ISLANDA: VINCE IL NO ALL’UE, FALLITO IL REFERENDUM SULLE TRATTATIVE PER L’INGRESSO. CONTRARIA ANCHE LA SINISTRA ECOLOGISTA

Radio Onda d`Urto - Monday, August 31, 2026

Vince il ‘no’ al referendum islandese sulla ripresa dei negoziati di adesione all’Ue, col ‘sì’ che prevale solo nella capitale Reykjavík e i contrari che hanno superato il 60% nelle circoscrizioni rurali: no quindi all’ingresso dell’Unione Europea per il 52,8% degli islandesi. Alta l’affluenza, all’82,5%.

La campagna per il ‘no’ è stata molto più efficace della campagna per il ‘sì’“, fa sapere Roberto Pietrobon, giornalista collaboratore de Il Manifesto intervistato a Radio Onda d’Urto. Tutti i partiti di centrodestra islandese hanno sostenuto lo stop alle trattative per l’ingresso nell’Unione Europea dell’Islanda. Per il ‘no’ si è schierato anche il partito della sinistra socialista ed ecologista islandese, il Vinstri Græn, (VG).

A differenza di molti partiti ecologisti dell’Europa continentale, i Verdi della sinistra islandese mantengono una forte linea euroscettica per motivi legati alla sovranità nazionale e alla tutela ambientale.

Uscita sconfitta l’Alleanza socialdemocratica che guida l’Islanda da dicembre 2024, affiliata al Partito socialista europeo, della premier Frostadóttir, e il liberale ViÐreisn, legato all’Alde-Renew, della ministra degli Esteri èorgerÐur Katrín Gunnarsdóttir. La prima ministra ammette la sconfitta ma va avanti.

Al centro della campagna referendaria la pesca e l’agricoltura islandese che trainano l’economia della terra del ghiaccio e che, secondo la coalizione contraria all’ingresso nell’Unione Europea, sarebbe stata messa a rischio dalle politiche di Bruxelles. Il ‘no’ ha infatti primeggiato nelle circoscrizioni rurali, dove supera in tre collegi su quattro con il 60%.

L’intervista a Roberto Pietrobon, giornalista collaboratore de Il Manifesto. Ascolta o scarica.