Noi ci siamo organizzate e organizzatiRICORDATE? I PRIMI MESI DEL 2025 GRANDI MEDIA E POLITICA ISTITUZIONALE HANNO
DEDICATO A UN PEZZO DI ROMA, QUARTICCIOLO, MILLE ATTENZIONI, NATURALMENTE SENZA
FARE ESERCIZIO DI ASCOLTO. POI IL SILENZIO… UNA STORIA CHE SI RIPETE. EPPURE IN
QUELLA BORGATA, CHE PIÙ DI ALTRE DEVE FARE I CONTI LE PIAZZE DI CRACK, C’È CHI
NON HA SMESSO DI PRENDERSI CURA IN MOLTI MODI DIVERSI DEL TERRITORIO E DI CHI LO
VIVE OGNI GIORNO, HA INAUGURATO UN PARCO, HA RIPORTATO IL MERCATO IN BORGATA E
PURE ESPOSTO ALLA BIENNALE DI VENEZIA IL PIANO NATO DAL BASSO PER TRASFORMARE
QUARTICCIOLO… LA DUE GIORNI DI “DIBATTITI, READING, MERCATO, MUSICA E LOTTA” DEL
26 E 27 SETTEMBRE “ALZA LA VOCE, ALZA LA TESTA!” SARÀ UNA STRAORDINARIA
OCCASIONE PER RAGIONARE INSIEME DI QUARTICCIOLO E DI MONDO. HA SCRITTO QUALCHE
ANNO FA, RAÚL ZIBECHI IN “TERRITORI IN RESISTENZA” (NOVA DELPHI): “È DAL CUORE
DEI QUARTIERI POVERI DELLA PERIFERIA CHE NEGLI ULTIMI ANNI SONO VENUTE LE
PRINCIPALI SFIDE AL SISTEMA DOMINANTE…”
Quarticciolo (Roma), corteo. Marzo 2025 (foto di A. Luparelli)
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Mesi su tutti i giornali, giorni su tutte le tv. All’inizio del 2025
Quarticciolo sembrava essere il centro del mondo, non solo per noi che ci
abitiamo. Il governo nazionale che scrive un decreto d’emergenza, le commissioni
parlamentari che parlano della piscina di via Trani, gli anchorman che
denunciano l’insostenibilità della situazione. Sembrava che tutto dovesse
cambiare da un momento all’altro, sembrava che la borgata sarebbe stata
trasformata nel Canton Ticino, con le aiuole curate e i prati sintetici degli
impianti sportivi gestiti dalle forze armate.
Noi ci siamo organizzate e organizzati, abbiamo ricordato di avere un piano
preciso per trasformare la borgata, abbiamo coinvolto gli altri abitanti e
abbiamo chiesto di convergere da ogni parte del paese. Abbiamo ottenuto che gli
interventi previsti non fossero una vendetta contro chi abita il quartiere.
Abbiamo inaugurato un parco, strutturato un polo civico, riportato il mercato in
borgata, il piano di quartiere è finito esposto alla biennale di Venezia (foto
di seguito).
Poi il silenzio.
Assordante come i titoli urlati. L’attesa in cui tutto è sospeso: gli sfratti
non vengono fatti ma non si trova una soluzione per le duecento famiglie che ne
aspettano uno, l’ex questura non viene sgomberata ma non si procede con il
recupero dell’immobile, la piscina va a bando ma il bando va deserto, alle
scuole viene rifatto il tetto ma i bambini e le bambine non si iscrivono perché
manca la segreteria e la presidenza. Ad ogni tavolo un nuovo interlocutore, una
nuova carica, una nuova urgenza che non è mai l’urgenza di affrontare finalmente
i problemi.
Dal più piccolo degli interventi al percorso complessivo: tattiche dilatorie,
interviste a cui non seguono impegni, dichiarazioni su dichiarazioni, nomine ad
hoc, il commissario del governo che ammette candidamente che non esiste la
bacchetta magica e che Caivano non è un modello, intanto in borgata tutto rimane
in sospeso.
Intanto ad agosto ennesimo revival delle inchieste per racket contro i movimenti
di lotta per la casa. Ancora una volta provano a far passare le collette per le
pulizie degli spazi comuni per estorsioni.
“Vogliono costringerci ad aspettare”, scrivevamo dopo il primo marzo. Hanno gli
orologi e possono farli funzionare come cronometri. Fermare tutto, far andare
avanti a singhiozzi le cose, fermarle ancora. Loro hanno gli orologi ma noi
abbiamo il tempo, ed è il vostro tempo che chiediamo. Ancora una volta.
Vi chiediamo di convergere, di venire in borgata, di portarci più gente
possibile. Vi chiediamo di starci a fianco anche in questo tornante per alzare
la voce e pretendere che il piano di quartiere sia finalmente attuato, per
chiedere che siano sanate le famiglie che aspettano una casa popolare da decenni
e che l’ex questura sia recuperata.
Vi chiediamo di essere con noi mentre Quarticciolo torna ad essere lo sfondo di
una serie tv crime: ancora l’uso strumentale della violenza sulle donne, ancora
troupe televisive all’arrembaggio, ancora l’eterno ritorno della violenza della
piazza di spaccio e della denuncia dell’ovvio di personaggi in cerca d’autore.
Ancora una volta chi abita in quartiere scompare, torniamo ad essere
l’ambientazione per una storia scritta male. Contano solo le nostre paure, le
paure di chi è costretto a convivere con la piazza di crack. Quello che pensiamo
e quello che vogliamo torna a non contare nulla.
Ma non è solo questo, vi chiediamo di convergere perché abbiamo bisogno di
ragionare insieme, vogliamo mettere all’ordine del giorno un’urgenza che ci
tiene svegli la notte: come si fa ad alzare la voce? Come si fa a farsi sentire?
Che sia una fabbrica da recuperare o l’intero settore della produzione culturale
da organizzare. Che sia la voce di chi nasce in un quartiere di serie b o quella
di chi lavora nella ricerca e all’università. Che sia fermare il genocidio in
corso in Palestina o la brutta china che sta prendendo questo paese. Che sia la
guerra ad ogni latitudine.
Abbiamo bisogno che la nostra voce valga qualcosa, che le nostre vite valgano.
Dicono a GKN che abbiamo bisogno di vincere, dicono in val di Susa che è questo
che fa la storia. Noi proviamo a fare la nostra parte, con momo edizioni che da
anni ci cammina a fianco e vive la stessa nostra urgenza di costruire spazi in
cui alzare la voce, con due giorni di festival che viviamo come un momento di
lotta (26/27 settembre – Alza la voce, alza la testa! Due giorni di festival per
un cambiamento radicale).
Saremo al parco modesto di Veglia come siamo stati sui tetti il 1 marzo,
speriamo con meno pioggia. Saranno due giorni di dibattiti, reading, mercato,
musica e lotta. Sabato alle 17 torneremo per le strade della borgata con un
corteo popolare per tornare ad alzare la voce insieme, per cambiare davvero
Quarticciolo. Hanno già confermato la partecipazione a diversi momenti del
festival Elodie, Zerocalcare, Michele Riondino e Valerio Mastandrea. Nei
prossimi giorni sarà pubblico il programma.
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