Source - RadioSonar.Net

NON SI SGOMBERA UN’IDEA – SOLIDARIETA’ A LOA ACROBAX
“CI DICONO CHE ABBIAMO MOLTO DA PERDERE  NOI RISPONDIAMO CHE ABBIAMO ANCORA TANTO DA REALIZZARE!” Acrobax è sotto attacco! Ci racconta i dettagli Cristiana, a nome dello storico centro sociale romano. https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/acrobax.mp3   C’è una cosa che la storia dei movimenti a Roma insegna da decenni: gli spazi possono essere chiusi, ma ciò che li ha generati continua a vivere nelle relazioni, nelle pratiche e nelle comunità che li hanno attraversati. Chi ha vissuto questa città lo sa bene. Anche noi di Radiosonar lo abbiamo imparato negli anni del csoa Sans Papiers, lo abbiamo difeso nelle lotte per SCuP, lo abbiamo visto rinascere ogni volta che il Cinema Palazzo ha dimostrato cosa significa restituire un luogo alla vita collettiva invece che alla speculazione. Attraversare questi ed altri spazi oggi chiusi, come il Leoncavallo, L’Askatasuna e gli altri spazi sgomberati da questo scellerato governo è una ferita che non si può rimarginare, è un destino comune che va cambiato, è una lotta collettiva che non smetteremo mai di sostenere! Ogni volta la stessa storia: provano a cancellare un’esperienza e si ritrovano davanti qualcosa di più grande. Una rete di persone, di culture, di solidarietà che non si lascia archiviare con un’ordinanza o con l’arrivo della celere e delle ruspe. È dentro questa storia che si inserisce Acrobax. Uno spazio che negli anni ha restituito all’ex cinodromo un significato completamente diverso da quello dell’abbandono. Un luogo dove si sono incontrate pratiche sociali, sport popolari, iniziative culturali, mutualismo e aggregazione giovanile. Un punto di riferimento per molte persone che in quella parte della città hanno trovato possibilità, relazioni e strumenti per immaginare altro. Quando si attaccano esperienze come Acrobax, non si colpisce soltanto un indirizzo o un edificio. Si prova a ridurre gli spazi di autonomia, di partecipazione e di produzione culturale indipendente che tengono viva questa città. Roma, però, ha una memoria lunga. Ed è proprio da questa memoria che nasce la volontà di ritrovarsi e discutere insieme di quello che sta accadendo. Mercoledì 25 marzo alle ore 18.30 ad Acrobax si terrà un’assemblea pubblica aperta alla città. Un momento di confronto sulle politiche di sgombero che negli ultimi anni hanno colpito diversi spazi sociali, ma soprattutto un’occasione per ragionare su come difendere e moltiplicare le esperienze di autogestione. Domenica 29 marzo lo spazio tornerà ad aprirsi alla città con una giornata di iniziative dentro e fuori l’ex cinodromo “Acrobax città aperta”. Un modo semplice e diretto per ribadire che questi luoghi esistono perché vengono attraversati, vissuti e costruiti collettivamente. Gli spazi sociali non sono solo edifici. Sono relazioni, pratiche, comunità. E quando queste comunità esistono davvero, diventano molto più difficili da cancellare di quanto qualcuno immagini. Come direbbe Obi-Wan Kenobi: “È un campo di energia creato da tutte le cose viventi. Ci circonda e ci penetra. Tiene unita la galassia.” Anche le idee funzionano così. > “Non si sgombera un’idea” dicevamo qualche anno fa. E, a distanza di più di 5 > anni, lo confermiamo convintamente perché avevamo e abbiamo chiara > l’indicazione degli zapatisti: Niente per noi, tutto per tutti! > > Acrobax Quando queste idee sono condivise da molte persone, non c’è sgombero che possa fermarle.   Radiosonar.net
March 15, 2026
RadioSonar.Net
NO SOCIALE – Manifestazione Nazionale Roma 14 Marzo 2026
OGGI A ROMA IN 20.000 IN PIAZZA PER DIRE NO, CONTRO IL GOVERNO DI GIORGIA MELONI E CONTRO LA GUERRA ED IL CARO VITA CHE COLPISCE LAVORATORI, STUDENTI E PRECARI. Oggi a Roma siamo stati in 20.000 a riempire le strade. Non una manifestazione rituale, ma una giornata di presenza reale, fatta di persone, voci, striscioni e corpi che non accettano di restare in silenzio mentre il costo della vita continua a salire e mentre il governo guidato da Giorgia Meloni continua a scaricare il peso della crisi su lavoratori, precari, studenti e pensionati. Voci dalla Piazza Maria Vittoria Molinari ASIA USB https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/14marzo/asiausb.mp3 Luca Fagiano Movimenti di Lotta per il diritto all’Abitare https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/14marzo/movimentilottaabitare.mp3 Alessandro attivista internazionalista https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/14marzo/attivista.mp3 EcoResistenze https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/14marzo/ecoresistenze.mp3 Fonte di Liberazione per il popolo dello Sri Lanka https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/14marzo/fonteliberazionepopolosrilanka.mp3 Dalle piazze è arrivato un messaggio chiaro: il caro vita non è una fatalità, ma il risultato di scelte politiche. Bollette, affitti, salari fermi, servizi pubblici sempre più fragili. In tanti oggi hanno scelto di esserci proprio per questo: per dire che la dignità non si negozia e che il diritto a vivere, lavorare e abitare questa città non può essere un privilegio per pochi. In mezzo alla piazza c’era anche una posizione netta sul referendum sulla giustizia: NO. Un NO che non nasce dalla difesa dell’esistente, ma dalla convinzione che la giustizia non si riforma indebolendo le tutele e rendendo ancora più fragile chi già lo è. La giornata di oggi racconta qualcosa di più grande di una singola mobilitazione. Racconta una città che continua a produrre conflitto sociale, mutualismo, cultura e organizzazione collettiva. Una città che non accetta di essere spettatrice. Roma oggi ha ricordato una cosa semplice: quando le persone si incontrano nelle piazze, la politica torna a essere uno spazio vivo. E questa storia, oggi, l’abbiamo scritta insieme. A cura della Redazione di Radiosonar.net
March 14, 2026
RadioSonar.Net
COFFEE KILLAH #81: ROOTS ADDICTION PRESENTA HOLLIE COOK
COFFEE KILLAH #81 podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe14032026.mp3 Cresciuta tra le leggende della musica, con un padre che batteva i tempi nei Sex Pistols e una madre corista dei Culture Club, questa artista incarna perfettamente l’incontro tra l’attitudine punk di West London e la dolcezza del reggae caraibico. A soli diciannove anni viene chiamata a far parte della reunion delle Slits, battesimo del fuoco prima del folgorante debutto solista nel 2011 con un LP omonimo che ha subito catturato gli onori della cronaca. Capace di forgiare uno stile unico battezzato “Tropical Lovers Rock”, ha saputo mescolare vibrazioni esotiche e raffinatezza britannica in quattro album e numerosi singoli acclamati dalla critica internazionale. La sua voce eterea e magnetica l’ha resa una delle interpreti più sofisticate e originali della scena contemporanea. Per il secondo appuntamento del mese dedicato alle “Empress” della musica in levare, Mr Green outta Roots Addiction Sound System presenta questa mezzora di “best of” dedicato alla talentuosa Hollie Cook.
March 14, 2026
RadioSonar.Net
SICILIA IN PRIMA LINEA SENZA AVER DICHIARATO GUERRA
Mentre l’economia di guerra militarizza i bilanci dello Stato, chi consuma diventa il bancomat di chi specula sui costi e il carburante arriva alle stelle, Niscemi frana e con lei la base militare più illegale della Storia repubblicana e si riaccende la mobilitazione antimilitarista in tutta l’isola. Prossimi appuntamenti: Sabato 14 marzo h. 17:30 Presidio contro l’economia di guerra e gli F 35, via Torrearsa (davanti palazzo Cavarretta), Trapani Domenica 15 marzo h. 10:30  Manifestazione a Sigonella Sabato 28 marzo h. 15:00    Manifestazione a Niscemi Abbassate le armi, alzate i salari Dafne Anastasi della USB Sicilia con questo audio ce ne spiega le motivazioni e invita tutt3 a partecipare! https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/03/Dafne-Anastasi-USB.mp3 Mentre la tensione internazionale tra Stati Uniti e Iran cresce, la Sicilia rischia ancora una volta di trovarsi coinvolta in uno scenario militare senza averne mai discusso né deciso. La presenza della base di Sigonella, uno dei principali hub strategici della US Navy nel Mediterraneo, del sistema satellitare MUOS di Niscemi, nodo fondamentale delle comunicazioni militari statunitensi, della base di Trapani Birgi, il primo polo addestrativo per gli F 35 fuori dagli Stati Uniti rendono il territorio siciliano parte della catena operativa delle missioni in Medio Oriente. Nelle ultime settimane si registrano un intenso traffico di velivoli militari e attività logistiche che confermano il ruolo centrale della Sicilia nelle operazioni militari NATO e statunitensi. Questo significa una cosa molto semplice: quando queste infrastrutture entrano in funzione in uno scenario di crisi internazionale, il territorio che le ospita diventa automaticamente esposto a rischi geopolitici e militari. Eppure su questo punto regna un silenzio istituzionale inquietante. Nessuno spiega alla cittadinanza siciliana: •quale sia il livello reale di coinvolgimento delle basi presenti sull’isola; •quali siano i protocolli di sicurezza; •quali rischi concreti possa correre la popolazione La Sicilia continua così ad essere trattata come una piattaforma militare strategica, mentre le decisioni politiche e militari vengono prese altrove. Per questo da tempo chiediamo non solo l’apertura di un dibattito pubblico trasparente sul ruolo delle basi militari in Sicilia ma anche la fuoriuscita dell’Italia dalla Nato: gli accordi ITALIA- USA sull’uso delle basi militari non possono cancellare le regole del diritto internazionale né trasformare la Sicilia in una colonia militare permanente. Una guerra non scelta non può ricadere sulle spalle di chi vive e lavora in questa terra. La tutela del territorio, della sicurezza e della dignità delle comunità locali deve diventare una priorità politica. Mentre l’economia di guerra militarizza i bilanci dello Stato, chi consuma diventa il bancomat di chi specula sui costi e il carburante arriva alle stelle, Niscemi frana e con lei la base militare più illegale della Storia repubblicana e si riaccende la mobilitazione antimilitarista in tutta l’isola. articolo e foto di copertina a cura di Dafne Anastasi, USB Sicilia
March 13, 2026
RadioSonar.Net
COFFEE KILLAH #80: ROOTS ADDICTION PRESENTA QUEEN OMEGA
COFFEE KILLAH #80: QUEEN OMEGA! podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe07032026.mp3 Fondati nel 1968 da Bernard Collins e dai fratelli Donald e Lynford Manning, rappresentano la vetta più spirituale e profonda delle armonie vocali giamaicane. Debuttano con Coxsone Dodd scrivendo la storia del Reggae grazie all’introduzione della lingua amarica nei testi, trasformando la musica in una preghiera universale, un sound mistico, ipnotico, capace di unire la devozione religiosa alla militanza civile toccando temi come panafricanismo e diritti umani. Per celebrare i 50 anni dall’uscita dell’album “Satta Massagana” – 1976: vero e proprio inno del Rastafarianesimo – Mr Green, Rassel e Zepe outta Roots Addiction Sound System firmano il Coffee Killah di questa settimana, dedicato al best of del leggendario trio degli Abyssinians.
March 7, 2026
RadioSonar.Net
COFFEE KILLAH #79: ROOTS ADDICTION PRESENTA THE ABYSSINIANS
ROOTS ADDICTION PRESENTA THE ABYSSINIANS podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe28022026.mp3 Fondati nel 1968 da Bernard Collins e dai fratelli Donald e Lynford Manning, rappresentano la vetta più spirituale e profonda delle armonie vocali giamaicane. Debuttano con Coxsone Dodd scrivendo la storia del Reggae grazie all’introduzione della lingua amarica nei testi, trasformando la musica in una preghiera universale, un sound mistico, ipnotico, capace di unire la devozione religiosa alla militanza civile toccando temi come panafricanismo e diritti umani. Per celebrare i 50 anni dall’uscita dell’album “Satta Massagana” – 1976: vero e proprio inno del Rastafarianesimo – Mr Green, Rassel e Zepe outta Roots Addiction Sound System firmano il Coffee Killah di questa settimana, dedicato al best of del leggendario trio degli Abyssinians.
February 28, 2026
RadioSonar.Net
COFFEE KILLAH #78: ROOTS ADDICTION PRESENTA U-ROY
COFFEE KILLAH #78 podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe21022026.mp3 In questa puntata di Coffee Killah celebriamo colui che ha cambiato per sempre le regole del gioco, trasformando il ruolo del DJ in quello di una vera superstar. Conosciuto come “The Originator”, ha rivoluzionato la scena giamaicana tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, portando l’arte del toasting dalle strade ai vertici delle classifiche. La sua voce melodica, capace di cavalcare i ritmi di King Tubby e Duke Reid con un tempismo sovrumano, ha gettato le basi per quello che oggi conosciamo come rap e hip-hop. Fondatore dello storico sound system Stur Gav, ha fatto da mentore a intere generazioni di artisti, rimanendo un simbolo di umiltà e saggezza per tutta la vita. In occasione del quinto anniversario della sua partenza, Mr Green outta Roots Addiction Sound System rende omaggio al Padre, al padrino della dancehall, all’unico e inimitabile U-Roy.
February 21, 2026
RadioSonar.Net
Libertà per Mohammed Hannoun e per tutte le persone palestinesi arrestate
Lunedì 16 febbraio 2026 alle 12 in piazza Capranica a Roma si è svolta la conferenza stampa organizzata dal comitato nazionale per la liberazione di Mohammed Hannoun e delle altre persone palestinesi arrestate Vi proponiamo l’ascolto degli interventi che ci sono stati: 1. Mahmoud Hannoun, figlio di Mohammed https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/02/1-Mahmoud-figlio.mp3 2. Moni Ovadia attore, regista, sceneggiatore e musicista https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/02/2-Moni-Ovadia-.mp3 3. Angelo d’Orsi, professore ordinario di Storia del pensiero politico nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/02/3-Angelo-DOrsi.mp3 4. Fulvio Grimaldi, giornalista, inviato di guerra, documentarista, scrittore. https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/02/4-Fulvio-Grimaldi.mp3 5. Patrizia Cecconi, sociologa ed erborista. Dopo 25 anni di appassionato lavoro all’interno delle scuole, lascia l’insegnamento si è dedicata alla scrittura e al sostegno della libertà del popolo palestinese e della fine della colonizzazione israeliana. https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/02/5-Patrizia-cecconi.mp3 DISPONIBILE  SU:     RADIOSONAR.NET SI BASA SULL’AUTOFINANZIAMENTO. A CAUSA DELL’EMERGENZA LEGATA AL CORONA VIRUS LE INIZIATIVE SONO SOSPESE. SE VUOI AIUTARCI A CONTINUARE A TRASMETTERE, PUOI EFFETTUARE UNA DONAZIONE ATTRAVERSO IL NOSTRO CONTOCORRENTE O PAYPAL [CP_CONTACT_FORM_PAYPAL]
February 16, 2026
RadioSonar.Net
COFFEE KILLAH #77: ROOTS ADDICTION PRESENTA COCOA TEA
IL 3 SETTEMBRE 1959 NEI DINTORNI DI CLARENDON (GIAMAICA) NASCEVA CALVIN SCOTT: COCO TEA podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe14022026.mp3 Uno dei pochi artisti dancehall della prima ora ad essere riuscito a costruire una carriera solida e prolifica nel corso degli anni parallelamente all’evoluzione del genere. La sua voce rilassata e dai toni freddi era perfetta sia per il rubadub più duro e di protesta, sia per il dolce e morbido lovers rock e gli ha permesso di galleggiare in maniera indolore tra entrambi gli stili. Prima di scalare le classifiche reggae si guadagnava da vivere come fantino e pescatore, dilettandosi ai microfoni dei sound system solo nel tempo libero. La svolta arriva nel 1983 con il trasferimento a Kingston, dove nasce ufficialmente il nome d’arte “Cioccolata calda”, ispirato appunto alla sua voce densa, dolce e inconfondibile. Nel giorno di San Valentino, a quasi un anno dalla sua scomparsa avvenuta nel marzo 2025, Mr Green outta Roots Addiction Sound System dedica il Coffee Killah di questa settimana a un eterno re della melodia: il solo e unico Cocoa Tea.
February 14, 2026
RadioSonar.Net
Dopo quattro album con i Colle Der Fomento, Danno torna con il suo primo progetto solista
AKA DANNO – recensione a cura di Claudio Contini L’HIP-HOP FA LUNGHI PERCORSI TORTUOSI CHE LO PORTANO IN TERRITORI DI CONFRONTO E DI SCONTRO, DI CRESCITA E DI INVOLUZIONE. Ma l’Hip-Hop fa anche giri a 360 gradi, lungo i quali assorbe le novità, le analizza e ne trae il meglio per rendere attuale quello che è lo spirito originale. Nell’ambito di questa dinamica si inserisce come protagonista assoluto Danno, emcee che vive e fa vivere l’Hip-Hop italiano da oltre 30 anni, e considerato ormai da tempo un punto di riferimento per chi voglia capire il significato della vera arte del rap. DOPO QUATTRO ALBUM DILUITI IN 23 ANNI CON I COLLE DER FOMENTO, OTTO ANNI DOPO ADVERSUS, DANNO TORNA IN STUDIO CON IL SUO PRIMO PROGETTO SOLISTA (il secondo, se consideriamo il progetto concept-cyberpunk Artificial Kid del 2009 in cui era comunque l’unico rapper) dopo una breve ma intensa esposizione nel mondo quasi-mainstream della Red Bull, per la quale ha creato un memorabile 64 Bars ed ha partecipato al mega-evento live al Corviale, condividendo il palco con molti protagonisti della scena attuale. Chi dovesse aver pensato che questa apertura ad un mondo “fuori” dalla nicchia potesse significare un ammorbidimento nell’approccio sonoro o tematico, è stato immediatamente smentito dal brano che anticipato l’album, quel Vamos A La Playa nel quale Danno non solo rimane fedele al suo stile ma va giù pesante con le parole “è inutile che stamo qui a fa gli MC se poi non dimo un cazzo”. E la frase è significativa ed emblematica per capire il fil rouge dell’album: va bene tutto ma non è più tempo di far finta di niente, nemmeno (anzi, soprattutto) per i rappers. Dieci pezzi per 38 minuti di rap che va dritto al punto, con le rime precise che contraddistinguono lo stile inconfondibile di Danno, accompagnate dalla produzione del sodale Craim, capace di trovare sempre il mood giusto per ogni pezzo, mostrando una versatilità invidiabile, segno di studio e di crescita. L’album si apre con il minimalismo sonoro di Baseball Fury, una intro nella quale Danno analizza e si analizza, ed evidenzia le contraddizioni dell’essere al top della scena, distaccandosene nello stesso tempo. Il flow termina e confluisce nell’esplosione sonora di Killemall, una traccia aggressiva che richiama al mood dei Public Enemy grazie al classico sample di Blow Your Head dei J.B.’s. Tom Waits è l’unico brano dell’album nel quale alla produzione non c’è Craim ma il sempre venerabile Ice One, che attinge da atmosfere underground in stile backpacker fine anni 90, così che le rime di Danno risultino ancora più scure ed immerse nel fumo, mentre affronta la disillusione e si scontra col destino: “divido il vino con chi è di passaggio, corteggio un po’ la morte, la prendo sottobraccio, non importa se poi non ti piaccio…”. A questo punto il buio ha preso il sopravvento e le fiamme di Brucia Roma non fanno giorno, anzi, alimentano la rabbia e la delusione con rime come “brucia Roma e tutte le macerie che se porta appresso, brucia fino alle macerie er Colosseo, brucia ogni cipresso, brucia er Verano, Prima Porta e er cimitero, brucia Roma con tutto er mito dell’impero”. Il beat epico di Crime dà l’ultima pennellata ad un quadro da ammirare e comprendere con il rispetto che si conserva per i capolavori. La doppia traccia Yokozuna/Jakesulring è battle rappin’ allo stato puro, con grande maestria nel gestire il cambio di beat, prima veloce poi lento, a forza di riferimenti Hip-Hop e rime potenti nelle quali Danno è difficilmente battibile. La presenza degli scratch rafforza l’atmosfera che piace a chi seguiva Danno e il Rome Zoo da giorno uno. DANNO DIMOSTRA DI ESSERE TRA I PIÙ LUCIDI ARTISTI A SAPER COMMENTARE IL DECLINO DELL’ATTUALE SOCIETÀ CON IL BLUES DI GUNDABAD, E L’ATTACCO DIRETTO A VANNACCI E AL SISTEMA PATRIARCALE NEL SECONDO VERSO È UN TRATTATO POLITICO CHE DOVREBBE FAR PRENDERE APPUNTI AGLI ESPONENTI DELL’OPPOSIZIONE, E CHE ANCOR DI PIÙ FARÀ IMPALLIDIRE TUTTI QUEI RAPPERS CHE BEN SI GUARDANO DI AFFRONTARE CERTI ARGOMENTI. Nella parte finale, Distorsore e Colibrì sono quanto di più vicino possa esserci alle atmosfere dei trend dell’attuale scena underground americana, tra sonorità che fanno l’occhiolino alla Griselda ed ai recenti lavori di Alchemist, con richiami espliciti a rappers come Stove God Cooks, e rime che sembrano sedute di psicoterapia, tra ossessioni, paranoie, paure e speranze che si trasformano in illusioni. E sono l’incipit perfetto per il finale di Svegliami, brano musicalmente sublime, arricchito dal ritornello cantato da Motta che si inserisce alla perfezione nel copione tenebroso creato dalle rime di un Danno intimo e più che mai poetico. “SO RICONOSCERE UN BRUTTO VIAGGIO, PER QUESTO HO DECISO DI ACCOMPAGNARTI, RIUSCISSI SOLTANTO QUALCHE VOLTA AD ABBRACCIARTI…” AKA Danno si chiude così, lasciandoci tante sensazioni, facendoci riflettere ma anche gasandoci tramite le rime ed i beats. Hip-Hop per adulti, qualcuno direbbe, ma la verità è che questa è musica che fa bene ad ogni generazione, un esempio di come si possa rimanere coerenti senza cadere nei clichè e senza mai essere banali. E se è vero che Danno ha più volte dichiarato di non essere interessato a piacere a tutti, è anche vero che in questo momento storico, un album come questo è necessario, e più persone lo ascoltano e lo capiscono, meglio sarà.
February 9, 2026
RadioSonar.Net
COFFEE KILLAH #76: ROOTS ADDICTION PRESENTA MACKA B
MACKA B NATO IL 2 FEBBRAIO 1966 A WOLVERHAMPTON (UK) MA PROFONDAMENTE LEGATO ALLE RADICI GIAMAICANE, È PER MOLTI L’ARTISTA REGGAE PIÙ CONSCIOUS DELLA SCENA ATTUALE, NON A CASO SOPRANNOMINATO “THE TEACHER”, IL MAESTRO. Podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe07022026.mp3 Le sue liriche sono dritte e pungenti: non si ferma ai classici messaggi di pace e amore universale, ma scende nel particolare affrontando temi specifici come l’abuso di alcol, il boicottaggio della cannabis, la dieta vegana contro i fast food o la prepotenza razziale, citando – tra gli altri – casi crudi come l’omicidio di Clinton McCurbin da parte delle forze dell’ordine nella sua città natale. È il “reggae impegnato” fatto persona, che interpreta con il suo inconfondibile stile toasting passando da basi raggamuffin a ritmi più stepper come nel caso delle celebri collaborazioni con Mad Professor e Vibronics. A questo pilastro di positività e resistenza, Mr Green outta Roots Addiction Sound System dedica il Coffee Killah di questa settimana: trenta minuti di “best of” per celebrare i 60 anni del grande Macka B.
February 6, 2026
RadioSonar.Net
COFFEE KILLAH #75: ROOTS ADDICTION PRESENTA SLY AND ROBBIE
LE BASI DELLO STILE PERCUSSIVO GIAMAICANO SONO STATE POSTE DAL MODO INNOVATIVO DI SUONARE DI SLY DUNBAR (NATO LOWELL FILLMORE DUNBAR). podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe31012026.mp3 Come metà dei Riddim Twins, Dunbar si è unito al bassista Robbie Shakespeare per fornire la sezione ritmica e/o la produzione per le registrazioni di artisti reggae e non. Impossibile citarli tutti, andando random Peter Tosh, Rolling Stones, Black Uhuru, Joe Cocker, Bob Dylan, Serge Gainsbourg, Grace Jones, addirittura Francesco De Gregori e Jovanotti. Un duo che ha rivoluzionato il panorama non solo della musica giamaicana, ma di tutto il mondo, anche attraverso l’etichetta Taxi. I loro ritmi sono stati la forza trainante di innumerevoli canzoni, remix, versioni strumentali: una tempesta creativa che ha rappresentato l’avanguardia del roots, dub, del ragga e del dancehall moderni Dopo la scomparsa di Robbie nel 2021, il 26 gennaio 2026 ci ha lasciato anche Sly e non potevamo esimerci dal dedicare loro un Coffee Killah. Impensabile per Mr Green outta Roots Addiction Sound realizzare un “best of” di mezzora: si tratta più di un compendio per esplorare l’enorme varietà di stili che hanno attraversato, partendo dall’early reggae di Police & Thieves di Junior Murvin (1976, in cui compare però solo Sly alla batteria) e passando per il dancehall style di Greetings con Half Pint (1985), i roots di World A Music (Ini Kamoze, 1984) e World Hold On (Bob Sinclair, 2010) a rappresentare anche il loro affaccio sul mainstream, il rub-a-dub ispirato a Marvin Gaye e affidato alla voce di Delroy Wilson di Inner City Blues (2003), l’archetipo lovers rock di The Real Thing (Bitty McLean, 2009) fino ad arrivare a sonorità più contemporanee come il reggae revival con Luciano e Roots Radics di Make A Change (2019), il recentissimo Yearning (Double Tiger, 2025), la collaborazione con Dubmatix e Treson in Frenchman Code (2012) fino alla commovente elegia finale di Everlasting Love (2024), con i Roots Architects, Dean Fraser e Peace Diouf. Uno strumentale che rappresenta anche la dedica che vogliamo fare a una coppia di talenti irripetibili con queste dieci chicche… di caffè da gustare in 30 minuti.
January 31, 2026
RadioSonar.Net