TURCHIA: LA PROMOZIONE IN SÜPER LIG DELL’AMEDSPOR, “LA SFIDA CURDA AL CALCIO TURCO”

Radio Onda d`Urto - Wednesday, May 13, 2026

L’Amedspor (Amed SFK), la squadra di calcio della città curda di Amed (Diyarbakir in turco), nel Kurdistan turco (Bakur), ha raggiunto la promozione in Süper Lig, massima serie del calcio professionistico in Turchia, per la prima volta nella sua storia.

La conquista sportiva, in questo caso, ha anche un valore politico: l’Amedspor, infatti, è la squadra simbolo della comunità curda all’interno dello stato turco. I suoi colori, il rosso, il bianco, il verde e – talvolta – anche il giallo, sono i colori della nazione curda. La scelta stessa di utilizzare il nome curdo della città, Amed, e non quello turco (Dyiarbakir), testimonia il valore e il ruolo politico e sociale, oltre che sportivo, della società.

“La scelta di nominare la società con questa parola è già una scelta politica, contro l’ondata di turchizzazione che è stata avviata con la fondazione della Repubblica di Turchia nel 1923”, spiega ai microfoni di Radio Onda d’Urto Murat Cinar, giornalista e autore dell’articolo “Amedspor, sbarca in serie A la sfida curda al calcio turco”, pubblicato su Il Manifesto. “La società calcistica Amedspor nasce nel 1972, quindi quasi cinquant’anni dopo la Repubblica di Turchia, e nonostante i diversi percorsi di assimilazione avviati nel frattempo, sceglie il nome storico, in lingua curda, della città”, aggiunge Cinar.

Quelli dell’Amedspor sono colori che “in diversi angoli dell’area mediorientale (Iraq, Siria, Iran, Turchia) è possibile trovare nelle bandiere di diverse formazioni politiche, anche armate, oppure nelle realtà associative e nei centri culturali curdi”, continua Murat Cinar. “Per questo – spiega Cinar – sono ritenuti problematici, perché l’esistenza del Kurdistan è sempre stata negata dalla Repubblica di Turchia, così come dagli altri paesi citati, dove la popolazione curdofona è stata soggetta a discriminazioni e assimilazioni. Amedspor dà visibilità e rappresentanza a quella fetta di storia che è sempre stata ignorata, per questo è un fenomeno”.

I due gruppi del tifo organizzato che supportano la squadra, UltrAmed e Barikat, si dichiarano antifascisti e sono storicamente vicini alle lotte di lavoratori e lavoratrici, così come ai movimenti sociali e alle istanze del movimento di liberazione curdo.

“Si tratta di una tifoseria molto impegnata e schierata che si è dimostrata solidale con alcuni scioperi di lavoratori, quando ci sono proteste in Turchia si sono dimostrati più volte solidali, hanno fatto coreografie contro i femminicidi, e ovviamente quando ci sono state tensioni nelle altre aree del Kurdistan si sono fatti sentire, anche con coreografie giganti”, aggiunge ancora Murat Cinar ai nostri microfoni.

L’Amedspor e i suoi tifosi sono accusati dalla destra nazionalista turca di essere “portavoce dei separatisti” e “fiancheggiatori dei terroristi”.

“Le trasferte sono sempre state difficili per questa squadra perché ha subìto diversi casi di discriminazione e violenza”, conclude Cinar. “Nonostante questo – aggiunge – i tifosi hanno continuato a gridare slogan in curdo e portare le bandiere di questi colori, anche in trasferta”.

L’intervista di Radio Onda d’Urto a Murat Cinar, giornalista, collaboratore de Il Manifesto, dove ha pubblicato l’articolo “Amedspor, sbarca in serie A la sfida curda al calcio turco”. Ascolta o scarica.