Censura antipalestinese sui libri scolastici in Libano: atto di rimozione culturale

Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Monday, January 12, 2026

Per i palestinesi, in particolare per i rifugiati che vivono da decenni in Libano in campi come Ain al-Hilweh nel distretto di Sidone, il termine Palestina e l’identità palestinese sono più di semplici indicazioni geografiche o etniche: sono il fondamento di un’identità nazionale costruita in opposizione alla dispersione (Nakba) e alla lotta per l’autodeterminazione.

La rimozione di questi termini dai libri di testo scolastici, accettata paradossalmente dall’UNWRA, così come si evince dalle informazioni raccolte sul posto da fonti dell’Associazione per non dimenticare Sabra e Shatila e da Alkemianews.it, non è quindi una semplice revisione curriculare, ma un’inaccettabile tentativo di cancellare la loro esistenza come popolo distinto, negando la base stessa della loro causa.

Le scuole, in questo contesto, sono viste, infatti, come ultimi baluardi per preservare l’identità nazionale per le nuove generazioni. I libri di testo utilizzati nelle scuole dell’UNRWA, soprattutto quelli prodotti dall’Autorità Palestinese per le scuole in Cisgiordania e Gaza, ma anche, appunto, nei campi profughi, sono sempre più spesso al centro di aspre polemiche per reiterati tentativi di epurare i libri di testo, da qualsiasi riferimento alla connessione tra popolo palestinese e territorio o anche semplicemente il termine Palestina e palestinese/i.

Che proprio l’UNRWA abbia accettato di sottostare ai diktat dell’apparato imperial-sionista, accettando di cancellare la parola PALESTINA dal materiale didattico, rientra in una strategia di normalizzazione del concetto riduttivo e stereotipato di arabo-islamico contrapposto a quello di ebreo. D’altra parte, questo attacco culturale, coerente con la pulizia etnica in corso in Cisgiordania è in continuità con la legge fondamentale di Israele, autoproclamatosi “Stato Nazione del Popolo Ebraico”, approvata dalla Knesset il 19 luglio 2018.

Per protestare contro la rimozione del nome “Palestina” dai libri di testo di geografia, sabato 10 gennaio, si è tenuto uno sciopero nelle scuole di Ain al-Hilweh. A Sidone, seconda città libanese per importanza e dimensioni il movimento studentesco ha condannato questa odiosa forma di censura che ipoteca il futuro dell’autodeterminazione del Popolo palestinese sul piano culturale.

Il movimento ha sottolineato che «l’istruzione non è uno spazio per manipolare la terminologia o falsificare i fatti; i tentativi dell’amministrazione dell’UNRWA di manipolare la coscienza degli studenti non sono più accettabili. Pertanto, il movimento studentesco di Sidone e Ain al-Hilweh ha organizzato uno sciopero generale sabato 10 gennaio 2026, in tutte le scuole di Sidone e Ain al-Hilweh, per protestare contro la scandalosa rimozione del nome Palestina da diversi materiali didattici stampati che costituisce un attacco diretto alla coscienza nazionale e al diritto degli studenti a un’istruzione che rispetti la verità e l’identità».

Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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