
Spin time è la vita che si contrappone allo sterminio
Comune-info - Saturday, January 10, 2026Dicono che presto metteranno in strada le 150 famiglie che vivono ogni giorno a Spin time. E allora loro promuovono un’assemblea in strada: centinaia di persone, sabato 10 gennaio, sono arrivate da ogni quartiere e hanno felicemente occupato via Santa Croce in Gerusalemme, all’Esquilino. Spin time, dicono, va protetto perché protegge il diritto all’abitare, perché è una straordinaria esperienza di contrasto alla dispersione scolastica, perché offre un tetto a esperienze sociali fondamentali per la città e per il mondo, come Mediterranea. Nel tempo della necropolitica, Spin time è vita
Foto di Riccardo TroisiRoma, sabato 10 gennaio 2026. La città ha detto No allo sgombero di Spin Time e alle lugubri politiche di sicurezza e repressione del governo Meloni. Migliaia di persone hanno felicemente occupato via Santa Croce in Gerusalemme, all’Esquilino, a Roma, riunendosi in assemblea di fronte all’ingresso dello storico edificio, dal 2013 spazio sociale e abitativo per 150 famiglie.
Da ogni quartiere, da ogni realtà sociale, da ogni zona sono oggi affluite migliaia di istanze di cura, di solidarietà, di impegno e di resistenza contro le miserabili trame orchestrate per far scomparire le esperienze più ricche di riqualificazione urbana in città divenute invivibili: “Leoncavallo” a Milano, “Askatasuna” a Torino.
Spin Time svolge una essenziale funzione di servizio pubblico, sottraendo famiglie e singole persone all’emergenza abitativa in una città sempre più corrosa dalla speculazione immobiliare, con povertà, razzismo ed esclusione sociale in aumento. Spin Time è presidio contro la dispersione scolastica avendo istituito un doposcuola per bambini e ragazzi, ed è un cantiere di rigenerazione urbana e uno spazio polifunzionale con una miriade di attività culturali, un auditorium, sede di spettacoli teatrali e concerti di musica classica, la vecchia mensa trasformata in osteria popolare e a queste attività se ne aggiungono molte altre: la residenza artistica la falegnameria, gli sportelli sociali.
Nelle centinaia di interventi che si sono succeduti nel pomeriggio è stato ribadito il carattere repressivo dei provvedimenti di sgombero di quegli spazi sociali che contrastano il degrado in un perverso disegno di distruzione di luoghi e comunità che costituiscono spazi di vita, di socialità, di differenza e di libertà.
Spin Time è davvero tutta Roma come dice lo striscione “Roma è tutta qui”. Perché Spin Time è, insieme con tutti gli spazi sociali della città, un’esperienza storica di amicizia e di sperimentazione di relazioni protette dalla micidiale presa razzista e di crescente discriminazione sociale. Questa esperienza proviene dalla trentennale pratica di autogestione e di produzione di mondi possibili che le amministrazioni hanno la responsabilità di proteggere, dovrebbe essere oggetto di salvaguardia da parte di amministrazioni che non possono rimanere silenti, o peggio, inattive, di fronte alle interferenze del governo nelle politiche cittadine.
L’amministrazione e i partiti che la sostengono devono scegliere se stare dalla parte del “modello Milano”, del disastro immobiliare, della guerra ai poveri e della corruzione o dalla parte della città solidale. A Roma c’è una storia amara, quella della “delibera 104” sulla regolarizzazione di spazi e realtà culturali e di sindacalismo sociale, frutto di mediazione tra comune e realtà sociali, che però si rivela fallimentare, avendo introdotto lo schema della “gara” che privilegia la competizione e l’assegnazione a enti e associazioni anodine che aumentano la desertificazione dei territori.
Spin Time invece è lo spazio che dà da mangiare durante le accampate davanti all’Università la “Sapienza” per lottare contro il caro-affitti; è lo spazio di solidarietà non solo a parole di don Mattia e di Mediterranea che salvano vite, non le uccidono respingendole o detenendole altrove. È l’osteria a prezzi popolari, è il luogo luminoso di attività multiculturali ed editoriali.
A Spin Time nasce tre anni fa il Social Forum dell’Abitare che proviene dalle giornate del G8 di Genova 2001 e gira l’Italia per far fronte all’emergenza della casa che manca, della città che espelle e delle persone che diventano invisibili.
Spin Time è “la città che da qualsiasi parte tu venga, in qualsiasi Dio tu credi, se hai bisogno di un tetto sulla testa dice ‘vieni, ti accolgo’”, e ha insegnato che non si è qui o là per lottare “per” te ma “con” te.
Vogliono cancellare questo spazio di dignità e di umanità per un hotel di lusso di cui Roma non ha bisogno. Non vogliono eliminare un’occupazione, ma un modello che funziona. Deridono, umiliano, colpiscono le persone fragili. Giustamente si ricorda che “tempo fa qualcuno diceva che al centro di un progetto rivoluzionario c’è l’amore e che senza amore tutto il resto sarebbe stato un ammasso informe, senza vita”. Spin Time “è l’amore, la vita che si contrappone allo sterminio che non è soltanto più un’opzione politica, ma la possibilità di business, di arricchirsi, di distruggere”.
Contro tutto questo inizia un percorso di assemblea permanente, un’agorà aperta, in cui si incontreranno le mille realtà, associazioni, reti e municipi, gli stessi che hanno alzato la marea delle mobilitazioni contro guerra, genocidio e distruzione della terra. Difendere Spin Time è difendere questo processo, è difendere Roma antifascista, cioè democratica, perché non ci sono altre democrazie: quelle sono maschere strappate che rivelano autoritarismo, violenza e propaganda.
Per ricominciare a respirare insieme, a creare immaginario, mutualismo, aria pulita.
Foto di Riccardo Troisi:





Foto di Spin time:



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