Bolivia: Denuncia internazionale dinanzi alla CIDH

Pressenza - Wednesday, June 10, 2026

Di fronte alla critica situazione politica e sociale che sta vivendo la Bolivia, la Rete Wiphalas ha rilasciato una dichiarazione per «chiedere la solidarietà internazionale affinché vengano rispettati i diritti umani in Bolivia». Si tratta di un’alleanza internazionale che sostiene il consolidamento del Processo di Cambiamento in Bolivia e ad Abya Yala, sulla base dei principi del «buon vivere».

Denuncia internazionale alla CIDH e alle istituzioni per i diritti umani per le gravi violazioni dei diritti umani in Bolivia (9-06-2026):

Il governo della Bolivia, a soli 7 mesi dall’elezione, ha portato il paese in una profonda crisi, perdendo credibilità e governabilità per non aver mantenuto le promesse elettorali e aver fatto esattamente il contrario; per questo la popolazione in tutto il paese è in piazza da 6 settimane con proteste, scioperi, blocchi stradali e scioperi della fame, chiedendo le dimissioni del presidente Paz Pereira dopo che ogni tentativo di dialogo è fallito.

Invece di soluzioni, il suo governo ha risposto con ulteriori casi di corruzione, traffico di droga e impunità per i propri funzionari pubblici. Minacciando in particolare i leader delle organizzazioni sociali e delle popolazioni indigene, arrivando al punto di rapire, torturare e incarcerare i leader di diverse organizzazioni e punire intere regioni con la sospensione dell’elettricità, di Internet e persino dei servizi bancari.

La crisi si è ulteriormente aggravata, poiché questo presidente traditore del popolo ha permesso l’ingerenza di governi della regione come Milei, Novoa, e persino degli Stati Uniti e di Israele, che lo sostengono militarmente in quanto parte del “Piano Scudo delle Americhe”, il che può rapidamente generare un’escalation di violenza nella regione. In un video Rodrigo Paz ha incitato a scontri tra la popolazione civile, invitando gruppi (paramilitari: Unión Juvenil Cruceñista e Resistencia Juvenil Cochala) ad affrontare i manifestanti unendosi alla polizia e all’esercito per usare la forza e la violenza.

Questa situazione ha portato a uno scontro in cui paramilitari armati e organizzati con la polizia e le Forze Armate hanno attaccato violentemente la popolazione che stava esercitando il proprio diritto costituzionale di protesta. Lo scontro si è concluso con distruzioni, feriti da arma da fuoco, tentativi di stupro e saccheggi delle case della popolazione che si è difesa dall’attacco (6 giugno a San Julián).

L’8 giugno Rodrigo Paz Pereira ha nuovamente minacciato il popolo approvando una legge anticostituzionale che autorizza la polizia e i militari a uccidere e che permette loro di attaccare i blocchi stradali e le manifestazioni presenti su tutto il territorio nazionale. Avvertiamo il mondo dell’imminente massacro che questo presidente potrebbe causare in Bolivia se non viene fermato!

La totale perdita di governabilità e credibilità di Rodrigo Paz è evidente per la maggior parte dei boliviani e l’unico modo per riportare la pace nel Paese è le sue dimissioni! Chiediamo solidarietà internazionale affinché i diritti umani in Bolivia siano rispettati.

Rete Wiphalas

Redacción Perú