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Rapporto RAND sull’America Latina: riprendere il dominio con l’assistenza militare
Nel condizioni attuali della competizione globale, l’America Latina è tornata prepotentemente al centro delle priorità di difesa degli Stati Uniti (leggi: della politica imperialista degli States). Il 5 maggio, un rapporto pubblicato dalla RAND Corporation, intitolato “Force Multipliers in the Americas“, traccia delle linee guida da presentare al Dipartimento della […] L'articolo Rapporto RAND sull’America Latina: riprendere il dominio con l’assistenza militare su Contropiano.
May 26, 2026
Contropiano
S’Atobiu: Incontrarsi e ascoltarsi sono già atti di ribellione
Gianluca Carmosino su Comuneinfo.net Incontrarsi e ascoltarsi sono già atti di ribellione I margini sono da sempre al tempo stesso luoghi di repressione ma anche spazi di creazione di possibilità. Per bell hooks il margine è “un luogo capace di offrirci la possibilità di una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi… in cui ritroviamo noi stessi
Arrivano altri aiuti a Cuba dal Messico
La collaborazione tra Messico e Cuba continua: la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha annunciato oggi la partenza di un’altra nave con aiuti umanitari che arriverà all’isla rebelde.  Ha poi ribadito il suo disaccordo con le misure degli Stati Uniti contro l’isola sottolineando l’amicizia storica tra i due paesi. “Il Messico sarà sempre fraterno e solidale con tutte le nazioni del mondo e in particolare con Cuba. Crediamo nell’autodeterminazione dei popoli”, ha affermato Sheinbaum durante la sua conferenza stampa tenutasi nel  Palazzo Nazionale di Città del Messico. Non ha inoltre dimenticato  la storica posizione messicana a sostegno di Cuba. “Non siamo mai stati d’accordo, dal primo momento nel 1962 (…) con il blocco di Cuba”.  “Continueremo a inviare aiuti umanitari a un popolo che ne ha bisogno”, ha detto Sheinbaum, che ha indicato che attualmente si stanno “orientando ad altri aiuti umanitari”, dato che l’isola riceve petrolio dalla Russia. Alla fine di marzo è arrivata a Cuba la quarta spedizione di aiuti umanitari dal Messico, con più di 96 tonnellate di vari generi alimentari, principalmente fagioli e riso. Secondo i dati forniti dal Ministero degli Affari Esteri messicano, sono stati inviati  in totale 3.125 tonnellate di aiuti umanitari destinati alla popolazione civile del popolo cubano.  Gli aiuti del Messico cercano di alleviare le conseguenze delle ultime misure introdotte dall’amministrazione di Donald Trump nei confronti di Cuba. Misure che hanno lo scopo di intensificare gli effetti del sessantennale blocco economico, commerciale e finanziario che il paese a stelle e strisce impone all’isola, il blocco più lungo nella storia dell’umanità.    Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info  Andrea Puccio
May 13, 2026
Pressenza
Puntata del 05/05/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
May 8, 2026
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