Partecipanti triplicati al Convegno “La scuola non va alla guerra. L’educazione alla pace risponde alla repressione”

Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Tuesday, November 4, 2025

Comunicato Stampa

Il convegno di formazione/aggiornamento per il personale della scuola, promosso dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vietato dal ministro Valditara, in spregio al CCNL della scuola e, soprattutto, in assoluto contrasto con la nostra Costituzione (ricordiamo almeno gli articoli 11 e 33) non solo si è svolto regolarmente, ma, come tutti hanno potuto constatare, è stato seguito da migliaia di partecipanti, che ringraziamo per aver scelto consapevolmente di “disubbidire”, dimostrando quanto pensiero critico, nonostante la repressione, sia oggi presente nel mondo dell’istruzione.

Oltre il triplo di partecipanti rispetto ai mille che si erano iscritti al convegno annullato (fino al momento in cui viene pubblicato in comunicato n.d.r.). La qualità delle relazioni, l’ampiezza dei temi affrontati, la scientificità delle argomentazioni proposte (chiunque ne abbia voglia può vedere la registrazione, collegandosi al canale Youtube dell’Osservatorio) hanno rappresentato la risposta migliore alle provocazioni del ministro, secondo cui “gli organizzatori hanno scambiato la formazione per una occasione di indottrinamento contro il governo”. Un governo che, sempre secondo Valditara, “difende la scuola costituzionale e mette al centro il rispetto verso lo studente e la necessità di una formazione seria e non ideologica”.

Di fatto il ministro imputa all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università il modo di procedere di questo governo, sempre più preoccupato che nelle scuole e nelle università si possa esprimere, nonostante circolari e direttive, un pensiero critico e libero. Del resto, tutti ricordano la lettera di Valditara del 10 novembre 2022 in cui proponeva, nella qualità di ministro, una lettura tutta ideologica e politicamente orientata del periodo storico concluso con la caduta del muro di Berlino. Quello sì un esempio, un po’ banale, di indottrinamento.

L’impegno dell’Osservatorio per una scuola che impara a gestire i conflitti e educa alla pace prosegue.

Oggi pomeriggio con manifestazioni in 40 città italiane per riaffermare che il 4 novembre non c’è nulla da festeggiare. Un’orrenda carneficina, come fu la prima guerra mondiale, figlia dello scontro fra le nazioni più importanti della “civile Europa”, va studiata e condannata, senza se e senza ma.

Ma il medesimo impegno verrà profuso, giorno dopo giorno, per fermare l’israelizzazione dello studio e del sapere, perché la ricerca e la pedagogia mettano al centro i diritti sociali e l’impegno per un mondo libero da genocidi e guerre. L’unico futuro per il quale vale la pena lavorare.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università