Fu Cong: Israele deve smettere. Il rapporto di B’Tselem sull’infanticidio in Cisgiordania

Pressenza - Tuesday, June 30, 2026

Il rappresentante della Cina al Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha dichiarato: “Il cessate il fuoco a Gaza non è ancora entrato in vigore e ogni giorno vengono uccisi dei bambini. Israele deve cessare immediatamente il fuoco a Gaza e rispettare il diritto internazionale. L’attività di insediamento in Cisgiordania deve cessare e non può esserci soluzione senza la creazione di uno Stato palestinese”.

Al 260° giorno dalla proclamazione dell’accordo per la cessazione dei combattimenti nella Striscia di Gaza,

  • le violazioni israeliane sono sono state 3.465
  • 1.045 persone sono state uccise a causa delle violazioni israeliane e degli attacchi in corso
  • 3.380 persone sono state ferite a seguito degli attacchi israeliani
  • 113 persone sono state arrestate e sono tuttora detenute
  • sono entrati solo 55.539 dei previsti 156.000 camion, con un tasso di conformità di appena il 36%
  • per i trasferimenti all’estero di malati necessitanti cure, su 21.800 che, in base all’accodo, avrebbero dovuto poter attraversare il confine al valico di Rafah, l’occupazione israeliana ha permesso il passaggio di soli 8.016 viaggiatori,  con un tasso di conformità di appena il 36%.

In un rapporto pubblicato ieri, l’associazione per i diritti umani israeliana B’Tselem riferisce:

Israele ha ucciso 54 bambini e adolescenti in Cisgiordania lo scorso anno, il numero più alto dal 1967.

Israele ha ucciso 1.086 palestinesi in Cisgiordania, tra cui 241 bambini e adolescenti, dall’ottobre 2023.

L’uccisione senza precedenti di bambini e adolescenti palestinesi in Cisgiordania è il risultato di una più ampia politica israeliana che consente di uccidere impunemente.

Le forze israeliane hanno impedito e ostacolato l’accesso delle squadre mediche ai palestinesi in circa un quarto dei casi in cui bambini e adolescenti sono stati uccisi mentre erano feriti.

Le autorità israeliane stanno trattenendo i corpi di 18 dei 54 bambini e adolescenti uccisi durante il 2025.

Nostri contatti a Gaza hanno riferito che ieri sono arrivati negli ospedali di Gaza 8 uccisi, tra cui due bambini, e oltre 40 feriti, vittime dei raid aerei israeliani sulla Striscia.

Un bambino è morto in seguito al bombardamento di terreni e tende di sfollati da parte di aerei da guerra israeliani nella zona di Al-Mawasi a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

Un aereo da guerra israeliano ha effettuato un raid aereo nei pressi della zona di Al-Sudaniyya, a nord-ovest di Gaza City.

Due uccisi e diversi feriti in un bombardamento israeliano contro un gruppo di palestinesi vicino all’incrocio di Al-Nas ad Al-Mawasi, Khan Younis. In un altro bombardamento è stato ucciso Salim al-Ashqar. È stato colpito dal fuoco israeliano nella città di al-Qarara, a nord-ovest di Khan Younis.

Il corteo funebre per la martire tredicenne Eileen al-Farra si è svolto presso il complesso medico Nasser a Khan Younis. È morta a causa delle ferite riportate dopo essere stata colpita, nei giorni precedenti, da una scheggia di un proiettile israeliano all’interno della sua tenda vicino alla rotonda di Abu Hamid, nel centro della città.

I bombardamenti di artiglieria, a intermittenza, hanno preso di mira le aree orientali di al-Qarara, a nord-est di Khan Younis.

I nomi dei tre martiri uccisi nel raid aereo israeliano che ha colpito Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, sono: Ali Fayez Asbitan, Hassan Salman al-Hanajra e il bambino di 8 anni Malik Wael Abu Shawish.

In Cisgiordania i soldati israeliani di occupazione hanno una licenza di uccidere, con una completa impunità.

Un minorenne di 15 anni, Amir Ahmad Jaber, è stato colpito a morte dalle pallottole israeliane durante l’invasione delle truppe nel quartiere Umm Al-Sharayet, nella città di el-Bira. Come al solito i criminali ufficiali dell’esercito di occupazione hanno impedito i soccorsi, fino all’accertamento del decesso.

In Libano stamattina l’esercito israeliano ha condotto una massiccia operazione di bombardamento nella città di Haddatha, nel Libano meridionale. Aerei da guerra israeliani hanno lanciato un attacco aereo nell’area compresa tra le città di Qantara e Deir Siryan.

L’esercito israeliano ha effettuato vaste operazioni di demolizione in diverse zone del Libano meridionale.

I media di Tel Aviv continuano a parlare dei tre villaggi “zone sperimentali” dalle quali l’esercito di occupazione si sarebbe ritirato per lasciare entrare l’esercito libanese e provvedere al disarmo di Hezbollah. È falso. Le tre cittadine indicate non sono occupate dall’esercito israeliano.

Il ministro della guerra israeliano, Katz, ha ripetutamente sottolineato che l’esercito israeliano non si ritirerà dal Libano e l’accordo di Washington è chiaro su questo punto: “Rimarremo lì fino al disarmo dell’ultimo fucile nelle mani di Hezbollah. Non solo, ma abbiamo allargato la ‘linea gialla’, che rappresenterà una striscia di sicurezza per noi”.

Non si placa il dibattito politico in Libano, dopo la firma dell’accordo vergogna a Washington. Un deputato del movimento Amal è arrivato a definire la firma di quell’accordo un tradimento della sovranità del paese ed una sottomissione alla tutela Usa e israeliana.

Nel secondo giorno di relativa calma, la guerra in Iran prosegue per il momento soltanto a livello di comunicati.

A Doha si dovrebbero riunire delegazioni di Teheran e Washington, ma le comunicazioni delle due parti non coincidono. La propaganda di Trump parla di negoziato sul nucleare iraniano, invece da Teheran dicono che si tratterebbe di un incontro tecnico sull’applicazione delle clausole sulla fine delle sanzioni sulle esportazioni petrolifere iraniane e sul congelamento dei fondi iraniani.

Il traffico nello stretto di Hormuz continua anche se si è leggermente attenuato: 18 navi lo hanno attraversato di fronte alle 28 prima dell’ultima fiammata di bombe e missili. A Muscat si stanno tenendo trattative tra l’Oman e l’Iran per il regolamento del traffico marittimo nello Stretto, dopo la fine del periodo sperimentale di 60 giorni previsto dall’accordo quadro Iran-USA.

Un’ulteriore polemica è nata tra Teheran e Parigi, dopo le dichiarazioni di Macron sul ruolo francese nello sminamento dello Stretto. Il vice ministro degli esteri iraniano ha rilasciato una dichiarazione di fuoco: “la presenza di unità militari europee nella regione sono un’altra dichiarazione di guerra. Non serve versare altra benzina sul fuoco. Lo sminamento dello Stretto è soltanto competenza nostra”.

ANBAMED