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Nessun bersaglio: successo dei presidi in tutta Italia contro il DDL Caccia
Corpi a terra, voci e animali per dire no alla licenza di uccidere  Un grido intersezionale contro le logiche della “bio-regolazione” e per il disarmo antispecista, la mobilitazione nazionale ha portato nelle piazze migliaia di persone che hanno preso parte a performance, letture e azioni contro la riforma della legge sulla caccia. Un messaggio comune: la biodiversità non si difende con il fucile. Sorprendente partecipazione alla mobilitazione nazionale “Nessun bersaglio – Corpi e territori contro il DDL Caccia. Per un disarmo antispecista” che si è svolta il 29 agosto ad Arezzo, Bologna, Brescia, Cremona, Macerata, Milano, Roma, Palermo, Pordenone, Vercelli e Verona. Migliaia di persone complessivamente si sono radunate nelle piazze in cui sono stati convocati presidi di protesta contro il Decreto “Sparatutto”, che verrà discusso alla Camera dei Deputati nelle prossime settimane. L’iniziativa continuerà oggi, 30 agosto, a Mantova e Livorno con altri due presidi. Quella che sta andando in scena nelle diverse città è una mobilitazione capace di unire protesta, linguaggio dei corpi, arte e coinvolgimento diretto della popolazione, ponendo una domanda che attraversa l’intera discussione sul nuovo DDL Caccia: chi può essere trasformato in un bersaglio? In alcune piazze, persone con maschere di animali si sono stese a terra in un sit-in, rappresentando simbolicamente la morte delle vittime della caccia e della violenza esercitata sugli altri animali. Accanto ai corpi immobili, altre persone hanno dato voce a testi e interventi, trasformando la piazza in uno spazio in cui gli animali non sono stati raccontati come numeri, specie da controllare o problemi da eliminare, ma come individui. A Brescia la partecipazione di Extinction Rebellion ha portato anche un corteo per le strade cittadine volto a denunciare con un grido muto la sofferenza di tutte le vittime delle politiche ecocide dei nostri governi. In altre città la protesta ha assunto la forma della parola e della poesia. Letture in prosa e in versi hanno raccontato il rapporto tra esseri umani e altri animali: a Roma, per esempio. hanno preso parola durante il presidio anche la poeta Teodora Mastrototaro e l’attrice Elisa Di Eusanio. In tutte le città cartelli e slogan hanno sintetizzato le ragioni della mobilitazione: “Corpi e territori contro il DDL Caccia”, “Nessun bersaglio”, “Per un disarmo antispecista”, ma anche “La biodiversità non si difende con il fucile” e “Basta licenze di uccidere”. Durante gli interventi al megafono, è stata duramente contestata la narrazione governativa. La vera emergenza per l’agricoltura e il territorio non è la fauna selvatica, ma la crisi climatica. I danni agricoli causati dalla recente siccità hanno superato i 3 miliardi di euro, cifre di ordini di grandezza immensamente superiori a quelle riconducibili agli animali selvatici. Il DDL Caccia tenta inoltre di zittire il dissenso vitale per la democrazia introducendo multe dai 150 ai 900 euro per chi si oppone all’attività venatoria. Un prezzo imposto alla libertà di dissentire che non fermerà la lotta. La protesta contro il DDL Caccia si inserisce però in una riflessione più ampia. Al centro della mobilitazione c’è il rifiuto di un modello che continua a individuare nelle armi e nell’uccisione una risposta ordinaria ai conflitti tra attività umane e fauna selvatica. Una critica che si intreccia con il tema del disarmo, della giustizia climatica, della difesa dei territori e dell’opposizione alle diverse forme di dominio e oppressione.  La crisi ecologica, sottolineano i promotori, non può essere separata dalla distruzione e frammentazione degli habitat, dal consumo di suolo, dall’inquinamento, dalla crisi climatica e dalla crescente pressione delle attività umane sui territori. Continuare a individuare negli animali il problema da eliminare rischia quindi di lasciare sullo sfondo le cause profonde dei conflitti. Per questo le tredici piazze hanno scelto di parlare attraverso immagini, corpi e parole, con il fine di contestare un provvedimento legislativo, ma anche di proporre un cambiamento di prospettiva. La domanda lanciata dalla mobilitazione resta aperta: vogliamo continuare a considerare gli altri animali come qualcosa da controllare, sfruttare e abbattere, oppure costruire una convivenza fondata sulla prevenzione dei conflitti, sulla tutela degli habitat e sul riconoscimento degli animali come individui? Per i partecipanti alla mobilitazione la risposta è stata scritta sui cartelli, pronunciata nelle letture e rappresentata dai corpi stesi nelle piazze italiane: NESSUN BERSAGLIO. Contro il DDL Caccia. Contro lo specismo e ogni forma di oppressione. Per la liberazione animale, la giustizia climatica e la difesa dei territori. Per un mondo senza dominio. La mobilitazione di questo fine settimana ha dimostrato che di fronte alle ingiustizie non esistono posizioni neutre. Le associazioni e i liberi cittadini chiedono un’inversione di rotta: la liberazione animale, la giustizia climatica e la difesa dei territori contro ogni forma di sfruttamento e dominio. “Continueremo per mettere i bastoni tra le ruote alla maggioranza al Governo nell’approvazione di questo ddl; vogliamo che questi presidi siano l’inizio di un’opposizione reale” dichiara Eleonora Bocchi, parte del coordinamento nazionale che ha animato le manifestazioni. Si prospetta, insomma, un autunno caldo intorno alla discussione prevista alla Camera dei Deputati. No Food No Science Collettivo Antispecista Redazione Italia
August 30, 2026
Pressenza
Abbondanza e Solidarietà con la Cucina: Abundia Alvarado torna in Italia
Dalla fine di agosto a metà settembre l’attivista trans apache Abundia Alvarado sarà in Italia per condividere progetti e riflessioni elaborate negli ultimi anni all’interno dei movimenti per la giustizia sociale ed ambientale nel Sud degli Stati Uniti. Insieme a lei viaggeranno anche altri attivisti che hanno partecipato tra il 2021 e il 2024 alla difesa della foresta di Atlanta. Potete ascoltare qui la presentazione del tour: https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/08/Abundia-audio.mp3 In queste settimane segnate dal riscaldamento globale e dall’accanirsi della repressione sulle fasce più vulnerabili della popolazione, questo loro tour, che prevede laboratori e momenti di riflessioni, dalla Sicilia fino alla Val di Susa, offrirà l’occasione per ragionare su come sia possibile contrastare in modo comunitario questa crisi. Forte della sua esperienza con le lotte delle comunità migranti, indigene,LGTBQIPAK+ e in difesa del mondo più-che-umano, Abundia Alvarado si trova attualmente in Europa per promuovere un nuovo modello di convivenza, all’altezza delle emergenze che tutt3 avvertiamo. Con un approccio trasversale, propone a gruppi sociali diversi di convergere e lavorare insieme, a partire dalla preparazione e condivisione del cibo. I suoi Consigli Autonomi di Cucina (Autonomous Kitchen Council) possono avere la forma di un’associazione di quartiere, di un gruppo di vicini o coinquilini, che cucinano e organizzano momenti di festa adottando principi orizzontali e egualitari, svincolandosi dalla logica patriarcale e coloniale sia nella ripartizione del lavoro (le donne tradizionalmente ai fornelli), che nella scelta degli ingredienti, spesso provenienti da vecchie e nuove forme di sfruttamento, regolarmente nascoste. Oltre ai laboratori di cucina, è prevista la diffusione in traduzione italiana di un testo prodotto da questa rete AKC, che si sta via via sviluppando a livello internazionale, tra le Americhe e l’Europa. Con Abundia e lu altru attivistx ci saranno anche le persone che hanno realizzato un documentario sul movimento che ad Atlanta (sud degli Stati Uniti), ha cercato di impedire la costruzione di una delle più grandi basi di addestramento della polizia nel mondo. Soprannominata “Cop City”, la base ha comportato l’abbattimento di una foresta che sorgeva come immenso parco pubblico ai margini della città, ed è stata realizzata per decreto dell’amministrazione Biden. Dopo le proteste anti-razziste del movimento Black Lives Matter, invece di sottrarre fondi alle Forze dell’Ordine per meglio investire nei servizi sociali, il governo americano decise infatti di costruire queste enormi basi in tutto il Paese, per addestrare la polizia ad una repressione più dura dei manifestanti. Il documentario segue le fasi di questa straordinaria protesta, dagli iniziali tentativi di fermare l’avanzamento dei cantieri (puniti con il ricorso a leggi anti-terrorismo), all’inutile raccolta di centinaia di migliaia di firme, per chiedere che la popolazione di Atlanta fosse consultata tramite referendum, fino all’uccisione dell’attivista Tortuguita, mentre era impegnatə nella difesa della foresta. Il film evidenzia tra l’altro la continuità nel progetto di annientamento sociale dietro la distruzione della foresta: originariamente casa del popolo Muscogee, la foresta fu poi trasformata in latifondo dopo che gli abitanti originari vennero deportati nel 1800 dall’altra parte degli Stati Uniti, e venne in seguito “ripopolata” dai lavoratori neri, inizialmente impiegati come schiavi e (dopo l’abolizione della schiavitù) come carcerati condannati ai lavori forzati. Qui le tappe del tour di Abundia in Italia * Catania il 28 e il 29 agosto al Parco Falcone * Palermo, il 31 agosto presso Eglise e Scuola di Restanza * Verona, il 2 settembre presso l’associazione culturale Sobilla, con Non Una di Meno * Milano, il 4 settembre ospiti del festival “Abba Vive” di Cantiere; * Val di Susa, il 5 e il 6 settembre, a VisRabbia di Avigliana (per un laboratorio di cucina) e all’associazione La Credenza di Bussoleno; * Pisa, l’8 settembre a Exploit, ospiti di L3 Reiett3 e Spazio Sociale Apuano; * Napoli, il 10 settembre presso la Mensa Occupata dell’Università Federico II; * Roma, l’11 e 12 settembre, al CSOA exSNIA in collaborazione con il collettivo Blocco Decoloniale e vivèro – luogo di quartiere Per contribuire alle spese di viaggio, è in corso una raccolta fondi su Produzioni dal Basso:  Per ulteriori informazioni o richiesta di intervista con Abundia, gli altri attivisti e i registi del film: olga.abbiani@gmail.com, +393463800641
August 26, 2026
RadioSonar.Net
EFFETTO REFUGIO: Anime in gabbia e corpi reclusi
Cinque giornate di concerti, djset, collettivi ed esperienze antagoniste, cerchi di parola su tematiche attuali e trasversali organizzate dallu compa dello spazio Refugio, mostre, banchette benefit come quella di #Agripunk, il rifugio di Ambra sotto sfratto, la FAI (Federazione Anarchica di Livorno), il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud , il collettivo Q_ura, che ha anche presentato la fanza “Il pronto soccorso come osservatorio sui CPR”, e molte altre realtà, bar a prezzi popolari in alternativa alla supergentrificata Effetto Venezia. Il ricavato va a autofinanziare le pratiche di resistenza quotidiana dello spazio, le attività interne del Refugio, quelle a sostegno di altre realtà locali, e talvolta anche le spese processuali di chi ne ha bisogno, perché oggi come oggi contrapporsi alle ingiustizie porta in tribunale, per cui la solidarietà dal basso e il mutuo aiuto sono un argine di cui dobbiamo avere cura costante. Come assemblea Corpi e Terra di Non unə di meno siamo statx invitatx a partecipare, insieme ad Agripunk, mercoledí 29 luglio all’incontro organizzato da GAL (Gruppo Antispecista Livornese), un’esperienza nata da poco in questo territorio ma che ha già organizzato iniziative che hanno portato ad una partecipazione importante. All’incontro hanno partecipato Giovanni e Ginevra di GAL, Mari di Corpi e Terra, Dez di Agripunk, Elsa e Vale della collettiva Q_URA Abbiamo registrato alcuni audio che vi proponiamo scusandoci per la qualità dovuta sia ai rumori di fondo che al fatto che abbiamo registrato direttamente dall’amplificazione. La prima sera non avevamo né il microfono né il cavo per collegarci direttamente al mixer. Nei prossimi articoli cercheremo di risolvere questo problema. Crediamo comunque possa essere interessante ascoltare questi interventi che sempre stimolano riflessioni e ci portano a costruire pratiche di relazione ma soprattutto pratiche di vita alternative al sistema. Titolo dell’incontro era “Anime in gabbia: corpi reclusi umani e non umani” 1.Presentazioni dei vari gruppi e dei loro obiettivi con Giovanni del GAL, Dez di Agripunk, Mari di Corpi e Terra ed Elsa e Vale di Q_URA https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/08/1-presentazione.mp3 2. Antispecismo e transfemminismo: i nostri posizionamenti https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/08/2-antispecismo-transfemminismo.mp3 3. Controllo dei corpi attraverso il sistema sanitario, le carceri, l’imposizione di norme eterocispatriarcali nel corso delle esistenze, la formazione, l’industria alimentare e gli allevamenti con le realtà sopracitate con Matteo del Refugio ed Egon Botteghi https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/08/3.-controllo-dei-corpi.mp3        
August 1, 2026
RadioSonar.Net
Tra il Mediterraneo e l’Etna lo spazio di un festival antispecista all’arca di Natalia: 4 e 5 luglio 2026
SI È SVOLTO PRESSO IL RIFUGIO L’ARCA DI NATALIA NELLE GIORNATE DEL 4 E 5 LUGLIO 2026 IL FESTIVAL ETNANTISPECISTA, IL PRIMO FESTIVAL ANTISPECISTA INTERSEZIONALE IN SICILIA. UN CONCENTRATO DI ENERGIA, INCONTRI, CULTURA, MUSICA E CONDIVISIONE PER CHI IMMAGINA UN MONDO PIÙ GIUSTO PER TUTT3. MA SOPRATTUTTO UNO SPAZIO IN CUI ABBIAMO POTUTO INCONTRARCI, CONOSCERCI, ASCOLTARCI, PARLARCI E CAPIRE CHE NON SIAMO SOL ANCHE SE LE NOSTRE LOTTE VENGONO TROPPO SPESSO MARGINALIZZATE. TANTE PERSONE NEI LORO TERRITORI PRATICANO L’ANTISPECISMO INTERSEZIONALE CHE VUOL DIRE CERCARE I NESSI TRA LE LOTTE DI OPPRESSIONE, FARE RETE, CONSOLIDARE LEGAMI. ECCO QUESTO FESTIVAL È STATO ANCHE QUESTO!! L’ARCA DI NATALIA È UN SANTUARIO PER ANIMALI LIBERI A TRECASTAGNI IN PROVINCIA DI CATANIA SULLE PENDICI DELL’ETNA, UNO SPAZIO DI CURA NATO NEL 2020 DOVE PIÙ DI 100 INDIVIDUI DI OLTRE 10 SPECIE DIVERSE SALVATI DA SFRUTTAMENTO, MALTRATTAMENTO O ABBANDONO POSSONO FINALMENTE VIVERE LIBERI. SILVIA E CARMINE SONO LE PERSONE CHE HANNO SCELTO DI AVVIARE QUESTO PROGETTO. E SILVIA CE LO RACCONTA https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/07/1.-audio-Silvia-larca-di-Natalia.mp3 UN LUOGO DI SENSIBILIZZAZIONE E INCONTRO, DOVE ATTRAVERSO VISITE, ATTIVITÀ ED EVENTI SI PROMUOVONO VALORI DI RISPETTO, ANTISPECISMO E CONVIVENZA ARMONIOSA TRA TUTTE LE FORME DI VITA. IL FESTIVAL È STATO UN EVENTO IMMERSO NELLA NATURA, DENTRO UN RIFUGIO PER ANIMALI LIBERI, TRA IL VULCANO ATTIVO PIÙ GRANDE D’EUROPA CHE CI HA MOSTRATO ORGOGLIOSAMENTE UN PENNACCHIO DI FUMO LUNGO UN GIORNO E UNA NOTTE E IL MARE. ABBIAMO VISSUTO UN’ESPERIENZA UNICA TRA NUOVE ESPERIENZE E MOMENTI DI SCOPERTA. COME CORPI E TERRA ABBIAMO PARTECIPATO CON UNA NOSTRA LABORATORIA DAL TITOLO E CON IL BANCHINO BENEFIT PER IL CROWFUNDING SALVIAMO AGRIPUNK. MA ASCOLTIAMONE IL RACCONTO DALLA VOCE DI GORGO E ZOE, DUE COMPA DELL’ASSEMBLEA CORPI E TERRA CHE HANNO FACILITATO LA LABORATORIA “SIAMO TUTTƏ ANIMALƏ, OGNUNƏ CON LA SUA DIVERSITÀ. ANIMALIZZAZIONE E LIBERAZIONE PER TUTTX” https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/07/2.-audio-Gorgo.mp3 https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/07/3.-audio-Zoe.mp3 RINGRAZIAMO DAVVERO TUTTE LE PERSONE CHE HANNO PRESO IL NOSTRO VOLANTINO E LO DIFFONDERANNO, QUELLE CHE SONO VENUTE A CHIEDERCI COME STIAMO E COM’È LA SITUAZIONE, QUELLO CHE CI HANNO AUGURATO CHE IL PROGETTO POSSA SEGUIRE E QUELLE CHE DOVUNQUE SIANO CI STANNO SOSTENENDO. LE CANOTTE ACAB CHE AVEVAMO PORTATO SONO ANDATE A RUBA E ABBIAMO FATTO ANCHE UNA LOTTERIA CON L’ULTIMA RIMASTA. SIAMO RIUSCIT QUINDI A INVIARE 300€ PER METÀ AL CROWFUNDING E PER METÀ ALLA SOPRAVVIVENZA DI TUTT AL RIFUGIO IN QUESTO PERIODO COSI DURO A LIVELLO EMOTIVO E DI LAVORO.VISTO CHE ERAVAMO AL BANCHINO NON SIAMO RIUSCIT A SEGUIRE DA VICINO PER POTER REGISTRARE TUTTI I TALK PER CUI VE NE MANDIAMO SOLO QUALCHE ASSAGGIO. TROGLODITA TRIBE SONO FABIO E LELLA, ATTIVISTƏ INDIPENDENTƏ E RESISTENTƏ. CORRONO SUL FILO DELLA LIBERAZIONE ANIMALE PROVENENDO DA UN PERCORSO LIBERTARIO E ANCHE LIBRESCO. SABATO 4 LUGLIO ERANO PRESENTI AL FESTIVAL E HANNO PARLATO DI CANI TERRONI, I CANI DI QUARTIERE, I CANI DEL POPOLO E DELL’ULTIMO LIBRO CHE HANNO PUBBLICATO, IL LIBRO PIÙ DISOBBEDIENTE DELL’ANNO DAL TITOLO A CUCCIA VACCI TU! EDITO DA MELTEMI. https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/07/audio-troglodita.mp3 LUNGO LA RETE  DEL RIFUGIO SI POTEVANO GUARDARE LE FOTO DEI RIFUGI DI FABIO FERRARI (CHE RINGRAZIAMO PERCHÉ CI HA REGALATO ANCHE LA FOTO DI COPERTINA DI QUESTO ARTICOLO). FABIO STA LAVORANDO AD UN PROGETTO DAL TITOLO .. E POI DRITTO FINO AL MATTINO . NELLA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FOTOGRAFICO SARA D’ANGELO SCRIVE CHE I RIFUGI “SONO LUOGHI STRAORDINARI, DIROMPENTI, FUCINE OPEROSE DOVE SI COSTRUISCE UN MONDO NUOVO CON UNA CULTURA DIVERSA E UN PENSIERO CRITICO… AVAMPOSTI LIBERTARI PER IL CAMBIAMENTO…”. MA LASCIAMO CHE SIANO LE PAROLE DI FABIO A PARLARCI DEL SUO PROGETTO. https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/07/audio-Fabio-AU.mp3 DURANTE IL FESTIVAL C’È STATA LA PRESENTAZIONE DI MANDRIE, IL LIBRO PUBBLICATO DA CRONACHE RIBELLI. ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO TESTO HANNO PARTECIPATO NUMEROSƏ ATTIVISTƏ. SIAMO LORO GRAT3 PER L’IMPEGNO MESSO IN QUESTO PROGETTO E SOPRATTUTTO PER QUELLO CHE FANNO OGNI GIORNO DENTRO E FUORI I RIFUGI. TUTT3 HANNO SCELTO DI DONARE I PROPRI DIRITTI D’AUTORE LEGATI A QUESTA PUBBLICAZIONE PER SOSTENERE SULALA ANIMAL RESCUE, UN’ORGANIZZAZIONE CHE SOCCORRE ANIMALI NELLA STRISCIA DI GAZA DAL 2006. “Hanno conosciuto gabbie, sfruttamento, paura. Alcuni sono fuggiti, altri si sono liberati, altri ancora sono stati salvati. Tutti, però, hanno resistito e lottato, tutti sono sopravvissuti. In queste pagine quattordici animali raccontano in prima persona la propria storia: la prigionia, il dolore, la ribellione e l’arrivo in un santuario. A dare loro voce sono attivistx che quegli animali li hanno conosciuti e con cui hanno condiviso momenti fondamentali. Tra narrativa e testimonianza, Mandrie prova a portare lettrici e lettori dentro le vite di individui troppo spesso considerati soltanto merce. Un libro corale, al tempo stesso politico ed emotivo, che racconta come coraggio ed empatia possano spezzare la violenza dello sfruttamento e aprire le porte a percorsi di cura e autodeterminazione. Abbiamo registrato alcune di queste storie durante la presentazione del libro . Elena del rifugio Chico Mendez https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/07/audio-Elena-AU.mp3 Roberto di Cuori Liberi  https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/07/audio-Roberto-AU.mp3 Al festival ha partecipato anche la LAV e questo è l’audio dell’intervento di Carlo Cimellado, avvocato della LAV che ci racconta dei successi nella lotta agli allevamenti intensivi legati alla salvaguardia degli ecosistemi nei territori https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/07/audio-Carlo-Cimellado-AU.mp3  
July 12, 2026
RadioSonar.Net
Contropelo e cospirazione animale
Con un compagno tra gli/le organizzatori/organizzatrici della 2 giorni antispecista Contropelo ad Aielli in Abruzzo torniamo sulle ragioni politiche del festival, sulle lotte antispeciste e sulla loro necessaria intersezione con i movimenti femministi, transfemministi, decoloniali e antiabilisti.
July 11, 2026
Radio Onda Rossa
sulla bestialità
quando un animale diventa bestia? e cosa si intende con questa parola? Spesso il termine bestia viene associato anche agli esseri umani, soprattutto ai nemici, agli sconfitti e ai marginalizzati, nel tentativo di de-umanizzarli. Nel mondo animale avviene egualmente: qualora l’animale si fa ribelle o indisciplinato alle attività ordite dall’umano allora diviene bestia, il suo ruolo dev’essere quello di essere sfruttato, di riprodursi, di fare un’obbediente compagnia. Alla disobbedienza si accompagnano processi e leggi volte a normare il comportamento animale, o meglio, l’effetto sociale delle loro azioni. Dalla minaccia delle invasioni di cavallette bibliche, al terrore del lupo che ha sempre percorso la storia, alcuni animali hanno assunto il ruolo del nemico a cui si è risposto spesso e volentieri con lo sterminio. Ne parliamo con Matilde Cassano autrice del blog Storie Bestiali (https://storiebestiali.wordpress.com/) e collaboratrice con la rivista Liberazioni (https://www.liberazioni.eu/)
sulla bestialità
quando un animale diventa bestia? e cosa si intende con questa parola? Spesso il termine bestia viene associato anche agli esseri umani, soprattutto ai nemici, agli sconfitti e ai marginalizzati, nel tentativo di de-umanizzarli. Nel mondo animale avviene egualmente: qualora l’animale si fa ribelle o indisciplinato alle attività ordite dall’umano allora diviene bestia, il suo ruolo dev’essere quello di essere sfruttato, di riprodursi, di fare un’obbediente compagnia. Alla disobbedienza si accompagnano processi e leggi volte a normare il comportamento animale, o meglio, l’effetto sociale delle loro azioni. Dalla minaccia delle invasioni di cavallette bibliche, al terrore del lupo che ha sempre percorso la storia, alcuni animali hanno assunto il ruolo del nemico a cui si è risposto spesso e volentieri con lo sterminio. Ne parliamo con Matilde Cassano autrice del blog Storie Bestiali (https://storiebestiali.wordpress.com/) e collaboratrice con la rivista Liberazioni (https://www.liberazioni.eu/)