Presentato ieri a Roma il progetto “Il mio diario” della Polizia di Stato

Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Friday, October 24, 2025

Mentre il Registro elettronico ha disabituato le giovani generazioni all’utilizzo del diario scolastico, la cui utilità molti docenti stanno rivalutando, ecco che la Polizia di Stato rilancia la sua agenda, arrivata all’undicesima edizione.

La pubblicazione, che ha già raggiunto negli anni passati circa 630mila studenti e studentesse, viene proposta con un percorso itinerante in Italia, che quest’anno toccherà le città di Massa Carrara, Oristano, Siracusa, Lodi e, per la prima volta, Roma e Milano.

Alla sala Umberto di Roma erano presenti ieri, giovedì 23 ottobre 2025, 400 studenti e studentesse che hanno potuto anche vistare stand con le Specialità (manganelli? Taser? armi?), i diversi Reparti della Polizia di Stato e le autovetture storiche e moderne.

Per l’anno in corso è stata prevista la distribuzione di 75.000 copie, il che vuol dire 75.000 studenti e studentesse delle classi quarte della scuola primaria.

L’agenda ha la pretesa di affrontare temi quali: salute, sport, ambiente, inclusione sociale, educazione stradale, corretto utilizzo di internet e dei social network, devianza giovanile (il bullismo e il cyberbullismo), ma la nuova edizione toccherà anche Costituzione, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale (Educazione civica).

Tutto in poche pagine che da quest’anno saranno INTERATTIVE: ci si può scrivere e si può leggere (principalmente vignette), attaccare sticker e personalizzare! Veramente innovativa!

Il diario ha una specifica finalità: fare cresce gli studenti insieme agli amici poliziotti, con i super eroi della legalità (potremmo sbirciare i loro uffici e imparare quanto siano pronti ad aiutare la cittadinanza…).

Il tema principale che la Polizia di Stato ha fatto suo in tanti incontri con le scolaresche è l’educazione al rispetto delle regole e dei valori della convivenza civile (legalità).

Qualsiasi bravo insegnante sa che questi sono due temi che vengono costruiti sul piano della relazione e della reciprocità. Non c’è supereroe che può insegnare la convivenza e il rispetto ma solo lo stare insieme incontrandosi e scontrandosi nel gruppo classe.

È un lavoro lungo di lenta costruzione di valori e regole condivise che richiede un approccio totalmente diverso da quello che giornate spot o strumenti individuali (come il diario appunto) costruiscono.

Nell’agenda i valori e le regole sono già date, e per essere interiorizzate devono passare attraverso la mediazione di super eroi con i quali il bambino si identifica; nella vita di relazione, nella vita di classe vengono costruiti e interiorizzati, attraverso l’esperienza e la riflessione condivisa.

Non solo, la scuola educa alla complessità, alla mediazione, all’analisi. A scuola si scopre la giustizia più che la legalità.

La scuola teme l’enfatizzazione del tema della legalità perché la storia e le scienze umanistiche ci insegnano troppo spesso quali atrocità sono state compiute in nome della legge. E ci insegna anche che la legge spesso non è giusta ma sicuramente conforme a chi detiene il potere.

I temi che l’agenda ha la pretesa di spiegare sono temi che già si affrontano a scuola e non sarà un’agenda o qualche giornata spot con la polizia ad insegnarne i contenuti.

Il diario in realtà, è un vero e proprio strumento di propaganda delle forze dell’ordine che, carenti sul piano delle innovazione didattica e dei contenuti, mostrano di essere più preparati sul piano dello manipolazione dei bambini e della strumentalizzazione dei loro eroi.

Oltre ai supereroi della legalità, Vis e Musa e ai loro aiutanti a quattro zampe Lampo e Saetta e Cosmo e la pappagallina Gea, non mancano i simboli della manipolazione che da tempo la polizia utilizza per avvicinare i minori: Geronimo e Tea Stilton, personaggi cari all’infanzia che dovrebbero rimanere estranei a questa manipolazione.

Ci meraviglia anche che l’autrice Elisabetta Dami, scrittrice per l’infanzia di successo, abbia ceduto i suoi personaggi per questi scopi.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Roma