TURCHIA: LA PROMOZIONE IN SÜPER LIG DELL’AMEDSPOR, “LA SFIDA CURDA AL CALCIO TURCO”L’Amedspor (Amed SFK), la squadra di calcio della città curda di Amed
(Diyarbakir in turco), nel Kurdistan turco (Bakur), ha raggiunto la promozione
in Süper Lig, massima serie del calcio professionistico in Turchia, per la prima
volta nella sua storia.
La conquista sportiva, in questo caso, ha anche un valore politico: l’Amedspor,
infatti, è la squadra simbolo della comunità curda all’interno dello stato
turco. I suoi colori, il rosso, il bianco, il verde e – talvolta – anche il
giallo, sono i colori della nazione curda. La scelta stessa di utilizzare il
nome curdo della città, Amed, e non quello turco (Dyiarbakir), testimonia il
valore e il ruolo politico e sociale, oltre che sportivo, della società.
“La scelta di nominare la società con questa parola è già una scelta politica,
contro l’ondata di turchizzazione che è stata avviata con la fondazione della
Repubblica di Turchia nel 1923”, spiega ai microfoni di Radio Onda d’Urto Murat
Cinar, giornalista e autore dell’articolo “Amedspor, sbarca in serie A la sfida
curda al calcio turco”, pubblicato su Il Manifesto. “La società calcistica
Amedspor nasce nel 1972, quindi quasi cinquant’anni dopo la Repubblica di
Turchia, e nonostante i diversi percorsi di assimilazione avviati nel frattempo,
sceglie il nome storico, in lingua curda, della città”, aggiunge Cinar.
Quelli dell’Amedspor sono colori che “in diversi angoli dell’area mediorientale
(Iraq, Siria, Iran, Turchia) è possibile trovare nelle bandiere di diverse
formazioni politiche, anche armate, oppure nelle realtà associative e nei centri
culturali curdi”, continua Murat Cinar. “Per questo – spiega Cinar – sono
ritenuti problematici, perché l’esistenza del Kurdistan è sempre stata negata
dalla Repubblica di Turchia, così come dagli altri paesi citati, dove la
popolazione curdofona è stata soggetta a discriminazioni e assimilazioni.
Amedspor dà visibilità e rappresentanza a quella fetta di storia che è sempre
stata ignorata, per questo è un fenomeno”.
I due gruppi del tifo organizzato che supportano la squadra, UltrAmed e Barikat,
si dichiarano antifascisti e sono storicamente vicini alle lotte di lavoratori e
lavoratrici, così come ai movimenti sociali e alle istanze del movimento di
liberazione curdo.
“Si tratta di una tifoseria molto impegnata e schierata che si è dimostrata
solidale con alcuni scioperi di lavoratori, quando ci sono proteste in Turchia
si sono dimostrati più volte solidali, hanno fatto coreografie contro i
femminicidi, e ovviamente quando ci sono state tensioni nelle altre aree del
Kurdistan si sono fatti sentire, anche con coreografie giganti”, aggiunge ancora
Murat Cinar ai nostri microfoni.
L’Amedspor e i suoi tifosi sono accusati dalla destra nazionalista turca di
essere “portavoce dei separatisti” e “fiancheggiatori dei terroristi”.
“Le trasferte sono sempre state difficili per questa squadra perché ha subìto
diversi casi di discriminazione e violenza”, conclude Cinar. “Nonostante questo
– aggiunge – i tifosi hanno continuato a gridare slogan in curdo e portare le
bandiere di questi colori, anche in trasferta”.
L’intervista di Radio Onda d’Urto a Murat Cinar, giornalista, collaboratore de
Il Manifesto, dove ha pubblicato l’articolo “Amedspor, sbarca in serie A la
sfida curda al calcio turco”. Ascolta o scarica.