Grazie Noa

Pressenza - Tuesday, July 14, 2026

Ma come… “grazie Noa”?

Grazie a Noa che non accetta di parlare di genocidio? Che non condivide la Campagna BDS? Che non condivide la necessità di sanzioni economiche verso Israele? Che si dichiara sionista?

Sì, perché la tre giorni fiorentina di “Re-Imagine Peace” si è realizzata soprattutto grazie a Noa e, sempre grazie a lei, è andata molto oltre Noa.

Grazie a Noa le tante realtà e le tante persone (israeliane e palestinesi) impegnate quotidianamente, da anni, nella co-resistenza alla disumanizzazione, hanno potuto farlo ottenendo una visibilità e un ascolto (per chi ha voluto ascoltare) che mai avrebbero potuto avere con le loro piccole forze.

E così, senza omissioni, senza tacere nulla sull’occupazione, su quanto sta avvenendo in Israele e in Palestina e delle responsabilità politiche, si è mostrato che al genocidio si può/si deve rispondere restando umani, che all’apartheid si può rispondere vivendo la coesistenza, che alle ferite delle morti più inaccettabili (quelle che riguardano i propri bambini, i tuoi familiari più cari…) e delle torture in carcere (non solo raccontate ma subite sulla propria carne) si può rispondere attivandosi per costruire percorsi di pace insieme al “nemico”, riconoscendo il suo stesso dolore, la sua stessa sofferenza.

E poi… molto di più: si è potuto capire che il perdono e la riconciliazione personale hanno tempi, modi e richiedono condizioni diverse dal percorso comunitario, collettivo, politico; che la co-resistenza scelta da alcuni sarà utile anche quando i tempi della Pace (quella vera, che implica il rispetto della giustizia e che verrà… alla fine) saranno maturi; che i gruppi di co-resistenza sono tanti, pur essendo minoritari (come noi, del resto) ma che sono la voce dell’obiezione di coscienza al vortice della guerra (anche quando, come lì, la guerra non è guerra ma esecuzione di un popolo; genocidio, appunto). E poi… ancora molto altro…

Tre giornate a cui sarebbe stato bello partecipare insieme a tanti altri, a cominciare dagli scettici, dai perplessi, anche tra noi. Tre giornate che non finiscono lì: a noi scegliere se/come proseguire.

Lorenzo Scaramellini, gruppo di appoggio ai Combatants for Peace

Redazione Italia