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Sanitari per Gaza Emilia-Romagna mappa i rapporti economici tra la Regione e il gruppo Teva
Sanitari per Gaza Bologna ci racconta di un loro progetto che, insieme a BDS, nel contesto della campagna di boicottaggio TEVA, si concentra su una mappatura degli appalti pubblici vinti dall’azienda. Teva è la più grande azienda per fatturato israeliana, complice del genocidio in corso e che beneficia direttamente dell’occupazione in Cisgiordania. È una grande azienda produttrice di farmaci generici che partecipa agli appalti pubblici anche in Italia. 80% dei farmaci che propone sono generici (ovvero che non hanno più un brevetto) e che quindi potrebbero essere tranquillamente forniti da altre aziende farmaceutiche. Nella campagna di boicottaggio si sottolinea quindi come potrebbero essere inserite clausole etiche nelle gare d’appalto, che permettano di evitare che aziende come Teva vengano finanziate con soldi pubblici. Di fronte all’immobilismo della politica istituzionale, la mappatura espone le responsabilità della Regione e quantifica queste relazioni economiche. In Emilia-Romagna dal 2015 al 225 sono stati aggiudicati 115 milioni di euro a Teva Italia. Parte di questi soldi (95 milioni di euro) erano sotto completo controllo della Regione, perché spesi da aziende direttamente dipendenti dalla sua amministrazione. In questo approfondimento, Sanitari per Gaza Bologna ci spiega anche, al livello metodologico, come sono stati reperiti questi dati (accessibili a tuttx). Questo tipo di studio può essere riprodotto anche in altre zone d’Italia, per dotarci di un numero sempre maggiore di strumenti, costruire una piattaforma rivendicativa precisa e andare ad inchiodare i decisori politici di fronte alle loro responsabilità. Qui anche il fascicolo della mappatura: https://bdsitalia.org/index.php/teva-notizie/3023-mappatura-appalti-pubblici-rer
Sanitari per Gaza Emilia-Romagna mappa i rapporti economici tra la Regione e il gruppo Teva
Sanitari per Gaza Bologna ci racconta di un loro progetto che, insieme a BDS, nel contesto della campagna di boicottaggio TEVA, si concentra su una mappatura degli appalti pubblici vinti dall’azienda. Teva è la più grande azienda per fatturato israeliana, complice del genocidio in corso e che beneficia direttamente dell’occupazione in Cisgiordania. È una grande azienda produttrice di farmaci generici che partecipa agli appalti pubblici anche in Italia. 80% dei farmaci che propone sono generici (ovvero che non hanno più un brevetto) e che quindi potrebbero essere tranquillamente forniti da altre aziende farmaceutiche. Nella campagna di boicottaggio si sottolinea quindi come potrebbero essere inserite clausole etiche nelle gare d’appalto, che permettano di evitare che aziende come Teva vengano finanziate con soldi pubblici. Di fronte all’immobilismo della politica istituzionale, la mappatura espone le responsabilità della Regione e quantifica queste relazioni economiche. In Emilia-Romagna dal 2015 al 225 sono stati aggiudicati 115 milioni di euro a Teva Italia. Parte di questi soldi (95 milioni di euro) erano sotto completo controllo della Regione, perché spesi da aziende direttamente dipendenti dalla sua amministrazione. In questo approfondimento, Sanitari per Gaza Bologna ci spiega anche, al livello metodologico, come sono stati reperiti questi dati (accessibili a tuttx). Questo tipo di studio può essere riprodotto anche in altre zone d’Italia, per dotarci di un numero sempre maggiore di strumenti, costruire una piattaforma rivendicativa precisa e andare ad inchiodare i decisori politici di fronte alle loro responsabilità. Qui anche il fascicolo della mappatura: https://bdsitalia.org/index.php/teva-notizie/3023-mappatura-appalti-pubblici-rer
July 5, 2026
Radio Blackout
Prima udienza della causa contro Astercoop: presidio davanti al Tribunale di Forlì
Martedì 7 luglio saremo davanti al Tribunale di Forlì, in occasione della prima udienza della causa che abbiamo promosso contro Astercoop insieme alle lavoratrici e ai lavoratori del magazzino COOP di Pievesestina. Invitiamo tutte le persone solidali a partecipare al presidio per sostenere una vertenza che va ben oltre il singolo luogo di lavoro e riguarda i diritti di chi lavora nella logistica. Questa causa è il risultato di anni di mobilitazione. Dal 2021, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori organizzati con ADL Cobas, abbiamo portato avanti decine di scioperi, picchetti, assemblee, incontri istituzionali e iniziative pubbliche per rivendicare un principio semplice: stesso lavoro, stessi diritti. Nel magazzino COOP di Pievesestina, infatti, Astercoop ha applicato la sezione speciale per la cooperazione del CCNL Trasporto merci e logistica, imponendo condizioni peggiorative rispetto a chi svolge le stesse mansioni in altri magazzini COOP dell’Emilia-Romagna. Per anni non sono stati riconosciuti la piena maturazione dei permessi, il pagamento dei primi tre giorni di malattia, la maggiorazione per il lavoro del sabato e altri istituti contrattuali. Di fronte a queste condizioni non siamo rimasti a guardare: abbiamo scelto di organizzarci e di lottare. La risposta dell’azienda è stata una dura repressione sindacale, fatta di licenziamenti e decine di provvedimenti disciplinari nei confronti delle persone che hanno partecipato agli scioperi e alle iniziative di mobilitazione. Nonostante questo, la lotta ha già prodotto risultati importanti, come il recente nuovo accordo integrativo che riconosce diverse delle rivendicazioni portate avanti in questi anni: la piena maturazione dei permessi, la pausa retribuita nei turni di otto ore, la maggiorazione per il lavoro del sabato e un premio di risultato. La battaglia, però, non è finita. Con questa causa chiediamo che vengano riconosciute tutte le differenze retributive maturate negli ultimi cinque anni: i permessi non riconosciuti, i primi tre giorni di malattia mai pagati, le maggiorazioni per il lavoro del sabato e tutti gli altri diritti negati. Per noi questa udienza rappresenta un passaggio importante non solo per chi lavora nel magazzino di Pievesestina, ma per tutte le persone impiegate nel sistema degli appalti nella logistica. Continueremo a batterci perché a parità di lavoro corrispondano gli stessi diritti, gli stessi salari e la stessa dignità: RIVOGLIAMO TUTTO! Appuntamento lunedì 7 luglio alle ore 10 davanti al Tribunale di Forlì. Redazione Romagna
July 3, 2026
Pressenza
Sciopero e stati generali del lavoro precario in appalto
Oggi 12 giugno 2026, in occasione dello sciopero nazionale di lavoratrici e lavoratori precari in appalto si uniscono le forze per dire basta al sistema dello sfruttamento e del lavoro povero. Ancora oggi a Roma, un momento fondamentale di mobilitazione nazionale e dibattito pubblico: gli Stati Generali di lavoratrici e lavoratori precari in appalto, ospitati presso il Teatro Palladium. Alle 14.30 corteo dal Teatro alla Regione Lazio. Ne parliamo con Mimmo dei Cobas
June 12, 2026
Radio Onda Rossa
Il lato oscuro della locomotiva bresciana
Brescia ama raccontarsi come la capitale del lavoro, dell’impresa e della produzione. Una provincia che esporta nel mondo, che resiste alle crisi e che continua a rappresentare uno dei motori economici più importanti del Paese. Secondo i dati recentemente richiamati dalla CGIA di Mestre e rilanciati dalla stampa locale, nel […] L'articolo Il lato oscuro della locomotiva bresciana su Contropiano.
June 9, 2026
Contropiano
Sanità e appalti: forte adesione alla campagna CGIL
In 300 al Salone Polverelli della Camera del Lavoro di Rimini: la campagna firme della CGIL parte con grande slancio sulle due proposte di legge su sanità e appalti. La voce dei lavoratori e dei pensionati è al centro dell’iniziativa, raccolte già centinaia di firme.   La mobilitazione per le due leggi d’iniziativa popolare su sanità pubblica e appalti è partita con una partecipazione straordinaria in provincia di Rimini. Oltre 300 delegati e cittadini hanno riempito il Salone Polverelli della CGIL di Rimini, segnando un inizio promettente per la campagna di raccolta firme. I lavori hanno preso il via con la relazione della Segretaria generale CGIL Rimini Francesca Lilla Parco che ha sottolineato l’esigenza, di fronte allo strapotere di finanza e miliardari, di riunificare società e mondo del lavoro sotto le bandiere di leggi che estendano e non restringano i diritti. La Segretaria generale ha inoltre sottolineato come queste rivendicazioni si inseriscano nel solco di un sindacato generale e di programma quale è la CGIL. L’obiettivo è riunificare il mondo del lavoro e la società attorno a temi fondamentali, senza dimenticare che le storture del sistema degli appalti causano ancora oggi la causa di troppi morti e incidenti sul lavoro. La voce dei lavoratori: condizioni insostenibili Di particolare rilievo sono stati gli interventi delle delegate e dei delegati, che hanno evidenziato come sia ormai trasversalmente necessario “mettere mano” ai sistemi della sanità e degli appalti. Le testimonianze dirette hanno descritto condizioni di lavoro ormai insostenibili: Nel comparto sanitario, la crisi è alimentata da una cronica mancanza di risorse e di personale che mette a dura prova chi opera in prima linea. Nel mondo degli appalti, la precarietà, il dumping contrattuale e i rischi per la sicurezza minano quotidianamente la dignità e la salute dei lavoratori.   Sanità Pubblica e Pace: un movimento popolare Durante la prima tavola rotonda, i relatori hanno tracciato la strada per il rilancio del welfare pubblico: Marinella Melandri (CGIL Emilia Romagna) e Vasco Errani hanno affermato che “questa iniziativa non è solo una raccolta firme, ma l’avvio di un movimento popolare che deve portare a grandi riforme, sulla scia di quanto avvenne negli anni Settanta per i diritti dei lavoratori e il Servizio Sanitario Nazionale.” Leonardo Montecchi ha ricollegato la battaglia per la salute a quella per la pace, definendo assurdo l’impegno a destinare quote crescenti di PIL alle spese militari, sottolineando come la “cultura della guerra” sia la vera malattia da sconfiggere. Appalti: legalità e tutela dei più fragili La discussione sulla seconda proposta di legge ha messo al centro la qualità del lavoro: L’Avv. Bruno Laudi nel suo intervento ha affermato come la proposta di legge rappresenti  uno strumento fondamentale per l’azione legale a tutela del lavoro e per contrastare anche chi fa impresa in maniera opaca lucrando su appalti illeciti. Ilvo Sorrentino, Segretario Filctem Nazionale, nelle sue conclusioni, ha sottolineato che sanità pubblica e appalti sono temi che tengono uniti tutti i lavoratori e che, sollevando le sorti dei più fragili e degli ultimi, si migliora la vita dell’intera collettività.   Domani la raccolta continua nelle piazze Dopo il successo di oggi, la raccolta firme prosegue domani mattina, sabato 16 maggio , con banchetti nelle principali piazze della provincia. Gli appuntamenti con i tavoli CGIL saranno a Bellaria – Igea Marina in via P. Guidi angolo via Mar Ligure, a Cattolica in piazza De Curtis, a Santarcangelo di Romagna in piazza Ganganelli, a Riccione in piazza Fontanelle (via Sicilia), a San Giovanni in Marignano in piazza Silvagni, a Rimini in piazza Tre Martiri, a Verucchio in piazza Europa, a Novafeltria in piazza Vittorio Emanuele, a Morciano di Romagna in via Roma (davanti a Conad) e a Pennabilli in piazza Vittorio Emanuele II. Per firmare le proposte di legge è necessario presentarsi ai tavoli con un documento d’identità valido. Dal 15 maggio sarà possibile firmare anche online sul sito Internet https://firmereferendum.giustizia.it/   Rimini, 15/5/2026   Camera del Lavoro Territoriale – CGIL Rimini Redazione Romagna
May 18, 2026
Pressenza
Noi indispensabili, produttori di ricchezza. Il documento approvato dall’assemblea operaia di USB
Noi indispensabili, produttori di ricchezza: siamo tutti classe operaia. Manifesto del lavoro operaio per un nuovo modello di sviluppo economico e sociale Non siamo davanti a una crisi. Siamo dentro una trasformazione strutturale del capitale, che il blocco di potere sta governando attraverso la guerra, il riarmo, la compressione dei […] L'articolo Noi indispensabili, produttori di ricchezza. Il documento approvato dall’assemblea operaia di USB su Contropiano.
March 29, 2026
Contropiano
Morire per pochi euro di notte al gelo
della redazione di «Diogene notizie – lotta alla povertà» Di Pietro Zantonini, 55 anni, si è scritto molto nelle ore successive alla morte avvenuta durante un turno di sorveglianza notturna in un cantiere legato alle opere di Milano-Cortina. Ma se ci si ferma alla cronaca – un gabbiotto, giri di controllo, il freddo, la chiamata ai colleghi, il 118 –
January 12, 2026
La Bottega del Barbieri