Rwanda, il futuro scorre a Gatsibo. Seconda parte

Pressenza - Wednesday, July 29, 2026

L’ong Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo ha realizzato nei villaggi rurali del Paese un progetto che sta trasformando l’accesso all’acqua in uno strumento di salute, emancipazione e sviluppo, migliorando la vita delle comunità, soprattutto di donne e ragazze.

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La cooperativa degli assorbenti riutilizzabili

Tra le esperienze più significative nate dal progetto c’è quella della cooperativa femminile che produce assorbenti riutilizzabili nel settore di Kageyo. Honorine è la presidente di una Village Savings and Loan Association (Vsla), un gruppo comunitario di risparmio e prestito che permette alle donne di sostenersi economicamente a vicenda. Insieme ad altre quattordici beneficiarie ha partecipato a un corso organizzato da Mlfm e dall’organizzazione locale Dorcas. Per dieci giorni le partecipanti hanno imparato a cucire assorbenti riutilizzabili, a gestire la produzione e ad approfondire i temi dell’igiene femminile. Da quel percorso è nata una cooperativa composta da quindici donne, con l’obiettivo di trasformare questa attività in una concreta opportunità economica.

«Per molte di noi era la prima esperienza di cucito», racconta Honorine. «Ma tutte avevamo la stessa motivazione: aiutare le donne e le ragazze del villaggio». Secondo Honorine, la sfida più difficile non è stata imparare il lavoro manuale, ma cambiare mentalità. «In un contesto dove l’acqua è poca e le case sono spesso costruite con fango e sterco, non è semplice spiegare l’importanza dell’igiene. Però oggi sappiamo quanto sia fondamentale mantenere puliti gli assorbenti per prevenire infezioni». Le donne della cooperativa sperano ora di trasformare questa esperienza in una fonte di reddito stabile e in uno strumento di emancipazione. «Vogliamo trasmettere quello che abbiamo imparato anche alle ragazze più giovani», spiega Honorine. «Se collaboriamo possiamo migliorare insieme la salute delle donne e le condizioni economiche delle nostre famiglie».

L’acqua come risorsa di emancipazione

Nel marzo 2026 il progetto Amazi Meza è stato al centro delle celebrazioni della Giornata Mondiale dell’Acqua organizzate presso il collegio Adegi Gituza, dedicate al tema “Water and Gender”. L’evento ha riunito autorità locali, studenti, comunità e Water User Committees, mettendo al centro il legame tra accesso all’acqua, salute pubblica ed emancipazione femminile. Durante la giornata sono state inaugurate nuove infrastrutture sanitarie presso il centro sanitario di Gituza e visitate alcune delle Girls’ Rooms già operative nelle scuole della zona, insieme ai due acquedotti realizzati dal progetto, entrati pienamente in funzione nel dicembre 2025. Le nuove reti idriche garantiscono oggi acqua potabile sicura a villaggi, scuole e centri sanitari, con una capacità di circa 30.000 litri al giorno per ciascuna fontana.

Le performance teatrali e artistiche degli studenti hanno mostrato quanto i temi dell’igiene, della salute e della gestione dell’acqua siano ormai parte integrante della vita delle comunità e della formazione delle nuove generazioni. Il vicesindaco del distretto di Gatsibo ha sottolineato il valore della collaborazione con Mlfm e il ruolo centrale delle donne nella gestione delle risorse idriche – ruolo che emerge chiaramente nelle storie di Diane e Honorine, ma anche nell’esperienza di Solange, ingegnera del progetto, indicata durante l’evento come esempio di leadership femminile. Amazi Meza continua quindi a essere un progetto infrastrutturale, ma sempre più anche un percorso di trasformazione sociale. A garantirne la sostenibilità contribuiscono i 19 Water User Committees creati nelle comunità coinvolte: gruppi di cittadini incaricati della gestione delle fontane pubbliche e della manutenzione ordinaria delle infrastrutture. I 57 membri dei comitati hanno già ricevuto una formazione specifica sulla gestione dell’acqua, sugli orari di apertura delle fontane e sugli interventi di piccola manutenzione.

Nei villaggi del distretto di Gatsibo, acqua pulita non significa soltanto una fontana o una latrina vicino a casa. Significa poter andare a scuola senza vergogna, ridurre le malattie, imparare un mestiere, rafforzare il ruolo delle donne nella comunità e costruire nuove opportunità economiche e sociali. Significa, soprattutto, poter immaginare il futuro in modo diverso.

* Il progetto Amazi Meza è finanziato da AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AID012590/08/8) – e prosegue grazie al sostegno di donatori, volontari e partner che credono nell’accesso all’acqua, all’igiene e alla salute come diritti fondamentali. È possibile sostenere le attività di MLFM e i progetti in Rwanda attraverso una donazione su www.mlfm.it/dona

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