Tag - etiopia

In Arabia Saudita continuano le esecuzioni capitali di cittadini etiopi
In Arabia Saudita continuano purtroppo le esecuzioni capitali, arrivate dopo processi sbrigativi e privi di garanzie per gli accusati, di cittadini etiopi accusati di detenzione e commercio di sostanze stupefacenti. Dopo un periodo di relativa calma sarebbero state eseguite cinque esecuzioni nelle ultime ore mentre decine di persone sono in attesa nei bracci della morte.
July 28, 2026
Radio Onda Rossa
[radio africa] Radio Africa: Mali, Etiopia, Sudan
MALI In Mali, i jihadisti del Gruppo per il Sostegno dell'Islam e dei Musulmani (JNIM) hanno giustiziato sommariamente dei soldati maliani che si erano arresi. L'episodio è avvenuto il 18 luglio nella zona di Tabrichat, nella regione di Gao, in seguito a un attacco congiunto del JNIM e del gruppo separatista FLA (Fronte liberazione Azawad) ) contro un grande convoglio militare in viaggio da Anéfis a Gao. Circa cinquanta soldati maliani sono stati uccisi, sebbene non tutti siano morti in combattimento. ETIOPIA Diverse centinaia di persone si sono radunate in Piazza Meskel ad Addis Abeba il 18 luglio scorso per una manifestazione organizzata dal Consiglio per la Pace e il Cambiamento del Tigray. La coalizione si oppone alla riaffermazione dell'autorità da parte del TPLF nella regione, mettendo in guardia contro azioni che potrebbero potenzialmente riaccendere il conflitto armato. In questa manifestazione si chiedeva la fine di quello che i partecipanti hanno definito reclutamento forzato nel Tigray, la piena attuazione dell'Accordo di cessazione delle ostilità di Pretoria e il ritorno alle proprie case degli sfollati interni. Residenti, partiti di opposizione, leader religiosi e organizzazioni per i diritti umani hanno segnalato casi di giovani presumibilmente arruolati con la forza per il servizio militare, accuse che i funzionari del TPLF hanno ripetutamente smentito. SUDAN In Sudan si combatte non solo per il controllo delle risorse aurifere, Nell’economia che finanzia la guerra in Sudan, un ruolo significativo è svolto anche dal commercio della gomma arabica. Già a gennaio di quest’anno uno studio dell’organizzazione PAX, denunciava come la preziosa resina estratta dagli alberi di acacia alimentasse un’economia ombra militarizzata, gestita prevalentemente dalle milizie Forze di supporto rapido (RSF) nelle vaste aree da loro controllate. Prima dello scoppio della guerra nell’aprile 2023, il Sudan rappresentava circa il 70-80% delle esportazioni globali di gomma arabica grezza, per un valore di 183 milioni di dollari all’anno. Il grosso della produzione si concentrava nella cosiddetta “cintura della gomma arabica”, che comprendeva le regioni del Kordofan e del Darfur, e gli stati del Nilo Azzurro, del Nilo Bianco, di Sennar e di Gedaref.
July 22, 2026
Radio Onda Rossa
L’Africa salva il pianeta: alieni colonialisti, eroi etiopi
Alieni colonialisti arrivano da un pianeta lontano per schiavizzare la Terra. E stavolta è l’Africa a salvare il mondo. È la storia di Zufan (“trono” in amarico), fumetto della casa editrice etiope Etan Comics. Un thriller politico e diplomatico che riadatta in chiave fantascientifica un pezzo di storia vera: la Battaglia di Adua del 1896, quando l’Etiopia sconfisse l’esercito italiano e salvò la propria indipendenza. Per decenni il cinema d’animazione ha raccontato un’Africa fatta di misteri, magie e fauna selvatica. Il Re Leone ne è stato il simbolo più potente. Ma qualcosa sta cambiando. Il progetto di Etan Comics ha un doppio obiettivo: dare sostegno economico e visibilità ai talenti locali, e scardinare i vecchi stereotipi coloniali grazie a supereroi autentici, legati alla propria eredità mitologica e storica. Nella battaglia dell’immaginario collettivo, l’Africa non può permettersi ancora una volta di lasciar raccontare la propria storia agli altri. Per cambiare la propria narrazione, deve prima di tutto possederla. E l’animazione è tra gli strumenti più potenti per farlo.   Africa Rivista
July 15, 2026
Pressenza
L’Etiopia attiva un nuovo modello di inclusione per i rifugiati
Durante una visita all’insediamento per rifugiati di Ura, situato nella regione di Benishangul Gumuz, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Barham Salih, ha messo in risalto gli sforzi dell’Etiopia nel promuovere politiche di inclusione che permettano ai profughi di ricostruire le proprie vite con le comunità che li accolgono. La visita, avvenuta nel quadro della Giornata Mondiale del Rifugiato, ha posto al centro del dibattito la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale con i Paesi che ricevono grandi flussi di rifugiati. Salih ha evidenziato che l’approccio adottato dall’Etiopia si propone di superare il modello tradizionale dei campi isolati e incentiva l’accesso da parte delle persone rifugiate a istruzione, servizi di base, lavoro e opportunità con la popolazione locale. Secondo il funzionario, quest’integrazione non porta benefici solo a coloro che hanno dovuto abbandonare le proprie case, ma può contribuire anche allo sviluppo delle comunità ospitanti. L’Etiopia è al momento uno dei principali Paesi che accolgono rifugiati nel continente africano, con più di 1,1 milioni di persone rifugiate e richiedenti asilo. Tra queste vi sono decine di migliaia di persone che sono fuggite dalla guerra in Sudan a partire dallo scoppio del conflitto nel 2023. Nell’insediamento di Ura vivono più di 14.500 rifugiati sudanesi, che condividono spazi e servizi con la popolazione etiope della zona. Uno degli aspetti valorizzati durante la visita è stata la convivenza all’interno del sistema di istruzione locale, dove bambini etiopi e sudanesi frequentano le stesse scuole. Inoltre alcuni rifugiati hanno sviluppato piccole attività imprenditoriali e commerciali che contribuiscono all’economia della comunità, dimostrando che i profughi possono diventare attori dello sviluppo locale quando dispongono delle condizioni adeguate. In questo contesto, il Governo etiope ha presentato la cosiddetta “Makatet Roadmap”, un’iniziativa volta a trasformare progressivamente gli insediamenti per i rifugiati in comunità più integrate, con maggiore autosufficienza e partecipazione sociale. Il programma si propone di ampliare l’accesso a servizi condivisi e generare alternative sostenibili contro la dipendenza prolungata dall’aiuto umanitario. L’esperienza di Ura riflette una delle sfide al centro della crisi globale dell’emigrazione: mentre milioni di persone hanno bisogno di protezione internazionale, i paesi vicini ai conflitti tendono ad assumersi la maggior parte della responsabilità. Per questa ragione, le Nazioni Unite hanno insistito sul sostegno finanziario e tecnico da parte della comunità internazionale, fondamentale affinché i paesi di accoglienza possano sostenere politiche di inclusione e garantire condizioni dignitose a coloro che cercano un nuovo inizio. -------------------------------------------------------------------------------- Traduzione dallo spagnolo di Rita Puligheddu Pressenza IPA
June 29, 2026
Pressenza
Fermiamo i rastrellamenti e la xenofobia in Libia. Manifestazione a Roma (1/2: La corrispondenza con Abraham)
  Negli ultimi giorni in Libia si stanno verificando gravi rastrellamenti contro migranti e rifugiati. Molte persone, soprattutto donne, sono state portate via e da allora non si hanno più notizie della loro sorte. Numerose famiglie vengono cacciate dalle case che avevano regolarmente preso in affitto. In questo clima di paura e persecuzione, milizie e trafficanti stanno approfittando della situazione per sfruttare ulteriormente le persone migranti. Anche per le strade si registrano episodi di violenza e aggressioni da parte di gruppi di giovani contro migranti e rifugiati. Di fronte a questa emergenza umanitaria, chiediamo all’Italia, all’Unione Europea, all’Unione Africana, alle Nazioni Unite e a tutte le organizzazioni internazionali competenti di fare pressione sul governo libico affinché: * fornisca informazioni immediate sulle persone scomparse e detenute; * garantisca la sicurezza di migranti e rifugiati; * ponga fine ai rastrellamenti e alle espulsioni forzate dalle abitazioni; * contrasti ogni forma di xenofobia, discriminazione e violenza. Per questo invitiamo cittadini, associazioni, attivisti e tutte le persone sensibili ai diritti umani a partecipare alla manifestazione del 26 giugno.   Refugees in Lybia
June 23, 2026
Radio Onda Rossa
Il Corno d’Africa conteso. Hype in preparazione dell’avvento del mondo AI
PROXY WAR IN PREPARAZIONE IN AFRICA ORIENTALE -------------------------------------------------------------------------------- Nel corno d’Africa si accumulano le tensioni dovute alla contesa per il controllo di un’area strategica fondamentale per le rotte commerciali e ricca di materie prime .Le crisi che si susseguono sfociano in conflitti sanguinosi che travolgono milioni di persone come in Sudan ,o in guerre fratricide come è avvenuto in Etiopia .Proprio dalle elezioni in Etiopia partiamo con Matteo Palamidesse giornalista ,impegnato nel corno d’Africa dal 2004 ,curatore di HoA sulla piattaforma substack ,che cura informazioni su Etiopia, Eritrea, Sudan e Somalia. In Etiopia si è votato il primo di giugno ma in molte circoscrizioni elettorali non si è potuto votare a causa di problemi di sicurezza. Nonostante gli accordi di Pretoria che hanno formalmente fermato i combattimenti , nel Tigray ,in Oromia ed in altre zone continuano gli scontri e le tensioni con le truppe federali e guerriglieri . Numerosi esponenti dell’opposizione hanno denunciato un crescente restringimento degli spazi politici, con arresti ed intimidazioni, si percepisce una grande disillusione rispetto all’esito scontato e alle possibilità del Prosperity Party del presidente Ahmed di cambiare la situazione sociale e politica. Ahmed era stato visto come un elemento di cambiamento poiché non apparteneva ai vertici del partito tigrino che aveva governato fino ad allora, ha aperto alle relazioni con l’Eritrea, rivale storico ,ha messo in moto l’economia con tassi di crescita rilevanti . Ma lo scoppio della guerra con il TPLF (Fronte Popolare di Liberazione del Tigray ) tigrino , nel novembre 2020 con oltre 600.000 morti e immani devastazioni sopratutto nel Tigray ,la torsione autoritaria del regime, la politica accentratricedi Ahmed che metteva in discussione l’impianto federale dello stato etiopico , hanno spento le speranze di cambiamento. Le pressioni etiopi per l’accesso allo sbocco al mare e le conseguenze della costruzione della diga del Gerd hanno messo sull’avviso Eritrea ed Egitto innestando tensioni ai confini con l’Eritrea. Alle rinnovate tensioni tra Eritrea ed Etiopia si aggiunge il precipitare della situazione in Somalia dove a causa delle divergenze tra il presidente uscente Hassan Sheikh Mohamud e l’opposizione, Mogadiscio è stata teatro di scontri armati fra le varie milizie. Il presidente somalo ha cercato d’introdurre una riforma che consentisse il voto diretto per le elezioni dei legislatori , mentre ora votano i rappresentanti dei clan ,e al contempo ha prolungato il suo mandato già scaduto di un anno .Questa manovra è stata interpretata dalle opposizioni come un tentativo di rimanere aggrappato al potere ,scatenando gli scontri tra le milizie fedeli al presidente e quelle del primo ministro, tutto questo in un paese lacerato dall’insorgenza degli Al Shabaab ,legati ad Al Qaeda ,che controllano ampie porzioni del territorio nel sud del paese e dalle pulsioni indipendentiste del Somaliland, incoraggiate dal governo israeliano . In Sudan continua senza fine la guerra con l’uso spregiudicato di droni ed armi pesanti , le Forze di Supporto Rapido si stanno ammassando intorno a El Obeid, intensificando gli attacchi di droni e i bombardamenti di artiglieria . Una eventuale offensiva porterebbe ad ulteriori crimini contro la popolazione civile già assediata. El Obeid è la capitale dello stato del Nord Kordofan in Sudan, e i suoi abitanti già hanno subito un assedio seguito a massacri indiscriminati 18 mesi fa ,il tutto nel silenzio assordante del resto del mondo che si disinteressa della sorte dei civili mentre continuano, a dispetto dei vari embarghi solo sulla carta, le vendite di armi ad entrambi i contendenti. -------------------------------------------------------------------------------- RISCHI ESPONENZIALI DALLA ESPANSIONE DELL’AI, O NORMALE SVILUPPO DI UN NUOVO MONDO GENERATIVO -------------------------------------------------------------------------------- Rischi esponenziali dalla espansione dell’AI e la repentina diffusione di Data Center?   L’imposizione dell’amministrazione americana rivolta esclusivamente ad Anthropic di fornire i servizi di Claude Fable 5 a qualsiasi entità non statunitense ci ha dato lo spunto per interpellare Andrea Daniele Signorelli, giornalista freelance di innovazione digitale, e così approfondire i rapporti tra Intelligenza Artificiale Generativa, politica e trasformazione sociale espressa dall’attuale evoluzione tecnologica del capitalismo. Il dubbio era che il diktat potesse essere una ritorsione, vedendo come destinatario solo il prodotto di Anthropic che si è presentato in una posizione dialettica nei confronti di Trump, o non piuttosto un riconoscimento che almeno per applicazioni sensibili – come Mythos (modello linguistico dedicato alla cybersecurity e appartenente alla famiglia di Claude) – sia il prodotto più sofisticato nell’ambito della Intelligenza artificiale e quindi vadano evitate le opportunità per le potenze rivali di appropriarsi dei segreti degli algoritmi che regolano Claude, ovvero le falle nel mirino di Mythos. In particolare si teme la vulnerabilità dei sistemi dovuto al jailbreaking, che Andrea ci spiega nel particolare. Lontana la sostituzione dell’umano con l’artificiale? Curiosamente abbiamo parlato di questo chatbot nel giorno di panico dei fruitori aziendali per il Claude Down che ha scaricato migliaia di richieste di spiegazioni dell’impasse. E questo propone un altro dubbio sulla possibilità che proprio il gigantismo di ogni minimo effetto provenga da un processo derivante dall’applicazione di AI possa inceppare il meccanismo per le sue dimensioni; proprio come l’assorbimento di energia e il bisogno di raffreddamento per immagazzinare i dati indispensabili all’elaborazione possano essere all’origine di un crackdown del mondo “virtuale” regolato dall’AI.   Nonostante gli impedimenti giustapposti dalle strategie (?) di Trump e i sospetti di bolle economico-finanziarie (SpaceX!? – anche questa è stata una felice coincidenza: abbiamo intrattenuto questa chiacchierata con Andrea il giorno in cui il titolo di Musk ha perso 600 miliardi a causa del coding di Cursor, acquisito per 60 miliardi in azioni), ricerca e innovazione tecnologica statunitense hanno ancora capacità maggiori di sviluppo tecnologico-spaziale rispetto alla Cina, i cui prodotti sono comunque competitivi (o forse ci sono alle spalle scelte strategiche diverse, avendo un vantaggio sui robot Unitree?); mentre l’Europa non ha stanziato investimenti e quindi possiede capacità e conoscenze tecnologiche senza poterle trasformare in prodotti da immettere sul mercato. Cominciano a esserci prese di posizione (in particolare dalla Francia) per contrastare la penetrazione (e il controllo) di aziende come Palantir.  
Il Corno d’Africa conteso. Hype in preparazione dell’avvento del mondo AI
PROXY WAR IN PREPARAZIONE IN AFRICA ORIENTALE -------------------------------------------------------------------------------- Nel corno d’Africa si accumulano le tensioni dovute alla contesa per il controllo di un’area strategica fondamentale per le rotte commerciali e ricca di materie prime .Le crisi che si susseguono sfociano in conflitti sanguinosi che travolgono milioni di persone come in Sudan ,o in guerre fratricide come è avvenuto in Etiopia .Proprio dalle elezioni in Etiopia partiamo con Matteo Palamidesse giornalista ,impegnato nel corno d’Africa dal 2004 ,curatore di HoA sulla piattaforma substack ,che cura informazioni su Etiopia, Eritrea, Sudan e Somalia. In Etiopia si è votato il primo di giugno ma in molte circoscrizioni elettorali non si è potuto votare a causa di problemi di sicurezza. Nonostante gli accordi di Pretoria che hanno formalmente fermato i combattimenti , nel Tigray ,in Oromia ed in altre zone continuano gli scontri e le tensioni con le truppe federali e guerriglieri . Numerosi esponenti dell’opposizione hanno denunciato un crescente restringimento degli spazi politici, con arresti ed intimidazioni, si percepisce una grande disillusione rispetto all’esito scontato e alle possibilità del Prosperity Party del presidente Ahmed di cambiare la situazione sociale e politica. Ahmed era stato visto come un elemento di cambiamento poiché non apparteneva ai vertici del partito tigrino che aveva governato fino ad allora, ha aperto alle relazioni con l’Eritrea, rivale storico ,ha messo in moto l’economia con tassi di crescita rilevanti . Ma lo scoppio della guerra con il TPLF (Fronte Popolare di Liberazione del Tigray ) tigrino , nel novembre 2020 con oltre 600.000 morti e immani devastazioni sopratutto nel Tigray ,la torsione autoritaria del regime, la politica accentratricedi Ahmed che metteva in discussione l’impianto federale dello stato etiopico , hanno spento le speranze di cambiamento. Le pressioni etiopi per l’accesso allo sbocco al mare e le conseguenze della costruzione della diga del Gerd hanno messo sull’avviso Eritrea ed Egitto innestando tensioni ai confini con l’Eritrea. Alle rinnovate tensioni tra Eritrea ed Etiopia si aggiunge il precipitare della situazione in Somalia dove a causa delle divergenze tra il presidente uscente Hassan Sheikh Mohamud e l’opposizione, Mogadiscio è stata teatro di scontri armati fra le varie milizie. Il presidente somalo ha cercato d’introdurre una riforma che consentisse il voto diretto per le elezioni dei legislatori , mentre ora votano i rappresentanti dei clan ,e al contempo ha prolungato il suo mandato già scaduto di un anno .Questa manovra è stata interpretata dalle opposizioni come un tentativo di rimanere aggrappato al potere ,scatenando gli scontri tra le milizie fedeli al presidente e quelle del primo ministro, tutto questo in un paese lacerato dall’insorgenza degli Al Shabaab ,legati ad Al Qaeda ,che controllano ampie porzioni del territorio nel sud del paese e dalle pulsioni indipendentiste del Somaliland, incoraggiate dal governo israeliano . In Sudan continua senza fine la guerra con l’uso spregiudicato di droni ed armi pesanti , le Forze di Supporto Rapido si stanno ammassando intorno a El Obeid, intensificando gli attacchi di droni e i bombardamenti di artiglieria . Una eventuale offensiva porterebbe ad ulteriori crimini contro la popolazione civile già assediata. El Obeid è la capitale dello stato del Nord Kordofan in Sudan, e i suoi abitanti già hanno subito un assedio seguito a massacri indiscriminati 18 mesi fa ,il tutto nel silenzio assordante del resto del mondo che si disinteressa della sorte dei civili mentre continuano, a dispetto dei vari embarghi solo sulla carta, le vendite di armi ad entrambi i contendenti. -------------------------------------------------------------------------------- RISCHI ESPONENZIALI DALLA ESPANSIONE DELL’AI, O NORMALE SVILUPPO DI UN NUOVO MONDO GENERATIVO -------------------------------------------------------------------------------- Rischi esponenziali dalla espansione dell’AI e la repentina diffusione di Data Center?   L’imposizione dell’amministrazione americana rivolta esclusivamente ad Anthropic di fornire i servizi di Claude Fable 5 a qualsiasi entità non statunitense ci ha dato lo spunto per interpellare Andrea Daniele Signorelli, giornalista freelance di innovazione digitale, e così approfondire i rapporti tra Intelligenza Artificiale Generativa, politica e trasformazione sociale espressa dall’attuale evoluzione tecnologica del capitalismo. Il dubbio era che il diktat potesse essere una ritorsione, vedendo come destinatario solo il prodotto di Anthropic che si è presentato in una posizione dialettica nei confronti di Trump, o non piuttosto un riconoscimento che almeno per applicazioni sensibili – come Mythos (modello linguistico dedicato alla cybersecurity e appartenente alla famiglia di Claude) – sia il prodotto più sofisticato nell’ambito della Intelligenza artificiale e quindi vadano evitate le opportunità per le potenze rivali di appropriarsi dei segreti degli algoritmi che regolano Claude, ovvero le falle nel mirino di Mythos. In particolare si teme la vulnerabilità dei sistemi dovuto al jailbreaking, che Andrea ci spiega nel particolare. Lontana la sostituzione dell’umano con l’artificiale? Curiosamente abbiamo parlato di questo chatbot nel giorno di panico dei fruitori aziendali per il Claude Down che ha scaricato migliaia di richieste di spiegazioni dell’impasse. E questo propone un altro dubbio sulla possibilità che proprio il gigantismo di ogni minimo effetto provenga da un processo derivante dall’applicazione di AI possa inceppare il meccanismo per le sue dimensioni; proprio come l’assorbimento di energia e il bisogno di raffreddamento per immagazzinare i dati indispensabili all’elaborazione possano essere all’origine di un crackdown del mondo “virtuale” regolato dall’AI.   Nonostante gli impedimenti giustapposti dalle strategie (?) di Trump e i sospetti di bolle economico-finanziarie (SpaceX!? – anche questa è stata una felice coincidenza: abbiamo intrattenuto questa chiacchierata con Andrea il giorno in cui il titolo di Musk ha perso 600 miliardi a causa del coding di Cursor, acquisito per 60 miliardi in azioni), ricerca e innovazione tecnologica statunitense hanno ancora capacità maggiori di sviluppo tecnologico-spaziale rispetto alla Cina, i cui prodotti sono comunque competitivi (o forse ci sono alle spalle scelte strategiche diverse, avendo un vantaggio sui robot Unitree?); mentre l’Europa non ha stanziato investimenti e quindi possiede capacità e conoscenze tecnologiche senza poterle trasformare in prodotti da immettere sul mercato. Cominciano a esserci prese di posizione (in particolare dalla Francia) per contrastare la penetrazione (e il controllo) di aziende come Palantir.  
Il Corno d’Africa conteso. Hype in preparazione dell’avvento del mondo AI
PROXY WAR IN PREPARAZIONE IN AFRICA ORIENTALE -------------------------------------------------------------------------------- Nel corno d’Africa si accumulano le tensioni dovute alla contesa per il controllo di un’area strategica fondamentale per le rotte commerciali e ricca di materie prime .Le crisi che si susseguono sfociano in conflitti sanguinosi che travolgono milioni di persone come in Sudan ,o in guerre fratricide come è avvenuto in Etiopia .Proprio dalle elezioni in Etiopia partiamo con Matteo Palamidesse giornalista ,impegnato nel corno d’Africa dal 2004 ,curatore di HoA sulla piattaforma substack ,che cura informazioni su Etiopia, Eritrea, Sudan e Somalia. In Etiopia si è votato il primo di giugno ma in molte circoscrizioni elettorali non si è potuto votare a causa di problemi di sicurezza. Nonostante gli accordi di Pretoria che hanno formalmente fermato i combattimenti , nel Tigray ,in Oromia ed in altre zone continuano gli scontri e le tensioni con le truppe federali e guerriglieri . Numerosi esponenti dell’opposizione hanno denunciato un crescente restringimento degli spazi politici, con arresti ed intimidazioni, si percepisce una grande disillusione rispetto all’esito scontato e alle possibilità del Prosperity Party del presidente Ahmed di cambiare la situazione sociale e politica. Ahmed era stato visto come un elemento di cambiamento poiché non apparteneva ai vertici del partito tigrino che aveva governato fino ad allora, ha aperto alle relazioni con l’Eritrea, rivale storico ,ha messo in moto l’economia con tassi di crescita rilevanti . Ma lo scoppio della guerra con il TPLF (Fronte Popolare di Liberazione del Tigray ) tigrino , nel novembre 2020 con oltre 600.000 morti e immani devastazioni sopratutto nel Tigray ,la torsione autoritaria del regime, la politica accentratricedi Ahmed che metteva in discussione l’impianto federale dello stato etiopico , hanno spento le speranze di cambiamento. Le pressioni etiopi per l’accesso allo sbocco al mare e le conseguenze della costruzione della diga del Gerd hanno messo sull’avviso Eritrea ed Egitto innestando tensioni ai confini con l’Eritrea. Alle rinnovate tensioni tra Eritrea ed Etiopia si aggiunge il precipitare della situazione in Somalia dove a causa delle divergenze tra il presidente uscente Hassan Sheikh Mohamud e l’opposizione, Mogadiscio è stata teatro di scontri armati fra le varie milizie. Il presidente somalo ha cercato d’introdurre una riforma che consentisse il voto diretto per le elezioni dei legislatori , mentre ora votano i rappresentanti dei clan ,e al contempo ha prolungato il suo mandato già scaduto di un anno .Questa manovra è stata interpretata dalle opposizioni come un tentativo di rimanere aggrappato al potere ,scatenando gli scontri tra le milizie fedeli al presidente e quelle del primo ministro, tutto questo in un paese lacerato dall’insorgenza degli Al Shabaab ,legati ad Al Qaeda ,che controllano ampie porzioni del territorio nel sud del paese e dalle pulsioni indipendentiste del Somaliland, incoraggiate dal governo israeliano . In Sudan continua senza fine la guerra con l’uso spregiudicato di droni ed armi pesanti , le Forze di Supporto Rapido si stanno ammassando intorno a El Obeid, intensificando gli attacchi di droni e i bombardamenti di artiglieria . Una eventuale offensiva porterebbe ad ulteriori crimini contro la popolazione civile già assediata. El Obeid è la capitale dello stato del Nord Kordofan in Sudan, e i suoi abitanti già hanno subito un assedio seguito a massacri indiscriminati 18 mesi fa ,il tutto nel silenzio assordante del resto del mondo che si disinteressa della sorte dei civili mentre continuano, a dispetto dei vari embarghi solo sulla carta, le vendite di armi ad entrambi i contendenti. -------------------------------------------------------------------------------- RISCHI ESPONENZIALI DALLA ESPANSIONE DELL’AI, O NORMALE SVILUPPO DI UN NUOVO MONDO GENERATIVO -------------------------------------------------------------------------------- Rischi esponenziali dalla espansione dell’AI e la repentina diffusione di Data Center?   L’imposizione dell’amministrazione americana rivolta esclusivamente ad Anthropic di fornire i servizi di Claude Fable 5 a qualsiasi entità non statunitense ci ha dato lo spunto per interpellare Andrea Daniele Signorelli, giornalista freelance di innovazione digitale, e così approfondire i rapporti tra Intelligenza Artificiale Generativa, politica e trasformazione sociale espressa dall’attuale evoluzione tecnologica del capitalismo. Il dubbio era che il diktat potesse essere una ritorsione, vedendo come destinatario solo il prodotto di Anthropic che si è presentato in una posizione dialettica nei confronti di Trump, o non piuttosto un riconoscimento che almeno per applicazioni sensibili – come Mythos (modello linguistico dedicato alla cybersecurity e appartenente alla famiglia di Claude) – sia il prodotto più sofisticato nell’ambito della Intelligenza artificiale e quindi vadano evitate le opportunità per le potenze rivali di appropriarsi dei segreti degli algoritmi che regolano Claude, ovvero le falle nel mirino di Mythos. In particolare si teme la vulnerabilità dei sistemi dovuto al jailbreaking, che Andrea ci spiega nel particolare. Lontana la sostituzione dell’umano con l’artificiale? Curiosamente abbiamo parlato di questo chatbot nel giorno di panico dei fruitori aziendali per il Claude Down che ha scaricato migliaia di richieste di spiegazioni dell’impasse. E questo propone un altro dubbio sulla possibilità che proprio il gigantismo di ogni minimo effetto provenga da un processo derivante dall’applicazione di AI possa inceppare il meccanismo per le sue dimensioni; proprio come l’assorbimento di energia e il bisogno di raffreddamento per immagazzinare i dati indispensabili all’elaborazione possano essere all’origine di un crackdown del mondo “virtuale” regolato dall’AI.   Nonostante gli impedimenti giustapposti dalle strategie (?) di Trump e i sospetti di bolle economico-finanziarie (SpaceX!? – anche questa è stata una felice coincidenza: abbiamo intrattenuto questa chiacchierata con Andrea il giorno in cui il titolo di Musk ha perso 600 miliardi a causa del coding di Cursor, acquisito per 60 miliardi in azioni), ricerca e innovazione tecnologica statunitense hanno ancora capacità maggiori di sviluppo tecnologico-spaziale rispetto alla Cina, i cui prodotti sono comunque competitivi (o forse ci sono alle spalle scelte strategiche diverse, avendo un vantaggio sui robot Unitree?); mentre l’Europa non ha stanziato investimenti e quindi possiede capacità e conoscenze tecnologiche senza poterle trasformare in prodotti da immettere sul mercato. Cominciano a esserci prese di posizione (in particolare dalla Francia) per contrastare la penetrazione (e il controllo) di aziende come Palantir.  
June 19, 2026
Radio Blackout
Sardegna ed Etiopia: memorie del sottosuolo
Dall’oblio alla memoria: i discendenti dei deportati etiopi all’Asinara si incontrano in Sardegna per il secondo anno consecutivo. di Marcella Catignani Appena sono arrivata ad Addis Abeba, dove ho vissuto per nove anni, da subito ho sentito una forte affinità con l’Etiopia, mi sono sentita a casa. L’Etiopia e la Sardegna si assomigliano, a cominciare da alcuni paesaggi e per