La realtà del sistema di accoglienza per i minorenni
Accogliere un bambino, una bambina o un adolescente temporaneamente fuori dalla
propria famiglia d’origine significa attivare un percorso di protezione, cura e
accompagnamento che coinvolge servizi, comunità, istituzioni, operatori e
territori.
Le comunità per minorenni e i servizi rivolti ai genitori con figli non
rappresentano una risposta isolata, ma una componente del sistema integrato di
tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, chiamato a sostenere i legami
familiari, promuovere il benessere dei minorenni e costruire condizioni concrete
per il loro futuro. Nei giorni scorsi, durante il convegno “Valore e Qualità
dell’Accoglienza nelle comunità per minorenni”, che si è svolto a Roma presso la
Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”,
il CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti e SOS Villaggi dei Bambini
ETS hanno presentato una fotografia dell’accoglienza dei minorenni – in comunità
e non solo – che restituisce la realtà e la complessità dei servizi e degli
interventi realizzati per garantire i diritti di bambini, bambine e adolescenti.
Quando l’accoglienza ha maggiori probabilità di funzionare davvero? È da questa
domanda che prende avvio la ricerca di SOS Villaggi dei Bambini ETS. Lo studio
ha analizzato 499 percorsi conclusi tra il 2018 e il 2024: 141 nei servizi
genitore-bambino e 358 nei servizi residenziali per minorenni.
Per valutare l’efficacia dell’accoglienza, SOS ha scelto di dotarsi di quattro
indicatori rigorosi, intesi come standard di qualità per orientare in modo
sempre più preciso l’azione educativa: esistenza del PEI Progetto educativo
individualizzato, verificata nell’82,8% dei casi; coerenza della dimissione
rispetto a quanto previsto nel Progetto Quadro, verificata nell’85,6% dei casi;
raggiungimento di almeno il 50% degli obiettivi previsti nel PEI, verificato nel
73,7% dei casi; coinvolgimento fattivo del bambino, della bambina o
dell’adolescente nella preparazione del progetto di uscita, verificato nel 64,1%
dei casi. SOS considera un esito pienamente positivo solo quando tutti e quattro
i criteri risultano verificati contemporaneamente: una scelta esigente che fissa
uno standard elevato, perché alcune condizioni non dipendono esclusivamente
dalla struttura di accoglienza, ma anche dal lavoro dei servizi pubblici, dalla
situazione familiare, dalla rete territoriale e dalla complessità dei singoli
percorsi. Dall’analisi emergono alcuni fattori decisivi.
Nei servizi residenziali per minorenni, aumentano le probabilità di esito
positivo quando è possibile lavorare sulla presenza familiare, anche in
situazioni complesse, e quando fratelli e sorelle vengono accolti insieme. Le
problematiche relazionali e comportamentali del singolo minorenne richiedono,
invece, un presidio specifico. Nei servizi genitore-bambino incidono l’età
all’ingresso, la presenza di forme di disagio documentate o certificate, la
cittadinanza straniera e la natura delle problematiche familiari. La ricerca
conferma così che l’accoglienza di qualità non si misura solo nella
disponibilità di un luogo sicuro, ma nella capacità di costruire percorsi
educativi personalizzati, partecipati e sostenuti da una rete stabile di
relazioni, servizi e istituzioni.
L’indagine del CNCA analizza invece la qualità dei servizi di accoglienza per
minorenni e genitori con figli promossi dalla propria rete, il cui motore è il
sostegno ai diritti dei minorenni. La “scelta professionale” e la competenza
pedagogica sono gli elementi che permettono al sistema di restare in piedi
nonostante investimenti regionali spesso non sufficienti. Alla ricerca hanno
partecipato 101 organizzazioni delineando un sistema solido e
professionalizzato, dove la cooperativa sociale rappresenta la forma giuridica
prevalente (75%). Il 45% dei dirigenti collabora con la propria realtà da oltre
20 anni.
Il sistema CNCA gestisce 1.793 unità di offerta. In particolare: 497 strutture
residenziali per minorenni, 315 centri e attività diurni, 17 centri e attività a
carattere sociosanitario, 114 asili e servizi per la prima infanzia, 124
interventi di supporto alla persona, famiglia e rete sociale, 248 interventi di
integrazione sociale, 478 interventi e servizi educativo-assistenziali. L’area
degli interventi educativo-assistenziali è numericamente quasi pari all’area
dell’accoglienza residenziale. Questo equilibrio dimostra la volontà politica
del CNCA di investire nella prevenzione dell’allontanamento e nella protezione
dei legami familiari originali attraverso il sostegno domiciliare e scolastico,
facendo ricorso alla residenzialità – su indicazione dei servizi pubblici
invianti – solo nei casi di necessità. Negli anni sono nati nuovi servizi per
rispondere in modo più adeguato a nuovi e vecchi bisogni. In particolare, sono
cresciuti del 50% gli alloggi per l’autonomia, rivolti alle persone che escono
dalle comunità, momento di massima vulnerabilità. In leggera crescita anche il
numero delle comunità educativo-psicologiche, una risposta all’emergenza della
salute mentale post-pandemica. Il profilo delle persone accolte riflette le
faglie della società. Il disagio sociale (25%) e l’incuria (23%) sono i problemi
più presenti. Negli ultimi 5 anni, poi, è cresciuta la sofferenza della sfera
psico-relazionale (51%) e dei disturbi psichiatrici (49%).
Il CNCA si oppone alla “sanitarizzazione” forzata: l’obiettivo è mantenere un
ambiente di “normalità accogliente” anche per i minorenni con alta complessità
clinica, evitando di trasformare le comunità in reparti ospedalieri mascherati.
La comunità CNCA è un sistema aperto. La sinergia con i servizi pubblici è
solida (86%) e i rapporti di collaborazione con le formazioni sociali del
territorio sono stabili e significativi (90%). Persiste invece una difficoltà
nell’interazione con le imprese del territorio (solo il 16% di rapporti
costanti), che limita le opportunità di inserimento lavorativo, e dunque di
autonomia, per i neomaggiorenni.
Qui la ricerca di SOS Villaggi dei Bambini:
https://www.sositalia.it/getmedia/3461a63a-9635-44cf-8527-8ca34fdb9772/Ricerca-Predittiva-SOS-Villaggi-dei-Bambini-DEF.pdf.
Qui la ricerca del Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti – CNCA:
https://www.cnca.it/wp-content/uploads/2026/05/CNCA-NGF_report-ricerca_web.pdf.
Giovanni Caprio