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Afghanistan, la Notte di Yalda, simbolo di resistenza, speranza e fiducia
Nell’accelerazione delle situazioni tragiche che il mondo sta vivendo in questo periodo, che rende ancon più lontano e dimenticato l’Afghanistan, l’oppressione delle donne e la fame del suo popolo, sono proprio le donne a continuare a resistere nonostante tutto. Non… CISDA - Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane
Roma. Raid razzista al Colosseo. Feriti giovani di origine araba
L’altro ieri sera c’è stata una vergognosa aggressione razzista e squadrista è avvenuta nei confronti di un gruppo di ragazzi egiziani nei pressi del Colosseo. Una ventina di persone li hanno attaccati con insulti razzisti, caschi, coltellate e ricoveri in ospedale. La spedizione punitiva sembra sia avvenuta nella psicosi della […] L'articolo Roma. Raid razzista al Colosseo. Feriti giovani di origine araba su Contropiano.
Fare figli costa. Le “intenzioni di fecondità” dell’Istat palesano gli ostacoli economici
Abbiamo più volte trattato il tema della natalità, soprattutto da quando al governo è andata la “madre, cristiana, italiana” Giorgia Meloni, e la destra che fa della nascita di una moltitudine di “italiani” (per sangue, secondo loro) un punto centrale delle proprie rivendicazioni. E lo fa tanto più ora che […] L'articolo Fare figli costa. Le “intenzioni di fecondità” dell’Istat palesano gli ostacoli economici su Contropiano.
Mattarella cancella la Resistenza
Abbiamo ascoltato e poi riletto il discorso di fine anno del due volte presidente della Repubblica, per essere sicuri di non aver capito male. Alla fine ci siamo dovuti arrendere: la Resistenza – come parola, patrimonio storico, esperienza collettiva di liberazione, impegno e sacrificio popolare, riscatto di dignità di un […] L'articolo Mattarella cancella la Resistenza su Contropiano.
“Non ci arruoliamo”. Studenti protestano nelle piazze di diverse città
Negli ultimi giorni, nonostante il clima ormai festivo,  i giovani e gli studenti di OSA e Cambiare Rotta hanno manifestato sotto agli alberi di Natale installati nei centri di varie città per rispedire al mittente i regali che questo governo ha consegnato ai giovani “in età di leva”: la proposta […] L'articolo “Non ci arruoliamo”. Studenti protestano nelle piazze di diverse città su Contropiano.
“Preparare le menti alla guerra”. Psyops massicce in corso nei paesi Nato
150.000 lettere per 500 posti. L’obiettivo della lettera del Ministero della Difesa belga, inviata in massa a tutti i diciassettenni, non è chiaramente il reclutamento. Francken non lo nasconde: “Questa lettera è molto più di un invito. È anche una questione di aprire la mente alla questione militare… L’obiettivo è […] L'articolo “Preparare le menti alla guerra”. Psyops massicce in corso nei paesi Nato su Contropiano.
Donne e giovani in pensione sempre più tardi
Nel nostro Paese quasi un lavoratore su tre pur lavorando non riesce a farsi riconoscere un anno pieno di contributi, a causa di contratti brevi, part-time involontari e salari troppo bassi. I lavoratori con retribuzioni inferiori ai 15.000 euro annui rappresentano oltre un terzo del totale dei dipendenti del settore privato (circa 6,1 milioni di persone, pari al 34,6%). Si tratta di lavoratrici e lavoratori che, per livello di reddito e intensità lavorativa, non riescono a raggiungere una piena copertura contributiva annuale, con impatti diretti sul diritto futuro alla pensione. In particolare, le due fasce più basse (fino a 9.999 euro annui) includono oltre 4,1 milioni di lavoratori che non solo non raggiungono la soglia necessaria a una vita lavorativa dignitosa, ma spesso non maturano nemmeno 12 mesi utili ai fini dell’anzianità contributiva, poiché i periodi di lavoro non coprono l’intero anno. Un lavoratore su tre percepisce meno di 15.000 € all’anno e quasi il 60% resta al di sotto della soglia dei 25.000 € annui, evidenziando come una parte significativa del lavoro rischi di non garantire una vita dignitosa né una pensione adeguata. E’ quanto si legge nell’Analisi “L’impatto dell’aumento dei requisiti pensionistici sui redditi bassi” dell’Osservatorio Previdenza della CGIL. E ad essere maggiormente penalizzati sono i giovani e le donne. La condizione retributiva dei giovani rappresenta infatti uno degli elementi più critici del mercato del lavoro italiano. L’ingresso avviene sempre più spesso attraverso contratti brevi, stagionali o con orari ridotti – in larga parte part-time involontario – che comportano fin da subito salari molto bassi e un numero limitato di mesi lavorati nel corso dell’anno. Le retribuzioni medie annue dei giovani fino ai 24 anni risultano particolarmente contenute: i lavoratori fino a 19 anni percepiscono in media 4.374 euro, equivalenti a pochi mesi di lavoro effettivo, mentre nella fascia 20–24 anni si raggiungono 11.882 euro, un importo ancora insufficiente a garantire un anno pieno di contribuzione utile ai fini previdenziali. Si tratta di una condizione di forte vulnerabilità che si manifesta fin dall’inizio della carriera e che rischia di tradursi, nel tempo, in una difficoltà strutturale nel costruire una pensione adeguata e nel maturare i requisiti minimi necessari all’accesso alla pensione stessa. La dimensione di genere rappresenta, inoltre, uno dei principali fattori di vulnerabilità economica nel mercato del lavoro italiano. La disuguaglianza retributiva non è un fenomeno residuale, ma il risultato di condizioni strutturali che incidono sui salari e, di conseguenza, sulla costruzione dei diritti previdenziali nel corso della vita lavorativa. Le lavoratrici sono maggiormente occupate in posizioni a basso valore aggiunto, con contratti più precari, orari ridotti e carriere più discontinue rispetto agli uomini. La diffusione del part-time involontario, che interessa in modo marcato la componente femminile, amplifica queste criticità: meno ore lavorate (o certificate) significano retribuzioni annue più basse, minore intensità contributiva e un rischio elevato di non riuscire a maturare i requisiti per la pensione. “Come rilevato dall’Osservatorio INPS sulle retribuzioni 2024, si legge nel Report della CGIL, le lavoratrici dipendenti del settore privato percepiscono in media 19.833 euro annui, contro i 27.967 euro degli uomini: una differenza di oltre 8.000 euro corrispondente a un gap retributivo di circa –29% a sfavore delle donne. Questa disparità non è spiegabile soltanto dalle diverse qualifiche o inquadramenti professionali: essa è fortemente correlata alla maggior incidenza del part-time, spesso involontario: 49% delle lavoratrici ha avuto almeno un rapporto part-time nell’anno, contro 21% dei lavoratori uomini.” La distribuzione per tipologia di orario rivela poi una forte asimmetria di genere nel mercato del lavoro italiano: le donne rappresentano appena il 32% dei lavoratori a tempo pieno, ma diventano maggioranza assoluta in tutte le forme di part-time, 67% nel part-time orizzontale, 63% nel part-time verticale e 71% nelle modalità miste. Questa concentrazione femminile nel lavoro a orario ridotto non è il riflesso di una scelta libera, ma di un’organizzazione del mercato del lavoro e delle responsabilità di cura ancora fortemente squilibrata. Ne deriva un effetto diretto sui percorsi retributivi e previdenziali: il part-time comporta retribuzioni annue significativamente inferiori e una minor copertura contributiva, che si traduce in carriere più brevi o incomplete. In sostanza, la diversa distribuzione delle opportunità lavorative tra uomini e donne determina una penalizzazione strutturale che agisce oggi sul salario e domani sulla pensione, alimentando un gender pension gap destinato ad ampliarsi con l’avanzare dell’età lavorativa. Infine, la ricerca dell’Osservatorio Previdenza della CGIL mette in evidenza come il meccanismo di adeguamento automatico dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita non sia un elemento neutro. Al contrario, rischia di aggravare la condizione di vulnerabilità previdenziale di milioni di persone che già oggi vivono un pregresso economico e contributivo debole Qui il Report della CGIL su “L’impatto dell’aumento dei requisiti pensionistici sui redditi bassi”: https://files.cgil.it/version/c:NWJmYmEyMGQtOWEwYy00:MGNiNmI1MDItYzhkYi00/Analisi%20Osseravtorio%20PrevidenzaCGIL_L%E2%80%99impatto%20dell%E2%80%99aumento%20dei%20requisiti%20pensionistici%20sui%20redditi%20bassi.pdf. Giovanni Caprio
Lettera da Genova: la scintilla della lanterna e lo sguardo di Greta
I camalli di Genova ‘60… La base di sindacati e partiti del ” Movimento Operaio” istituzionale, costituito, che scavalca i vertici; l’autonomia di classe, l’autonomia operaia, quella autenticamente con l’iniziale minuscola (perché non è appannaggio identitario-proprietario di alcuno), che scaglia le sue prime pietre ed inizia una lunga marcia che […] L'articolo Lettera da Genova: la scintilla della lanterna e lo sguardo di Greta su Contropiano.
Mezzo milione di giovani sono emigrati all’estero in tredici anni. Così viene meno il futuro
Un Rapporto del Cnel presentato il 4 dicembre scorso descrive in termini estremamente preoccupanti i dati sull’emigrazione giovanile dal nostro paese verso altri paesi europei. Il Rapporto intendeva in realtà analizzare l’attrattività dell’Italia per i giovani di altri paesi ma il riscontro è stato sia negativo che pesante. Tra l’altro […] L'articolo Mezzo milione di giovani sono emigrati all’estero in tredici anni. Così viene meno il futuro su Contropiano.