
Quando il boia diventa eroe
Comune-info - Sunday, August 30, 2026La memoria muore quando i carnefici diventano eroi e le vittime soltanto numeri
Foto di Nancy Hann su UnsplashMentre noi discutiamo dei 17 centesimi della benzina, a poche centinaia di chilometri da casa nostra sta accadendo qualcosa di molto più grave. Ci stanno rubando la memoria. Ratko Mladić è morto. Anche Harald V di Norvegia é morto ma non fa notizia. Condannato all’ergastolo per genocidio Ratko ha compiuto crimini contro l’umanità. Oltre ottomila uomini e ragazzi musulmani massacrati a Srebrenica.
Adesso la Serbia annuncia per lui i massimi onori militari e di Stato. Il problema non è un funerale. Il problema è rendere gli onori alla bara di un uomo condannato per genocidio. Mladić si faceva fotografare mentre accarezzava la testa dei bambini prima di massacrarli e disperdere i loro corpi a pezzi nelle fosse comuni.
Questo dovrebbe preoccuparci più dei diciassette centesimi alla pompa di benzina Il male raramente arriva gridando: “Sono il male”. Prima cambia le parole. Poi cambia la memoria. Alla fine trasforma i carnefici in eroi. L’Europa ha dichiarato che la glorificazione dei criminali di guerra non ha posto nei suoi valori, tanto meno in un Paese che chiede di entrare nell’Unione. Sono gli stessi valori che hanno preteso dalla Turchia l’abolizione della pena di morte prima dell’apertura dei negoziati di adesione.
L’Europa, se vuole ancora avere un’anima, deve avere confini morali prima ancora che geografici. Mosca intanto parla di sentenza ingiusta e manda le proprie condoglianze. Sulla falsariga dello stesso pensiero aspettiamo di vedere se arriverà qualche analoga parola da Israele, mentre il governo Netanyahu, con Ben-Gvir e la sua estrema destra, continua a Gaza uno scempio che la Commissione d’inchiesta dell’ONU ha definito “genocidio”.
Per fortuna ci sono i giovani. Studenti serbi che strappano quegli striscioni celebrativi prendendosi insulti. Stiamo consegnando loro un mondo che non piace neppure a noi. Alcuni stanno avendo il coraggio di rifiutarlo. Il patto diabolico è questo: rendere tutto normale. I nostri criminali diventano eroi. I nostri morti sono vittime, quelli degli altri numeri. Le nostre bombe sono necessarie, quelle degli altri terrorismo.
Dobbiamo recuperare la capacità di scandalizzarci. Chi tiene in mano il Vangelo ha ricevuto un ordine preciso: pregare per i nemici dunque. non festeggiamo la morte di Ratko, non desideriamo vendetta e lo affidiamo alla misericordia di Dio. Proprio quel Vangelo, però, ci obbliga a chiamare il male con il suo nome. Per i credenti, la misericordia non cancella la verità. Il perdono non assolve la storia: Gesù perdona il peccatore, non santifica il peccato. Il nazismo non comincia con i campi di sterminio. Comincia molto prima. Quando «i nostri» hanno sempre ragione. Quando i morti degli altri valgono meno. Quando la propaganda rende normale ciò che normale non è.
La pace nasce così: dalla memoria che diventa verità, dalla verità che diventa giustizia, dalla giustizia che finalmente può diventare riconciliazione. Non c’è altra via.
[Don Giacomo Martino, parroco a Genova]
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