La realtà del sistema di accoglienza per i minorenni

Pressenza - Monday, May 18, 2026

Accogliere un bambino, una bambina o un adolescente temporaneamente fuori dalla propria famiglia d’origine significa attivare un percorso di protezione, cura e accompagnamento che coinvolge servizi, comunità, istituzioni, operatori e territori.

Le comunità per minorenni e i servizi rivolti ai genitori con figli non rappresentano una risposta isolata, ma una componente del sistema integrato di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, chiamato a sostenere i legami familiari, promuovere il benessere dei minorenni e costruire condizioni concrete per il loro futuro. Nei giorni scorsi, durante il convegno Valore e Qualità dell’Accoglienza nelle comunità per minorenni”, che si è svolto a Roma presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, il CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti e SOS Villaggi dei Bambini ETS hanno presentato una fotografia dell’accoglienza dei minorenni – in comunità e non solo – che restituisce la realtà e la complessità dei servizi e degli interventi realizzati per garantire i diritti di bambini, bambine e adolescenti.

Quando l’accoglienza ha maggiori probabilità di funzionare davvero? È da questa domanda che prende avvio la ricerca di SOS Villaggi dei Bambini ETS. Lo studio ha analizzato 499 percorsi conclusi tra il 2018 e il 2024: 141 nei servizi genitore-bambino e 358 nei servizi residenziali per minorenni.

Per valutare l’efficacia dell’accoglienza, SOS ha scelto di dotarsi di quattro indicatori rigorosi, intesi come standard di qualità per orientare in modo sempre più preciso l’azione educativa: esistenza del PEI Progetto educativo individualizzato, verificata nell’82,8% dei casi; coerenza della dimissione rispetto a quanto previsto nel Progetto Quadro, verificata nell’85,6% dei casi; raggiungimento di almeno il 50% degli obiettivi previsti nel PEI, verificato nel 73,7% dei casi; coinvolgimento fattivo del bambino, della bambina o dell’adolescente nella preparazione del progetto di uscita, verificato nel 64,1% dei casi. SOS considera un esito pienamente positivo solo quando tutti e quattro i criteri risultano verificati contemporaneamente: una scelta esigente che fissa uno standard elevato, perché alcune condizioni non dipendono esclusivamente dalla struttura di accoglienza, ma anche dal lavoro dei servizi pubblici, dalla situazione familiare, dalla rete territoriale e dalla complessità dei singoli percorsi. Dall’analisi emergono alcuni fattori decisivi.

Nei servizi residenziali per minorenni, aumentano le probabilità di esito positivo quando è possibile lavorare sulla presenza familiare, anche in situazioni complesse, e quando fratelli e sorelle vengono accolti insieme. Le problematiche relazionali e comportamentali del singolo minorenne richiedono, invece, un presidio specifico. Nei servizi genitore-bambino incidono l’età all’ingresso, la presenza di forme di disagio documentate o certificate, la cittadinanza straniera e la natura delle problematiche familiari. La ricerca conferma così che l’accoglienza di qualità non si misura solo nella disponibilità di un luogo sicuro, ma nella capacità di costruire percorsi educativi personalizzati, partecipati e sostenuti da una rete stabile di relazioni, servizi e istituzioni.

L’indagine del CNCA analizza invece la qualità dei servizi di accoglienza per minorenni e genitori con figli promossi dalla propria rete, il cui motore è il sostegno ai diritti dei minorenni. La “scelta professionale” e la competenza pedagogica sono gli elementi che permettono al sistema di restare in piedi nonostante investimenti regionali spesso non sufficienti. Alla ricerca hanno partecipato 101 organizzazioni delineando un sistema solido e professionalizzato, dove la cooperativa sociale rappresenta la forma giuridica prevalente (75%). Il 45% dei dirigenti collabora con la propria realtà da oltre 20 anni.

Il sistema CNCA gestisce 1.793 unità di offerta. In particolare: 497 strutture residenziali per minorenni, 315 centri e attività diurni, 17 centri e attività a carattere sociosanitario, 114 asili e servizi per la prima infanzia, 124 interventi di supporto alla persona, famiglia e rete sociale, 248 interventi di integrazione sociale, 478 interventi e servizi educativo-assistenziali. L’area degli interventi educativo-assistenziali è numericamente quasi pari all’area dell’accoglienza residenziale. Questo equilibrio dimostra la volontà politica del CNCA di investire nella prevenzione dell’allontanamento e nella protezione dei legami familiari originali attraverso il sostegno domiciliare e scolastico, facendo ricorso alla residenzialità – su indicazione dei servizi pubblici invianti – solo nei casi di necessità. Negli anni sono nati nuovi servizi per rispondere in modo più adeguato a nuovi e vecchi bisogni. In particolare, sono cresciuti del 50% gli alloggi per l’autonomia, rivolti alle persone che escono dalle comunità, momento di massima vulnerabilità. In leggera crescita anche il numero delle comunità educativo-psicologiche, una risposta all’emergenza della salute mentale post-pandemica. Il profilo delle persone accolte riflette le faglie della società. Il disagio sociale (25%) e l’incuria (23%) sono i problemi più presenti. Negli ultimi 5 anni, poi, è cresciuta la sofferenza della sfera psico-relazionale (51%) e dei disturbi psichiatrici (49%).

Il CNCA si oppone alla “sanitarizzazione” forzata: l’obiettivo è mantenere un ambiente di “normalità accogliente” anche per i minorenni con alta complessità clinica, evitando di trasformare le comunità in reparti ospedalieri mascherati. La comunità CNCA è un sistema aperto. La sinergia con i servizi pubblici è solida (86%) e i rapporti di collaborazione con le formazioni sociali del territorio sono stabili e significativi (90%). Persiste invece una difficoltà nell’interazione con le imprese del territorio (solo il 16% di rapporti costanti), che limita le opportunità di inserimento lavorativo, e dunque di autonomia, per i neomaggiorenni.

Qui la ricerca di SOS Villaggi dei Bambini: https://www.sositalia.it/getmedia/3461a63a-9635-44cf-8527-8ca34fdb9772/Ricerca-Predittiva-SOS-Villaggi-dei-Bambini-DEF.pdf.

Qui la ricerca del Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti – CNCA: https://www.cnca.it/wp-content/uploads/2026/05/CNCA-NGF_report-ricerca_web.pdf.

Giovanni Caprio