Giù le mani dalla città. Giù le mani dal Leoncavallo“NOI, NEL NOSTRO PICCOLISSIMO, DALLE NOSTRE PROVINCE E PERIFERIE, CON LE TANTE
VIGNAIOLE/I E LE AGRICOLTURE CON CUI SIAMO CRESCIUTE/I E ABBIAMO TROVATO CASA
ANCHE E SOPRATTUTTO AL LEONCAVALLO, PROVEREMO A PORTARE IL NOSTRO CONTRIBUTO PER
FAR SÌ CHE IL 6 SETTEMBRE SIA UNA TAPPA IMPORTANTE CONTRO IL FASCISMO DI GOVERNO
E LA GENTRIFICAZIONE DI CHI AMMINISTRA…”. LE PAROLE SCELTE DA LA TERRA TREMA –
UNIVERSO NATO ANNI FA DALLA STRAORDINARIA ESPERIENZA DEI CRITICAL WINE (PROMOSSI
DA LUIGI VERONELLI E DEI CENTRI SOCIALI AUTOGESTITI) E DALL’OSTINAZIONE CREATIVA
DELLO SPAZIO AUTOGESTITO “FOLLETTO25603” DI ABBIATEGRASSO – ARRIVA UN
FONDAMENTALE APPELLO VERSO IL CORTEO NAZIONALE DEL 6 SETTEMBRE. “UNA FORZA
SOCIALE CHE MANCAVA DA ANNI SI È AFFACCIATA ALL’ANGOLO CON VIA WATTEAU. QUESTA
FORZA SOCIALE POTRÀ ESSERE GENERATIVA PER MILANO E PER QUESTO PAESE. NON SARÀ DI
SICURO FACILE…”
Foto Milanoinmovimento.com
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La terra trema. Il ciel si oscura | Questa Milano non ha paura
VERSO IL 6 SETTEMBRE 2025
MILANO • CORTEO NAZIONALE
GIÙ LE MANI DALLA CITTÀ
GIÙ LE MANI DAL LEONCAVALLO
Per difendere gli spazi pubblici di autogestione e autonomia
Perché siano sempre e davvero inclusivi, aperti e solidali
Nella giornata del 21 agosto 2025, è avvenuto lo sgombero/sfratto del
Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito.
Fulmine, in un cielo di fulmini.
Atto che conferma i cupi tempi che viviamo.
La politica istituzionale (nelle sue due forme di potere esecutivo centrale e
amministrativo locale) si è dimostrata ancora una volta opprimente e al servizio
degli interessi di speculatori, faccendieri, ricchi immobiliaristi,
guerrafondai.
Su una torta già ben guarnita qualcuno ha voluto mettere la sua ciliegia
candita.
Sappiamo bene che è in mano neofascista il Governo di questo paese. Altrettanto
bene sappiamo chi governa da quindici anni Milano e al soldo di quali economie.
Pensiamo Sala, la sua Giunta e il Consiglio Comunale, come responsabili della
fine del Leoncavallo in via Watteau. Artefici dei Piani del Governo del
Territorio e dei rapporti di sudditanza con la finanza immobiliare (la società
quotata in borsa dei Cabassi, appena dopo lo sgombero, è salita ben oltre il 4%)
come le cronache di questi giorni non fanno che confermare.
Indipendentemente da quello che dice la magistratura, gli amministratori
milanesi, in sinergia con gli speculatori immobiliari, hanno fatto di Milano una
città esclusiva per ricchi, espulsiva per le classi più povere e per una
consistente fetta di ceto medio.
Hanno messo le basi per fare di Greco, l’ennesimo quartiere da asservire alla
gentrificazione. Hanno reso possibile, proprio in Via Watteau, la trasmutazione
di una carrozzeria di un piano con cortile in un palazzo pseudo lussuoso di
oltre dieci piani. Loro non hanno vincolato l’area ex industriale a una
destinazione d’uso non favorevole alla Società L’Orologio s.r.l, anzi, hanno
steso un tappeto gentry, per la speculazione immobiliarista. Loro, al
Leoncavallo, hanno offerto una polpetta avvelenata di amianto e sfasciume
nell’estrema periferia sud.
Non da meno, la destra neofascista, ha deciso di forzare la mano, mostrare i
muscoli e digrignare i denti, alimentando la campagna elettorale permanente in
cui sguazza (a Milano è imminente, giacché parliamo del 2026), per mostrare lo
scalpo di chi le è ostile e per fare, anch’essa, gli interessi dei più forti e
ricchi. I medesimi forti, i medesimi ricchi.
Da questo punto in poi è necessario aprire le porte a nuove possibilità.
La risposta data il 21 agosto, nel far fronte a questa aggressione insana, è
stata viscerale e forte, malgrado lo sgomento che ha travolto tutte/i, ha
tracciato un primo passo per un tragitto che dovrà essere capace di rilanciare
non solo un futuro per il Leoncavallo. Le persone che hanno animato questo
Spazio Pubblico Autogestito negli anni, le cinque generazioni che ne hanno
Storia, i collettivi, le realtà politiche, i gruppi informali e soprattutto i
singoli che fino a pochi giorni prima hanno attraversato il Leoncavallo, con le
loro piccole e grandi differenze e biografie, hanno manifestato tormento e
rabbia, si sono dette vive e presenti, nonostante la pioggia battente, arrivando
anche da lontano, in un agosto che si pensava deserto hanno ripopolato le vie
attigue l’ingresso del Leo, sono accorse numerosissime in difesa di uno spazio
fisico, di un simbolo, di una idea diversa di abitare la città e paese, con
generosità e premura, guidate da una spinta più alta dell’interesse personale.
Una forza sociale che mancava da anni si è affacciata all’angolo con Via
Watteau.
Questa forza sociale potrà essere generativa per Milano e per questo paese. Non
sarà di sicuro facile. Il possibile chiede sempre forti energie per
inverarsi. Bisognerà sforzarsi di dire l’indicibile, di indagare le
trasformazioni sociali e antropologiche, aver ben chiare le responsabilità
politiche, immaginare nuovi linguaggi, nuove pratiche.
Noi, nel nostro piccolissimo, dalle nostre province e periferie, con le tante
vignaiole/i e le agricolture con cui siamo cresciute/i e abbiamo trovato casa
anche e soprattutto al Leoncavallo, proveremo a portare il nostro contributo per
far sì che il 6 settembre sia una tappa importante contro il fascismo di governo
e la gentrificazione di chi amministra, gomito a gomito con la finanza
immobiliare, le città. Per difendere, immaginare e costruire comunità autonome e
perturbanti nella metropoli.
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[La Terra Trema | Folletto25603]
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