Bolivia in bilico

Pressenza - Monday, May 25, 2026

Mentre continuano i blocchi stradali e la confederazione generale degli agricoltori non ha accettato di sedersi al tavolo delle trattative proposte per oggi domenica 25 maggio dal governo di Rodrigo Paz e continuano richieste dei settori legati all’ex presidente Evo Morales per le dimissioni del presidente Rodrigo Paz, entrato in carica solo sei mesi fa, ora l’Esecutivo potrebbe avere una nuova carta da giocare per uscire dal crisi.

Il Senato infatti ha approvato ieri 24 maggio in sessione ordinaria l’abrogazione della legge 1341 sugli stati di eccezione, con una decisione che potrebbe aumentare il margine di manovra di Paz per ristabilire l’ordine e dunque proclamare lo stato d’assedio.

Con un sostegno inaspettatamente schiacciante e solo tre voti contrari da parte dei legislatori del blocco legato al vicepresidente Edmund Lara, che rappresenta i settori più conservatori del Paese i senatori hanno abrogato le limitazioni introdotte nel 2020, come il controllo legislativo sull’imposizione di questo tipo di misure e l’obbligo di stabilire limiti di tempo per la loro applicazione. Secondo il vicepresidente Lara “Questa è una legge (lo stato d’assedio) che si deve applicare nel presente e servirà anche nel futuro per impedire forme di protesta estreme che mettono a rischio la tenuta del paese”.

Nel frattempo il l’ex presidente Evo Morales ha dichiarato che al presidente Rodrigo Paz restano due opzioni: una suicida che sarebbe quella di militarizzare il paese e cancellare la democrazia in Bolivia, l’altra quella di accettare una transizione e dichiarare le lezioni nei prossimi 90 giorni. Intanto nonostante la rottura delle relazioni diplomatiche il presidente colombiano Pedro e ritornato sulla situazione boliviana dicendo che è un problema che va risolto nell’ambito della Organizzazioni degli stati Americani e ha chiesto ancora una volta al governo del presidente pass di aprire la porta al dialogo.

Manfredo Pavoni Gay