Il diario che la Polizia regala nelle scuole primarie non ha le pagine per gli appunti!
Anche quest’anno “Il mio diario”, dono della Polizia di Stato, sta arrivando tra
le mani degli alunni e delle alunne delle classi quarte delle scuole primarie:
75.000 copie da distribuire tra Roma, Massa Carrara, Oristano, Siracusa e Lodi,
con conseguente accesso delle forze dell’ordine nelle scuole con il permesso
dello stesso Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Sfogliandolo notiamo una caratteristica alquanto eccentrica di questo diario:
non è pensato per scriverci, compiti, appunti e avvisi, per cui non è un oggetto
scolastico! Ci sono soltanto parole crociate, giochi e vignette a tema Polizia
di Stato. Più che un diario per la scuola è un abbecedario per
l’alfabetizzazione al mondo della polizia. Ogni mese è dedicato a una specialità
diversa: la banda musicale, la polizia postale, i gruppi sportivi “Fiamme Oro”,
la polizia scientifica, la polizia di frontiera etc.
Nessuna traccia della vita scolastica che i bambini e le bambine vivono davvero.
Sulla prima pagina ci sono disegnati dei distintivi dorati sui quali scrivere i
propri dati anagrafici e personali. Le vignette, per tutto il diario,
ritraggono quelle attività promosse negli ultimi anni, nelle scuole con i corpi
armati dello Stato, che noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle
scuole e delle università contestiamo.
A pagina 12 i personaggi del fumetto corrono per arrivare in tempo per
l’alzabandiera, e per passare una giornata nella scuola di polizia. Nella pagina
successiva troviamo due allievi poliziotti, una donna e un uomo che si
presentano. La costruzione suggerisce che quello sia il passo successivo, il
futuro verso il quale i due personaggi stavano correndo, e il bambino che legge
ecco che probabilmente si rispecchierà anche in un futuro allievo. I dialoghi
sono sensazionalistici, carichi di sorpresa, di eccitazione.
Abbiamo affrontato altri aspetti di questo diario in un articolo di ottobre 2025
(qui) e in altro di giugno 2024 (qui), ma notiamo che anche per il 2026 la
cultura dell’ordine, della sicurezza e della difesa continua a diffondersi nelle
scuole invece di presentare proposte di educazione civica da parte della società
civile. Se siete curiosi, se questo diario non vi è mai capitato tra le mani,
mettiamo qui il link per sfogliare e scaricare la versione digitale.
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
ritiene che anche questo, come tanti altri, sia un prodotto editoriale di
propaganda, creato per entrare subdolamente nella fantasia dei bambini e delle
bambine, non per insegnare loro cosa sia realmente la legalità. Si tratta di un
sottile dispositivo di potere per generare un composto disciplinamento nei
soggetti. Esso agisce non solo mediante la forza, ma anche attraverso un rodato
sistema di potere sulle persone: l’addestramento scolastico. Lentamente con la
Polizia e le Forze Armate nelle scuole si cerca di far passare modelli di
addestramento, spesso emulati dai e dalle docenti più affascinate/i dei
risultati in termini di controllo delle personalità autoritarie, che utilizzano
la sorveglianza gerarchica, la sanzione normalizzatrice e l’esame con
supervisione con il fine di generare “corpi docili”, ovvero individui produttivi
e obbedienti.
E la cosa più incredibile è che “Il mio diario” della Polizia, quest’aggressiva
operazione di marketing addestrativo, ha come target dei bambini e delle bambine
di 10 anni, come si può notare da questi scatti di tutte le iniziative che hanno
avuto luogo in Italia!
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università