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Zohran Mamdani: a New York 200.000 nuove case a prezzi accessibili e 9 milioni di dollari di multe arretrate ad Amazon
Zohran Mamdani continua a mantenere le promesse che hanno portato alla sua elezione come primo sindaco socialista di New York: dopo la tassa sulle seconde case dei super ricchi ha annunciato un ambizioso piano per risolvere l’annosa crisi abitativa della città: “Stiamo costruendo 200.000 nuove case accessibili per i newyorkesi” ha dichiarato durante una conferenza stampa. “Stiamo utilizzando ogni strumento a nostra disposizione per risolvere la crisi abitativa. Block by Block è il piano abitativo più audace che la nostra città abbia visto in questo secolo. È ciò che i newyorkesi chiedono da decenni. Stiamo perseguendo i proprietari di immobili disonesti. Stiamo creando decine di migliaia di posti di lavoro ben retribuiti. Stiamo aprendo nuove strade verso la proprietà della casa. Stiamo investendo 5,6 miliardi di dollari in edilizia residenziale pubblica — il più grande investimento di capitale della città nella storia recente.” https://x.com/NYCMayor Ha quindi intimato ad Amazon, proprietà di Jeff Bezos, uno degli uomini più ricchi del mondo, di pagare al Comune di New York 9 milioni di dollari di multe arretrate, causate dai suoi furgoni da consegna che tenevano il motore acceso oltre il limite consentito dalla legge (tre minuti, non di più) mentre sostavano nelle strade dei quartieri della città. “Amazon vale 2.000 miliardi di dollari, ma non si è degnata di pagare i nove milioni di dollari di multe non saldate che ha accumulato, mentre i suoi camion inquinavano illegalmente la nostra aria e costringevano i newyorkesi a respirare i loro scarichi.  Abbiamo raccolto ogni dollaro che devono ai cittadini di questa città — e continueremo a farlo. A New York, le corporation sono tenute allo stesso standard di chiunque altro.  Nessuna azienda — non importa quanto grande o potente — è al di sopra della legge” ha dichiarato Mamdani nel suo profilo X.     Redazione Italia
May 29, 2026
Pressenza
Zohran Mamdani non parteciperà all’Israel Day Parade a New York
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha annunciato che non parteciperà all’Israel Day Parade, la parata annuale che si svolge lungo la Fifth Avenue. Secondo gli organizzatori si tratta del più grande raduno al mondo a sostegno di Israele. Quest’anno il titolo dell’evento previsto per domenica 31 maggio è “Fieri americani, fieri sionisti.” Non era mai accaduto negli ultimi 62 anni che il sindaco di New York prendesse le distanze da questa celebrazione. Zohran Mamdani ha spiegato la sua scelta dichiarando che come cittadino e come essere umano non parteciperà alla parata perché offende la sua coscienza.           Redazione Italia
May 28, 2026
Pressenza
I Comuni contro le mafie
Legalità, beni confiscati e intimidazioni agli amministratori: i numeri dell’impegno dei Comuni contro le mafie Sono oltre 1.100 i Comuni italiani destinatari di beni confiscati alla criminalità organizzata, insieme a 7 Città metropolitane coinvolte nella gestione e nel riutilizzo sociale degli immobili sottratti alle mafie. È uno dei dati più significativi elaborati dall’Area Sicurezza e Legalità di Anci e presentati nel corso della 28esima puntata di “Fuori dal Comune”, la trasmissione di Radio Rai Gr Parlamento realizzata in collaborazione con l’Anci, dedicata questo sabato al ruolo dei territori nella lotta alla mafia. Secondo i dati aggiornati al 21 maggio 2026 della piattaforma unica dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati, il Comune con il maggior numero di beni destinati è Palermo con 1.217 immobili e terreni confiscati. Seguono Roccella Valdemone con 284 beni, Reggio Calabria con 252, Castelvetrano con 235, Roma con 221 e Milano con 211. I beni confiscati vengono utilizzati soprattutto per progetti con il Terzo Settore, emergenza abitativa, agricoltura sociale, tutela ambientale, servizi contro fragilità e disagio sociale e sostegno alle donne vittime di violenza. Per l’Anci non si tratta soltanto di patrimoni immobiliari, ma di strumenti di sviluppo locale, welfare e inclusione sociale. Particolarmente delicata resta la situazione dei piccoli Comuni: circa 880 enti destinatari di beni confiscati dispongono infatti di strutture amministrative ridotte, mentre quasi 230 sono Comuni capofila dei Piani di Zona sociale. Tra le criticità più segnalate emergono il cattivo stato di conservazione degli immobili, la carenza di risorse per ristrutturazioni e recuperi, la complessità burocratica e la difficoltà nell’individuare soggetti gestori. Sul fronte della sicurezza degli amministratori locali, nei primi sei mesi del 2025 sono stati registrati 299 atti intimidatori contro sindaci e amministratori, con una diminuzione dell’8,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le regioni più colpite risultano Lombardia con 50 episodi, seguita da Sicilia e Calabria. Secondo l’Anci il fenomeno interessa ormai tutto il territorio nazionale e non è riconducibile esclusivamente alle mafie, ma anche a tensioni sociali, conflitti locali e fragilità economiche. Per rafforzare il sostegno agli enti locali, su proposta dell’Anci è stato istituito un Fondo nazionale per la promozione della legalità e il supporto agli amministratori vittime di intimidazioni, rifinanziato per il 2025 e il 2026 fino a 6 milioni di euro annui. Nel solo 2025 il riparto ha riguardato 454 Comuni e 5 Province. Tra le iniziative promosse dall’Anci figurano inoltre il gruppo di lavoro nazionale costituito nel 2024 con grandi città impegnate sul tema dei beni confiscati, la realizzazione di un vademecum operativo per i Comuni e le campagne territoriali e social dedicate alla cultura della legalità, tra cui #RinasciLegale. Le testimonianze dei sindaci intervenuti durante la puntata Ad aprire la puntata è stato il responsabile dell’Area Sicurezza e legalità dell’Anci, Antonio Ragonesi, che ha fatto il punto sull’impegno dell’Anci nella gestione dei beni confiscati e nel supporto ai Comuni impegnati nel contrasto alle mafie. “I beni confiscati vanno restituiti alla collettività e trasformati in strumenti di sviluppo sociale e opportunità per i territori”, ha spiegato Ragonesi. Da Pollica il sindaco Stefano Pisani ha ricordato l’eredità civile e amministrativa lasciata da Angelo Vassallo. “La morte di Angelo è diventata uno strumento di grande potenza per le scelte del territorio”, ha spiegato Pisani, sottolineando che “la comunità ha reagito trasformando il dolore in partecipazione civica. Abbiamo trasferito alle nuove generazioni l’idea che si possa costruire sviluppo nella legalità e nell’amore per la propria terra”. Il sindaco ha poi evidenziato che “il valore del presidio del territorio e dell’economia sana sono strumenti di contrasto all’illegalità. Chi ha ucciso Angelo pensava di abbattere un baluardo, invece ha rafforzato nei cittadini la volontà di difendere il territorio”. Da Caltagirone il sindaco Fabio Roccuzzo ha raccontato il lavoro portato avanti sul fronte della memoria civile e dell’educazione alla legalità. “La cultura antimafia si costruisce dal basso, spiegando ai ragazzi che cos’è davvero la mafia e quanto sia subdola. Trasformare un un bene confiscato in un luogo dedicato alla cultura dell’antimafia è il modo migliore per  mantenere viva la memoria di Falcone, Borsellino e delle vittime delle mafie. Possiamo sperare in una società migliore, combattendo allo stesso tempo anche il disagio economico e il lavoro precario nei territori più fragili”. Da Avola la sindaca Rossana Cannata ha posto l’attenzione sul rapporto tra legalità, libertà di stampa e formazione delle nuove generazioni, ricordando la figura del giornalista Giuseppe Fava. “Fare memoria è un dovere delle istituzioni – ha dichiarato Cannata – per questo abbiamo deciso di intitolare una struttura sportiva a Pippo Fava. Lo sport può diventare un antidoto alla mafia, per il valore educativo delle iniziative rivolte ai giovani. Vedo una Sicilia che reagisce, che si riscatta e che vuole lasciarsi alle spalle gli anni più bui”, ha concluso. Nel corso della trasmissione è intervenuto anche il sindaco di Nettuno Nicola Burrini, che ha richiamato il valore della trasparenza amministrativa e della ricostruzione della fiducia pubblica dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. “La legalità si ricostruisce ogni giorno attraverso la presenza delle istituzioni e la partecipazione dei cittadini”, ha spiegato Burrini, sottolineando “il grande lavoro che stiamo portando avanti sul fronte della trasparenza amministrativa e del recupero del rapporto con la comunità locale. Solo rafforzando il legame tra cittadini e istituzioni si può contrastare davvero il radicamento della criminalità nei territori”, ha aggiunto. La sindaca di Settimo Torinese Elena Piastra ha invece evidenziato il ruolo della prevenzione culturale e del coinvolgimento delle nuove generazioni. “Le mafie si contrastano costruendo comunità consapevoli. Il lavoro svolto dal Comune attraverso scuole, associazioni e percorsi di educazione civica è fondamentale così come importantissimo è l’utilizzo sociale dei beni confiscati e del welfare territoriale come strumenti di inclusione e presidio democratico. La partecipazione civica – ha sottolineato – è il primo antidoto contro ogni forma di infiltrazione criminale”. Da Spino d’Adda il sindaco Enzo Galbiati ha raccontato l’esperienza del recupero di immobili confiscati alla criminalità di un piccolo comune, organizzata e restituiti alla collettività attraverso progetti sociali e di welfare territoriale. “Restituire questi beni ai cittadini significa trasformare luoghi simbolo dell’illegalità in opportunità concrete per il territorio. Anche i piccoli comuni del Nord siano chiamati a confrontarsi con il fenomeno delle infiltrazioni mafiose. Per questo la sfida è costruire comunità più forti e consapevoli, capaci di difendere legalità e coesione sociale”, ha concluso.   Redazione Italia
May 23, 2026
Pressenza
Stop Malaria 2026-2030: a Pikine (Senegal)  la formazione dei promotori sanitari diventa esperienza collettiva
Il 2 e 3 maggio 2026, presso il Conseil Départemental de la Jeunesse (CDJ) de Pikine, si è svolto un workshop residenziale dedicato alla malaria e rivolto ai promotori sanitari che animeranno le attività della campagna Stop Malaria Senegal 2026-2030, promossa da Energia per i Diritti Umani Italia e sostenuta  dall’associazione Fasting for Food della FAO. Il progetto, presentato anche attraverso il sito www.stopmalaria.it, nasce con l’obiettivo di rafforzare in Senegal  la prevenzione e la lotta alla malaria attraverso il protagonismo delle comunità locali. In questa prospettiva, la formazione dei promotori sanitari rappresenta un passaggio decisivo. Non si tratta soltanto di trasmettere informazioni, ma di costruire una rete di persone capaci di portare conoscenze affidabili nei quartieri, nelle famiglie, nelle scuole e nei luoghi di incontro. Per la realizzazione del progetto si conta inoltre sulla collaborazione di numerosi ricercatori, medici e biologi dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), della UCAD (Université Cheikh Anta Diop de Dakar)  e di vari Postes de Santé e Centres de Santé del Senegal. Una rete di competenze scientifiche, sanitarie e territoriali che rafforza la qualità dell’intervento e permette di collegare ricerca, prevenzione e azione comunitaria. Il corso è nato da una doppia necessità: da una parte preparare i promotori sanitari, fornendo loro basi scientifiche solide e strumenti adeguati; dall’altra selezionare, attraverso un test finale di apprendimento, coloro che accompagneranno concretamente le attività della campagna nei prossimi anni. La formazione scientifica è stata garantita dai membri del comitato scientifico Stop Malaria, composto da Marco Inglessis, Francesca De Vito, Marco Martignoni e da Malick Diouf. Il loro contributo, insieme a quello di 3 specialisti  ( El Hadji Ndiaye, Ndeye Coumba Ba e  Pape Amadou Seck)  ha permesso di approfondire gli aspetti fondamentali della malaria, dalla trasmissione alla prevenzione, fino all’importanza di comportamenti corretti e messaggi chiari per la popolazione. Una preparazione adeguata dei promotori sanitari è infatti essenziale per evitare la diffusione di credenze errate e per garantire che gli interventi di promozione della salute siano basati su evidenze scientifiche. Un promotore ben formato può tradurre il linguaggio tecnico in messaggi comprensibili, motivanti e culturalmente appropriati, migliorando l’adesione alle raccomandazioni sanitarie e rendendo più efficace la prevenzione all’interno della comunità. Ma il workshop di Pikine non è rimasto dentro i confini di una lezione frontale. L’energia messa in campo dai partecipanti ha trasformato progressivamente il corso in un vero spazio di formazione reciproca. Alcuni presenti, già qualificati sul tema, sono stati coinvolti direttamente nell’esposizione degli argomenti e nell’approfondimento dei contenuti, contribuendo a rendere il percorso più partecipato e vicino all’esperienza concreta del territorio. Un ruolo particolarmente significativo è stato svolto da Faks Abdou Mane e dalla compagnia teatrale Natangué de Pikine EST di lhadji abdoulaye Thiame   che  con le loro animazioni hanno riattivato l’attenzione del gruppo e favorito un clima dinamico, curioso e collaborativo.  Domande, osservazioni, racconti ed esperienze hanno dato vita a un ambiente in cui ogni persona ha potuto sentirsi parte attiva del processo. È proprio in questa energia condivisa che il workshop ha trovato la sua forza più grande. L’incontro ha valorizzato idee, dubbi e confronto, rendendo l’apprendimento più efficace e significativo. Entusiasmo e coinvolgimento hanno trasformato una semplice formazione tecnica in un’esperienza viva, stimolante e memorabile. La campagna Stop Malaria 2026-2030 parte dunque da qui: da 30 promotori sanitari formati, motivati e radicati nelle comunità. Persone capaci non solo di trasmettere informazioni, ma di creare fiducia, dialogo e consapevolezza. Perché la lotta alla malaria non si vince solo con strumenti sanitari, ma anche con conoscenza condivisa, collaborazione scientifica, partecipazione e responsabilità collettiva. Alla fine del workshop si sono creare varie equipe di lavoro in funzione delle attività previste dal progetto:  attività di divulgazione nelle scuole,  attività di sensibilizzazione nei villaggi attraverso il Teatro Forum, formazione e distribuzione di zanzariere impregnate porta a porta e organizzazione di attività sportive di sensibilizzazione. Inoltre si sono inseriti nel  comitato scientifico altri 9 ricercatori e dottorandi senegalesi che daranno un supporto fondamentale alla ricerca sul campo sia dal punto di vista entomologico che epidemiologico nonchè di valutazione della campagna stessa. Nei prossimi mesi, con l’avvicinarsi della stagione delle piogge,  la campagna entrerà nel vivo con tutte le sue attività.  Stop Malaria 2026-2030: ’ultimo miglio prima della totale eradicazione in Senegal ! Energia per i Diritti Umani
May 20, 2026
Pressenza
Alaa Faraj è libero ed è innocente
Mentre i media hanno ormai oscurato il linciaggio di Taranto, condividiamo una bellissima notizia, anch’essa per altro sottaciuta: Alaa Faraj, ingiustamente accusato di essere uno scafista, condannato a trent’anni e parzialmente graziato da Mattarella, ha ottenuto finalmente la revisione del processo Dieci anni di carcere, una revisione del processo straordinaria e oggi una corte (la Corte d’Appello di Messina) che ha avuto il coraggio di riconoscere un errore e di cambiarne il corso. Ma quel coraggio non nasce dal nulla: cresce da un’alleanza di persone e realtà che non hanno mai smesso di esserci; dalla determinazione di un’avvocata seria e giusta che ha creduto nella verità e l’ha difesa senza piegarsi, da una meravigliosa donna, Alassandra Sciurba, che ha fatto da ponte e da curatrice di un libro insieme ad Alaa e Sellerio— Perché ero ragazzo — che ha continuato a circolare, a passare di mano in mano, ad aprire coscienze e cuori, trasformando la storia di Alaa in una storia collettiva. Oggi sentiamo una gioia profonda, insieme a una speranza nuova. Ma sentiamo anche una certezza: la giustizia va difesa. Ogni giorno. Bisogna lottare, unirsi, stare accanto a chi subisce ingiustizie, costruire comunità capaci di opporsi alla repressione, al razzismo e a ogni forma di discriminazione. Alaa e Alessandra ce lo insegnano! Questa vittoria non è un punto d’arrivo ed è un inizio. L’augurio è che possa aprire la strada a una giustizia più vera e a una coscienza collettiva più profonda delle disuguaglianze e delle ingiustizie che attraversano le nostre società. Alaa una comunità ce l’ha sempre avuta. E oggi quella comunità è qui, pronta ad accoglierlo. Bentornato fuori, Alaa. Ti aspettavamo!!!! qui la sua storia: Quando Alaa era un ragazzo, e Una buona notizia, ma è ancora troppo poco… Redazione Palermo
May 19, 2026
Pressenza
Campagna Let Cuba live, raccolti oltre 700.000 dollari per pannelli solari destinati a ospedali e cliniche
Grazie all’ incredibile generosità e alla solidarietà di migliaia di persone, la campagna Let Cuba Live e il People’s Forum hanno raccolto negli Stati Uniti oltre 700.000 dollari per inviare pannelli solari e batterie a ospedali e cliniche in tutta Cuba. Volevamo condividere con voi alcuni aggiornamenti entusiasmanti sullo stato di avanzamento della spedizione dei pannelli e della campagna. Da dicembre 2025, il blocco imposto dall’amministrazione Trump ha consentito l’arrivo a Cuba di un solo carico di carburante. Il risultato? Interruzioni di corrente paralizzanti stanno devastando il sistema sanitario pubblico del Paese. Nonostante gli sforzi eroici del personale medico cubano, oltre 96.000 pazienti sono in attesa di interventi chirurgici importanti, tra cui 11.000 bambini. La mancanza di un’alimentazione elettrica affidabile, dovuta alla carenza di carburante, ne è la causa diretta. Ma noi (e migliaia di donatori) ci siamo rifiutati di accettare questa conclusione dopo aver superato enormi ostacoli creati dal governo statunitense per bloccare gli aiuti a Cuba, abbiamo acquistato: 10 kit solari autonomi (65 kW ciascuno) – da distribuire in 10 ospedali, sufficienti ad alimentare sale operatorie, unità di terapia intensiva e altre aree ospedaliere vitali. 33 kit solari più piccoli (fino a 6 kW ciascuno) – per 33 cliniche rurali nella parte orientale di Cuba. Queste forniture, di cui c’è urgente bisogno, saranno presto in viaggio verso Cuba, contribuendo alla transizione del sistema sanitario dell’isola verso le energie rinnovabili, in modo che milioni di cubani possano accedere all’assistenza sanitaria gratuita e di qualità che meritano. Ma non vogliamo fermarci qui. Potete aiutarci a portare avanti questa campagna? La generosità e l’energia messe in campo finora hanno dimostrato che le persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo comprendono l’urgenza di schierarsi al fianco del popolo cubano contro le politiche genocidarie degli Stati Uniti. Vogliamo procurarci altri pannelli solari per un numero ancora maggiore di ospedali e cliniche. Trump non può fermare il sole e non può fermare la nostra solidarietà. Donate  ora per inviare altri kit solari agli ospedali cubani! Per chi ha l’opportunità di recarsi negli States, o non teme le spese di spedizione, c’è anche la possibilità di acquistare una splendida T-shirt “Let Cuba Live”, il cui ricavato verrà interamente devoluto alla campagna per l’invio di generatori e pannelli solari agli ospedali di Cuba. Acquistatela subito! Comprate ora In solidarietà, The People’s Forum   Redazione Italia
May 14, 2026
Pressenza
Giudice USA sospende le sanzioni contro Francesca Albanese
Richard Leon, giudice del District of Columbia, a Washington, ha sospeso le sanzioni imposte nel luglio 2025 dall’amministrazione Trump a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU sui territori palestinesi, con la motivazione che tali sanzioni costituivano una violazione del Primo Emendamento della Costituzione americana per lei e la sua famiglia. Il Primo Emendamento, approvato nel 1791, garantisce infatti libertà fondamentali tra cui culto, espressione, stampa, riunione e petizione. Il giudice ha ritenuto che l’intento delle sanzioni fosse quello di punire e reprimere espressioni sgradite, come quelle espresse dalla relatrice speciale nei suoi rapporti sul genocidio in atto a Gaza a opera di Israele e la complicità di governi e aziende occidentali. “Come ha detto il giudice, proteggere la libertà di espressione è sempre nell’interesse pubblico. Grazie a mia figlia e a mio marito per essersi fatti avanti per difendermi e a tutti coloro che hanno aiutato finora. Insieme siamo Uno” ha commentato Francesca Albanese su X. Nella causa depositata a febbraio presso il tribunale distrettuale a Washington, il marito e la figlia minorenne di Francesca Albanese, nata negli Stati Uniti e pertanto cittadina americana, avevano descritto il pesante impatto delle sanzioni sulla vita quotidiana della famiglia, tra cui l’impossibilità di vivere nella loro abitazione nella capitale, di aprire un conto bancario e di usare una carta di credito. Anna Polo
May 14, 2026
Pressenza
Thiago e Saif liberati ed espulsi da Israele
Questa mattina, 10 maggio 2026, gli avvocati di Adalah hanno confermato la notizia che attendevamo da ieri: Thiago Avila e Saif Abukeshek, rapiti e arrestati in acque internazionali nella notte tra il 29 e il 30 aprile e detenuti in condizioni durissime in un carcere israeliano per più di una settimana sono stati liberati ed espulsi dal Paese. Secondo fonti della Global Sumud Flotilla, Saif, palestinese con cittadinanza spagnola, è stato portato ad Atene, da dove proseguirà per Madrid, mentre Thiago passerà dall’Egitto e da lì prenderà un volo per il Brasile. La loro liberazione è senz’altro frutto della mobilitazione internazionale e delle pressioni dei governi spagnolo e brasiliano, mentre il governo italiano ha brillato come al solito per inerzia e complicità con Israele, nonostante i due attivisti viaggiassero a bordo di una barca battente bandiera italiana. Le barche della flotilla scampate all’assalto israeliano sono arrivate a Marmaris, in Turchia, dove si terrà un’assemblea per decidere come proseguire la missione per rompere l’assedio illegale di Gaza. Le hanno raggiunte cinque imbarcazioni greche e altre ancora provenienti dalla Turchia. Redazione Italia
May 10, 2026
Pressenza
Assolti per l’azione al Museo degli Uffizi a Firenze
Nonostante l’assoluzione, rimane la sanzione di 20.000 € per Giacomo, Tommaso e Giordano  Ieri venerdì 8 maggio il Tribunale di Firenze ha assolto tre attivisti di Ultima Generazione, difesi dall’avv. Dell’Aquila, per l’azione del 13 febbraio 2024 al Museo degli Uffizi, in cui immagini delle alluvioni di Campi Bisenzio, attaccate con scotch di carta, vennero fissate alla teca della “Nascita della Venere” di Botticelli. L’azione si è svolta all’interno della campagna Fondo Riparazione, che chiedeva l’istituzione di un fondo da 20 miliardi per risarcire i cittadini colpiti da catastrofi climatiche come alluvioni e siccità. Tommaso, Giacomo e Giordano sono stati denunciati per: * artt. 110, 340 cc. 1,3 cp (interruzione di pubblico servizio) * art. 18 TULPS (manifestazione non autorizzata) * art. 76 c. 3 dlgs 159/2011 (violazione obbligo di dimora) L’assoluzione, la 75esima per le azioni di Ultima Generazione, è una buona notizia. Ma il messaggio rimane più urgente e attuale che mai. Poi, l’assoluzione non riguarda la multa da 20.000 euro a testa ricevuta ai sensi del cosiddetto “decreto eco-vandali”, approvato definitivamente alla Camera il 18 gennaio 2024, che prevede sanzioni da 10.000 a 60.000 euro per chi deturpa o danneggia beni culturali. Una legge inutile dal punto di vista giuridico: il reato di danneggiamento era già perseguibile dal codice penale, ma non poteva essere contestato in tribunale proprio perché il danneggiamento non c’era mai stato. Allora si è deciso di punire l’imbrattamento e quindi anche lo scotch di carta. Un decreto costruito su misura per noi, come ha denunciato Amnesty International, con l’unico scopo di criminalizzare l’attivismo climatico e scoraggiare chiunque voglia alzare la voce. Questa non è tutela del patrimonio: è repressione del dissenso. Giacomo, 31 anni, informatico, dopo l’assoluzione dichiara: “Sono stato assolto. Ed è un sollievo, per me e per chi mi vuole bene. Ma questa parola non chiude nulla. Quel giorno agli Uffizi abbiamo attaccato delle fotografie su un vetro con dello scotch di carta. Immagini di case sommerse, di strade diventate fiumi, di famiglie di Campi Bisenzio che avevano perso tutto. Nessuna distruzione, nessuna violenza. Solo immagini di una realtà che questo Paese si ostina a ignorare. l tribunale ha riconosciuto che non era un reato. Ma la multa da 20.000 euro rimane per quello scotch di carta. Nel frattempo, anziché legiferare per la transizione energetica, questo governo ha prodotto decreto dopo decreto per silenziare chi protesta. Mi chiedo quante leggi si sarebbero potute scrivere in questi anni per liberarci dalla dipendenza dal gas, per rendere le nostre case e le nostre bollette indipendenti dalle crisi geopolitiche e dalle speculazioni dei mercati. Oggi le famiglie italiane si trovano a fare i conti con bollette insostenibili, proprio perché quella transizione è stata rimandata, sabotata, derisa. E chi lo denunciava veniva portato in tribunale. Non mi pento di nulla. Perché quella fotografia mostrava la verità. E la verità non si può condannare anche quando costa ventimila euro provarci.” NEL PIENO DELLA CRISI ENERGETICA L’ITALIA È ANCORA UN PAESE FOSSILE: NEL 2024 SPESI 48 MILIARDI DI SOLDI PUBBLICI IN SAD A sostegno di questa denuncia, i numeri. Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, nel 2024 l’Italia ha speso 48,3 miliardi di euro pubblici in sussidi ambientalmente dannosi (SAD). Soldi che, in forma di trasferimenti, agevolazioni fiscali e sostegno a settori energivori e inquinanti, finiscono per alimentare le stesse industrie fossili che ci tengono legati alle turbolenze internazionali e a un modello economico insostenibile. Così mentre i manager e gli azionisti di società come Eni si arricchiscono anche con i nostri soldi, le persone comuni scontano nelle proprie tasche l’aumento dei costi di trasporti ed energia. Cartella stampa su tutte le azioni organizzate da dicembre 2021 qui I NOSTRI CANALI Aggiornamenti in tempo reale saranno disponibili sui nostri social e nel sito web: * Sito web:https://ultima-generazione.com * Facebook@ultimagenerazione.A22 * Instagram@ultima.generazione * Twitter@UltimaGenerazi1 * Telegram@ultimagenerazione Ultima Generazione è una coalizione di cittadini ed è membro del network A22. Ultima Generazione
May 9, 2026
Pressenza
Repubblica Dominicana, migliaia in marcia fermano la miniera della multinazionale canadese
Il governo della Repubblica Dominicana ha sospeso i lavori per la miniera d’oro affidati alla multinazionale canadese GoldQuest. Il presidente Luis Abinader ha dato seguito alla volontà popolare manifestatasi per le strade di San Juan. Qui, domenica scorsa, diverse migliaia di persone hanno sfilato per circa venti chilometri, verso la diga di Sabaneta, tra le principali fonti d’acqua del Paese. I manifestanti, dispersi poi dalla polizia a suon di idranti e lacrimogeni, denunciavano il rischio contaminazione dato dalla realizzazione del progetto minerario, al momento fermo alla fase esplorativa. La protesta nella Repubblica Dominicana contro il progetto Romero si inserisce in un filone più ampio, che dalla Bolivia all’Argentina vede protagonisti i popoli latinoamericani contro l’estrattivismo delle multinazionali. «Ai dominicani non interessa l’oro — dice uno dei manifestanti giunto alla diga di Sabaneta — ma l’acqua, l’ambiente, le risorse naturali». In migliaia hanno marciato domenica verso una delle principali fonti d’acqua del Paese, minacciata dal progetto minerario della GoldQuest. Dal 2005 sono state affidate alla multinazionale canadese delle concessioni esplorative, dunque di valutazione, nell’area circostante. Nelle ultime settimane GoldQuest aveva rilanciato la volontà di procedere con il progetto Romero, adducendo per la provincia di San Juan dei presunti impatti positivi sull’economia. A insorgere sono stati proprio i produttori locali, perlopiù contadini, che hanno invece denunciato i pericoli dell’inquinamento dati dalle attività estrattive. A seguito della manifestazione, il presidente Luis Abinader ha deciso di sospendere qualsiasi attività legata alla GoldQuest, a partire dai permessi necessari per procedere con l’inizio dei lavori e dunque dello sfruttamento minerario. La vittoria ottenuta dai cittadini dominicani si inserisce in un filone più ampio, che attraversa e unisce l’intera America Latina. In Bolivia, dove le comunità indigene hanno visto da vicino le conseguenze ambientali dell’estrazione dell’oro — a partire dall’uso del mercurio che inquina suolo e falde acquifere — si è messa in moto una campagna per sottrarre braccia e risorse al settore, puntando sull’agricoltura sostenibile. Due anni fa, a Panama, le proteste popolari costrinsero il governo a rivedere i suoi piani sulle concessioni minerarie. Vorrebbero ottenere lo stesso risultato anche gli argentini, che hanno lanciato una campagna per l’abrogazione dell’ultima riforma Milei, incentrata sull’autorizzazione delle attività minerarie e di estrazione degli idrocarburi anche nelle aree a ridosso dei ghiacciai. La riforma aumenterà i siti estrattivi, in uno Stato già alle prese con le conseguenze ambientali delle miniere di litio, contro le quali si concentra la lotta di diversi popoli indigeni, come i Kolla, che quotidianamente sfidano la repressione per provare a salvare quel che resta dei territori ancestrali.   L'Indipendente
May 8, 2026
Pressenza