
Un Ponte per si presenta alla 224° Presenza di Pace
Pressenza - Monday, June 15, 2026Siamo arrivati alla 224° Presenza di Pace. Il 13 giugno la presenza in piazza Carignano ho visto la proposta di una nuova modalità mirata alla presentazione delle varie realtà che compongono il Coordinamento Agite. Ha inaugurato il nuovo format Un Ponte per.
Quindi, chi è Un Ponte per? Lo ha raccontato Silvano, uno dei sette membri del Comitato torinese dell’associazione nata nel 1991 con il nome di un Ponte per Baghdad. Lo scopo iniziale del gruppo era quello di risarcire il popolo iracheno, lenire le difficoltà della popolazione civile dovute al pesante embargo che arrivava a colpire anche le matite perché, si diceva, la grafite poteva essere usata per la costruzione di esplosivi.
Un ponte per nasce seguendo il principio della nonviolenza e del rifiuto della sopraffazione di una parte sull’altra. Nasce per promuovere la pace e la giustizia sociale e ambientale ritenute inscindibile l’una dall’altra. Principi e obiettivi che hanno poi portato l’associazione a intervenire in altre zone bisognose di intervento, come adesso la Palestina e il Libano. Da queste due zone sono arrivate in piazza Carignano le testimonianze di due operatori adesso attivi in quelle zone. Dalla Palestina ha parlato in diretta Sharif, un gazawi che vive in Italia e legato a Un ponte per. La sua famiglia vive ancora lì, nelle tende. Il calore in queste strutture è insopportabile, quella del fratello un giorno ha preso fuoco, molti sono rimasti feriti ma gli ospedali sono quasi tutti distrutti. Sono dovuti tornare alle tende ma non possono esporsi al sole. Sharif ha raccontato anche del desiderio di poter avere qualche soldo da spendere al supermercato per accontentare la richiesta di un bambino, quello che qui facciamo in modo scontato e scontato non lo è.
Dal Libano ha invece parlato il capo missione David Ruggini, che ha lasciato il suo racconto ad un vocale registrato il giorno prima. In Libano con lo scoppio della guerra gli ordini di evacuazione hanno prodotto un esodo enorme. I rifugi sono stati allestiti nelle scuole – l’attività scolastica è stata spostata on line – ma con servizi di base scarsi e la situazione è nel complesso molto critica demandata quasi unicamente alle azioni umanitarie visto che lo Stato libanese non offre particolare supporto. Mentre nel sud del paese la situazione è drammatica, con bombardamenti costati e quotidiana, il nord non è stato toccato. Da poco è stato occupato il castello di Beaufort, a circa 1 km dal villaggio di Arnoun, un atto questo, prevalentemente simbolico visto che venne già occupato il 7 giugno 1982 dall’esercito israeliano e utilizzato fino al 2000 come base e posto di osservazione dell’IDF. E’ molto forte la propaganda israeliana supportata dagli Stati Uniti per dividere il governo libanese da Hezbollah, pressione che mette a serio rischio la stabilità interna. Purtroppo David non intravede nessun segnale di essere vicini ad una fine del conflitto.
Tante le iniziative messe in campo dall’associazione, una lettura del sito o dei social dell’associazione fornirà una mappa chiara dei progetti portati avanti.
Cosa possiamo fare noi tutti per aiutare l’associazione? Intanto rimanere informati delle loro varie iniziative tramite sito e social. Ci si può iscrivere sostenendo così anche materialmente il loro lavoro. Inoltre possiamo sostenere le campagne che promuove adesso che sono due in particolare.
- La prima consiste nell’adesione alla campagna nazionale “Banche complici” del BDs. Il BDS nasce in Palestina seguendo 3 principi: fine della occupazione e della colonizzazione, rientro dei profughi e uguaglianza tra tutti i cittadini che vivono nell’area. Tra il 10 e il 20 giugno ha rilanciato una campagna volta al boicottaggio di tre grandi istituti di credito italiani, UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL-BNP Paribas profondamente integrati nell’occupazione della Palestina e nelle guerre di Israele. Si propone a cittadine e cittadine di inviare mail a questi istituti chiedendo l’immediata cessazione di ogni forma di complicità con le violazioni del diritto alla vita dei Palestinesi e darne visibilità sui social.
- La seconda è la campagna di sostegno Giù le armi Leonardo che chiuderà il 24 giugno o prima se si raggiungerà la quota di 25.000 euro, ne mancano 5.000. Come? Usando il qr-code in evidenza.

Qr-code per sostenere la campagna Giù le armi Leonardo
La campagna è in favore dell’azione legale contro Leonardo presentata il 29 settembre 2025 insieme ad AssoPacePalestina, ATTAC Italia, ARCI, ACLI, Pax Christi, e dalla Dott.ssa Hala Abulebdeh, cittadina palestinese. L’atto di citazione notificato a Leonardo ed allo Stato italiano è stato depositato al Tribunale civile di Roma per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e dalle sue controllate con lo Stato di Israele, relativamente alla vendita e alla fornitura di armi all’IDF, le forza armate dello Stato d’Israele. La causa deve ancora proseguire, è stato disposto un rinvio a ottobre per il deposito delle memorie difensive.
La Presenza è poi proseguita con i consueti interventi. Tra questi ricordiamo solo i due giovani italiani coinvolti nell’inchiesta sulle manifestazioni per la Palestina che, pochi giorni fa, si sono tolti la vita, tra divieti di dimora, misure cautelari sproporzionate e il diniego a partecipare a un funerale. Un fatto che merita un’attenzione e una riflessione approfondita anche sul ruolo della magistratura, ne abbiamo già parlato qui.