“L’industria della salute. Farmaci, privatizzazione e affari. Ecco perché un’altra medicina è necessaria”, il nuovo libro di Vittorio Agnoletto
La nostra Costituzione riconosce la tutela della salute come diritto universale
e garantisce le cure agli indigenti, ma oggi la possibilità di curarsi appare
sempre più dipendente dalla dimensione del singolo portafoglio. Quotidianamente
vengono riportate notizie di lunghe liste d’attesa e di cittadini che rinunciano
a curarsi, ma raramente si va oltre la cronaca, alla ricerca delle cause e delle
responsabilità di tale situazione. La sanità, dalla cura, all’assistenza e ai
farmaci, costituisce oggi uno dei principali mercati mondiali che coinvolge
grandi realtà industriali e fondi finanziari. Un ristretto gruppo di aziende
farmaceutiche, Big Pharma, ha il monopolio, in Occidente, nella produzione dei
farmaci; gli accordi TRIPs sui brevetti impediscono a milioni di persone di
accedere alle cure. Il tentativo di costruire un’azienda farmaceutica pubblica a
dimensione europea è stato immediatamente contrastato. La prevenzione è ridotta
ai minimi termini. In Italia il peso della sanità privata è in continua
crescita, ma pubblico e privato in sanità hanno obiettivi opposti: il primo
cresce sulla salute, il secondo sulla malattia.
Negli ultimi decenni, la sanità italiana ha subito una trasformazione profonda e
silenziosa: smantellamento progressivo del Servizio Sanitario Nazionale,
avanzata del privato nella medicina pubblica, logiche di mercato applicate alla
salute come bene comune.
L’industria della salute. Farmaci, privatizzazioni e affari. Ecco perché
un’altra medicina è necessaria, di Vittorio Agnoletto, offre uno sguardo lucido
e documentato su questi meccanismi, intrecciando la dimensione locale e quella
globale.
Il libro affronta diversi piani: dalle conseguenze dello smantellamento del SSN
e della penetrazione del privato nella sanità pubblica alle forme di attivismo
possibili e alle strategie necessarie per riconquistare il diritto alla salute.
Un’analisi che non si ferma alla denuncia, ma interroga le radici strutturali di
un sistema in cui farmaci, appalti e privatizzazioni si intrecciano con
interessi economici spesso lontani dal benessere collettivo.
A emergere è un quadro in cui la salute rischia di diventare merce e in cui la
resistenza passa dalla conoscenza, dalla mobilitazione e da una visione
alternativa di medicina e cura.
Un libro che riapre il confronto su universalità, accesso e giustizia sanitaria.
Prezzo: 18,00 euro
ISBN: 979-12-5543-130-5
Paper First (SEIF S.p.A.) – www.paperfirst.it
Dal 26 maggio in libreria e in tutti gli store online.
Vittorio Agnoletto. Medico, insegna all’Università degli Studi di Milano,
conduce 37e2 la trasmissione sulla salute di Radio Popolare, è membro di
Medicina Democratica e dell’associazione Costituzione Beni Comuni, dove pubblica
la newsletter Diritti in Salute. È stato tra i fondatori e presidente della Lega
Italiana per la Lotta contro l’Aids (Lila).
Nel 2001 è stato portavoce della delegazione italiana al Forum Sociale Mondiale
di Porto Alegre e in seguito del Genoa Social Forum in occasione del G8 a
Genova. Nel 2004 è stato eletto al Parlamento Europeo nel gruppo della Sinistra
Unitaria Europea. Presentatore per l’Italia della petizione europea per rendere
i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale. Autore di numerose
pubblicazioni scientifiche e di vari saggi tra i quali: L’eclisse della
democrazia, Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova, Feltrinelli, 2011 e 2021
(con Lorenzo Guadagnucci), Senza respiro. Un’inchiesta indipendente sulla
pandemia Coronavirus, in Lombardia, Italia, Europa, Altreconomia 2020.
Redazione Italia