Un Ponte per si presenta alla 224° Presenza di Pace
Siamo arrivati alla 224° Presenza di Pace. Il 13 giugno la presenza in piazza
Carignano ho visto la proposta di una nuova modalità mirata alla presentazione
delle varie realtà che compongono il Coordinamento Agite. Ha inaugurato il nuovo
format Un Ponte per.
Quindi, chi è Un Ponte per? Lo ha raccontato Silvano, uno dei sette membri del
Comitato torinese dell’associazione nata nel 1991 con il nome di un Ponte per
Baghdad. Lo scopo iniziale del gruppo era quello di risarcire il popolo
iracheno, lenire le difficoltà della popolazione civile dovute al pesante
embargo che arrivava a colpire anche le matite perché, si diceva, la grafite
poteva essere usata per la costruzione di esplosivi.
Un ponte per nasce seguendo il principio della nonviolenza e del rifiuto della
sopraffazione di una parte sull’altra. Nasce per promuovere la pace e la
giustizia sociale e ambientale ritenute inscindibili l’una dall’altra. Principi
e obiettivi che hanno poi portato l’associazione a intervenire in altre zone
bisognose di intervento, come adesso la Palestina e il Libano. Da queste due
zone sono arrivate in piazza Carignano le testimonianze di due operatori adesso
attivi in quelle zone. Dalla Palestina ha parlato in diretta Sharif, un gazawi
che vive in Italia legato a Un ponte per. La sua famiglia vive ancora lì, nelle
tende. Il calore in queste strutture è insopportabile, quella del fratello un
giorno ha preso fuoco, molti sono rimasti feriti, ma gli ospedali sono quasi
tutti distrutti. Sono dovuti tornare nelle tende, ma non possono esporsi al
sole. Sharif ha raccontato anche del desiderio di poter avere qualche soldo da
spendere al supermercato per accontentare la richiesta di un bambino, quello che
qui facciamo in modo scontato e scontato non è.
Dal Libano ha invece parlato il capo missione David Ruggini, che ha lasciato il
suo racconto a un vocale registrato il giorno prima. In Libano con lo scoppio
della guerra gli ordini di evacuazione hanno prodotto un esodo enorme. I rifugi
sono stati allestiti nelle scuole – l’attività scolastica è stata spostata on
line – ma con servizi di base scarsi e la situazione è nel complesso molto
critica, demandata quasi unicamente alle azioni umanitarie, visto che lo Stato
libanese non offre particolare supporto. Mentre nel sud del Paese la situazione
è drammatica, con bombardamenti costanti e quotidiani, il nord non è stato
toccato. Da poco è stato occupato il castello di Beaufort, a circa 1 km dal
villaggio di Arnoun, un atto questo, prevalentemente simbolico visto che venne
già occupato il 7 giugno 1982 dall’esercito israeliano e utilizzato fino al 2000
come base e posto di osservazione dell’IDF. E’ molto forte la propaganda
israeliana supportata dagli Stati Uniti per dividere il governo libanese da
Hezbollah, pressione che mette a serio rischio la stabilità interna. Purtroppo
David non intravede nessun segnale di essere vicini ad una fine del conflitto.
Tante le iniziative messe in campo dall’associazione; una lettura del sito o dei
social fornirà una mappa chiara dei progetti portati avanti.
Cosa possiamo fare noi tutti per aiutare l’associazione? Intanto rimanere
informati delle loro varie iniziative tramite sito e social. Ci si può iscrivere
sostenendo così anche materialmente il loro lavoro. Inoltre possiamo sostenere
le campagne che promuove adesso, che sono due in particolare.
* La prima consiste nell’adesione alla campagna nazionale “Banche complici” del
BDS. Il BDS nasce in Palestina seguendo 3 principi: fine della occupazione e
della colonizzazione, rientro dei profughi e uguaglianza tra tutti i
cittadini che vivono nell’area. Tra il 10 e il 20 giugno ha rilanciato una
campagna volta al boicottaggio di tre grandi istituti di credito italiani,
UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL-BNP Paribas, profondamente integrati
nell’occupazione della Palestina e nelle guerre di Israele. Si propone a
cittadine e cittadine di inviare mail a questi istituti chiedendo l’immediata
cessazione di ogni forma di complicità con le violazioni del diritto alla
vita dei palestinesi e darne visibilità sui social.
* La seconda è la campagna di sostegno Giù le armi Leonardo che chiuderà il 24
giugno o prima se si raggiungerà la quota di 25.000 euro, ne mancano 5.000.
Come? Usando il qr-code in evidenza.
Qr-code per sostenere la campagna Giù le armi Leonardo
La campagna è in favore dell’azione legale contro Leonardo presentata il 29
settembre 2025 insieme ad AssoPacePalestina, ATTAC Italia, ARCI, ACLI, Pax
Christi, e dalla Dott.ssa Hala Abulebdeh, cittadina palestinese. L’atto di
citazione notificato a Leonardo ed allo Stato italiano è stato depositato al
Tribunale civile di Roma per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti
stipulati da Leonardo Spa e dalle sue controllate con lo Stato di Israele,
relativamente alla vendita e alla fornitura di armi all’IDF, le forza armate
dello Stato d’Israele. La causa deve ancora proseguire, è stato disposto un
rinvio a ottobre per il deposito delle memorie difensive.
La Presenza è poi proseguita con i consueti interventi. Tra questi ricordiamo
solo i due giovani italiani coinvolti nell’inchiesta sulle manifestazioni per la
Palestina che pochi giorni fa si sono tolti la vita, tra divieti di dimora,
misure cautelari sproporzionate e il diniego a partecipare a un funerale. Un
fatto che merita un’attenzione e una riflessione approfondita anche sul ruolo
della magistratura; ne abbiamo già parlato qui.
Sara Panarella