Buon vento, Flotilla!
In studio con Ilaria, una compagna dei Sanitari per Gaza, raccontiamo la sua
esperienza di partecipazione all'ultima Flotilla. Il viaggio di Ilaria è
iniziato ben prima dell'effettiva partenza ed è stato caratterizzato da un
costante stato di allerta per il timore del boicottaggio israeliano. Il primo
attacco vero e proprio da parte delle forze armate di Israele è iniziato nei
pressi di Creta; sull'isola, sebbene in condizioni difficili, gli equipaggi
hanno sperimentato la solidarietà delle attiviste/i greche e sono poi riusciti a
raggiungere Marmaris, in Turchia. Dopo che tutti gli equipaggi sono stati
intercettati, sequestrati e trasportati ad Ashdod, sono stati fatti oggetto di
violenze da parte delle forze armate israeliane, che si sono accanite
soprattutto nei confronti delle persone razzializzate, di quelle "con passaporto
debole", delle donne o delle persone LGBTQ. Particolarmente crudele è stato il
momento della detenzione, vissuta in condizioni di assoluto sovraffollamento, in
un susseguirsi di pratiche vessatorie, senza cibo, senz'acqua, sotto la costante
minaccia di cani feroci, nelle celle in precedenza occupate dai prigionieri
palestinesi. La partenza da Israele è stata possibile solo grazie a tre aerei
turchi, senza che ci sia mai stato alcun intervento delle autorità italiane.
Passiamo quindi a parlare delle forme di boicottaggio nei confronti di Israele,
soprattutto della campagna contro TEVA, la multinazionale che opera nel settore
dei farmaci generici ma intrattiene una documentata complicità con il regime
Israeliano. Le forme di boicottaggio che è possibile esercitare per tutte e
tutti nel quotidiano, del resto, sono moltissime, come documenta anche il sito
di BDS Italia consultabile qui. Il comunicato di BDS-Italia in merito alla
chiusura di quattro stabilimenti TEVA, non imputabile alle pressioni civili
degli ultimi anni può invece essere letto qui .