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BRENNERO: MANIFESTAZIONE SABATO CONTRO IL TRAFFICO ECCESSIVO DELL’AUTOSTRADA E LE SUE CONSEGUENZE
Una grande manifestazione ambientalista sul confine tra l’Italia e l’Austria, che potrebbe diventare una vera e propria passeggiata sull’autostrada, è prevista nel pomeriggio di sabato 30 maggio. I gruppi ambientalisti denunciano da tempo le problematiche causate dall’eccessivo traffico di mezzi pesanti tra Italia e Austria. Secondo il presidente della Commissione internazionale per la protezione delle Alpi (CIPRA)  Stephan Tischler “la politica dei trasporti, basata da decenni sul presupposto di mantenere scorrevole il traffico stradale in aumento lungo il corridoio del Brennero attraverso ampliamenti e nuove costruzioni, si traduce non solo in un volume di traffico in continua crescita, ma anche, nonostante le dichiarazioni politiche vadano nel senso opposto, in un crescente impatto sulle persone e sull’ambiente”.  Gli enti locali attorno al Passo del Brennero, come Karl Mühlsteiger, sindaco di Gries am Brenner, organizzatore della manifestazione, lamentano che le limitazioni che sono state imposte dall’Austria non sono sufficienti per limitare lo smog e il rumore. A questo si aggiunge anche l’over tourism in Alto Adige, secondo diverse organizzazioni ambientaliste che sostengono la manifestazione.   La chiusura del tratto autostradale in direzione nord sarà dalle 7 per i mezzi pesanti e dalle 10,30 anche per le auto. Nella giornata di venerdì si sono formate code fino a 14 chilometri.  Ai microfoni di Radio Onda d’Urto David Hoffman di Climate Action South Tyrol Ascolta o scarica
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto
LOTTE OPERAIE: OGGI SCIOPERO GENERALE DEL SINDACALISMO DI BASE. LA CRONACA DELLA GIORNATA
Sciopero generale di 24 ore venerdì 29 maggio proclamato da diverse sigle del sindacalismo di base, tra cui Confederazione Unitaria di Base, SI Cobas, Usi-Cit e altre organizzazioni del comparto. Le motivazioni dichiarate vanno oltre le vertenza settoriali: al centro aumenti di salari, diritto allo sciopero, precarietà, politiche sociali ritenute insufficienti, opposizione alle guerre e sostegno alla Flotilla, oltre che il tema della sicurezza e delle morti sul lavoro. Un impianto rivendicativo ampio, che tiene insieme lavoro, società e politica, e che coinvolgerà diverse categorie di lavoratori del pubblico e del privato. Nel trasporto ferroviario lo sciopero inizia alle 21 di giovedì 28 maggio e termina alle 21 di venerdì 29 maggio, coinvolgendo personale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, oltre a operatori come Italo e Trenord. Lo sciopero riguarda anche il trasporto pubblico locale, con modalità diverse da città a città. Anche il comparto istruzione e ricerca rientra nella mobilitazione. Le scuole potrebbero quindi registrare assenze del personale. Come sempre in questi casi, la gestione è demandata ai singoli istituti, che dovranno comunicare preventivamente eventuali variazioni. Nel corpo nazionale dei Vigili del fuoco la mobilitazione assume una forma diversa e più contenuta. Lo sciopero è previsto per quattro ore, dalle 9 alle 13 per il personale turnista, mentre il personale giornaliero e amministrativo aderirà per l’intera giornata. Un altro settore chiave è quello della rete autostradale. Qui lo sciopero segue un orario diverso rispetto al resto del pubblico impiego: inizia alle 22 del 28 maggio e termina alle 22 del 29 maggio. L’impatto atteso riguarda gestione del traffico, pedaggi e servizi connessi. Anche il sistema sanitario nazionale è incluso nello sciopero. Restano comunque garantite le prestazioni essenziali e le urgenze, come previsto dalla normativa sui servizi pubblici essenziali. Manifestazioni e picchetti sono in corso in diverse citta’. A Torino appuntamento alle 5.00 davanti alla fabbrica Fiorentini di Trofarello in via Marco Biagi 8 a sostegno della vertenza di lavoratori e lavoratrici degli appalti Elpe per un “giusto contratto”. Dal picchetto il collegamento con Daniele dei Si Cobas Ascolta o scarica  Treni regionali e interregionali sono stati soppressi a Milano, Roma e Firenze. a fine giornata Trenord ha comunicato che ha circolato il 35% dei treni. di fatto, due treni su tre sono rimasti fermi. Un bilancio della giornata di lotta da Antonio Amoroso, del sindacato di base CUB. Ascolta o scarica Oggi, in occasione dello sciopero generale, l’hub logistico di Pioltello (Milano) è bloccato. Le sedi di Logtainer e DSV sono presidiate, i camion fermi, la macchina logistica che “alimenta il genocidio in Palestina si inceppa ancora una volta per mano di lavoratori e attivisti determinati a colpire chi ha scelto di stare dalla parte del genocidio” scrivono i Giovani Palestinesi che sostengono lo sciopero . A Milano manifestazione fino in Prefettura. Da qui sentiamo Francesco D’Errico Cub Trasporti Milano e provincia Ascolta o scarica  Coinvolti anche il privato e in particolare il settore della logistica. Qui diversi i picchetti e i blocchi programmati dalle prime ore di venerdi 29 maggio. A Torino appuntamento alle 5.00 davanti alla fabbrica Fiorentini di Trofarello in via Marco Biagi 8 a sostegno della vertenza di lavoratori e lavoratrici degli appalti Elpe per un “giusto contratto”.Alle 8.00 in Piazza Massaua con Torino per Gaza. In serata alle 18 da Piazza Castello fiaccolata contro la guerra. Radio Onda d’Urto ha presentato le rivendicazioni dello sciopero generale con: * Daniele, Si Cobas Torino. Ascolta o scarica. * Walter Montagnoli, segreteria nazionale Cub. Ascolta o scarica. * Tiziano Loreti, Si Cobas Bologna. Ascolta o scarica.
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto
29 MAGGIO: 33 ANNI FA L’ECCIDIO DI GORNJI VAKUF CON L’UCCISIONE DI GUIDO, SERGIO E FABIO
Il 29 maggio 1993 una missione umanitaria bresciana diretta nella città di Zavidovici, in Bosnia Erzegovina, terminò con l’eccidio di tre persone: il compagno internazionalista Guido Puletti e i volontari Fabio Moreni e Sergio Lana, uccisi da una banda paramilitare bosniaca guidata da Hanefija Prijić, detto “Paraga”. Su richiesta del sindaco di Zavidovici “eravamo partiti per aprire un corridoio umanitario e portare a Brescia alcune decine di donne e bambini che erano al centro della guerra nella Bosnia centrale”, ricorda ai microfoni di Radio Onda d’Urto Agostino Zanotti, sopravvissuto insieme a Christian Penocchio a quella strage. “A Brescia tutto era già pronto per accoglierli, ma quel viaggio si interruppe bruscamente alle cinque di quel pomeriggio, in un bosco vicino a Gornji Vakuf”. Il gruppo fu circondato da soldati appartenenti a una banda paramilitare inserita nell’esercito bosniaco, comandata da Prijić. Nonostante i processi, tra cui quello svoltosi a Brescia nel 2017, Prijić non ha mai ammesso la responsabilità né spiegato il motivo di quell’esecuzione sommaria. Zanotti ricorda ancora una volta l’istante prima degli spari: “Fabio Moreni un attimo prima che iniziasse a sparare aveva detto “Perché?”. Ecco, questo “Perché?” riecheggia ancora nel bosco di Gornji Vakuf, ma è riecheggiato anche nei tribunali e riecheggia ancora nelle menti mia e di Christian”. Le testimonianze emerse negli ultimi anni relativamente alla guerra in ex Jugoslavia, come quelle raccontate nel documentario Sarajevo Safari e nel libro I cecchini del Weekend, mostrano che sono ancora molte le cose da chiarire rispetto a quanto avvenuto in quel periodo. Zanotti ci tiene anche a ricordare che “i resti di Guido Puletti riposano nel cimitero di Brescia accanto alle vittime di Piazza della Loggia e ai partigiani, a testimonianza di un filo rosso che unisce la storia della Resistenza partigiana e del pacifismo bresciano”. Ascolta l’intervista completa ad Agostino Zanotti nel 33esimo anniversario della strage di Gornji Vakuf Ascolta o scarica  
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto
Nei files Epstein ci sono molti POLITICI ITALIANI, che ora sono RICATTATI da Israele a danno del popolo italiano. Vogliamo sapere chi sono, perché hanno consegnato l’Italia al MOSSAD
Da Stefania Ascari. Negli Epstein Files compaiono anche nomi di politici italiani. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo che vengano resi pubblici. Quando esponenti politici diventano vulnerabili al ricatto, smettono di rappresentare gli interessi dei cittadini e delle cittadine e finiscono per servire equilibri di potere costruiti sull’orrore, contribuendo a nascondere crimini indicibili. È così che si erode la democrazia. Oggi abbiamo approfondito questi temi in un importante evento nell’Aula dei Gruppi parlamentari, che ha visto la partecipazione di circa 300 persone. Ringrazio la collega Alessandra Maiorino , Eleonora Sgaravatti (ideatrice di Artists for Gaza), la divulgatrice Virginia Veludo (Rossa Perpendicolare), il professor Sergio Petrella, e ancora Rula Jebreal, Veronica Gentili, Francesca Albanese e Tomaso Montanari per i loro contributi preziosi. È possibile rivedere l’intero evento a questo link: https://www.youtube.com/live/tEgHxW2_ofc
May 29, 2026
InfoPal
Il New York Magazine avverte che il “Consiglio per la Pace” sostenuto da Trump potrebbe distruggere Gaza
Gaza. Un reportage del giornalista palestinese Mohammed R. Mhawish sostiene che il “Consiglio per la Pace” promosso da Trump presenta il futuro di Gaza come un progetto immobiliare e di investimento, escludendo i palestinesi dalle decisioni riguardanti la propria terra e il proprio futuro. Il reportage evidenzia i piani promossi da Jared Kushner per lo sviluppo di complessi residenziali di lusso, zone turistiche e ingenti progetti di investimento in tutta Gaza, nonostante la Striscia rimanga devastata dal genocidio, dagli sfollamenti, dalla distruzione delle infrastrutture, dagli ordigni inesplosi e da una profonda crisi umanitaria. Secondo il reportage, il quadro proposto conferirebbe un potere enorme ai funzionari statunitensi e israeliani, limitando al contempo la rappresentanza politica palestinese. Il progetto rischia di trasformare Gaza in un’enclave economicamente dipendente, allontanandola ulteriormente dalla Cisgiordania occupata e minando le prospettive di un’autentica autodeterminazione e di uno Stato palestinese.
May 29, 2026
InfoPal
Netanyahu ordina all’esercito israeliano di estendere l’occupazione di Gaza al 70%
Gaza. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dato istruzioni all’esercito israeliano di estendere l’occupazione di Gaza al 70%, mentre il suo ministro ha confermato il piano del regime per la pulizia etnica nella Striscia. “Attualmente controlliamo pienamente il 60% del territorio della Striscia di Gaza… e la mia direttiva è di arrivare al 70%”, ha dichiarato Netanyahu giovedì alla Conferenza della Valle del Giordano, nella Cisgiordania occupata. Quando un membro del pubblico ha chiesto l’occupazione del “100%” di Gaza, Netanyahu ha risposto che “procediamo per gradi”, lasciando intendere che questo sia l’obiettivo a lungo termine del suo regime. “Prima il 70%”, ha detto. “Cominceremo da lì”. La settimana scorsa, Netanyahu ha riconosciuto pubblicamente le notizie secondo cui le forze israeliane occupano attualmente il 60% di Gaza, una percentuale significativamente superiore al 53% consentito dall’accordo di cessate il fuoco dello scorso anno con Hamas. I ministri del governo Netanyahu hanno dichiarato di voler occupare completamente Gaza ed espellere i suoi quasi due milioni di abitanti palestinesi per spianare la strada agli insediamenti israeliani illegali nella Striscia. La guerra genocida di Israele contro Gaza ha ucciso più di 72.700 palestinesi e ne ha feriti oltre 172.000 dal 7 ottobre 2023. Il cessate il fuoco, sostenuto dagli Stati Uniti e annunciato a ottobre, aveva lo scopo di fermare la guerra e facilitare l’ingresso di aiuti, cibo, carburante e medicinali a Gaza. Tuttavia, con il tacito appoggio degli Stati Uniti, Israele ha sostanzialmente mantenuto il blocco, lasciando le condizioni umanitarie catastrofiche nella Striscia assediata e densamente popolata. Nel frattempo, gli attacchi aerei e i bombardamenti israeliani sono continuati, uccidendo centinaia di palestinesi dal cessate il fuoco. Katz conferma l’obiettivo della pulizia etnica di Gaza. Mercoledì, il ministro degli affari militari israeliano ha dichiarato di essere impegnato nella pulizia etnica di Gaza attraverso lo sfollamento forzato su larga scala dei palestinesi, nell’ambito dei piani a lungo termine di Israele per il territorio. In una dichiarazione, Israel Katz ha affermato che il regime sionista avrebbe attuato un piano per l’espulsione di un gran numero di palestinesi da Gaza “al momento giusto e nel modo giusto”. Il piano viola l’accordo di cessate il fuoco per Gaza, firmato da Israele lo scorso anno. Il secondo punto del piano recita: “Gaza sarà ricostruita a beneficio della popolazione di Gaza, che ha sofferto fin troppo”. Lo sfollamento forzato di popolazioni civili è un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità. Funzionari israeliani, incluso Katz, usano il termine “migrazione volontaria” per descrivere i loro piani di pulizia etnica della Striscia. Organizzazioni per i diritti umani e avvocati con sede in Israele hanno avvertito che le condizioni imposte da Israele a Gaza significano che nessuna partenza può essere considerata volontaria e che la politica costituisce un piano di pulizia etnica. “Creare condizioni di vita che non consentano la sopravvivenza, la libertà e la dignità, e sottoporre i civili a tali condizioni finché non dichiarano di voler andarsene, non è un piano per ‘incoraggiare l’emigrazione volontaria’, bensì un piano di evacuazione ed espulsione forzata”, ha affermato l’Associazione per i diritti civili in Israele lo scorso anno. (Fonti: PressTV e Quds News).
May 29, 2026
InfoPal
VENERDÌ 29 MAGGIO: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
Su Radio Onda d’Urto nuovo appuntamento del venerdì con la rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli. I temi che abbiamo affrontato oggi, venerdì 29 maggio: le dichiarazioni di Fitto sulla possibilità di utilizzare Fondi coesione contro il caro energia; la vertenza Electrolux dopo l’incontro al ministero di lunedì scorso; il rapporto Sipri sulla spesa militare mondiale; in chiusura l’andamento delle borse. Per affrontare le conseguenze del caro energia, “gli Stati membri possono utilizzare i fondi di Coesione“. A dirlo il vicepresidente italiano della Commissione, il meloniano Fitto. Parole respinte al mittente dalla Conferenza Europea della Regioni, contraria a “usare i fondi di coesione – quelli cioè per promozione dello sviluppo sostenibile e la riduzione delle disparità economiche e sociali – come un “Bancomat”, a scapito degli investimenti strutturali di lungo periodo. A Roma, al ministero delle Imprese, si è svolto lunedì scorso il tavolo sulla vertenza Electrolux fra azienda, istituzioni e lavoratori. La società ha confermato il licenziamento di 1.719 persone. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, avrebbe dato tempo a Electrolux fino al 15 giugno per ritirare piano e iniziare discussione diversa. Sullo sfondo c’è poi la preoccupazione della possibile avanzata di Midea, la società cinese che ha già una joint venture e una partnership con Electrolux, ma limitatamente agli stabilimenti Usa. Il timore dei sindacati è che la ristrutturazione e il piano di tagli sia finalizzato a un cambio del controllo della società. Si tratta di ipotesi su cui la multinazionale non ha espresso commenti, limitandosi a confermare lo stato di fatto. La spesa militare mondiale ha raggiunto poi, nel 2025, un nuovo record storico: 2.887 miliardi di dollari complessivi, con un aumento del 2,9% in termini reali rispetto al 2024. È quanto emerge dai nuovi dati del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) . Gli Stati Uniti (che da soli rappresentano il 33% dell’intera spesa militare mondiale con 954 miliardi di dollari) hanno registrato nel 2025 una riduzione pari al 7,5%. Rafforzano invece in maniera cospicua la tendenza globale al riarmo Russia e Cina. Ma è l’Europa il continente che più contribuisce alla corsa al riarmo nel 2025, con un aumento complessivo del 14% della propria spesa militare. L’Italia non fa eccezione: con un aumento del 20%. Il nostro Paese è tra i principali contributori della spirale militarista europea rientrando, secondo i report Sipri, stabilmente nel gruppo dei primi 15 Paesi della classifica. Il crescente ottimismo su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran spinge le borse su nuovi massimi. Il memorandum d’intesa prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’estensione del cessate il fuoco per 60 giorni, periodo durante il quale le parti dovrebbero proseguire il confronto sul programma nucleare di Teheran, mentre il petrolio prosegue la discesa. Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto
AZIONE AL PORTO DI GIOIA TAURO. 5 BARCHE BLOCCANO NAVI CONTAINER DIRETTE IN ISRAELE
“Siamo in mare con 5 barche della Thousand Madleens Coalition e Global Intifada per un’azione al porto di Gioia Tauro“. Le imbarcazioni della coalizione internazionale per la Palestina hanno bloccato nella mattinata di venerdì 29 maggio l’attracco della nave porta container MSC che doveva caricare materiale bellico destinato a Israele. Le barche della MSC hanno già condotto diversi viaggi tra il porto di Gioia Tauro e quelli israeliani per movimentare materiale bellico e dual use, ancora stoccato in almeno 16 container al porto calabrese. Ci siamo collegati con Antonio, di La Base di Cosenza, a bordo di una delle imbarcazioni. Ascolta o scarica. In concomitanza, il Coordinamento Calabria per la Palestina ha convocato per questo pomeriggio, alle ore 17, un presidio davanti al porto di Gioia Tauro e alle ore 18.30 sul lungomare di San Ferdinando la conferenza stampa in cui presenterà il programma di attività organizzate per rilanciare l’azione di lotta contro la filiera bellica e l’economia di guerra. Un’iniziativa di lotta svolta in adesione allo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra lanciato con l’appello dei Giovani Palestinesi d’Italia e raccolto da diverse realtà sindacali di base. Il collegamento nel pomeriggio con Roberto, di La Base di Cosenza. Ascolta o scarica.
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto
INTERVISTA A VITTORIO AGNOLETTO SUL SUO LIBRO “L’INDUSTRIA DELLA SALUTE”
Diseguaglianze nella salute e nell’accesso alle cure che si traducono in maggiore diffusione della multi-cronicità e della minore aspettativa di vita. Oltre a questo filo conduttore l’Istat, nel suo report annuale, sottolinea quali siano altri indispensabili dati da leggere per inquadrare il fenomeno della denatalità, collegata anche allo spopolamento. A incidere negativamente sulla condizione di salute non è però solo dove si vive ma anche quanto si è studiato. Istat sottolinea che gli uomini di 30 anni con un basso livello di istruzione hanno una aspettativa di vita di 4,5 anni in meno di quelli che hanno raggiunto la laurea; per le donne, il divario è di 2,8 anni. Se alla scolarità si aggiunge poi, dove si vive, la situazione cambia ancora: a 30 anni, un uomo con bassa istruzione residente nelle isole ha una speranza di vita residua inferiore di 5,7 anni rispetto a un coetaneo laureato del Nord-Est. Questi i dati che abbiamo commentati con Vittorio Agnoletto, partendo dal suo nuovo libro “L’industria della salute. Farmaci, privatizzazioni e affari. Ecco perché un’altra medicina è necessaria”. Un volume che intreccia la dimensione locale e quella globale, toccando diversi piani del diritto alla salute: dalle conseguenze dello smantellamento del Ssn (Servizio sanitario nazionale) e della penetrazione del privato nella sanità pubblica, fino alle forme di attivismo possibili e alle strategie necessarie per riconquistare – assieme – il diritto alla salute. Vittorio Agnoletto, medico e membro di Medicina Democratica, professore presso l’Università degli Studi di Milano. Ascolta o scarica
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto
ROMA: ASSEMBLEA “FUCK REMIGRATION” VERSO LA MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA DEL 13 GIUGNO
Da qualche settimana a Roma si è costituita l’Assemblea Fuck remigration. Dopo un primo incontro che si è tenuto presso la Facolta’ di Giurisprudenza alla Sapienza, nuova convocazione per sabato 30 maggio per un’assemblea pubblica a Piazza Vittorio verso il corteo del 13 Giugno. Quel giorno si terra’ la marcia a Roma dei fascisti di “Remigrazione e riconquista” a conclusione della raccolta firme per la proposta di legge sulla cosiddetta “remigrazione”. “Chi sostiene questo concetto si arroga il diritto di definirsi gli unici veri “figli d’Italia” e, di conseguenza, pretende di decidere chi possa vivere in questo Paese e chi no”- cosi’ l’Assemblea Fuck remigration nel comunicato di indizione dell’assemblea del 30 maggio-. “Ci vogliono vendere l’immagine di una Roma fondata da italianissimi e destinata ad appartenere solo agli italianissimi, quando persino il mito della fondazione di Roma nasce dalla storia di un migrante: Enea, un profugo di guerra. Da qui prende forma l’intero impianto ideologico dell’estrema destra: un discorso escludente fondato sull’identità nazionale, che dietro la retorica della sicurezza, nasconde la brutalità della deportazione. Perché la “remigrazione” non è altro che deportazione, mascherata da soluzione ai problemi sociali. La violenza nelle strade, che viene fatta passare come conseguenza di una cultura “estranea”, è invece il prodotto dell’abbandono istituzionale, della marginalizzazione e della ghettizzazione. La loro propaganda dice una verità quando afferma che il popolo è affamato. Ma mente quando individua nello straniero il responsabile di questa miseria. Sappiamo bene che le risorse per garantire una vita dignitosa a tutti esistono già, concentrate nelle mani di chi trae profitto dalla guerra, dallo sfruttamento e dalle disuguaglianze. Per questo dobbiamo dirlo chiaramente a chi, il 13 giugno, si presenterà come paladino della giustizia sociale tentando di convincerci che razzismo e pulizia etnica siano la soluzione al disagio collettivo. Roma non ci sta. E sarà pronta a dimostrarlo”. Definiamo i contorni di questa mobilitazione con Pietro dell’Assemblea Fuck remigration Ascolta o scarica 
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto