
AMSI-UMEM-UXU: terremoto in Colombia, presidi medici locali a rischio di collasso
Pressenza - Tuesday, August 11, 2026Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7.4 ha devastato la zona centro-occidentale, colpendo duramente la regione del Chocó e grandi centri urbani come Cali, Pereira e Manizales.
Il bilancio temporaneo delle autorità e dei soccorritori parla di oltre 132 morti, più di 570 feriti e decine di dispersi, con oltre 86 edifici crollati e le strutture ospedaliere di Cali in allerta rossa e saturate al 100%.
Il Sudamerica torna così a vivere un incubo sismico a poche settimane dai drammatici eventi che hanno sconvolto la vicina Venezuela, prefigurando una gravissima crisi sanitaria e logistica per l’intera area.
Sull’impatto di questa immane tragedia e sulle urgenti necessità di soccorso, le associazioni e i movimenti della rete — tra cui AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, denominata anche UNIONE PROFESSIONISTI DELLA SANITÀ INTERNAZIONALI), CO-MAI (Comunità del Mondo Arabo in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), l’agenzia AISCNEWS (agenzia mondiale di informazione senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE — analizzano, riflettono ed esprimono profonda vicinanza al popolo colombiano, evidenziando il rischio imminente di collasso per i presidi medici locali.
Nel merito della crisi interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale ed esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata:
Siamo di fronte a un quadro clinico e umanitario devastante.
Il Sudamerica appare letteralmente dilaniato: prima la tragedia in Venezuela e ora questo terribile sisma che ha piegato la Colombia.
A nome di tutta la nostra rete associativa e dei movimenti, desidero esprimere il nostro cordoglio più profondo alle famiglie delle vittime e la nostra totale solidarietà a tutte le comunità colpite.
Le prime 72 ore dal sisma sono cruciali per salvare le vite rimaste sotto le macerie.
Gli ospedali di Cali e delle zone limitrofe sono allo stremo, con reparti saturi ed emergenze continue.
Come rete associativa e movimenti chiediamo con la massima urgenza la creazione di corridoi sanitari e umanitari, l’invio tempestivo di materiale medico-chirurgico, kit di rianimazione e farmaci salvavita, unitamente a squadre di specialisti in medicina d’emergenza e traumatologia.
Bisogna intervenire subito per impedire una catastrofe secondaria causata dalle infezioni e dal sovraccarico delle strutture sanitarie.
OSPEDALI AL COLLASSO E COLLEGAMENTI INTERROTTI
L’onda d’urto del terremoto ha paralizzato i collegamenti strategici della regione: ben sei scali aeroportuali hanno dovuto interrompere le attività per verifiche di sicurezza e crepe nelle piste, ostacolando il trasferimento rapido dei pazienti più gravi e la distribuzione dei beni di prima necessità. Tra le criticità maggiori registrate dai soccorritori vi è la carenza d’acqua potabile e di energia elettrica nelle aree rurali della regione del Chocó.
L’emergenza in Colombia richiama anche uno dei temi al centro dell’impegno della rete associativa e dei movimenti attraverso il Manifesto internazionale Unione per l’Italia, presentato tre mesi fa: rafforzare il confronto e le strategie comuni sul rapporto tra ambiente, atmosfera, salute e geopolitica.
«Occorre intensificare presso le ASL l’attività dei dipartimenti dedicati alla salute, all’ambiente e alla prevenzione, rafforzando la capacità di affrontare le conseguenze sanitarie delle emergenze ambientali e climatiche – sottolinea Aodi – L’aumento delle temperature, l’inquinamento atmosferico, le alluvioni e gli altri eventi estremi impongono una prevenzione più forte e una maggiore preparazione dei sistemi sanitari. Ambiente e salute sono strettamente collegati e per questo il Manifesto Unione per l’Italia dedica ampio spazio alla prevenzione, alla tutela della salute pubblica e alla cooperazione internazionale di fronte alle emergenze».
MOBILITAZIONE E APPELLO INTERNAZIONALE
Di fronte alla gravità della situazione, la rete associativa e i movimenti rinnovano l’invito alle organizzazioni internazionali e alle istituzioni europee affinché coordinino una risposta di supporto rapida ed efficace, affiancando i professionisti della sanità sul campo per tutelare la salute pubblica e la sicurezza della popolazione colpita.