Coltivare la terra è un atto di pace

Comune-info - Friday, August 28, 2026

Dal 29 al 31 agosto Castiglione d’Otranto ospita la quindicesima edizione della Notte Verde. Tre giorni di incontri, laboratori, arte e musica per mettere in relazione giustizia ambientale, diritti del lavoro, guerra e modelli economici estrattivi. L’edizione è dedicata a Sacko Bakari, bracciante agricolo ucciso a Taranto. Tutte le iniziative sono gratuite

La terra non è soltanto il suolo che coltiviamo. È il luogo nel quale diventano visibili le disuguaglianze, lo sfruttamento del lavoro, la crisi climatica, l’appropriazione delle risorse e le conseguenze delle guerre. Ma è anche lo spazio concreto dal quale possono nascere relazioni diverse, economie fondate sulla cura e comunità capaci di sottrarsi alla violenza.

Da questa consapevolezza prende forma la quindicesima edizione della Notte Verde di Castiglione d’Otranto, in programma da sabato 29 a lunedì 31 agosto. La manifestazione, promossa da Casa delle Agriculture, attraverserà il paese con incontri pubblici, laboratori, mostre, percorsi formativi, spettacoli, libri e concerti. Al centro del programma ci sono la pace e la giustizia sociale, ecologica e climatica, considerate non come questioni separate, ma come dimensioni inseparabili della stessa crisi.

«Abitare la terra con coscienza non è un atto neutrale: è una scelta politica e partigiana», spiegano le persone che animano Casa delle Agriculture. In un tempo segnato dalle guerre, dalla distruzione di Gaza, dal collasso climatico e dallo sfruttamento sistematico di corpi e risorse, il silenzio non può essere considerato una posizione neutrale. «La terra è il principale luogo in cui queste contraddizioni diventano visibili, ma è anche lo spazio da cui costruire un’alternativa: opporre la cura alla violenza, la comunità al razzismo, la vita alla guerra. Coltivare la terra è un atto di pace, difenderla è un atto di libertà».

L’edizione del 2026 è dedicata a Sacko Bakari, bracciante agricolo ucciso a Taranto, vittima del razzismo e di una condizione di marginalità che continua a caratterizzare la vita di molte persone impiegate nell’agricoltura. Ricordarlo significa ricondurre il discorso sulla sostenibilità alla sua dimensione sociale: non può esserci agricoltura ecologica se il lavoro resta privo di diritti, né tutela della terra quando chi la coltiva è esposto allo sfruttamento, alla precarietà e alla violenza.

Per Casa delle Agriculture, dedicare la Notte Verde a Sacko Bakari significa rivendicare dignità e libertà per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della terra, ma anche ribadire la natura antifascista, pacifista e antirazzista del proprio impegno agroecologico e culturale.

La terra come terreno di conflitto

La prima giornata comincerà alle 7 del mattino con The Spine, laboratorio partecipativo dell’artista cileno-belga Isabel Burr Raty. Le persone coinvolte scaveranno collettivamente nella terra un canale sensoriale, esplorando il rapporto tra corpo, memoria e territorio.

Alle 9.30, nella Fucina delle Culture del Parco Renata Fonte, inizierà la seconda edizione del Corso di alta formazione in Giornalismo di pace, intitolata “Non c’è futuro senza giustizia ambientale”. Il corso è organizzato dal Gruppo Umana Solidarietà in collaborazione con Casa delle Agriculture, la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino e il Centro interdisciplinare Scienze per la Pace dell’Università di Pisa.

La prima sessione, con Serena Fasiello, Federico Oliveri e Giuseppe Putignano, affronterà il tema dell’ambiente come terreno di conflitto. Nel pomeriggio Tiziana Colluto, Antonio Ciniero e Angelo Cleopazzo discuteranno invece dell’agricoltura come questione politica. Un passaggio importante, perché la produzione del cibo viene ancora troppo spesso descritta come un’attività esclusivamente tecnica, separata dalle forme di proprietà, dai rapporti di lavoro, dalle politiche pubbliche e dalla distribuzione del potere.

Nel pomeriggio il paese diventerà uno spazio diffuso di confronto e apprendimento. In via Pisanelli torneranno i Parlamenti rurali, realizzati insieme alla Scuola di reportage narrativo “Alessandro Leogrande”. La prima assemblea sarà costruita intorno a una domanda essenziale: “Di chi è la terra?”.

Con Marianna Lentini, Valeria Cagnazzo e Celeste Luciano si parlerà di accesso alla terra, proprietà, recinzioni, abbandono, usi collettivi e conflitti. Il confronto metterà in relazione quanto accade nel territorio pugliese con le lotte palestinesi, mostrando come il controllo della terra non sia mai una questione astratta: stabilisce chi può abitare un luogo, coltivarlo, attraversarlo e costruirvi il proprio futuro.

La Scuola di Agriculture proporrà, nello stesso pomeriggio, un laboratorio sui bisogni educativi emergenti e sull’educazione in natura, condotto da Ezio Del Gottardo, docente di Pedagogia generale e sociale dell’Università del Salento. Sabrina Puzzovio guiderà invece un incontro sulla fermentazione degli alimenti, intesa non soltanto come tecnica di conservazione, ma anche come pratica ecologica e strumento di contrasto allo spreco.

Bambine e bambini raccontano Gaza

Una parte importante della Notte Verde è dedicata alle bambine e ai bambini. Presso l’ex scuola elementare si svolgerà il laboratorio di ecoprinting “Io sono foglia, noi siamo pace”, seguito dallo spettacolo di burattini “L’orco poeta e le galline presuntuose” e dalla “Parata dei buoni frutti”.

La parata raggiungerà Piazza della Libertà per inaugurare HeArt FOR GAZA, una mostra composta da sessanta disegni realizzati da bambine e bambini palestinesi nella Tenda degli Artisti di Deir-Al-Balah. Le opere, nate grazie all’impegno di Mohammed Timraz e Féile Butler, non presentano l’infanzia palestinese come una categoria astratta o come una semplice vittima da osservare a distanza. Consentono invece ai bambini di raccontare direttamente, attraverso il disegno, ciò che vivono, ricordano, temono e desiderano. Alla mostra è collegata anche una raccolta di fondi.

Al Giardino della Pace Attiva, alle 19, l’artista palestinese Lina Issa presenterà “3 Canzoni da ricordare: un albero, un frutto, un seme”, una performance di narrazione, danza e musica realizzata con Massimiliano De Salvatore. Il lavoro attraversa la perdita della terra, la memoria familiare e la trasmissione dell’eredità palestinese come forma di resistenza alla cancellazione.

Il legame tra guerra e distruzione della vita sarà presente anche nell’installazione tessile “5,7 chilometri di grida nel silenzio”, realizzata da Cristina Pedrocco ed Elena Gradara. Un nastro lungo cinque chilometri e settecento metri, cucito da centinaia di mani, prova a restituire una presenza e una voce alle migliaia di bambini palestinesi uccisi a Gaza.

Nel centro storico saranno inoltre esposte le opere dell’artista punk e antifascista russo Nikolai Oleynikov, compreso un nuovo stendardo dedicato a Hussam Abu Safiya, medico palestinese detenuto nelle carceri israeliane.

Disarmare il capitalismo, liberare la terra

La sera del 29 agosto il cortile di Palazzo Mellacqua ospiterà la presentazione del libro “Perché fermare i nuovi Ogm?”, con l’autore Francesco Paniè ed Eleonora Migno di Cospe. L’incontro entrerà nel conflitto politico che accompagna le nuove tecniche genomiche, spesso presentate come soluzione inevitabile ai problemi dell’agricoltura senza interrogare adeguatamente la concentrazione economica, i brevetti, la dipendenza degli agricoltori e il controllo delle sementi.

Alle 21, in Piazza della Libertà, il sociologo Antonio Ciniero ricorderà Sacko Bakari e introdurrà una riflessione sul lavoro agricolo, il razzismo e i processi di marginalizzazione.

A seguire, il direttore di Altreconomia Duccio Facchini e la giornalista Marzia Baldari dialogheranno sul tema “Disarmare il capitalismo, liberare la terra”. Al centro dell’incontro ci saranno le connessioni fra sfruttamento dei territori, modelli economici estrattivi e pratiche di resistenza, con particolare attenzione a quanto accade tra Albania e Salento.

La giornata terminerà con il concerto del Claudio Prima Zakor Quintet, un percorso musicale tra le due sponde dell’Adriatico, le influenze balcaniche, l’improvvisazione e le sonorità orientali.

Pensare la pace nella fatica del presente

Domenica 30 agosto proseguiranno il corso di Giornalismo di pace, il laboratorio The Spine, la Scuola di Agriculture e i Parlamenti rurali. La domanda della seconda assemblea sarà “Chi nutre la terra?”: un interrogativo che capovolge l’idea della terra come semplice risorsa a disposizione degli esseri umani e invita a riconoscere i rapporti di reciprocità dai quali dipende la vita.

Tra gli incontri della giornata ci saranno i laboratori sull’educazione in natura e sulla produzione naturale del formaggio, le attività sui diritti umani rivolte ai più piccoli e lo spettacolo “Le buone stelle”, con Michela Marrazzi e Giorgio Distante.

In serata Paolo Bosca e Rosita Ronzini presenteranno il libro “Fare Utopia”. Il critico e filosofo Marco Gatto terrà poi una lezione sul passaggio dalla questione meridionale a un “meridionalismo inquieto”, mettendo in relazione il pensiero di Antonio Gramsci e il lavoro di Alessandro Leogrande.

Il dialogo “La fatica della pace” riunirà il filosofo Federico Oliveri, la vicedirettrice del manifesto Chiara Cruciati e Tuzlanska Amica, associazione bosniaca nata durante le guerre jugoslave. Il titolo evita ogni retorica consolatoria: costruire la pace non significa invocare genericamente l’assenza di conflitto, ma affrontare le ingiustizie, riconoscere le responsabilità e ricostruire relazioni sociali distrutte dalla violenza. Il concerto “Sita” di Alessia Tondo concluderà il secondo preludio.

Il cibo è politica

Lunedì 31 agosto la grande festa finale comincerà alle 20.15 in Piazza della Libertà. Il giornalista e scrittore Christian Elia terrà un intervento intitolato “Guerra alla terra. L’ecocidio a Gaza e la guerra come crimine contro ogni forma di vita”. La guerra sarà osservata anche nelle sue conseguenze ambientali: distruzione dei suoli e delle risorse idriche, contaminazione, abbattimento degli alberi, cancellazione delle colture e impossibilità per le comunità di continuare ad abitare i propri territori.

Seguirà un collegamento con Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967, per un intervento dedicato alla Palestina e alla negazione dei diritti.

Alle 22, la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini e la giornalista Sara Manisera dialogheranno intorno a un’affermazione che attraversa l’intera manifestazione: “Il cibo è politica, la terra è futuro”. Il confronto prenderà le mosse dall’eredità di Carlo Petrini per discutere il rapporto fra produzione alimentare, comunità, biodiversità, potere economico e trasformazione sociale.

Il concerto “Reduci” di Stefano “Cisco” Bellotti con la Grande Famiglia chiuderà i tre giorni.

Accanto agli incontri, Castiglione d’Otranto ospiterà mostre e installazioni diffuse. Oltre ai lavori dedicati a Gaza, il Giardino della Pace Attiva accoglierà “Hydrocene. Fiumi selvaggi d’Europa”, esposizione dedicata alla biodiversità fluviale dei Balcani e alle mobilitazioni nate per difenderla. Al Mulino di Comunità sarà visitabile la mostra fotografica e artzine “Produzione propria: storie sull’uscio di casa”, curata da Francesca Casaluci e Clara Zanoni.

La Notte Verde si propone come una festa ecologica a ridotto impatto ambientale, inclusiva e accessibile. Tutti gli incontri e i laboratori sono gratuiti. Non si tratta di un dettaglio organizzativo, ma di una scelta coerente con l’idea che il sapere necessario a comprendere e trasformare il presente non debba essere riservato a pochi.

La manifestazione è curata da Casa delle Agriculture con il patrocinio del Comune di Andrano e la collaborazione di numerose organizzazioni sociali, culturali e ambientaliste. Il progetto grafico della quindicesima edizione è firmato da Mauro Bubbico.

Perché, mentre la terra viene ridotta a merce, frontiera da occupare o risorsa da consumare, tornare a coltivarla insieme può diventare un modo per ricostruire libertà. E per ricordare che non esiste giustizia ambientale senza giustizia sociale, né pace senza il diritto di ogni comunità ad abitare la propria terra.

Notte Verde di Castiglione d’Otranto
29, 30 e 31 agosto 2026
Tutti gli eventi e i laboratori sono gratuiti.
Programma completo: Casa delle Agriculture
Informazioni e prenotazioni ai laboratori: 328 7360408

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