VENERDÌ 29 MAGGIO: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI

Radio Onda d`Urto - Friday, May 29, 2026

Su Radio Onda d’Urto nuovo appuntamento del venerdì con la rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli. I temi che abbiamo affrontato oggi, venerdì 29 maggio: le dichiarazioni di Fitto sulla possibilità di utilizzare Fondi coesione contro il caro energia; la vertenza Electrolux dopo l’incontro al ministero di lunedì scorso; il rapporto Sipri sulla spesa militare mondiale; in chiusura l’andamento delle borse.

Per affrontare le conseguenze del caro energia, “gli Stati membri possono utilizzare i fondi di Coesione“. A dirlo il vicepresidente italiano della Commissione, il meloniano Fitto. Parole respinte al mittente dalla Conferenza Europea della Regioni, contraria a “usare i fondi di coesione – quelli cioè per promozione dello sviluppo sostenibile e la riduzione delle disparità economiche e sociali – come un “Bancomat”, a scapito degli investimenti strutturali di lungo periodo.

A Roma, al ministero delle Imprese, si è svolto lunedì scorso il tavolo sulla vertenza Electrolux fra azienda, istituzioni e lavoratori. La società ha confermato il licenziamento di 1.719 persone. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, avrebbe dato tempo a Electrolux fino al 15 giugno per ritirare piano e iniziare discussione diversa. Sullo sfondo c’è poi la preoccupazione della possibile avanzata di Midea, la società cinese che ha già una joint venture e una partnership con Electrolux, ma limitatamente agli stabilimenti Usa. Il timore dei sindacati è che la ristrutturazione e il piano di tagli sia finalizzato a un cambio del controllo della società. Si tratta di ipotesi su cui la multinazionale non ha espresso commenti, limitandosi a confermare lo stato di fatto.

La spesa militare mondiale ha raggiunto poi, nel 2025, un nuovo record storico: 2.887 miliardi di dollari complessivi, con un aumento del 2,9% in termini reali rispetto al 2024. È quanto emerge dai nuovi dati del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) . Gli Stati Uniti (che da soli rappresentano il 33% dell’intera spesa militare mondiale con 954 miliardi di dollari) hanno registrato nel 2025 una riduzione pari al 7,5%. Rafforzano invece in maniera cospicua la tendenza globale al riarmo Russia e Cina. Ma è l’Europa il continente che più contribuisce alla corsa al riarmo nel 2025, con un aumento complessivo del 14% della propria spesa militare. L’Italia non fa eccezione: con un aumento del 20%. Il nostro Paese è tra i principali contributori della spirale militarista europea rientrando, secondo i report Sipri, stabilmente nel gruppo dei primi 15 Paesi della classifica.

Il crescente ottimismo su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran spinge le borse su nuovi massimi. Il memorandum d’intesa prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’estensione del cessate il fuoco per 60 giorni, periodo durante il quale le parti dovrebbero proseguire il confronto sul programma nucleare di Teheran, mentre il petrolio prosegue la discesa.

Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica