
Etiopia: tra guerra e speranza per il futuro di tanti giovani
Pressenza - Monday, October 19, 2026In questi giorni già così tumultuosi a livello internazionale, un altro conflitto ha ripreso il suo corso. A fine settembre 2026 sono ripresi gli scontri tra le forze federali dell’esercito regolare etiope e il braccio armato del Fronte di liberazione del popolo del Tigray (TPLF). La prima guerra del Tigray risale agli anni 2020/2022, interrotta dagli accordi di Pretoria firmato a novembre 2022 grazie alla mediazione dell’Unione africana. Quel conflitto ha provocato un numero di vittime civili stimato tra le 600.000 e le 800.000.
La nuova guerra del Tigray, apparentemente un conflitto civile, vede in realtà anche il coinvolgimento di paesi terzi, come l’Eritrea, ed è combattuta con armi che arrivano anche dal vicino Sudan. Per questo motivo il timore internazionale è quello di un’escalation che possa coinvolgere l’intero Corno d’Africa. Sono diversi, infatti, i paesi coinvolti direttamente o indirettamente, attraverso la fornitura di armi e il sostegno all’una o all’altra forza in campo.
In un clima di questo tipo, solo un mese e mezzo prima dello scoppio della nuova ondata di violenza, il gruppo di ragazzi varesini dell’associazione Progetto Madiba ha compiuto il proprio viaggio di volontariato e solidarietà a sostegno delle popolazioni civili dei villaggi di Jimma Bonga e Kaffa.
Dal 2023 l’associazione si occupa di sostenere il percorso scolastico di bambini e ragazzi etiopi offrendo loro la possibilità di costruirsi un futuro migliore e di cambiamento, per sé stessi, per le loro famiglie e per il loro paese. Ne avevamo parlato su Pressenza in questo articolo pubblicato a maggio 2026, quando i volontari stavano preparando il loro viaggio di agosto.
La serata di sabato 17 ottobre, presso l’auditorium San Giovanni Bosco di Varese, è stata organizzata con entusiasmo dai ragazzi che hanno partecipato alla missione. L’incontro è stato ben strutturato ed emozionante.
Attraverso un racconto fotografico della loro esperienza, è stato coinvolgente ascoltare i loro resoconti e i pensieri personali su tutto quello che hanno vissuto. Al termine della serata le sensazioni erano contrastanti: da una parte l’amarezza e la rabbia per quello che hanno mostrato e dall’altra il senso di speranza e di gratitudine che questi giovani sono riusciti a trasmettere.
I temi affrontanti sono stati molti: lo stupore per l’itinerario di viaggio, l’impatto con la capitale Addis Abeba in un contrasto forte tra i nuovi palazzi di vetro e metallo, degni di una capitale moderna, e le barriere di lamiere verdi, che nascondono la povertà dei villaggi di chi vive ancora nelle baracche. Sono stati presentati e raccontati i vari progetti realizzati, ma si è parlato anche dell’isolamento di alcuni villaggi, del problema dalla fruibilità dell’acqua, delle difficoltà di bambini che nascono o vivono in carcere con le loro madri detenute; del senso di comunità che emerge forte intorno alle persone che vivono a Jimma Bonga; della guerra e della pace.
Durante questo viaggio è emerso lo sconcerto per condizioni di vita così distanti e lontane dalle proprie, e la consapevolezza che molte situazioni, inizialmente difficili da comprendere, in contesti come i villaggi etiopi, rappresentano l’inevitabile andamento della vita quotidiana. È il caso, per esempio, dell’organizzazione dei matrimoni precoci imposti alle giovani donne, come avviene nel villaggio isolato della zona di Kaffa dove l’etnia Menja, tradizionalmente emarginata, non ha altra scelta che far sposare le loro giovani ragazze per garantire loro un futuro. Ma oggi le cose stanno lentamente cambiando, hanno incontrato Helmelal, una ragazza che sarà la prima della sua comunità a poter frequentare l’università.
I progetti dell’associazione Madiba, realizzati grazie al coordinamento locale di Don Kifle Alemayehu, responsabile dell’ufficio dello Sviluppo Sociale della diocesi di Jimma-Bonga, sono stati diversi e i ragazzi hanno potuto assistere all’inaugurazione di quanto è stato possibile realizzare con le raccolte fondi e le donazioni di chi ha voluto sostenere l’associazione.
È stato inaugurato un pozzo di acqua potabile a disposizione dalla popolazione locale e di due scuole vicine, nella zona di Muti dove, prima della realizzazione, le ragazze erano costrette ad abbandonare precocemente la scuola per occuparsi del recupero dell’acqua che richiedeva gran parte del loro tempo.
I volontari sono stati anche a Dukra dove, grazie ai fondi raccolti tramite il 5 per mille, è stato possibile acquistare dei banchi per i bambini che frequentano la scuola elementare dando loro la possibilità di studiare in ambiente più adeguato.
L’esperienza più toccante, per molti di loro, è stata la visita al carcere di Bonga, dove l’associazione si impegna a fornire il materiale necessario alle attività scolastiche dei figli delle detenute. Questi bambini, infatti, sono costretti a vivere in carcere insieme alle madri, non avendo altre possibilità di sopravvivenza.
Un altro momento toccante della serata è stata la proiezione di un’intervista ad un ex soldato dell’esercito etiope che ha combattuto nella prima guerra del Tigray e che non ha più voluto tornare nell’esercito dopo essere stato ferito. Oggi il suo obiettivo è quello di tornare a studiare e diventare medico per poter riscattare il suo passato da soldato, e convincere altri giovani a non arruolarsi poiché ha conosciuto la guerra e non trova il senso della barbarie che essa porta con sé.
Il destino di molti bambini, e poi ragazzi etiopi, senza l’istruzione è segnato dallo sfruttamento e dalla morte. Per questo motivo Paolo Lacchin, presidente dell’associazione, ha rivolto un accorato invito a tutti i presenti a fine serata: non rimanere indifferenti a quanto accade in questa zona di mondo.
Sul sito dell’associazione si possono trovare tutte le informazioni necessarie per aderire al progetto. Ognuno può contribuire secondo le proprie possibilità: con donazioni occasionali, attraverso il 5 per mille oppure con un impegno più costante, con il finanziamento di borse di studio annuali, per le scuole elementari o medie, oppure per scuole superiori e università.
Trovate anche tutti i contatti per chiedere informazioni e seguire i vari progetti a questo link.