Somalia, l’ aumento dei prezzi del carburante minaccia l’assistenza sanitariaIn alcune aree il carburante è introvabile: i pazienti non riescono a
raggiungere gli ospedali
In tutta la Somalia, i prezzi del carburante hanno subito un forte aumento in
seguito all’escalation del conflitto in Medio Oriente, facendo impennare i costi
dei trasporti e dei generi alimentari e rendendo più costoso, più lungo o più
difficile per le persone accedere alle cure mediche essenziali.
In un paese già colpito dalla siccità e da molteplici criticità sanitarie,
Medici Senza Frontiere (MSF) avverte che l’aumento dei costi potrebbe avere un
impatto devastante sull’accesso all’assistenza sanitaria di base per milioni di
persone ed esorta le organizzazioni non governative (ONG) e la comunità
internazionale a rafforzare la loro presenza nel paese.
In alcune zone il carburante scarseggia o è irreperibile, il che rende più
difficile per i pazienti raggiungere gli ospedali, e per gli stessi ospedali
rimanere operativi. Per esempio, nel mese di marzo MSF ha speso il 20% in più
rispetto a febbraio per acquistare il carburante necessario a mantenere attivi i
servizi ospedalieri.
Le strutture di MSF a Baidoa e Mudug sono tra le poche strutture sanitarie
funzionanti che offrono assistenza medica gratuita. I nostri team stanno
assistendo all’arrivo di bambini in condizioni critiche dopo viaggi di centinaia
di chilometri, poiché i pazienti spesso percorrono lunghe distanze per cercare
cure. Con l’impennata dei prezzi del carburante, questi viaggi stanno diventando
insostenibili per molte famiglie e i costi di trasporto rappresentano già un
ostacolo per raggiungere gli ospedali.
“Abbiamo rimandato il viaggio perché non potevamo permetterci le spese di
trasporto” racconta Halima Omar, paziente di 33 anni, presso l’ospedale
regionale di MSF a Mudug. Suo figlio Muscab, di 45 giorni, è nato con una grave
malformazione congenita, e aveva bisogno di cure di follow-up in seguito a
un’operazione chirurgica salvavita. “Sono venuta qui perché i servizi sono
gratuiti e non è richiesto alcun pagamento”, dice Halima, “altrimenti, non avrei
potuto accedere alle cure per mio figlio.”
Halima e suo figlio Muscab hanno viaggiato per 12 ore per raggiungere
l’ospedale; il viaggio da Mayla, una zona rurale nella regione di Nugal, è
costato 75 dollari, una somma che Halima ha impiegato molto tempo a racimolare.
“È diventato molto più costoso rispetto a prima e molte persone sono ora
costrette a percorrere lunghe distanze a piedi solo per accedere all’assistenza
sanitaria”. Halima aggiunge che ci sono state occasioni in cui aveva bisogno di
cure mediche ma non ha potuto affrontare il viaggio perché non aveva i soldi per
il trasporto.
A Baidoa, MSF ha osservato un aumento del 25% del prezzo locale del carburante,
passato da 1,20 a 1,50 dollari statunitensi al litro. I costi del trasporto
dell’acqua con autocisterne sono aumentati del 40% all’interno della città,
passando da 50 a 70 dollari a viaggio. A Mudug, il carburante è aumentato del
33%, passando da 0,75 a 1,00 dollaro al litro, e i costi dei trasporti locali
sono aumentati del 50%.
In entrambe le località sono previsti aumenti del prezzo dell’elettricità con
l’adeguamento delle bollette al mercato. Per le comunità assistite dai nostri
team, nonché per le strutture più piccole e per gli operatori sanitari locali
privi di un budget istituzionale in grado di assorbire lo shock, l’impatto
dovrebbe essere ben peggiore, soprattutto perché l’aumento dei prezzi del
carburante fa lievitare il costo del trasporto di forniture mediche e altri beni
essenziali, rendendo più costosa la fornitura di assistenza sanitaria.
“Il carburante sta diventando scarso e inaccessibile, e a farne le spese sono i
nostri pazienti: madri che non riescono a raggiungere il reparto di maternità,
bambini che non arrivano mai al centro di alimentazione”, afferma il dott.
Elshafie Mohammed, rappresentante di MSF in Somalia.
Le difficoltà non si limitano al carburante. La Somalia importa quasi tutte le
forniture mediche e umanitarie essenziali, e i magazzini regionali di molte
organizzazioni si trovano in Medio Oriente. Le interruzioni prolungate delle
rotte marittime e aeree potrebbero ritardare di mesi la fornitura di medicinali
salvavita, di alimenti per combattere la malnutrizione e di attrezzature.
La Somalia si trovava già in condizioni disastrose prima che i prezzi del
carburante raggiungessero il livello più alto degli ultimi anni. Oltre 6.5
milioni di persone, quasi 1 somalo su 3, sono in condizioni di grave insicurezza
alimentare. Più di 1.84 milioni di bambini sotto i 5 anni sono a rischio
malnutrizione acuta.
Nel 2025, i team di MSF a Baidoa hanno registrato un aumento del 42% dei
ricoveri per malnutrizione acuta grave rispetto al 2024; a Mudug, i ricoveri
sono aumentati quasi del 60% nello stesso periodo.
La Somalia importa circa il 90% del proprio cibo e i prezzi dei generi
alimentari di prima necessità erano già in aumento prima dell’ultima crisi. Con
le interruzioni delle spedizioni globali che fanno lievitare i costi, le
famiglie fanno fatica a permettersi sia il cibo che il trasporto necessario per
raggiungere le strutture sanitarie.
Lo shock dei prezzi del carburante aggrava la situazione di un sistema sanitario
già sull’orlo del collasso. Dall’inizio del 2025, più di 200 strutture sanitarie
e nutrizionali hanno chiuso in tutta la Somalia a causa di un drastico taglio ai
finanziamenti umanitari.
“Le comunità somale non possono permettersi che la risposta umanitaria rallenti
in questo momento” afferma il dott. Mohammed. “Ogni organizzazione che opera qui
deve intensificare i propri sforzi e la comunità internazionale deve garantire
che le risorse necessarie siano disponibili per mantenere attiva tale risposta.
Senza un’azione collettiva immediata, le persone perderanno l’accesso
all’assistenza sanitaria di cui hanno disperatamente bisogno e non avranno
nessun altro a cui rivolgersi”.
A Baidoa e Mudug, MSF supporta gli ospedali, gestisce cliniche mobili e sta
conducendo un intervento di emergenza per la siccità. A gennaio e febbraio 2026,
le strutture e i team mobili supportati da MSF hanno effettuato 42.765 visite
ambulatoriali per bambini e adulti, di cui 13.379 per bambini sotto i 5 anni.
Nello stesso periodo, le équipe di MSF hanno sottoposto a screening per la
malnutrizione 17.133 pazienti, ricoverando 4.564 bambini gravemente malnutriti
in centri di alimentazione terapeutica ambulatoriali e ospedalieri. Inoltre, i
team di MSF hanno risposto all’attuale siccità nel paese, fornendo oltre 32
milioni di litri di acqua potabile, ripristinando 2 pozzi e distribuendo 1.050
kit igienici e taniche per l’acqua alle famiglie sfollate.
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