Rwanda, il futuro scorre a Gatsibo. Seconda parte
L’ONG MOVIMENTO PER LA LOTTA CONTRO LA FAME NEL MONDO HA REALIZZATO NEI VILLAGGI
RURALI DEL PAESE UN PROGETTO CHE STA TRASFORMANDO L’ACCESSO ALL’ACQUA IN UNO
STRUMENTO DI SALUTE, EMANCIPAZIONE E SVILUPPO, MIGLIORANDO LA VITA DELLE
COMUNITÀ, SOPRATTUTTO DI DONNE E RAGAZZE.
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La cooperativa degli assorbenti riutilizzabili
Tra le esperienze più significative nate dal progetto c’è quella
della cooperativa femminile che produce assorbenti riutilizzabili nel settore di
Kageyo. Honorine è la presidente di una Village Savings and Loan Association
(Vsla), un gruppo comunitario di risparmio e prestito che permette alle donne di
sostenersi economicamente a vicenda. Insieme ad altre quattordici beneficiarie
ha partecipato a un corso organizzato da Mlfm e dall’organizzazione locale
Dorcas. Per dieci giorni le partecipanti hanno imparato a cucire assorbenti
riutilizzabili, a gestire la produzione e ad approfondire i temi dell’igiene
femminile. Da quel percorso è nata una cooperativa composta da quindici donne,
con l’obiettivo di trasformare questa attività in una concreta opportunità
economica.
«Per molte di noi era la prima esperienza di cucito», racconta Honorine. «Ma
tutte avevamo la stessa motivazione: aiutare le donne e le ragazze del
villaggio». Secondo Honorine, la sfida più difficile non è stata imparare il
lavoro manuale, ma cambiare mentalità. «In un contesto dove l’acqua è poca e le
case sono spesso costruite con fango e sterco, non è semplice spiegare
l’importanza dell’igiene. Però oggi sappiamo quanto sia fondamentale mantenere
puliti gli assorbenti per prevenire infezioni». Le donne della cooperativa
sperano ora di trasformare questa esperienza in una fonte di reddito stabile e
in uno strumento di emancipazione. «Vogliamo trasmettere quello che abbiamo
imparato anche alle ragazze più giovani», spiega Honorine. «Se collaboriamo
possiamo migliorare insieme la salute delle donne e le condizioni economiche
delle nostre famiglie».
L’acqua come risorsa di emancipazione
Nel marzo 2026 il progetto Amazi Meza è stato al centro delle celebrazioni della
Giornata Mondiale dell’Acqua organizzate presso il collegio Adegi Gituza,
dedicate al tema “Water and Gender”. L’evento ha riunito autorità locali,
studenti, comunità e Water User Committees, mettendo al centro il legame tra
accesso all’acqua, salute pubblica ed emancipazione femminile. Durante la
giornata sono state inaugurate nuove infrastrutture sanitarie presso il centro
sanitario di Gituza e visitate alcune delle Girls’ Rooms già operative nelle
scuole della zona, insieme ai due acquedotti realizzati dal progetto, entrati
pienamente in funzione nel dicembre 2025. Le nuove reti idriche garantiscono
oggi acqua potabile sicura a villaggi, scuole e centri sanitari, con una
capacità di circa 30.000 litri al giorno per ciascuna fontana.
Le performance teatrali e artistiche degli studenti hanno mostrato quanto i temi
dell’igiene, della salute e della gestione dell’acqua siano ormai parte
integrante della vita delle comunità e della formazione delle nuove generazioni.
Il vicesindaco del distretto di Gatsibo ha sottolineato il valore della
collaborazione con Mlfm e il ruolo centrale delle donne nella gestione delle
risorse idriche – ruolo che emerge chiaramente nelle storie di Diane e Honorine,
ma anche nell’esperienza di Solange, ingegnera del progetto, indicata durante
l’evento come esempio di leadership femminile. Amazi Meza continua quindi a
essere un progetto infrastrutturale, ma sempre più anche un percorso di
trasformazione sociale. A garantirne la sostenibilità contribuiscono i 19 Water
User Committees creati nelle comunità coinvolte: gruppi di cittadini incaricati
della gestione delle fontane pubbliche e della manutenzione ordinaria delle
infrastrutture. I 57 membri dei comitati hanno già ricevuto una formazione
specifica sulla gestione dell’acqua, sugli orari di apertura delle fontane e
sugli interventi di piccola manutenzione.
Nei villaggi del distretto di Gatsibo, acqua pulita non significa soltanto una
fontana o una latrina vicino a casa. Significa poter andare a scuola senza
vergogna, ridurre le malattie, imparare un mestiere, rafforzare il ruolo delle
donne nella comunità e costruire nuove opportunità economiche e sociali.
Significa, soprattutto, poter immaginare il futuro in modo diverso.
* Il progetto Amazi Meza è finanziato da AICS – Agenzia Italiana per la
Cooperazione allo Sviluppo (AID012590/08/8) – e prosegue grazie al sostegno di
donatori, volontari e partner che credono nell’accesso all’acqua, all’igiene e
alla salute come diritti fondamentali. È possibile sostenere le attività
di MLFM e i progetti in Rwanda attraverso una donazione su www.mlfm.it/dona
PER SOSTENERE il Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo
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