
Taty Almeida, madre dei 30.000 desaparecidos
Pressenza - Friday, June 19, 2026Un paio di mesi fa, in occasione del cinquantesimo anniversario del Golpe in Argentina, ho avuto modo di rivedere più volte Taty Almeida.
Era in sedia a rotelle, consapevolmente a un passo della morte, ma la stessa di sempre: allegra in apparenza, certo generosa e portatrice di una vitalità debordante, paragonabile alle donne forti della Bibbia.
È stata fino alla fine nemica mortale della violenza che costituisce la vera faccia del neoliberismo, per come si è imposto e continua a imporsi in Argentina. Ma non solo, perché la violenza brutale è il DNA del neoliberismo in cui viviamo immersi e come tale si svela ancora oggi quando trova opposizione: furono, allora, i 30.000 desaparecidos, di tutti i quali Taty fu madre, come le altre Madri, d’altronde, e sono, oggi, i rapimenti e gli assassinii , senza precedenti, di capi di Stato, il genocidio a Gaza, l’aggressione all’Iran, lanciati o proseguiti dal Caligola che siede alla Casa Bianca e ha pure re/inventato il Colosseo , mentre si arrovella nel desiderio del Nobel per la pace. Ma è anche, ancora oggi, la guerra in Ucraina, costruita a tavolino dai suoi predecessori e abbracciata a tamburo battente da una classe dirigente europea che una cosa soltanto dovrebbe avere il coraggio di fare: dimettersi e sparire, travolta dalla Storia.
Brutalità e ipocrisia, cui bisogna aggiungere la vergogna di un sistema eliminazionista nei confronti dei migranti, cui un Occidente in crisi affibbia oggi il ruolo di capro espiatorio, che fu assegnato agli ebrei dall’Europa nazi-fascista.
Il giorno del cinquantenario, all’urlo incontenibile e viscerale insieme di “Madres de la Plaza, el pueblo las abraza”, con cui all’unisono un milione e passa di voci, la vera Voce Umana, le acclamava quando ancora una volta le poche madri rimaste sono entrate in Plaza de Mayo, dalla sua sedia a rotelle Taty rilanciava con un altrettanto vibrante e potente “Non ci avete vinto” ed elencava, implacabile, i misfatti dell’attuale governo argentino e le richieste di un popolo umiliato e sfruttato, ma non sconfitto.
La forza delle Madri e, tra loro, di Taty, è la forza di un’Antigone che tiene testa all’attuale Creonte, spalleggiata, questa volta, da un coro che è il popolo argentino.
Portavoce dell’unico Paese che ha saputo portare in tribunale e condannare dopo regolare processo i governanti che si sono macchiati di crimini contro l’umanità, Taty fino all’ultimo respiro ci ha ripetuto che opporsi alla violenza con la non violenza è l’unica lotta da cui non ci si può esimere e che, se portata avanti con le categorie fondanti di Memoria, Verità e Giustizia, è destinata ad essere vincente.
