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Il vice ministro degli Esteri iraniano smentisce Trump: “Non ci sono colloqui tra Teheran e Washington”
Tehran. Il vice ministro degli Esteri iraniano smentisce le dichiarazioni del presidente USA, Donald Trump: “Non ci sono colloqui tra Teheran e Washington”. “Le dichiarazioni del presidente statunitense fanno parte degli sforzi per abbassare i prezzi dell’energia e guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari. “Ci sono iniziative da parte di paesi della regione per de-escalare la situazione, e la nostra risposta a tutte loro è stata chiara: non abbiamo iniziato questa guerra, e tutte queste richieste dovrebbero essere indirizzate a Washington”.
March 23, 2026
InfoPal
La guerra della Coalizione Epstein contro l’Iran compatta la Ummah musulmana
InfoPal. La guerra non provocata della Coalizione Epstein (Israele e USA con vassalli europei al seguito) contro l’Iran ha riunito la ummah islamica, storicamente divisa tra sunnismo, e le sue varie correnti politiche, e sciismo, nelle sue diverse manifestazioni. L’Islam come Civiltà e Comunità globali si sente minacciato dalla Classe Epstein, l’Élite capitalista finanziaria senza scrupoli, guerrafondaia, pedosatanista e genocidaria che, come una enorme Cupola mafiosa, artiglia il mondo intero, divide, invade, opprime, rapina e uccide. La guerra contro l’Iran ha spostato radicalmente le prospettive geopolitiche dell’Asia nel suo insieme, e la legittima Resistenza viene globalmente percepita come avanguardia planetaria contro i Barbari israelo-occidentali, tanto che persino realtà avversarie fino a qualche anno fa, sono diventate sostenitrici e alleate. Il caso del Gran Mufti della Libia, Sheikh Sadiq al-Ghariani, vicino alla Fratellanza Musulmana internazionale, è esemplare: il religioso sunnita ha infatti esortato i musulmani di tutto il mondo a sostenere l’Iran di fronte all’aggressione contro la Repubblica islamica, avvertendo che il dispiegamento di truppe statunitensi nel mondo arabo destabilizzerebbe la regione. Al-Ghariani ha affermato: “Nel Corano non esiste il concetto di neutralità… Sostenere i musulmani è un dovere religioso”. Il Gran Mufti ha aggiunto che le potenze arroganti del mondo “dovranno pagarne il prezzo”. Ha poi invitato tutti i musulmani a trarre insegnamenti dall’offensiva anti-iraniana in corso e a trovare forza nella fede. L’alto prelato libico ha sottolineato che i musulmani dovrebbero “prestare attenzione a questi sviluppi e cercare la dignità solo attraverso l’obbedienza a Dio e al Suo Profeta”. “La nostra lotta è la vostra”: le forze armate iraniane promettono di difendere la Palestina e la Ummah musulmana. Il più alto comando operativo iraniano ha espresso fratellanza e impegno per la causa palestinese: il “Comando Centrale Khatam al-Anbiya”, che coordina le operazioni tra l’Esercito iraniano e il “Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC)”, ha diffuso domenica sera un messaggio in cui ribadisce “il fermo sostegno della Repubblica Islamica alla nazione palestinese, in particolare al resiliente popolo di Gaza”. Rivolgendosi in arabo ai fratelli musulmani di tutta la regione e al popolo palestinese, il portavoce del Comando Centrale Khatam al-Anbiya, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari, ha sottolineato che “la lotta palestinese è profondamente radicata nella coscienza del popolo iraniano fin dai primi giorni della Rivoluzione Islamica”. “La Umma islamica e la nazione palestinese sono sempre state vive nella coscienza del popolo dell’Iran islamico”, ha affermato, descrivendo la Palestina come “un eterno vessillo di giustizia che nessuna difficoltà può sminuire e nessuna avversità può spezzare”. Il portavoce ha affermato che le azioni dell’Iran non derivano semplicemente dall’autodifesa o dalla vendetta per i propri martiri, ma “da un dovere più ampio di salvaguardare l’intera Umma islamica oppressa e il popolo palestinese, il cui sangue e i cui sacrifici occupano un posto sacro in questa posizione”. “La Palestina non è mai stata una questione di una singola nazione; piuttosto, è sempre stata e sarà sempre una questione di dignità, diritto e giustizia, e una questione che riguarda l’intera nazione islamica”, ha spiegato Zolfaqari. Rivolgendosi direttamente al popolo palestinese e alla più ampia Umma islamica, Zolfaqari ha respinto “qualsiasi idea di isolamento nella loro resistenza contro il regime sionista usurpatore”. “Non pensate di essere soli in questa lotta… noi siamo con voi, con una promessa che non cambierà e con una posizione che non si indebolirà”, ha affermato. Lodando le qualità di resilienza, dignità, pazienza e fermezza del popolo palestinese attraverso le generazioni, il portavoce ha promesso la continua solidarietà dell’Iran. “Ci impegniamo a restare saldi al vostro fianco su questa strada finché la giustizia non raggiungerà il suo popolo e la Palestina non tornerà ai suoi legittimi proprietari, amata, libera e orgogliosa”. Il Generale di Brigata Esmail Qaani ha dichiarato che “la determinazione dell’Asse della Resistenza ha favorito un’unità senza precedenti tra i musulmani e ha instillato un profondo timore nell’arroganza globale e nel sionismo internazionale”. Tale dichiarazione giunge in un contesto di crescente aggressività statunitense e israeliana nei confronti dell’Iran, dove gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno lanciato una guerra di aggressione non provocata contro l’Iran il 28 febbraio, assassinando la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, e diversi alti comandanti militari. L’Iran ha immediatamente reagito all’aggressione lanciando raffiche di missili e attacchi con droni contro i territori occupati da Israele e contro le basi statunitensi nei paesi della regione. Hamas: l’Iran rappresenta una “linea di difesa avanzata per l’intera nazione islamica”. Il portavoce delle Brigate al-Qassam, ala militare del movimento di Resistenza islamica, Hamas, Abu Obeida, ha affermato che l’Iran rappresenta “un’avanzata linea di difesa per l’intera nazione islamica”. In una dichiarazione rilasciata domenica, Abu Obeida ha dichiarato che gli aggressori “non possono spezzare la volontà del popolo libero dell’Iran”. “Guardiamo con immenso orgoglio ai potenti attacchi missilistici condotti dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che hanno colpito aree in profondità nel territorio del nemico criminale utilizzando nuove tattiche (…). Questa è una risposta naturale, non solo all’aggressione sionista-statunitense contro l’Iran, ma anche ai massacri di genocidio contro il popolo palestinese a Gaza, che hanno provocato 71.000 morti e 172.000 feriti. “Questo nemico nazista-sionista comprende solo il linguaggio della forza (…). Senza questo, continuerà le sue devastazioni e prenderà di mira una dopo l’altra le nostre nazioni arabe e islamiche”. Ha esortato le nazioni islamiche a “restare unite contro gli aggressori israeliani e statunitensi e a collaborare per le cause fondamentali dell’Islam, prima fra tutte la liberazione della Palestina”. (Fonti: PressTV, Quds News, Irna e Telegram).
March 23, 2026
InfoPal
La “coalizione Epstein” in guerra contro le bambine iraniane. USA e Israele, due nazioni senza diritto
L’interferenza.info. Di Stefano Zecchinelli. La Resistenza sciita, dinanzi all’aggressione della “coalizione Epstein”, ha obbligato la “tigre di carta” a svelare la propria debolezza: Israele, una micro-entità priva di profondità strategica, massacra donne e bambini innocenti, uccide leader politici e militari emulando i crimini della Gestapo, e ciò nonostante non è in grado di guadagnare il territorio. La sconfitta strategica di Tel Aviv, dall’altra parte, ha convinto la Cina a rivedere la propria dottrina militare. Uccidendo Ali Larijani, traduttore in lingua farsi delle opere di Immanuel Kant, Israele ha provocato la risposta iraniana la quale, bucando il sistema di difesa “Cupola d’Acciaio”, ha fatto saltare i collegamenti con la centrale nucleare di Dimona. Le stesse raffinerie del Paese sono compromesse: Israele, inimicandosi una parte importante del Medio e Vicino Oriente e dell’Eurasia, in tempi breve andrà verso il blackout energetico. Come ha osservato l’analista strategico Thierry Meyssan “Un drone Shahed costa circa 35 mila dollari. Per abbatterlo gli Stati Uniti devono lanciare due missili Patriot che costano 3,3 milioni di dollari ciascuno. Non hanno scelta: se consentissero a un drone Shahed di colpire un bersaglio qualsiasi se ne dedurrebbe che non sono in grado di difendersi o che non riescono a difendere i propri alleati. Per ogni drone lanciato l’Iran è certo di costringere gli Stati Uniti a sborsare 6,6 milioni di dollari, ossia 188 volte il valore del drone” 1. L’imperialismo USA si sta dissanguando economicamente per obbedire agli ordini della lobby sionista, una rete articolata con diverse ramificazioni interne (dall’AIPAC alla “Lega Anti-Diffamazione”, il vertice della piramide imperialista, essendo la stragrande maggioranza degli ideologi neocons israeliano-statunitensi col doppio passaporto, che contempla la distruzione d’una porzione del pianeta. Tramite i neocons, Israele comanda sugli USA. La Repubblica Islamica dell’Iran si è appellata alla Risoluzione 3314 (XXIX) del 14 dicembre 1974, la quale approfondisce il concetto di aggressione sistematizzato dalla Carta di San Francisco (Ibidem). Le monarchie del Golfo, ospitando le basi militari degli Stati Uniti la potenza attaccante, seppur non partecipano attivamente all’aggressione USA diventano, legittimamente, un bersaglio militare iraniano: Teheran, in questi termini, è una potenza osservante il diritto internazionale, a differenza dei pedo-satanisti della “coalizione Epstein”. La chiusura dello Stretto di Hormuz, successivamente rivolta soltanto a Stati Uniti ed Israele, fa dell’Iran (anche) una potenza economica globale. L’Iran odierno, rispetto agli anni ’80, possiede capacità difensive complesse, armi di nuova generazione, solide alleanze internazionali (es. Russia e Cina), una popolazione coltissima e profondità strategica; Israele, dall’altra parte, ha subito umilianti sconfitte militari dagli Hezbollah ed Hamas. Uccidere uno statista come Larijani non è dottrina militare, ma un crimine; far saltare i collegamenti presso la centrale nucleare di Dimona è strategia militare. In Occidente, giornalisti lubrificati indegni di questo riconoscimento professionale, sembrerebbero non riconoscere la differenza fra dottrina ed “idealismo pervertito”: una dissonanza cognitiva irrilevante per le scienze militari, ma centrale per uno studio di socio-criminologia. I sostenitori di Israele pongono seri problemi di “criminologia clinica”: sostengono una “dittatura lombrosiana” imputata di genocidio. Domanda: i sionisti sono indottrinati o insani di mente? Sionismo, un’ideologia razzista fra deliri e disturbi psichiatrici. L’analista strategico Mohammad Ali Senobari ha evidenziato come il “giudaismo talmudico” abbia influenzato la linea politica di Netanyahu, il dittatore post-moderno più pericoloso del pianeta, esponente del fascismo israeliano novecentesco. Riportiamo una lunga citazione: “Netanyahu e la politica dell’Apocalisse  Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ripetutamente invocato immagini apocalittiche, sostenendo che la guerra potrebbe portare alla “venuta del Messia”. Tuttavia, tale retorica funziona principalmente come una narrazione politica volta a mobilitare i sostenitori ideologici e a giustificare l’escalation del conflitto. Storicamente, la stessa corrente ideologica che oggi sostiene di attendere il Messia è stata a lungo associata – all’interno della tradizione cristiana – alla persecuzione storica e alla crocifissione di Gesù. Per questo motivo, i critici sostengono che il sionismo moderno non solo si opponga al mondo musulmano, ma sia anche in contrasto con la memoria storica cristiana. L’ombra dell’ottantesimo anno Nel discorso strategico israeliano è emerso un crescente dibattito su ciò che alcuni analisti chiamano la «maledizione dell’ottavo decennio». Storicamente, alcuni progetti politici coloniali o di insediamento hanno affrontato profonde crisi circa otto decenni dopo la loro fondazione. Questa percezione ha alimentato un senso di urgenza tra le fazioni sioniste della linea dura, alcune delle quali ritengono che un’escalation del confronto regionale potrebbe ritardare o rimodellare la traiettoria del declino. Il rapporto tra Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump deve essere visto in questo contesto. I critici sostengono che la pressione politica, la leva dei servizi segreti e le reti di lobbying potrebbero influenzare in modo significativo le politiche di Washington nei confronti dell’Iran.” 2 Trump e Netanyahu, in nome del loro “Dio fascista” (cit. Bertolt Brecht), stanno assassinando donne, anziani, uomini e bambini innocenti. Due integralismi, quello ebraico e quello cristiano, che s’incontrano nel rilancio del fascismo hitleriano nel ventunesimo secolo: l’Uomo deve liberarsi dal monoteismo imperialista, una dottrina perversa che a causa di Washington e Tel Aviv continua a degradare la natura umana dissolvendo la stessa Ragione kantiana di cui Ali Larijani era profondo conoscitore. Ha ragione la giornalista Angela Lano: “Se l’Iran riesce a resistere alle brutali aggressioni della Coalizione Epstein, potrà sferrarle un colpo mortale, liberando l’umanità intera da orge di sangue e sacrifici umani; se perderà, sarà la fine per tutti, perché questi Zombie usciti dall’Inferno, che si credono eletti da un dio che non è mai stato Dio, si sentiranno autorizzati a immolare un numero illimitato di esseri all’altare del loro Baal famelico, e il Totalitarismo si estenderà come l’ombra enorme di un uccello predatore. Dissidenti e menti pensanti saranno perseguitati, e su tutto regnerà l’orrore satanico politico-religioso. Che l’Universo non voglia tutto questo, e che l’Iran vinca e ci liberi da queste minacce mortali.” 3 La società occidentale è una “società di ladri”, necrotizzata socialmente davanti ai crimini dell’imperialismo. L’”uomo massa” è ridotto in uno stato di ignoranza in diritto e filosofia (due materie sconosciute in Israele), ovvero non ha il senso dell’altro: l’evangelico medio è un criminaloide, necrotizzato e proto-fascista, più propenso a vivere nell’illegalità. La giunga delle metropoli come destino e distopia. https://www.voltairenet.org/article223961.html https://comedonchisciotte.org/apocalisse-sionista-o-declino-degli-imperi-perche-la-guerra-di-stati-uniti-e-israele-contro-liran-e-segno-di-debolezza-strategica > La Coalizione pedosatanista Epstein continua a diffondere morte e odio nel > mondo. Iran, avanguardia contro la Barbarie Fonte foto: La Luce News (da Google)
March 23, 2026
InfoPal
FRANCIA: ALLE ELEZIONI COMUNALI PARIGI E MARSIGLIA AI SOCIALISTI, LIONE ALLA ALLEANZA VERDI-FRANCE INSOUMISE
In Francia i ballottaggi delle comunali hanno visto Parigi e Marsiglia restare ai socialisti, nel secondo caso grazie al ritiro della France Insoumise per evitare che la seconda città francese finisse nelle mani dell’estrema destra;  a Lione  vincono gli ecologisti con l’appoggio dei partiti di sinistra e de LFI nonostante settimane di strumentalizzazione mediatica contro le realtà antifasciste e di sinistra a seguito la morte di un 23enne neofascista. I  fascisti di RN vincono invece a Nizza in allenza con la destra UDR. La France Insoumise conquista il sindaco a Roubaix (90mila abitanti) e diversi comuni della cintura rossa di Parigi di circa 50mila abitanti e anche di Lione, ottenendo circa 1000 consiglieri e consigliere eletti. Clamorosa sconfitta a Pau, nei Pirenei francesi, dell’ex primo ministro e sindaco uscente della città Bayrou, battuto per soli 344 voti dal socialista Marbot. Una analisi del voto francese con Marco Assennato, ricercatore universitario e del collettivo Euronomade. Ascolta o scarica
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
HO UCCISO L’ANGELO DEL FOCOLARE: TRA FEMONAZIONALISMO E FALSI FEMMINISMI. COME LE NUOVE DESTRE STRUMENTALIZZANO LE QUESTIONI DI GENERE
Ho ucciso l’angelo del focolare è l’approfondimento quindicinale dedicato alle questioni di genere. Va in onda sulle frequenze di Radio Onda d’Urto ogni due settimane – il venerdì pomeriggio alle ore 18,45 – dentro la Cassetta degli Attrezzi. _______________________ Continuano gli appuntamenti con la trasmissione dedicata al genere di questa stagione radiofonica 2025/2026. In questa ottava puntata – in onda venerdì 20 marzo – abbiamo approfondito come le nuove destre globali strumentalizzano le questioni di genere per i propri obiettivi politici. Un viaggio, dall’Europa agli Stati Uniti, tra femonazionalismo, falsi femminismi, stantie definizioni di femminilità e vero e proprio antifemminismo, per capire gli immaginari e la simbologia che sottende un certo tipo di propaganda e smascherarne gli obiettivi e i meccanismi più subdoli. Con noi, Viola Carofalo, del progetto Meti e Marina Nasi, giornalista freelance e collaboratrice della rivista “La valigia blu” Ascolta o scarica   Le puntate della stagione 2025 / 2026: * 6 marzo 2026 – “L’amore non ci basta”. I motivi della denatalità in Italia, con Francesca Coin, sociologa e autrice tra gli altri del libro “Le grandi dimissioni. Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita” (Einaudi, 2023) e Silvana Agatone, presidente dell’Associazione LAIGA – Libera Associazione Italiana Ginecologi non obiettori per l’Applicazione della 194 Ascolta o scarica * 23 gennaio 2026 – Sessismo da tastiera. Quando l’odio di genere corre online, con Vera Gheno, saggista, sociolinguista e ricercatrice presso l’Università di Firenze, e Paola Rizzi, giornalista e vicepresidente dell’associazione Giulia Giornaliste che, nel 2021, ha scritto con Silvia Garambois il volume “#Staizitta giornalista! Dall’hate speech allo zoombombing, quando le parole imbavagliano”. Ascolta o scarica * 12 dicembre 2025 – Femminismo e Marxismo. Intervista a Leopoldina Fortunati, teorica femminista, già militante di Lotta Femminista e del movimento per il Salario al Lavoro Domestico. Tra le prime studiose a occuparsi del rapporto tra donne, lavoro e tecnologie, ha insegnato Sociologia della Comunicazione e della Cultura all’Università di Udine, ed è autrice de L’arcano della riproduzione. Casalinghe, prostitute, operai e capitale Ascolta o scarica * 28 novembre 2025 – Violenza transfobica e vita transgenere. Voci di lotta e di resistenza, con Roberta Parigiani, avvocata, attivista e attuale presidente del MIT – Movimento di Identità Trans di Bologna ed Elisa Ruscio, attivista parte di Milano Pride e di Acet – Associazione per la cultura e l’etica transgenere Ascolta o scarica * 14 novembre 2025 – Educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Ascolta o scarica * 31 ottobre 2025 – Il femminicidio di Cinzia Pinna e la narrazione mediatica della violenza, con Serena Bersani, presidente di Giulia Giornaliste – Associazione Giornaliste Unite, Libere e Autonome e Paola di Non Una di Meno Nord Sardegna Ascolta o scarica * 17 ottobre 2025 – La lotta delle donne arabe tra femminismo, Islam e Palestina. Intervista a Mjriam Abu Samra. L’intervista a Mjriam Abu Samra, attivista e ricercatrice italo-palestinese alla Ca’ Foscari di Venezia, con la quale abbiamo approfondito alcune discussioni aperte riguardo il concetto di liberazione, e di resistenza, per le donne arabe e palestinesi. Ascolta o scarica   STAGIONE 2024 / 2025: * 24 giugno 2025 – Detenutə tra stigma e oblio. Il carcere femminile al tempo del dl sicurezza Ascolta o scarica * 23 maggio 2025 – Tecnologie del controllo. Una prospettiva di genere e di lotta Ascolta o scarica * 9 maggio 2025 – Le mondine Ascolta o scarica * 28 marzo 2025 – Processo per stupro. Il caso di Gisèle Pelicot  Ascolta o scarica * 14 marzo 2025 – La storia della Pastora Ascolta o scarica * 28 febbraio 2025 – L’educazione sessuale nelle scuole nell’era Meloni Ascolta o scarica * 31 gennaio 2025 – La storia della Partigiana Laura Seghettini Ascolta o scarica * 17 gennaio 2025 – Presentazione libro lgbq Ascolta o scarica * 22 novembre 2024 – Molestie nelle Scuole di Giornalismo Ascolta o scarica * 25 ottobre 2024 –  La solitudine delle donne in carcere Ascolta o scarica   STAGIONE 2023 / 2024 * 21 giugno 2024 – Lo stupro come arma di guerra Ascolta o scarica * 7 giugno 2024 – Attivismo: femminismo sui social vs. realtà Ascolta o scarica * 24 maggio 2024 – La violenza sulle donne disabili Ascolta o scarica * 26 aprile 2024 – Orfani Femminicidi Ascolta o scarica * 12 aprile 2024 – Le pubblicità degli anni Settanta e il ruolo delle donne Ascolta o scarica * 29 marzo 2024 – Stereotipi femminili e materie Stem Ascolta o scarica * 15 marzo 2024 – Genere Razza Classe Ascolta o scarica * 2 febbraio 2024 – Donne Felici Senza Figli Ascolta o scarica * 19 gennaio 2024 – Violenza e Metaverso Ascolta o scarica * 5 gennaio 2024 – Salario e Lavoro Domestico Ascolta o scarica * 22 dicembre 2023 – Storia e Leggende di Santa Lucia Ascolta o scarica * 25 novembre 2023 – Il 25 novembre  Ascolta o scarica * 10 novembre 2023 – Streghe di Brescia: Benvegnuda Pincinella Ascolta o scarica * 27 ottobre 2023 – Donne e caporalato Ascolta o scarica
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
REFERENDUM: SEGGI APERTI FINO ALLE 15, AFFLUENZA RECORD TRAINATA DAI GRANDI CENTRI URBANI. I COMITATI PER IL “NO” DENUNCIANO IRREGOLARITA’ AI SEGGI
Affluenza altissima alle urne per il referendum sulla giustizia: alle 23 di domanica 22 marzo, ha votato il 46,07% degli aventi diritto, cifra record da 20 anni per i referendum votati su due giorni. Seggi aperti anche oggi, dalle 7 alle 15. A trainare la partecipazione al voto il centro-nord, con in testa Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia; ultime per affluenza Sardegna, Calabria e Sicilia. In particolare sono le grandi città a trainare la partecipazione al voto. Le province dove si è votato di più si confermano Bologna (57,2%), Modena (54,4%) e Reggio Emilia (54%). E poi Ancona al 50,06, Pordenone 50,48, Roma 49,5, Genova 49,5; Le Province di Milano 53,22 e Monza Brianza 53,29; in Piemone le Province di Torino, Cuneo e Novara sul 49%; in Toscana percentuali altissime con Firenze al 56,41% seguita da Prato (53,95), Siena (53,08), Pisa (52,89) e Arezzo (51,87), Trento sfiora il 52, Perugia il 50,42, in Veneto a primeggiare Padova con il 52,65. Numeri che segnalano una partecipazione record nei grandi centri urbani. Su questo Gianni Balduzzi, redattore di Termometro Politico. Ascolta o scarica Il Comitato per il No denuncia “gravi irregolarità” nei seggi, dove si è cercato di impedire ai rappresentati nel No di registrarsi ai seggi per votare. Denunciata anche la massiccia presenza dei rappresentati di lista di Fdi e Lega con al collo un cartellino che invitava a votare sì. Onorio Rosati, consigliere Regionale di AVS. Ascolta o scarica
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
Con Sara e Sandrone nel cuore
Riceviamo, pubblichiamo e condividiamo: Sara e Sandrone rimarranno sempre nostri compagni. A differenza di Piantedosi, Salvini e Meloni, dei mercanti di morte, degli aguzzini in divisa, loro non erano degli...
March 22, 2026
mezzoradaria
ROMA: PERQUISIZIONI A TAPPETO DOPO L’ESPLOSIONE CHE HA PROVOCATO LA MORTE DI 2 ANARCHICI
Perquisizioni a tappeto della Digos di Roma nei confronti di appartenenti alla galassia anarchica, dopo la morte nel crollo del casale nel parco degli Acquedotti a Roma di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone. Quello che si sa, al netto delle veline mainstream, è che ci sarebbe stata una deflagrazione, per cause da chiarire, che ha fatto crollare parte del caseggiato. Le due persone rimaste sotto le macerie sono esponenti anarchici. Si cita al riguardo, nei media generalisti, una dichiarazione di Sara Ardizzone, nel corso dell’udienza preliminare dell’inchiesta Sibilla, chiusa il 15 gennaio 2025 per “non luogo a procedere” nei confronti di 12 imputati – tra cui la Ardizzone – in merito alla pubblicazione di una rivista anarchica, Vetriolo. Un comunicato siglato da “Centro di documentazione anarchico l’Arrotino, Individualità anarchiche e antiautoritarie di Valtellina” parla così di Sandrone e Sara. “Li abbiamo conosciuti nelle assemblee e nei campeggi, dove si parlava di anarchia, solidarietà, carcere, del sistema di dominio che ci circonda e di come fare a combatterlo. Non ci interessa sapere nello specifico cosa sia successo in quel casolare dove han trovato la morte. Sappiamo per certo che nel loro cuore c’era quell’idea di libertà e anarchia che sentiamo anche noi, sappiamo per certo che in questo mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa serva anche la violenza rivoluzionaria. Di fronte a un presente inondato di bombardamenti su ospedali, scuole, mercati e abitazioni civili, di guerre e genocidi in nome del denaro e del potere, crediamo sia necessaria l’audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo sistema”. Così il comunicato di “Individualità anarchiche e antiautoritarie di Valtellina”. Ascoltalo su Radio Onda d’Urto.  Ascolta o scarica  Un altro comunicato è stato diffuso da Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara), Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno), Danilo Cremonese e Valentina Speziale, Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini), Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari), Biblioteca Anarchica Sabot (Roma), Natascia Savio, Luigi di Faenza. Tra le altre cose si legge :”i due anarchici rinvenuti morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni. I pennivendoli prezzolati, dalla cui carta straccia abbiamo appreso il fatto, scrivono a più riprese dello scoppio di un ordigno. Le preoccupate prese di distanza, volte sempre a garantire un’incolumità vergognosa, non ci appartengono. Siamo abituati a non credere a una parola di quanto viene proferito dalla macchina della propaganda, ma qualora ci fosse un barlume di verità circa le informazioni “trapelate” non possiamo non soffermarci sul fatto fondamentale: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell’inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l’anarchismo, dei rivoluzionari fino all’ultimo istante della loro vita, e nella morte. Il 4 maggio scade il regime di 41 bis a cui è sottoposto Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Sassari in isolamento. A quella data il Ministero della Giustizia potra’ decidere per altri due anni in regime duro. Per chiedere la fine del 41 bis la galassia anarchica si sta mobilitando. Alcune iniziative si sono gia’ tenute tra Toscana e Emilia Romagna. A Roma il prossimo 10 aprile è prevista un’assemblea, il 18 una manifestazione.
March 22, 2026
Radio Onda d`Urto