Genova , il suo porto, i traffici di armi

Pressenza - Saturday, August 15, 2026

Riceviamo e pubblichiamo dalla associazione ‘The Weapon WATCH – Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei’

12 agosto 2026

Leggiamo con un certo stupore l’intervista di Simone Gallotti a Ignazio Messina, a.d. della omonima compagnia armatoriale, comparsa l’11 agosto 2026 su ‘il Secolo XIX’ a p. 13
https://blueconomy.com/it/trasporto-marittimo-e-logistica/armatori/ignazio-messina-a-genova-ce-concorrenza-grimaldi-la-invoca-a-piacimento-ma-nel-tirreno-il-monopolio-e-suo/

Il nostro stupore riguarda le non poche affermazioni circa l’osservatorio permanente sulla trasparenza nel porto di Genova.
Una parte di queste affermazioni l’abbiamo già sentita dal vivo all’audizione dello scorso 24 luglio nel Consiglio comunale di Genova, dove il dott. Messina è intervenuto per sottolineare la piena legalità di tutte le operazioni che si svolgono nel porto di Genova, cioè – andiamo a memoria ¬– «in un ambiente professionale tra i più regolamentati che esistano».

Sono le stesse parole che vengono ripetute nell’articolo, dove viene anche ribadito il «dispiacere» per la decisione comunale di istituire un osservatorio che contribuisca alla trasparenza, alla sostenibilità etica e alla sicurezza dei lavoratori del porto.

Il nostro stupore riguarda specificamente il tema del traffico di armi.

Citiamo testualmente le parole dell’amministratore delegato della compagnia Ignazio Messina & C. Spa: «Il Comune ha sbagliato mira. Si vorrebbe impedire a priori il trasporto di qualsiasi tipologia di armi attraverso il porto di Genova, anche quei trasporti che hanno ottenuto tutte le autorizzazioni e che quindi sono perfettamente legali.
Per ottenere questo risultato si vorrebbe chiedere al porto, di fatto, di infrangere la legge, rifiutando l’accosto di queste eventuali navi anche quando avessero semplicemente a bordo armi in forma legale, senza che la movimentazione delle stesse sia avvenuta nel nostro porto, come già accaduto in passato».

Trasecoliamo. Avendo partecipato alle due sedute di audizioni del Consiglio comunale di Genova, anche prendendo la parola proprio su questo tema, posso assicurare che né i firmatari della proposta di delibera – cioè tutti i capigruppo della maggioranza – né i rappresentanti del CALP auditi hanno mai sostenuto la necessità di impedire « il trasporto di qualsiasi tipologia di armi attraverso il porto di Genova».

Anzi, al contrario, come rappresentanti di Weapon Watch abbiamo chiesto con forza la trasparenza sui movimenti di armamenti in entrata, in uscita e in transito dal porto di Genova in violazione della Legge 185, che appunto regola questi movimenti.

E che ci siano state ripetute violazioni della Legge 185, e della trasparenza che la legge impone a operatori e autorità, abbiamo accumulato innumerevoli prove a Genova e alla Spezia e a Marina di Carrara e a Livorno e a Talamone e a Ravenna e a Marghera e a Trieste e a Gioia Tauro e a Cagliari … e le abbiamo raccolte e pubblicate nel nostro sito web.
Il dott. Messina abbia la pazienza di darci un’occhiata: www.weaponwatch.net

Dall’intervista sul Secolo abbiamo però indirettamente avuto la conferma che la questione “osservatorio sul traffico di armi” non è secondaria per gli interessi armatoriali e, pensiamo, anche per quelli della compagnia Messina, storicamente implicata negli scorsi decenni in consistenti movimenti di armi.

Oggi è un traffico in crescita, è propiziato e benedetto dai governi, assicura movimenti regolari, vale più delle merci ordinarie.
Non stupisce dunque il tentativo di rovesciare in senso massimalistico la richiesta di trasparenza di cui il Comune si sta facendo promotore, tentativo che ha spinto il dott. Messina al provocatorio suggerimento rivolto al Comune stesso di essere coerente e quindi di «tentare di rendere illegale, ferme restando le competenze, in Italia qualsiasi trasporto d’armi».

Carlo Tombola (presidente the Weapon Watch)

Redazione Italia