Tag - sanità

Cuba sotto assedio, resiste, Un messaggio di Abel Prieto
Pubblichiamo la traduzione in italiano dell’importante videomessaggio di Abel Prieto, presidente della Casa de las Américas a Cuba. “Sono Abel Prieto, vi parlo da Cuba, dalla Casa de las Américas. Attraverso l’amico Chema Sánchez, un fratello, voglio far arrivare questo messaggio alle tante persone degne che stanno difendendo Cuba, che […] L'articolo Cuba sotto assedio, resiste, Un messaggio di Abel Prieto su Contropiano.
May 29, 2026
Contropiano
Marina Balbo a Napoli presenta “La cura dei ricordi”: l’EMDR tra trauma, memoria e cura psicologica
La libreria IoCiSto di Napoli ha ospitato la presentazione del libro La cura dei ricordi. Voltare pagina con il metodo EMDR (Mondadori) della psicoterapeuta Marina Balbo, in un incontro con la partecipazione della dottoressa Sonia Collaro. L’appuntamento ha inaugurato una rassegna promossa dall’associazione e centro clinico “Una Base Sicura”, impegnata nella divulgazione dell’approccio EMDR, metodologia terapeutica riconosciuta a livello internazionale per il trattamento dei traumi e utilizzata anche negli interventi psicologici in situazioni di emergenza, catastrofi e guerra. Nel corso dell’incontro, Sonia Collaro ha spiegato come il lavoro dell’associazione sia orientato non solo alla pratica clinica, ma anche alla diffusione di una cultura psicologica accessibile al pubblico: «Ci piace poter condividere non solo tra noi esperti, ma anche con i non esperti, che cos’è l’EMDR, su che cosa funziona e come funziona.» Collaro, referente EMDR per l’emergenza in Campania, ha ricordato inoltre il lavoro volontario svolto dagli psicoterapeuti specializzati nelle situazioni critiche e traumatiche, attraverso interventi gratuiti coordinati dalla società scientifica EMDR Italia. Nel presentare Marina Balbo, Collaro ha sottolineato il suo ruolo tra i soci fondatori dell’Associazione EMDR Italia nel 1999, insieme a Isabel Fernandez e ad altri professionisti che hanno introdotto questo approccio terapeutico nel nostro Paese. Psicoterapeuta di orientamento cognitivista e sociale, didatta e autrice di numerosi testi, Marina Balbo si è occupata a lungo di disturbi del comportamento alimentare, tema affrontato anche nei suoi precedenti libri. Di seguito l’intervista a Marina Balbo. INTERVISTA A MARINA BALBO Com’è nata l’idea di scrivere questo libro? Visto che parliamo di ricordi, vorrei partire proprio dal primo ricordo legato alla nascita del volume: il momento in cui le è venuta l’ispirazione, oppure un aneddoto che accompagna l’origine del libro. Il termine “ricordi” è molto legato alla psicoterapia EMDR, di cui poi vi parlerò. Fondamentalmente, però, l’idea del libro nasce dal desiderio di fare cultura psicologica. Fare cultura psicologica significa aiutare le persone a comprendere che, molte volte, quando non riescono a stare bene, quando vivono disturbi d’ansia o problematiche legate alla quotidianità, possono sviluppare delle patologie: ansia, attacchi di panico, disturbi del comportamento alimentare o altre condizioni di questo tipo. Cultura psicologica vuol dire anche sapere che si può chiedere aiuto. Vuol dire conoscere che la sofferenza che proviamo nel presente può avere radici molto lontane, collegate ai ricordi della nostra esperienza, magari infantile, oppure a esperienze traumatiche. Per esperienze traumatiche possiamo intendere incidenti, lutti, condizioni in cui la persona è stata esposta a situazioni molto tristi o molto gravi. Ma possono essere anche esperienze legate alla genitorialità vissuta quando si era bambini. Le esperienze dell’infanzia, infatti, e i ricordi collegati a quelle esperienze, spesso ritornano sotto forma di disturbi ogni volta che qualcosa li richiama. I cosiddetti trigger. Bravissima, i famosi trigger. Questo è molto importante, anche perché le persone spesso pensano — e qui è proprio la scienza che parla — che i brutti ricordi passino semplicemente aspettando, cioè che basti il tempo e che il tempo cancelli tutto. Ebbene, la scienza ci dice che il tempo non serve a nulla. Anzi, il tempo può peggiorare la situazione, perché nella nostra memoria, quando abbiamo vissuto esperienze critiche, non esistono meccanismi che cancellano o fanno dimenticare davvero. Il ricordo si mantiene e, ancora peggio, si mantiene anche il vissuto collegato a quel ricordo. Quello che si può fare con la psicoterapia non è cancellare il ricordo, perché non è possibile cancellare un ricordo, ma trasformare il vissuto collegato a quel ricordo. Non sarà più, per esempio, un vissuto da bambino, ma un vissuto da adulto, che può guardare quell’esperienza con occhi diversi e cambiare la qualità della propria vita. C’è un ricordo che le è stato raccontato in terapia e che l’ha particolarmente colpita? Quasi tutti i pazienti mi raccontano ricordi, e quasi tutti sono ricordi particolarmente critici. Nel libro ci sono cinque storie in cui parlo proprio di questi ricordi. Sicuramente quelli che colpiscono di più sono i ricordi collegati alle storie infantili: adulti che, quando erano bambini, sono stati trattati male, non sono stati ascoltati. Ecco, mi sembra sempre molto significativo quando l’adulto parla e, in realtà, è ancora il bambino a parlare. Perché effettivamente di questo si tratta: la parte bambina è ancora lì, quando il ricordo non è stato elaborato. A questo proposito, si dice spesso che alcune reazioni emotive molto intense, come la rabbia, possano essere legate a esperienze precedenti non elaborate. È come se una situazione del presente riattivasse una sensazione antica, già vissuta nell’infanzia. Esattamente. Quella rabbia è collegata all’ingiustizia, alla condizione vissuta quando si era bambini, ed è ancora lì. Rimane come congelata, non solo nella memoria, ma anche nel corpo. Qui parliamo di tutte quelle condizioni in cui il corpo ci dà dei segnali. Anche i dolori cronici, per esempio, spesso dipendono da esperienze non elaborate. Durante la scrittura del libro ha scoperto qualcosa di nuovo su di sé, come persona o come professionista? Sicuramente ho scoperto il piacere di poter raccontare quello che più di trent’anni di psicoterapia mi hanno lasciato. Ho avuto il piacere di scriverlo e di pensare che altre persone potessero avere un’opportunità in più per stare meglio. Vorrei chiudere con la sua specializzazione nell’EMDR: quando ne è venuta a conoscenza e quando ha deciso di approfondire questa metodologia? Ne sono venuta a conoscenza nel 1999, quando l’attuale presidente dell’Associazione EMDR Italia, Isabel Fernandez, mi chiamò per fare il corso. Io accettai volentieri e con curiosità, anche perché avevo già letto il libro su questo metodo di Francine Shapiro. Frequentai il primo corso e fui una delle prime venti terapeute formate in Italia. Da allora non ho più smesso di utilizzare questo metodo, perché effettivamente ha dei risultati importanti. E non lo dico solo io: sono risultati che ormai il mondo scientifico pubblica in continuazione su riviste internazionali molto prestigiose. La rassegna proseguirà con nuovi appuntamenti dedicati al dialogo tra psicoterapia, cultura e divulgazione. Redazione Napoli
May 28, 2026
Pressenza
Manifestazione regionale a difesa della sanità pubblica
Ieri alle 14 un bel fiume di persone ha sfidato il caldo eccezionale di questi giorni e ha sfilato dal grattacielo della Regione Piemonte fino in piazza Carducci, un paio di chilometri che sotto quel sole del primo pomeriggio rendono ben evidente l’importanza della manifestazione. 5000 i partecipanti secondo quanto riportato dall’Ansa su indicazione delle forze dell’ordine, 8000 secondo gli organizzatori. Indetta dal Comitato piemontese per il Diritto alla Tutela e della Salute e alle Cure “dopo 3 anni esatti dalla prima mobilitazione a difesa della sanità pubblica regionale, che aveva coinvolto migliaia di persone dal mondo degli ordini professionali, dell’associazionismo, della cittadinanza attiva e della società civile”. Ieri alle proteste per una sanità in difficoltà si è unito anche il grido lanciato da Global Sumud Flotilla, Sanitari per Gaza e #digiunogaza a sostegno della spedizione. È stato ricordato il recente blocco della nave con a bordo medici e infermieri, unica colpa, voler esercitare la proprio professione, aiutare e salvare vite umane. Bloccato anche il convoglio di terra che continua a rimanere fermo in Libia. Imparagonabili le situazioni, ma al centro c’è il fondamentale ruolo dei sanitari, il loro vitale compito a servizio di chiunque si trovi in difficoltà e non in base alla possibilità di pagare. Secondo i dati forniti dagli organizzatori però in Piemonte 1 persona su 10 decide di non curarsi pari a 352.000 piemontesi con un aumento del 47% tra il 2023 e il 2024. Poiché aumentano le liste d’attesa e ricorrere al privato è costoso, non tutti possono permetterselo. Le liste aumentano perché si è sottorganico, non bastano più i turni supplementari. I dati parlano di una carenza superiore alle 10.000 unità tra medici, infermieri e OSS, numeri che richiedono investimenti, molti e una chiara direzione. Nel suo intervento dal palco, Massimo Esposto Segretario Generale della FP CIGL Torino indica nelle scelte politiche della Regione le responsabilità del disastro della sanità piemontese: > L’assessore Riboldi non ci venga a parlare di emergenze impreviste, di eredità > pesanti o di contesto nazionale, la verità è scomoda e impietosa. La sanità > piemontese è in crisi perché la Regione ha scelto di gestirla come un capitolo > di spesa da contenere e non come un patrimonio da custodire. > > Ha preferito il taglio lineare alla programmazione, la propaganda al > monitoraggio, la burocrazia alla cura. Ha fatto investimenti cronici al di > sotto dei fabbisogni reali e piani di assunzione del personale insufficiente. Esposto vede in questa politica la manifestazione di interessi precisi: > Invece di blindare il carattere universalistico e solidaristico del sistema, > (la Regione) vuota il pubblico di risorse umane e finanziarie, mentre il > privato accreditato si trasforma in un sistema parallelo, selettivo, orientato > al rendimento. Vogliono farci credere che il privato sia la valvola di sfogo, > la risposta rapida alle liste d’attesa, la modernizzazione necessaria. Noi > diciamo chiaro, senza ambiguità, il privato accreditato deve restare > integrativo e mai sostitutivo del servizio sanitario pubblico, mai. > > … Il vero rischio non è solo nelle prestazioni a pagamento, è nei dati. Perché > l’oro della sanità contemporanea sono le informazioni, la domanda di cura, i > percorsi clinici, i tempi di risposta, l’offerta pubblica, le cronicità, le > rinunce. E se questa regione continua a favorire un radicamento indiscriminato > del privato, chi metterà le mani su quel patrimonio? Le assicurazioni, i > grandi operatori finanziari della salute. E conclude il suo intervento indicando le linee guida dell’azione sindacale locale nel settore: > La regione ci dica chiaro una volta per tutta da quale parte vuole stare, se > dalla parte dei bilanci o da quella delle persone. Noi scegliamo le persone! E > non ci fermeremo finché ogni professionista non sarà retribuito con dignità, > finché ogni attesa non sarà accorciata, finché la rinuncia alle cure non > diventerà solo un ricordo amaro di un’epoca che a partire da oggi abbiamo il > dovere di far chiudere. Dal palco finale della manifestazione sono state indicate altre criticità, più specifiche, della sanità piemontese: dalla carenza di medici di base, soprattutto in provincia e nelle zone montane, alle difficoltà di accesso ai servizi sanitari per i cittadini stranieri che ne avrebbero pieno diritto. Si delinea quindi un conflitto sociale che travalica gli interessi sindacali e di categoria perché, come indica lo slogan della manifestazione “quando tutto sarà privato, saremo privatə di tutto” Sara Panarella, Giorgio Mancuso Redazione Torino
May 24, 2026
Pressenza
Manifestazione regionale a Torino per la sanità pubblica
Sabato 23 maggio si terrà a Torino una manifestazione regionale per la sanità e la salute. I temi che verranno portati all’iniziativa lanciata dal Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure sono l’accesso alla sanità, l’inefficacia delle misure adottate dalla Regione per affrontare il problema delle liste d’attesa, l’assenza di professionisti della salute e di assunzioni, la mancanza di strutture per l’assistenza alle persone non autosufficienti. Ne abbiamo parlato con Chiara Rivetti
Manifestazione regionale a Torino per la sanità pubblica
Sabato 23 maggio si terrà a Torino una manifestazione regionale per la sanità e la salute. I temi che verranno portati all’iniziativa lanciata dal Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure sono l’accesso alla sanità, l’inefficacia delle misure adottate dalla Regione per affrontare il problema delle liste d’attesa, l’assenza di professionisti della salute e di assunzioni, la mancanza di strutture per l’assistenza alle persone non autosufficienti. Ne abbiamo parlato con Chiara Rivetti
May 22, 2026
Radio Blackout
O.S.A.R.E.: operazioni sanitarie anti-repressione
Siamo un gruppo di compagni e compagne, terapeuti di professione, medicx, infermierx, nutrizionistx, psicologx. Negli ultimi mesi, preoccupatx dal vedere fascisti in giacca e cravatta declamare proposte di legge sempre più aspre nella repressione del dissenso e osservare come questo si ripercuote sulle nostre vite e su quelle dex nostrx compagnx, abbiamo deciso di rispondere dando un nostro contributo organizzato. Pacchetti sicurezza che prevedono carcere per chi blocca una strada, per chi protesta per un mondo meno inquinato, pericolosità sociali, associazioni a delinquere, ergastoli, 41 bis stanno diventando all’ordine del giorno. Nelle carceri il sovraffollamento cronico è ormai una normalità, così come la sua funzione meramente punitiva e mortifera. Il Covid ci ha fatto vedere chiaramente come ribellarsi a regole imposte all’interno degli istituti penitenziari sia represso senza pietà nel sangue. Mentre aleggia nell’aria la possibilità sempre meno remota di una guerra mondiale ed il disastro climatico già comincia a mietere vittime e sfollatx, il potere si organizza per rendere sempre più difficile organizzarsi ed esprimere il dissenso. Figurarsi immaginare insieme una rivoluzione sociale che possa creare un mondo un po' più giusto. In Italia è realtà il fatto che chi lotta per il diritto alla casa si veda negato l’accesso alle cure con il decreto Renzi-Lupi, che impedisce a chi occupa di avere un proprio medico di base. È realtà che, dopo un corteo represso con la forza, la polizia giri per i pronto soccorso in cerca dei pericolosi sovversivi a cui hanno spaccato le teste. È realtà, per chi è in carcere, vedersi negate visite od esami strumentali o averle solo mesi dopo averle richieste. Di fronte questa realtà, abbiamo deciso di costituire una rete nazionale di operatrici ed operatori della salute contro la repressione. L'idea è duplice: da un lato renderci disponibili come rete a rispondere ad eventuali esigenze sanitarie di detenut* in lotta, chiedendo ad avvocatx e casse di solidarietà di segnalarcele. Avremo un referente per ogni territorio con cui poter entrare in contatto e in modo da organizzare successivamente tra noi l'intervento richiesto. Dall'altro, vogliamo organizzarci per riuscire a garantire assistenza medica durante e dopo cortei o momenti di lotta. Assicurare dunque un servizio medico autogestito lì dove verrà richiesto o dove spontaneamente ci organizzeremo per andare. Essere contro la repressione per noi è saper superare le eventuali divisioni che si danno tra le forze trasformatrici, senza mai tralasciare i nostri principi di anticapitalismo, antifascismo, antisessismo, antirazzismo e del rispetto del non umano. O.S.A.RE. (Operazioni sanitarie anti repressione) Contatti: osare.info@autistici.org
May 20, 2026
Radio Onda Rossa
La salute della sanità piemontese: tra austerità, emergenza e ricadute sociali
Con Chiara Rivetti, medico e Segretaria Regionale di Anaao Assomed Piemonte, tracciamo un profilo della Sanità in Piemonte sotto i colpi dell’austerità economica e il sottofinanziamento. Nonostante le innovazioni contenute nel PNRR in termini di medicina territoriale e creazione delle case di comunità, tagli, razionalizzazioni e “stati di emergenza” continuano a dominare il panorama delle politiche economiche sulla cura e sulla salute pubblica.
La salute della sanità piemontese: tra austerità, emergenza e ricadute sociali
Con Chiara Rivetti, medico e Segretaria Regionale di Anaao Assomed Piemonte, tracciamo un profilo della Sanità in Piemonte sotto i colpi dell’austerità economica e il sottofinanziamento. Nonostante le innovazioni contenute nel PNRR in termini di medicina territoriale e creazione delle case di comunità, tagli, razionalizzazioni e “stati di emergenza” continuano a dominare il panorama delle politiche economiche sulla cura e sulla salute pubblica.
May 19, 2026
Radio Blackout
La sanità e il suo ruolo nei CPR- critica al concetto di idoneità/non idoneità
In questa nuova puntata di Harraga, trasmissione in onda ogni venerdì alle 15 su RadioBlackout, proviamo a parlare di sanità e del suo ruolo all’interno dei CPR, di come la sfera della cura, o meglio la non cura, diventi un vero e proprio strumento di dominio che porta  all’annichilimento delle persone.  Partiamo dall’assunto che la sanità, all’interno di questi luoghi, risulta uno dei tasselli su cui si poggia la violenza del CPR: non solo per la mancanza strutturale di cure sanitarie o per la non tutela del  diritto alla salute che questi luoghi generano, quanto per essere un elemento di controllo sui corpi di chi viene recluso. Una violenza quella dei CPR che si fonda su più parti: dalla privazione della libertà per il solo fatto di non avere un documento europeo, vessazioni, abusi e provocazione da parte degli sbirri, alla somministrazione di cibo scadente e psicofarmaci. Ne discutiamo con alcun compagn di Torino,con le quali ci soffermiamo sui limiti e criticità che pezzi di società civile, categoria dei medici e avvocati stanno portando avanti rispetto alla campagna di sensibilizzazione per il rilascio dei certificati di non idoneità per i CPR. Seppur abbia avuto il merito di porre la questione su quali basi poggi l’idoneità medica per la detenzione amministrativa, sembra si sia arenata nella pratica in un dibattito tecnico-scientifico, invisibilizzando la questione centrale: questi luoghi non devono esistere e nessuno deve finire li dentro, a prescindere dal parere medico.  Nella prima parte, partendo dal Decreto Lamorgese (2022) che stabilisce che l’ASL deve effettuare la visita medica prima dell’ingresso nel CPR, confermando il suo ruolo di complicità nella macchina della detenzione, giungiamo ai fatti di Ravenna, dove 8 medici del reparto di malattia infettiva sono stati indagati per falso ideologico in concorso per aver firmato dei certificati di non idoneità alla detenzione in CPR. Nella seconda parte, invece, discutiamo su come il dibattito idoneità/ non idoneità non può essere schiacciato in un’ottica meramente sanitaria, in quanto chi ricopre ruoli sanitari detiene un  potere biopolitico che determina la libertà delle persone recluse e non.
May 15, 2026
Radio Blackout
La sanità e il suo ruolo nei CPR- critica al concetto di idoneità/non idoneità@0
In questa nuova puntata di Harraga, trasmissione in onda ogni venerdì alle 15 su RadioBlackout, proviamo a parlare di sanità e del suo ruolo all’interno dei CPR, di come la sfera della cura, o meglio la non cura, diventi un vero e proprio strumento di dominio che porta  all’annichilimento delle persone.  Partiamo dall’assunto che la sanità, all’interno di questi luoghi, risulta uno dei tasselli su cui si poggia la violenza del CPR: non solo per la mancanza strutturale di cure sanitarie o per la non tutela del  diritto alla salute che questi luoghi generano, quanto per essere un elemento di controllo sui corpi di chi viene recluso. Una violenza quella dei CPR che si fonda su più parti: dalla privazione della libertà per il solo fatto di non avere un documento europeo, vessazioni, abusi e provocazione da parte degli sbirri, alla somministrazione di cibo scadente e psicofarmaci. Ne discutiamo con alcun compagn di Torino,con le quali ci soffermiamo sui limiti e criticità che pezzi di società civile, categoria dei medici e avvocati stanno portando avanti rispetto alla campagna di sensibilizzazione per il rilascio dei certificati di non idoneità per i CPR. Seppur abbia avuto il merito di porre la questione su quali basi poggi l’idoneità medica per la detenzione amministrativa, sembra si sia arenata nella pratica in un dibattito tecnico-scientifico, invisibilizzando la questione centrale: questi luoghi non devono esistere e nessuno deve finire li dentro, a prescindere dal parere medico.  Nella prima parte, partendo dal Decreto Lamorgese (2022) che stabilisce che l’ASL deve effettuare la visita medica prima dell’ingresso nel CPR, confermando il suo ruolo di complicità nella macchina della detenzione, giungiamo ai fatti di Ravenna, dove 8 medici del reparto di malattia infettiva sono stati indagati per falso ideologico in concorso per aver firmato dei certificati di non idoneità alla detenzione in CPR. Nella seconda parte, invece, discutiamo su come il dibattito idoneità/ non idoneità non può essere schiacciato in un’ottica meramente sanitaria, in quanto chi ricopre ruoli sanitari detiene un  potere biopolitico che determina la libertà delle persone recluse e non.