani, con l’intento di contrastare ogni forma di abuso e violenza. Monica Perri
May 29, 2026
Pressenza
Chi fa insieme fa per tuttə
C’è un’urbanistica che impone barriere e c’è un’urbanistica – quella che ci piace raccontare – che ricuce ferite. Accade a Biella, dove un cerchio di cemento dimenticato, un’ex sabbiera nei giardini di via Lombardia, si trasforma in un abbraccio collettivo. Non parliamo solo di arredo urbano, ma di una risposta pulsante a quella necessità di prossimità che troppo spesso sacrifichiamo. L’intervento richiama con forza la visione di Paolo Pileri e il concetto di “piazza scolastica“. Pileri ci ricorda che lo spazio attorno alle scuole deve smettere di essere un parcheggio o un luogo di transito frettoloso. Deve farsi piazza: un’estensione della scuola stessa, un territorio liberato dove i bambini possano giocare, gli adulti sostare e la comunità ritrovarsi. La “piazza scolastica” è un atto politico di cura contro la solitudine delle nostre città. Il valore profondo di questo diametro di 4,5 metri sta nelle mani che lo hanno plasmato. Il Cerchio è nato dal basso, all’interno del progetto Fuoriclasse finanziato dal Programma Operativo Nazionale è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, che ha coinvolto le ragazze e i ragazzi dell’IC Biella 3. La scuola è uscita dalle proprie aule e il territorio ha risposto. Un ruolo fondamentale di ascolto e cura è stato svolto da Noi per la casa, a sua volta finanziato con il PR FSE+ 2021-2027 della Regione Piemonte,  , presidio capace di raccogliere i bisogni reali degli abitanti e di coordinare la realizzazione pratica delle panche, continuando il lavoro anche quando i laboratori scolastici si sono conclusi. È la dimostrazione che quando le istituzioni, la parrocchia, le associazioni e i singoli cittadini si muovono all’unisono gli effetti si vedono. Il 5 giugno in via Lombardia non si taglierà solo un nastro. Si festeggerà un presidio di pace e socialità. Un piccolo cerchio che, speriamo, saprà allargarsi a tutto l’arcipelago biellese. Nel frattempo, volendo, potrete farvi la vostra panca. Qui puoi trovare le istruzioni: https://ecomuseo.it/cerchio-del-villaggio/ Articolo originale pubblicato su https://cittadellarte.it/it/articles/chi-fa-insieme-fa-per-tutti Ettore Macchieraldo
May 28, 2026
Pressenza
Inaugurazione di due Scaffali dei libri della nonviolenza nell’Istituto comprensivo di via Fabiola a Roma
Nella mattina di lunedì 25 maggio 2026 si sono inaugurati ben due scaffali dei libri della nonviolenza, uno nel plesso G. Franceschi, l’altro nel plesso G. Oberdan dell’Istituto Comprensivo di Via Fabiola a Roma. Sono intervenute la dirigente scolastica professoressa Fanny Greco, la dott.ssa Carla Consuelo Fermariello, presidente della Commissione Scuola del Comune di Roma, la dottoressa Maria Stella Squillace, Assessora Politiche Educative e Scolastiche Municipio XII di Roma, Claudio Roncella, ideatore del progetto insieme a Federica Fratini, che ha presentato il suo libro “Impariamo la nonviolenza” e coordinatori romani dell’organismo internazionale “La comunità per lo sviluppo umano”, promotrice di iniziative per la nonviolenza. E’ intervenuto anche Francesco Pilo della compagnia teatrale “Il Cantastorie”, che ci ha emozionato con lo storytelling sulla vita di Nelson Mandela. Nel plesso di G. Franceschi dà i saluti di benvenuto la dirigente, ricordando che da sempre la sua scuola è stata promotrice di attività per la nonviolenza; quella dello scaffale le è piaciuta tantissimo. E’ la docente Marinella Mariotti, referente scolastico per il bullismo e il cyberbullismo dell’istituto, che ha scelto e accolto con entusiasmo il progetto dello Scaffale dei libri della nonviolenza, ricevuto dalle comunicazioni che l’Assessorato alla Scuola, formazione e lavoro di Roma capitale, in collaborazione con La Comunità per lo sviluppo umano, ha inviato a tutti i dirigenti scolastici di Roma. Questa scelta della docente è stato un ottimo risultato delle sinergie nate dal lavoro di relazioni costruttive tra le istituzioni, in questo caso l’Assessorato alla scuola, e il volontariato, con l’associazione La comunità per lo sviluppo umano. Negli ultimi mesi, l’insegnante Marinella Mariotti insieme ad altre docenti ha condotto i propri studenti della primaria verso un percorso di conoscenza e di educazione alla nonviolenza confluito nell’inaugurazione dello scaffale. “L’evento di oggi” dice Marinella  “non è un momento di arrivo, ma di partenza per conoscere quotidianamente le tematiche della nonviolenza. E’ anche un’eredità che gli alunni di questo anno scolastico lasciano ai nuovi che arriveranno.” Carla Fermariello ricorda la collaborazione tra Roma Capitale e La comunità per lo sviluppo umano, avviata da più di quattro anni, che ha portato a tanti momenti di riflessione sulla nonviolenza, come a diffondere l’idea dello scaffale, della panchina del dialogo e anche a festeggiare il 2 ottobre, Giornata Mondiale della Nonviolenza, in tutte le scuole. Come l’anno scorso, anche per il prossimo 2 ottobre si sta organizzando nella piazza del Campidoglio il simbolo umano della nonviolenza con tutti gli studenti che vi confluiranno; quest’anno sarà anche in occasione della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Federica Fratini vivacizza l’evento facendo domande sul significato della parola nonviolenza ai circa settanta alunni presenti, i quali rispondono preparatissimi soffermandosi sull’importanza del dialogo “sostituendo parole ostili con parole con stile”. I bambini , tutti con il simbolo della nonviolenza disegnato sulle guance, poi leggono i loro pensieri che emozione dopo emozione testimoniano l’eccellente lavoro svolto dalle insegnanti e il bisogno di nonviolenza che lo scaffale gli garantisce. Federica conclude presentando il suo libro “Impariamo la nonviolenza” e spiegando il significato del simbolo della nonviolenza. “Lo scaffale vuole essere uno strumento di conoscenza, sensibilizzazione e consapevolezza della nonviolenza attiva” spiega Claudio Roncella, ideatore del progetto.“Nasce proprio per essere una presenza quotidiana, per ricordare che la nonviolenza esiste, è cultura, è bellezza, è crescita sia personale che sociale.” I messaggi dei bambini saranno raccolti e resi disponibili sul sito www.scuoleinmarcia.it Maria Stella Squillace aggiunge la disponibilità del Municipio XII allo sviluppo delle future attività sulla nonviolenza. L’incontro si conclude con l’emozionante storytelling su Nelson Mandela letto e interpretato da Francesco Pilo. La seconda inaugurazione è al plesso G. Oberdan, dove attendevano altri bambini con una collanina fatto con un filo di lana che teneva un cartoncino su cui era disegnato il simbolo della nonviolenza. L’insegnate Daniela Napolitano, promotrice dello scaffale in questo plesso, racconta che durante l’anno scolastico hanno affrontato il tema della nonviolenza facendo conoscere i personaggi storici che nella vita hanno risolto problematiche con metodi nonviolenti come Gandhi, Mandela ed altri. Ha esortato gli studenti più grandi ad assumere un atteggiamento nonviolento perché la nonviolenza si insegna coerentemente diventando noi stessi un esempio per i più piccoli. Anche lei ribadisce che l’inaugurazione dello scaffale con i suoi libri è un momento di partenza. Claudio Roncella fa alcuni esempi di comportamenti nonviolenti come quello di darsi tutti insieme delle regole e rispettarle, invitando i bambini a dire quali sono per loro le regole da tenere in classe; la più enunciata è stata quella di “ascoltare”. Anche qui Roncella  spiega il significato dello scaffale come presenza quotidiana tra gli studenti per ricordare che la nonviolenza esiste. Spiega che tra i libri donati ci sono alcuni anche con dei giochi; la notizia è stata accolta con grida entusiaste dei bambini. La storia dello scaffale dei libri della nonviolenza è nata tre anni fa in una scuola dell’estrema periferia romana, l’I.C. Villaggio Prenestino: portare un qualcosa di così importante ed apprezzato dalla periferia fino a Monteverde, quasi al centro di Roma, assume un valore e soprattutto un sapore di quando senti che veramente le cose possono cambiare. Redazione Roma
May 27, 2026
Pressenza
La Scuola per la Pace di Torino – Piemonte alla mobilitazione popolare nazionale
La rete di docenti e cittadini impegnati nella diffusione della cultura della pace partecipa alle iniziative in svolgimento nel capoluogo durante la giornata di sciopero contro la guerra e contro il genocidio del popolo palestinese indetto da sindacati di base e associazioni e, anche insieme all’Assemblea Studentesca di Torino, alla fiaccolata promossa dal Coordinamento Torino x Gaza. La Scuola per la Pace dichiara: > Venerdì 29 maggio, come studenti e docenti, aderiremo allo sciopero generale > contro la guerra. > > Nelle scuole viviamo direttamente l’impatto della guerra e percepiamo in > maniera sempre più evidente la militarizzazione del mondo dell’istruzione e > dell’intera società. > > Il genocidio di Gaza, con la distruzione di scuole, università, musei, chiese > e monumenti storici, e la guerra in Iran, iniziata con l’assassinio di 180 > allieve di una scuola, ci spingono a opporci con forza alla ristrutturazione > della scuola per la guerra, che va dai tagli all’istruzione alla riforma dei > tecnici e del 4+2, ai PCTO con le aziende belliche e allo svuotamento dei > programmi di filosofia e storia. > > Come studenti e docenti contrastiamo fermamente il tentativo di piegare la > scuola alla cultura e alla propaganda di guerra, perché dove c’è guerra la > scuola muore. Nell’occasione la Scuola per la Pace e la rete Scuola per la Palestina segnalano che recentemente la piattaforma HUB Scuola delle case editrici specializzate in didattica Mondadori Education, Rizzoli Education e D Scuola ha avviato con Leonardo SpA una collaborazione “per la diffusione della cultura e dell’educazione delle materie STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica)” e divulga “due serie di 30 video-lezioni online pensate per supportare gli insegnanti nella didattica e coinvolgere gli studenti dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado” realizzate con il progetto A scuola di STEM sviluppato dalla Fondazione Leonardo. Inoltre, sulle correlazioni tra crisi economica e investimenti nell’industria bellica che, parallelamente alla produzione di armamenti, nell’area metropolitana piemontese incentivano la militarizzazione di scuole, università e società, la Scuola per la Pace di Torino e Piemonte suggerisce la visione della conferenza, organizzata con il Gruppo Città e Territorio dell’Unione Culturale al Polo del Novecento il 25 maggio scorso, in cui i relatori – Nicole Larotonda, Francesco Chiodelli e Raffaella Sesana – sono intervenuti rispettivamente sui temi Un’analisi della filiera bellica torinese, La città nello scenario bellico contemporaneo e Ricerca e guerra. Redazione Torino
May 27, 2026
Pressenza
Diritto al gioco…di guerra? Le Forze Armate all’iniziativa ASL e UNICEF Avellino
Il comunicato diffuso dal MIR (Movimento Internazionale per la Riconciliazione) evidenzia che all’iniziativa svolta domenica 24 maggio ad Avellino sul tema “diritto di giocare e crescere insieme” e promossa dal locale Comitato provinciale dell’UNICEF e dall’ASL territoriale “erano presenti anche postazioni di ben tre forze armate: Esercito Italiano, Carabinieri e Guardia di Finanza” e le attività proposte coinvolgevano in partecipanti “mescolando impropriamente al concetto di gioco delle esercitazioni al tiro col fucile, di lotta e di altre pratiche militari che nulla hanno a che vedere con un’attività ludica rivolta a bambini e ragazzi”. > «A nome del Movimento Internazionale della Riconciliazione, storica > organizzazione italiana per la pace e il disarmo, esprimo sconcerto e > riprovazione per questo subdolo tentativo di militarizzare ancora una volta > non solo la cultura e la scuola, ma anche lo sport e le attività ricreative > per l’infanzia – ha dichiarato Ermete Ferraro, presidente nazionale e > coordinatore locale del MIR – Ancora una volta colpisce che a prestarsi a > questa pericolosa commistione di gioco e attività di ambito militare sia > l’organizzazione internazionale che, per statuto, più dovrebbe tutelare il > diritto dei minori alla pace ed al benessere. Purtroppo, però, già in altri > casi l’UNICEF regionale ha promosso iniziative che vedevano la partecipazione > delle forze armate, contraddicendo alla missione della Fondazione che “ispira > la sua attività al principio che tutti i bambini abbiano il diritto di > sopravvivere, crescere e realizzare le proprie potenzialità per il beneficio > di un mondo migliore per ogni bambino ovunque». > > Alcune sconcertanti immagini ricavate da un video sulla manifestazione > mostrano infatti bambini che impugnano e puntano fucili più grandi di loro, > esercitazioni alla lotta ed al pugilato ed un’inutile esibizione di uniformi, > armi e attrezzature militari. > > «Che UNICEF, ASL e Consorzio Servizi Sociali A5 promuovano il diritto al > gioco, alla salute ed alla socialità con una manifestazione dove si esibiscono > strumenti di guerra è davvero intollerabile. Il MIR disapprova questa scelta > ed invita invece a lanciare messaggi ben diversi, di educazione alla pace, a > relazioni solidali ed a soluzioni dei conflitti prive di violenza» ha concluso > Ferraro.     Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
May 26, 2026
Pressenza
La pace non è scontata, serve organizzazione, formazione, serve il Ministero della Pace
Per fare la guerra occorrono preparazione, addestramento, investimenti, strutture permanenti. Per la pace, invece, raramente pensiamo a istituzioni, formazione o governance. Il libro Ministero della Pace. Una scelta di futuro di Laila Simoncelli, prova a rovesciare proprio questa prospettiva. Nessuno immaginerebbe di fare la guerra con un esercito improvvisato. Eppure, quando si parla di costruzione della pace, il linguaggio cambia registro: la pace viene evocata come ideale etico o auspicio morale, raramente come responsabilità pubblica da costruire. Il libro di Simoncelli cerca di spostare la pace dal terreno dell’auspicio a quello della progettazione pubblica. L’idea del Ministero della Pace nasce da una intuizione di Oreste Benzi che nel 1994 scriveva al presidente del Consiglio incaricato: «gli uomini hanno sempre organizzato la guerra. È arrivata l’ora di organizzare la pace». Una frase che oggi, nel pieno di una stagione segnata dal riarmo globale e dalla normalizzazione del conflitto, appare meno utopica di quanto potesse sembrare trent’anni fa. Il volume, pubblicato da Sempre Editore e promosso dalla campagna nazionale Ministero della Pace, cerca di trasformare una visione ideale in proposta concreta di governance. Ed è forse qui il suo elemento più interessante: evitare la retorica generica sulla pace per entrare nel terreno delle politiche pubbliche, dell’organizzazione amministrativa e della formazione civile. Simoncelli insiste su un punto decisivo: la pace è una “competenza complessa”. Non nasce spontaneamente. Va imparata, coltivata, strutturata. Così come esistono scuole militari, strategie di sicurezza e apparati di difesa, dovrebbero esistere percorsi permanenti di educazione alla mediazione, alla trasformazione dei conflitti, alla comunicazione non violenta e alla cooperazione sociale. Durante la presentazione al Salone, l’autrice ha osservato che «la guerra ha budget, bilanci e programmazione, mentre chi vuole la pace spesso si limita a sventolare bandiere». Il libro propone un Ministero della Pace non come struttura simbolica aggiuntiva, ma come “cabina di regia della nonviolenza”, capace di coordinare ambiti oggi frammentati: educazione, difesa civile non armata, giustizia riparativa, riconversione dell’industria bellica, diritti umani, economia civile. Le “cinque rotte” indicate nel sottotitolo diventano così un tentativo di ripensare la sicurezza oltre il solo paradigma militare. Resta aperta la domanda sulla reale praticabilità di un Ministero della Pace dentro gli equilibri geopolitici contemporanei dove un Paese come gli Stati Uniti ha invece istituito un Ministero della Guerra. Eppure, se la guerra è stata storicamente organizzata, finanziata e insegnata, allora anche la pace può diventare oggetto di pianificazione, preparazione civica e e responsabilità istituzionale. In un tempo in cui il futuro viene spesso immaginato attraverso il linguaggio della paura, del riarmo e della contrapposizione, Ministero della Pace prova a restituire spazio a una diversa idea di domani: una società in cui la pace non sia affidata soltanto agli appelli morali o alla buona volontà, ma diventi una competenza collettiva, una scelta politica e un orizzonte concreto di convivenza. Per informazioni sulla campagna nazionale Ministero della Pace: https://www.ministerodellapace.org/ Intervista all’autrice Laila Simoncelli: https://www.pressenza.com/it/2025/05/il-ministero-della-pace-una-scelta-di-futuro-intervista-a-laila-simoncelli/ Fabrizio Floris
May 26, 2026
Pressenza
“InControCulture 2026” – Terza giornata dedicata alla Nonviolenza nel Municipio Roma XIV
All’interno del percorso di attivazione comunitaria promosso dal Municipio Roma XIV, in collaborazione con la Asl Roma 1 Distretto 14, Samifo e con la rete migranti del territorio, in occasione di InControCulture 2026 – la tre giorni di iniziative culturali, artistiche e sociali contro il razzismo e ogni forma di discriminazione – si è svolta la terza giornata dedicata alla Nonviolenza, rinviata a causa del maltempo. L’appuntamento, rivolto in particolare alle scuole del territorio, ha visto la partecipazione del Presidente del XIV municipio Marco Della Porta, del Presidente della Commissione Cultura Pino Acquafredda, della Presidente della Commissione Sociale Ilaria Ceccarelli, insieme agli Assessori Simone Conte e Claudia Salerno e di Dottoressa Marta Marino della asl Roma 1 Distretto 14. Le istituzioni hanno sottolineato il valore educativo di queste iniziative, che si inseriscono nel più ampio impegno del Municipio per la promozione di una cultura della pace, dell’inclusione e della convivenza. Nei saluti istituzionali, il Pres. Marco Della Porta ha ribadito con chiarezza la posizione del Municipio: un rifiuto netto e assoluto della guerra, richiamando il ruolo fondamentale della scuola e della cultura nella costruzione di una cittadinanza consapevole e responsabile. Dopo i saluti istituzionali è stata inaigurata la targa, donata dal Dott. Consoli del Distretto 14 Asl Rm 1, di commemorazione del Primo anniversario della Rete contro il Razzismo nata appunto lo scorso anno a cui hanno aderito associazioni, scuole e istituzioni del territorio. Alla marcia e alle attività hanno partecipato le scuole del territorio – la Neruda, la Chiodi, la Maffi, l’Ovidio, Il Donati, Octavia, la Domitia Lucilla: le classi della primaria hanno realizzato il Simbolo Umano della Nonviolenza, mentre le scuole superiori hanno partecipato alla visione nel Padiglione 17 di cortometraggi realizzati dai migranti seguiti dal Samifo. Studenti e studentesse hanno inoltre presentato poesie contro la guerra, tra cui “Ninna Nanna” di Trilussa, Girotondo di De André, rap, slogan, disegni e messaggi di pace elaborati durante i laboratori scolastici. La mattinata si è conclusa con un forte momento collettivo: tutti i presenti hanno cantato insieme “La Rivoluzione” del gruppo I Ratti della Sabina, trasformando il finale in un coro simbolico contro ogni forma di violenza. L’Associazione Diritti al Cuore, che ha curato la realizzazione del simbolo umano della Nonviolenza, ha invitato i presenti ad aderire alla 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, in programma dal 21 settembre al 2 ottobre 2026, un appuntamento internazionale che coinvolgerà scuole, associazioni e comunità di tutto il mondo. Questa giornata si inserisce pienamente nello spirito di InControCulture 2026, che unisce Cultura, Scuola e Sociale in un percorso condiviso per promuovere inclusione, dialogo e partecipazione attiva nel territorio del Municipio Roma XIV. Fonte: CS di Diritti al Cuore Redazione Roma
May 26, 2026
Pressenza
Il prezzo del progresso: Congo tra cobalto e scuole. Incontro a Luino
Venerdì 29 maggio 2026 ore 20:45 Palazzo Verbania, Luino Evento gratuito organizzato da GIM Terre di lago Fatima Burhan Mohamed, Advocacy Officer di Still I Rise, ci illustrerà  il report “Il prezzo del progresso” da loro sviluppato sulla situazione in alcune aree del Congo, in sinergia con il lavoro che svolgono in campo educativo e sociale. Still I Rise è un’organizzazione umanitaria indipendente che lavora a livello internazionale per offrire istruzione d’eccellenza a bambini e ragazzi profughi e vulnerabili. Nella Repubblica Democratica del Congo, Kolwezi è diventata uno dei luoghi più strategici del pianeta. Qui si estrae gran parte del cobalto che alimenta batterie, infrastrutture digitali e tecnologie energetiche, ma la competizione globale per queste risorse non si svolge solo nei mercati o nelle strategie internazionali. Si svolge anche nei quartieri della città. Gran parte di Kolwezi sorge infatti all’interno di concessioni minerarie. Quando queste concessioni si espandono, intere comunità possono trovarsi improvvisamente a rischio di sfratto. E quando una famiglia perde la casa, spesso anche i bambini smettono di andare a scuola. Per questo il lavoro di Still I Rise non si ferma all’educazione. Difendere la scuola significa anche difendere la stabilità delle famiglie. Negli ultimi mesi il team ha lavorato casa per casa nei quartieri dove vivono gli studenti per capire cosa stava succedendo davvero, per poi organizzare incontri informativi e rafforzare la capacità della comunità di difendere i propri diritti. Scarica il report integrale.   Redazione Varese
May 26, 2026
Pressenza
Continuano le inaugurazioni dello scaffale dei libri della nonviolenza
Il 23 maggio si è inaugurato  “Lo scaffale dei libri della nonviolenza” presso la biblioteca di idee “SPACE” – Spazio di Prossimità per l’Aggregazione, la Cultura e l’Educazione. – E’ un immobile sottratto alla criminalità e restituito alla cittadinanza diventando un presidio sociale disponibile soprattutto per i giovani dei quartieri limitrofi. Si svolgono corsi di formazione,  incontri con personalità della cultura, attività creative e ludiche.  Confluiscono in questo locale cinque associazioni  molto attive nel quadrante est di Roma che sono: CdQ Villaggio Prenestino, Un mondo nel cuore di Corcolle, Guardie Zoofile N.O.G.R.A., Radici in Famiglia, Noi Siamo Opportunità. “Portare il progetto de  Lo Scaffale dei libri della nonviolenza – dice Danilo Proietti, presidente di un Mondo nel cuore – con tutto il suo chiaro  messaggio di nonviolenza attiva,  in un luogo prima usato dalla criminalità, acquisisce  ancora di più un profondo valore di emancipazione  per tutti i cittadini.”  Il progetto è stato fortemente voluto da tutte le associazioni perché aspirano che le persone che frequenteranno il loro posto, prendano consapevolezza che la nonviolenza esiste e che diventi uno stile di vita il più diffuso possibile.  si trova a Roma nel quartiere di Lunghezzina in via  Capestrano 31.  “Lo scaffale è come un Totem protettivo che ricorda che la nonviolenza  non è passività o rassegnazione, ma anzi un’opposizione vigorosa alle ingiustizie basata sulla forza dello spirito.” dice Claudio Roncella, ideatore del progetto e coordinatore romano dell’organismo internazionale “La comunità per lo sviluppo umano” promotore dell’iniziativa. Con l’inaugurazione di oggi continua la marcia dello scaffale, iniziata  tre anni fa nella scuola del quartiere limitrofo l’I.C. Villaggio Prenestino.  Attualmente in Italia ci sono trentacinque scaffali, venticinque in scuole di vario grado. Calcolando che ogni scuola è frequentata mediamente da  mille persone, tra studenti, insegnanti e genitori, possiamo affermare che ad oggi il messaggio che la nonviolenza attiva esiste abbia toccato venticinquemila persone.   Claudio Roncella     Redazione Roma
May 26, 2026
Pressenza