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CVP: Rompiamo il Silenzio anche sabato 4 aprile
Le pentole dei palestinesi non sono meno vuote perché è Pasqua! Sinora ogni sabato abbiamo gridato forte. Anche sabato 4 aprile saremo in piazza dalle 16:30 alle 17:30 per un momento di protesta collettiva, perché è paradossale già solo ipotizzare che il rumore delle proteste per il genocidio possa “disturbare” più del genocidio stesso. Ma siccome non vogliamo urtare la sensibilità di nessuno questa volta non batteremo le pentole, ma ci esprimeremo solo con parole e musica; saremo meno rumorosi, ma non per questo meno indignati! Il nostro “silenzio” di oggi vuole far risuonare in quella stessa terra la speranza di liberazione dal male che già si accese duemila anni fa per un altro calvario. Proprio mentre per chi crede si rinnova l’ offerta di salvezza e di resurrezione, la Palestina viene sottoposta dall’ occupante israeliano ad una legge indegna che, introducendo la pena di morte per i soli palestinesi, “legalizza” il genocidio. Israele prima costringe i palestinesi a difendersi, e poi pretende di trarre da questo la giustificazione per ucciderli. Pretendiamo quindi tutti insieme che l’ Italia abbandoni ogni tipo di complicità con i criminali sionisti, invece di perseguire chi esprime solidarietà alle vittime e protesta contro il genocidio. Se la nostra protesta, anche silenziosa, non si alza allora stiamo acconsentendo ai crimini in corso e spostiamo il limite di ciò che è accettabile al di fuori di un perimetro in cui non c’è redenzione per nessuno.   Comitato Varesino per la Palestina dal 2002 attivo sul territorio per diffondere consapevolezza sulla condizione del popolo palestinese. Redazione Italia
April 3, 2026
Pressenza
ADDIO UMBERTO BOSSI: “CON LUI INIZIÓ L’IMBARBARIMENTO DELLA POLITICA ITALIANA”, IL RITRATTO DI ALESSANDRO BRAGA
Giovedì 19 marzo a Varese è morto Umberto Bossi, 84 anni, uno dei protagonisti della politica italiana degli anni 90 e 2000. I funerali di Umberto Bossi, fondatore della Lega, morto a Varese a 84 anni, si celebreranno domani, domenica 22 marzo,  alle 12 nel monastero di San Giacomo nella cittadina delle valli bergamasche di Pontida, tanto cara al Carroccio per il raduno storico sul “pratone”, a partire del 1990. Alle esequie del “Senatùr” parteciperanno, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Senatore dal 1987, Bossi fondò la Lega Lombarda, poi divenuta Lega Nord. Ha saputo unire i movimenti federalisti e autonomisti nati sui territori e nei piccoli centri del nord a partire dagli anni 80. Abbiamo dipinto il ritratto di Umberto Bossi nell’intervista con Alessandro Braga, giornalista esperto di Lega, che ha definito Bossi “un innovatore. Ha modificato il linguaggio della politica… in senso deleterio. Il primo a portare nelle aule parlamentari la chiacchiera da bar”. Bossi fu anche precursore del populismo all’italiana. Prima di Antonio Di Pietro e Beppe Grillo, è stato responsabile “insieme a Silvio Berlusconi tra la fine della prima Repubblica e l’inizio della seconda Repubblica di un imbarbarimento della politica italiana, per quanto riguarda i modi ma poi non possiamo dimenticare i temi”. “L’Umberto”, come lo chiamavano i suoi adepti, sdoganò anche il razzismo, prima contro i popoli del sud Italia (“i terroni”) poi contro i migranti (“con tutti questi negretti che arrivano sui barconi, dovremmo ripopolare di squali il Mediterraneo”). Bossi infatti fu autore della legge restrittiva sulle migrazioni, che introdusse il reato di “clandestinità”. La legge firmata insieme a Gianfranco Fini ed è tutt’oggi in vigore. Razzismo e xenofobia (anche gli omosessuali vennero presi di mira dall’ex leader del Carroccio) furono negli anni assorbiti da quasi tutto l’arco parlamentare e dall’opinione pubblica. Il ritratto di Umberto Bossi e l’analisi sul futuro della Lega, nell’intervista con Alessandro Braga, giornalista di Radio Popolare, autore del libro “Verdenero. Passato e futuro della Lega”, pubblicato da Prospero Editore nell’aprile 2025. Ascolta o scarica
March 21, 2026
Radio Onda d`Urto