Tag - porto

AZIONE AL PORTO DI GIOIA TAURO. 5 BARCHE BLOCCANO NAVI CONTAINER DIRETTE IN ISRAELE
“Siamo in mare con 5 barche della Thousand Madleens Coalition e Global Intifada per un’azione al porto di Gioia Tauro“. Le imbarcazioni della coalizione internazionale per la Palestina hanno bloccato nella mattinata di venerdì 29 maggio l’attracco della nave porta container MSC che doveva caricare materiale bellico destinato a Israele. Le barche della MSC hanno già condotto diversi viaggi tra il porto di Gioia Tauro e quelli israeliani per movimentare materiale bellico e dual use, ancora stoccato in almeno 16 container al porto calabrese. Ci siamo collegati con Antonio, di La Base di Cosenza, a bordo di una delle imbarcazioni. Ascolta o scarica. In concomitanza, il Coordinamento Calabria per la Palestina ha convocato per questo pomeriggio, alle ore 17, un presidio davanti al porto di Gioia Tauro e alle ore 18.30 sul lungomare di San Ferdinando la conferenza stampa in cui presenterà il programma di attività organizzate per rilanciare l’azione di lotta contro la filiera bellica e l’economia di guerra. Un’iniziativa di lotta svolta in adesione allo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra lanciato con l’appello dei Giovani Palestinesi d’Italia e raccolto da diverse realtà sindacali di base. Il collegamento nel pomeriggio con Roberto, di La Base di Cosenza. Ascolta o scarica.
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto
RAVENNA: MODIFICATI CODICI ETICI AL PORTO. CAP “RISULTATO OTTENUTO DOPO MESI DI MOBILITAZIONE”
Il Cda di Sapir ha modificato il proprio codice etico introducendo un esplicito riferimento alla promozione della pace, al rispetto dei diritti umani, della Costituzione italiana e del diritto internazionale. Una scelta che arriva dopo mesi di polemiche e confronti pubblici sul possibile transito di armamenti al porto di Ravenna diretti verso aree di conflitto e che si inserisce in un percorso avviato anche dalle istituzioni locali. La decisione viene letta come il risultato di mesi di mobilitazioni e pressioni pubbliche da parte del Comitato Autonomo Portuale di Ravenna che rivendica il percorso portato avanti “alternando le mobilitazioni in piazza agli incontri più o meno formali” e ricorda come l’obiettivo fosse quello di “pretendere un porto sicuro che desse seguito alla volontà dei lavoratori”. Nel comunicato diffuso dopo la decisione di Sapir, il Cap parla di “un primo passo verso un patto sociale che garantisca la trasparenza e il rispetto delle leggi vigenti mettendo al centro il lavoro e i lavoratori”. Ai nostri microfoni Axel ed Enrico due lavoratori portuali del CAP Ascolta o scarica  
May 22, 2026
Radio Onda d`Urto
Porto di Livorno. La questura notifica “preavviso di sanzione” a un dirigente Usb
Il 18 aprile scorso una nave carica di esplosivi, mine e detonatori partita dalla base USA di Camp Darby è transitata all’interno del porto di Livorno attraverso il canale dei navicelli fino alla Darsena Toscana. Quella mattina un gruppo di attivisti e lavoratori portuali insieme a USB, Gruppo Autonomo Portuali, […] L'articolo Porto di Livorno. La questura notifica “preavviso di sanzione” a un dirigente Usb su Contropiano.
May 17, 2026
Contropiano
AL PORTO DI RAVENNA 20 TONNELLATE DI MATERIALE DESTINATE A ISRAELE E AL SUO ESERCITO. “FERMARE L’ECONOMIA BELLICA NON PORTA ALLA RECESSIONE, ANZI”
I porti italiani si stanno trasformando in hub per la guerra. Un nuovo caso è emerso presso lo scalo marittimo di Ravenna, dove si trovano attualmente 16 sacchi di materiale refrattario destinati ad una acciaieria israeliana che fornisce l’esercito di Tel Aviv. La destinazione delle 20 tonnellate del materiale dual use, proveniente dall’Austria, è l’acciaieria Hod assaf metals, con stabilimenti a Kiryat Gat, che opera come fornitore certificato del Ministero della Difesa israeliano e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), specializzata in prodotti in acciaio durevoli e ad alta sicurezza. Il 12 maggio un lavoratore del porto di Ravenna ha denunciato la presenza del materiale. “Questa acciaieria rifornisce direttamente l’esercito israeliano. L’acciaio serve a creare munizioni. Il porto di Ravenna è fulcro del traffico verso Israele, ogni settimana passano navi dirette ai porti di Haifa e Ashdod. Già nel 2025 avevamo scoperto il transito di materiale bellico, munizioni, armi e dual use, come in questo caso”, fa sapere la giornalista freelance Linda Maggiori ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Secondo il regolamento europeo 821/2021 anche il materiale dual use ha bisogno di una autorizzazione, “soprattutto se viene destinato a un paese in guerra che sta violando i diritti umani”, sottolinea Linda Maggiori. “Io ho chiamato le dogane e la Guardia di Finanza per chiedere che venisse fatta una ispezione, se questo materiale che proviene dall’Austria aveva tutte le autorizzazioni. Non sappiamo i risultati di questa ispezione ma sappiamo che la GDF questa ispezione l’ha fatta”. Cosa cambia, per lavoratori e lavoratrici, che operano in poli logistici divenuti in hub bellici? “E’ una trasformazione che almeno da qualche anno va avanti con questo traffico di armi e scambio di merci belliche”, fa sapere il lavoratore del porto di Ravenna, Stefano Cobelli, ai nostri microfoni. “Ci sono tanti portuali che non riescono a sapere che materiale stanno trasportando. Va da sè che l’informazione che arriva al lavoratore sulla piazza è inesistente”. Cosa pensano lavoratori e lavoratrici del porto? “C’è molta insicurezza e sfiducia nella possibilità di organizzare una lotta dal basso, c’è una totale mancanza di supporto sia dei sindacati e sia delle istituzioni. Già il fatto che le segnalazioni di questi viaggi vengono dai lavoratori e non da chi dovrebbe essere preposto attivamente al controllo è abbastanza imbarazzante, anche il silenzio è imbarazzante. Viene sfruttato il solito di ritornello che non far girare queste merci equivale al danno economico e alla recessione. La minaccia e il ricatto sono sempre quelli e hanno successo, sfortunatamente“, aggiunge Stefano Cobelli. L’intervista completa a Linda Maggiori, giornalista freelance e attivista del Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna, e Stefano Cobelli, lavoratore del porto e anch’egli attivista del Coordinamento. Ascolta o scarica.
May 15, 2026
Radio Onda d`Urto
Piombino. Traffico di armi al porto. Ministero conferma denuncia dell’Usb
Armi dal porto di Piombino verso il conflitto in Iran. Il ministero “conferma” quanto denunciato da USB. L’Italia si apertamente schierata con Israele e USA. Adesso basta, stop ai traffici di armi dai nostri porti. 14 maggio iniziativa a piombino. 18 maggio sciopero generale! Il 30 aprile scorso la nave […] L'articolo Piombino. Traffico di armi al porto. Ministero conferma denuncia dell’Usb su Contropiano.
May 11, 2026
Contropiano
Mare libero contro MSC e i container per Israele
Per approfondire:  https://www.marelibero.eu   Invitiamo tuttx all'assemblea pubblica a piazza Municipio alle 17 per costruire una campagna contro questo colosso della morte che ha le mani sul mare e la città. CONTESTATO IL CONVEGNO SULLA SALUTE A BORDO DI MSC DIVINA. Oggi, 7 maggio, si è tenuto un convegno su prevenzione e salute a bordo della Divina, l'ultimo gioiello della multinazionale MSC. La nave, in sosta alla stazione marittima di Napoli con i motori accesi e i fumi visibili da ogni angolo della città, ha ospitato un convegno indetto un ente no-profit noto per promuovere la cultura della prevenzione sanitaria nel mondo dello sport e una federazione dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Un gruppo di abitanti ha preso parola e con striscioni e volantini ha denunciato che l'impatto ambientale provocato dalla multinazionale sull'intera città genera un grande paradosso se, proprio a bordo di un colosso con i motori accesi, si prova a parlare di salute. MSC controlla il 90% dei flussi commerciali e turistici del porto di Napoli contribuendo allo sfruttamento incontrollato di risorse umane e naturali ed eludendo qualsiasi tipo di controllo e sanzioni. Compagnia leader dello shipping globale, la compagnia contribuisce alla devastazione dei territori e all'economia di guerra: sui container della compagnia viaggiano armi e materiale bellico usato da Israele per continuare l'occupazione dei territori palestinesi e lo sterminio a Gaza. Mentre le crociere di lusso inquinano l'aria e il mare e riversano flussi di turisti che modificano le città a misura di chi le consuma, le stive delle sue navi cargo alimentano l'industria della morte. Come si può parlare di prevenzione e salute su queste navi che producono inquinamento e morte? No MSC, No Morte Su Container. Movimenti Sulla Costa!!
May 7, 2026
Radio Onda Rossa
Porto di Livorno: azione diretta per fermare il traffico di armi
Il transito di una nave carica di armi ha provocato ancora una volta proteste nel porto di Livorno. All’alba del 18 aprile attivisti e attiviste hanno bloccato l’apertura del ponte girevole sul Canale dei Navicelli ritardando così il transito della nave Freeberg, carica di munizioni ed esplosivi, proveniente dalla base USA di Camp Darby e diretta al porto. L’iniziativa ha visto la partecipazione di varie realtà studentesche e sociali su iniziativa di USB. Da segnalare l’intervento repressivo delle forze dell’ordine che hanno interrotto il presidio pacifico contro il traffico di armi sul territorio e rimosso il sit-in dei manifestanti portandoli via di peso. Sulla vicenda sono intervenuti il Coordinamento Antimilitarista Livornese e la CUB Toscana. Il Coordinamento Antimilitarista Livornese esprime la propria solidarietà e il proprio sostegno agli attivisti, che hanno dimostrato ancora una volta quello che è possibile fare per contrastare la deriva bellicista del nostro Paese. La CUB Toscana ricorda che l’austerità salariale non verrà risolta con il riarmo e che la regione è tristemente da tempo zona nevralgica per la logistica militare statunitense, indispensabile alle guerre di Donald Trump. I territori sono attraversati dal trasporto di armi, le università attirate nella trappola delle tecnologie duali e della ricerca a fini di guerra, con potenziamento dei finanziamenti in questa direzione, le scuole rese destinatarie della propaganda militare. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università della Toscana esprime solidarietà alle organizzazioni attive citate sopra, e le invita ad organizzare quanto prima una iniziativa unitaria contro i processi di militarizzazione delle scuole, l’attraversamento di convogli militari sul territorio e la riconversione dell’economia civile a militare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
LIVORNO: PORTUALI BLOCCANO IL TRANSITO DI UNA NAVE CARICA DI ARMI USA. LA POLIZIA SGOMBERA IL PRESIDIO
All’alba di sabato 18 aprile i lavoratori del porto di Livorno hanno bloccato il transito di una nave che stava trasportando armamenti statunitensi verso la base militare Usa di Camp Derby. Non appena ricevuta l’informazione sul transito della nave cargo, il sindacato di base Usb, il Gruppo Autonomo Portuali e l’Ex Caserma Occupata di Livorno hanno organizzato il presidio. Lavoratori, lavoratrici, attiviste e attivisti si sono raggruppati sul ponte che deve essere aperto per consentire il transito delle navi dal porto, preparandosi alla resistenza passiva. Poco dopo la Polizia è intervenuta con i reparti della celere per sgomberare il presidio di lavoratori, compagne e compagni livornesi. “La Polizia ancora una volta si è schierata dalla parte della guerra”, commenta Simone, del Gruppo Autonomi Portuali. “La celere si è schierata dalla parte di chi esporta guerra, di chi permette un certo tipo di traffico catalogandolo come ‘servizio essenziale’. Noi sappiamo che il traffico di armi non è un servizio essenziale, la nostra non è interruzione di pubblico servizio”, continua Simone. “Ribadiamo ancora una volta – conclude – che siamo noi quelli dalla parte giusta. Che bloccare le armi è giusto, non è un reato. Questa forma di repressione e di delegittimazione delle lotte deve finire”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Simone, compagno del Gruppo Autonomo Portuali di Livorno. Ascolta o scarica. [L’immagine si riferisce alle giornate di mobilitazione per la Palestina e la Global Sumud Flotilla del settembre 2025]
April 18, 2026
Radio Onda d`Urto
Livorno. La polizia interviene al porto per garantire carico di armi da Camp Darby
Alle prime luci della mattina di sabato 18 aprile, a Livorno, grazie alla segnalazione da parte dei lavoratori è scattata la mobilitazione contro l’ennesimo transito di materiale bellico: era previsto il transito della nave Freeberg carica di munizioni ed esplosivi, proveniente dalla base americana di Camp Darby. Decine di attivisti […] L'articolo Livorno. La polizia interviene al porto per garantire carico di armi da Camp Darby su Contropiano.
April 18, 2026
Contropiano
Trieste. Sciopero al porto contro il traffico di armamenti
La Capitaneria di Porto di Trieste ha autorizzatol’imbarco di materiale d’armamento – definito “materiale tecnico NATO” – sulla nave Dardanelles Seaways, in partenza dal terminal HHLA-PLT. Lo ha fatto con un atto ufficiale, non si tratta di indiscrezioni o ricostruzioni: è un provvedimento dello Stato che individua mezzi, container, data […] L'articolo Trieste. Sciopero al porto contro il traffico di armamenti su Contropiano.
April 3, 2026
Contropiano